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Gp Maelsia F1 2010: i giudizi

Gp Malesia: Vettel, Webber, Rosberg - Photo by Clive Mason/Getty Images

Gp Malesia: Vettel, Webber, Rosberg - Photo by Clive Mason/Getty Images

Dopo tre gare ci ritroviamo con tre vincitori diversi su tre macchine diverse e una classifica mondiale cortissima con otto piloti chiusi in un fazzoletto di punti; situazione analoga anche fra i costruttori, regalando così uno scenario aperto ed equilibrato.

A Sepang si riscatta la Red Bull dopo le precedenti delusioni patite; bravo Rosberg che porta al podio la sua Mercedes, mentre Kubica ormai non è più una sorpresa.

Non male il weekend della Force India. La gara di Ferrari e McLaren è invece condizionata dalle scelte assurde ed insensate del sabato.

Sebastian Vettel – vincente e graziato
Parte benissimo dalla terza posizione ritrovandosi in testa dopo il primo tornante. Da quel momento la gara è decisa: i diretti avversari nel mondiale sono lontani alle prese col traffico, e Webber rimane dietro a guardargli le spalle. Non serve forzare inutilmente, l’affidabilità questa volta non tradisce e per il giovane tedesco arriva la prima vittoria stagionale, tanto cercata nei due precedenti Gran Premi. Un brivido gli corre lungo la schiena a gara finita per il doppiaggio effettuato su Trulli sotto bandiere gialle; ma l’italiano stava rallentando per problemi tecnici sulla sua Lotus e il tedesco non aveva scelta.

Mark Webber – un buon riscatto
Nel Q3 è l’unico che scende in pista con le intermedie. Sembra una follia, una perdita di tempo, un’azzardo inutile mentre gli altri nove piloti segnano i loro tempi con le rain. Invece dopo un giro sofferto, quelle gomme lo catapultano in pole, sverniciando tutti a cominiciare da Rosberg staccato anni luce. Una piccola rivincita dopo un paio di gare ricche di ombre. Al via subisce il sorpasso del suo compagno di squadra, ma le gerarchie sono chiare, e oggi il suo compito era quello di completare la doppietta per la Red Bull. Cosa che porta a termine col giro più veloce della gara, per quanto possa essere significativo.

Nico Rosberg – ottimo podio
La sua qualifica stava per mettersi male, invece riesce a passare il primo turno e in griglia è in prima fila. In gara mantiene la terza posizione, senza lasciarsi sfuggire l’opportunità regalata da McLaren e Ferrari. Il podio è il coronamento di un inizio di stagione ottimo per il pilota tedesco, la cui dedizione nel lavoro svolto con il suo nuovo team è assolutamente da applaudire.

Robert Kubica – una conferma
Ormai le sue prestazioni non stupiscono più. Con quella macchina che alla presentazione non faceva paura a nessuno sta ottenendo dei risultati eccezionali. Oggi è quarto, dopo aver mantenuto a denti stretti il ritmo di Rosberg per evitare il ritorno di Sutil e Hamilton. Altri 12 punti che lo collocano nei primi 8 piloti racchiusi in un intervallo di 15 sole lunghezze.

Adrian Sutil – ottimo quinto posto
Concretizza un weekend iniziato con una sessione di qualifica che lo ha sempre visto nelle prime posizioni. Sfrutta tutte le buone qualità della vettura e non commette errori, neanche quando si tiene dietro Lewis Hamilton fino alla fine della gara. Un risultato che rafforza il sesto posto del team.

Lewis Hamilton – bravo ma scorretto
E’ vittima delle scelte scriteriate del proprio team in qualifica, che verranno analizzate in seguito, e la sua non può che essere una gara di rimonta. E’ bravo a recuperare, si rende protagonista di uno splendido sorpasso all’esterno della prima veloce “esse” ai danni di Buemi, ma quei continui cambi di direzione per chiudere Petrov sono una nota stonata in una domenica positiva: una volta tanto il regolamento parla chiaro e quella manovra era da sanzionare; la bandiera biaco-nera serve a poco perché il vantaggio tratto da quei ripetuti spostamenti se lo è tenuto. Passa alle gomme morbide, recupera rapidamente su Sutil, dietro al quale si incolla fino alla fine della gara senza mai riuscire ad effettuare un tentativo di sorpasso, forse affascinato dal posteriore della Force India…

Felipe Massa – leader del mondiale
E’ un altro dei piloti che inizia una gara già compromessa al sabato. Scatta bene al via, salta Alonso in difficoltà col cambio rimanendogli davanti. Perde però troppo tempo nelle fasi iniziali dietro le Toro Rosso, sempre incapace di portare un attacco convincente a sottolineare qualche difficoltà della Ferrari nella prima parte di gara con gomme dure. Nel finale passa Button con decisione e agguanta un settimo posto che significa la leadership nel mondiale.

Jenson Button – pulitissimo
Parte bene e sembra voler iniziare un bel recupero dopo aver perso la possibilità di lottare nel Q2 a causa di un’uscita di pista quando era riuscito miracolosamente ad ottenere un tempo migliore degli ultimi 7; invece cambia subito gomme, e passa alle dure con le quali deve arrivare fino in fondo alla gara. Sfrutta al massimo la sua guida attenta e pulita per risparmiare i pneumatici e nel finale si difende come può dal ritorno di Massa e Alonso con quattro gomme che ormai non ne possono più.

Jaime Alguersuari, Sebastien Buemi e il team Toro Rosso – primi punti
I due piloti sono vicini l’un l’altro già dalla qualifica e in gara tengono dietro le due Ferrari nel corso della prima metà. Alguersuari è particolarmente pimpante e si esibisce in un sorpasso all’esterno ai danni di Hulkenberg, quasi una fotocopia della manovra effettuata da Hamilton. Un nono posto che equivale ai primi due punti stagionali per il team italiano; i primi in assoluto per il giovane spagnolo.

Nico Hulkenberg, Rubens Barrichello e il team Williams – scelte errate
Vanno benissimo in qualifica, vanno male in gara. Forse scommettono su un Gran Premio bagnato e scelgono un assetto da pioggia. Hulkenberg si comporta bene, ma cede posizioni una dopo l’altra prima di assestarsi in decima. Barrichello si blocca sulla griglia e il recupero è di quelli senza tanta convinzione. Insieme a Buemi, è l’unico pilota a fermarsi due volte ai box.

Fernando Alonso – weekend nero
Parte sapendo di avere un duro lavoro davanti a sé. Le cose si mettono subito male con problemi al cambio che lo perseguitano per tutta la gara; la conferma arriva ogni volta che la regia mostra il camera car dello spagnolo e si sente che qualcosa non va in scalata. Cambia gomme molto tardi, e con pneumatici freschi recupera in breve tempo su Button che cerca di passare in tutti i modi. Poi Gianfranco Mazzoni in telecronaca pronuncia la fatidica frase: “se questo dovesse essere l’ordine d’arrivo, Alonso resterebbe in testa nel mondiale piloti”. E’ più che sufficiente: poco dopo il suo V8 passa a miglior vita in una nuvola bianca.

Timo Glock, Lucas Di Grassi e il team Virgin – prima gara conclusa
Glock si toglie la soddisfazione di entrare in Q2, ma poi rovina tutto in gara. Di Grassi, superati i guai tecnici che lo costringono a qualificarsi in ultima posizione, vede per la prima volta la bandiera a scacchi. Alti e bassi per la scuderia di Richard Branson che soffre ancora qualche problema di troppo.

Karun Chandhok, Bruno Senna e il team HRT – entrambi al traguardo
Continuano i piccoli passi avanti per la scuderia spagnola che oggi riesce a portare entrambe le vetture in fondo alla gara. Nel confronto diretto fra i piloti è da notare che Senna è battuto dal suo compagno di squadra sia in qualifica, dove prende quasi un secondo, che in gara, dove arriva dietro e con un miglior crono di mezzo secondo più alto rispetto a Chandhok.

Jarno Trulli, Heikki Kovalainen, e il team Lotus – autoscontro con le Virgin
Il finlandese regala alla squadra la soddisfazione di passare per la prima volta la Q3 nel Gran Premio di casa. In gara però Kovalainen si tocca con Di Grassi e succesivamente è costretto a fermarsi; Trulli prima se le deve vedere con Glock, in seguito abbandona a pochi giri dalla fine. Il team è comunque soddisfatto del ritmo tenuto in gara.

Vitaly Petrov – positivo
Per essere un rookie si comporta molto bene a Sepang, sia in qualifica che in gara. Non ha nessuna colpa nel confronto con Hamilton, nel quale aveva la concreta possibilità di riprendersi la posizione persa. Infine il guasto che pone fine in anticipo alla sua corsa.

Vitantonio Liuzzi – sfortunato
E’ più lento del suo compagno di squadra, ma poteva riuscire a completare un bel weekend per la Force India. Però la sua monoposto non ne vuole sapere, peccato.

Michael Schumacher – in difficoltà
La sua gara non è giudicabile, finita pochi giri dopo il via mentre se ne stava solo soletto in sesta posizione. Fa riflettere piuttosto il secondo di distacco rifilatogli da Rosberg nel Q3, sul bagnato, sulla carta il suo terreno ideale.

Pedro De La Rosa, Kamui Kobayashi e il team Sauber – troppa fragilità
In gara i piloti sono vittime della scarsa affidabilità dei propri mezzi, e lo spagnolo non riesce neanche a schierarsi. In qualifica, però, si erano comportati bene, col giovane giapponese in grado di entrare addirittura nel Q3.

L’angolo degli orrori
Questa settimana: McLaren e Ferrari

Per questi due team il Q1 è una formalità, non devono sforzarsi molto per ottenere in 20 minuti un tempo migliore di Lotus, Virgin e HRT; non è necessario per loro dare il 110% fin dall’inizio o rischiare l’inverosimile per proseguire nelle qualifiche. Ma evidemente il loro motto è “o tutto o niente” e scelgono la strada autolesionista di seguire i consigli delle previsioni meteo invece di alzare lo sguardo al cielo per rendersi conto che la pioggia non stava diminuendo affatto. Risultato: vergognosa eliminazione in qualifica, battuti da Lotus e Virgin, squadre derise e criticate a inizio stagione, e ovviamente gara compromessa. Nella pazzia anche Red Bull e Mercedes seguono una strategia quasi simile ma uscendo un pelo prima riescono a salvarsi, anche se in extremis.
Ma in fondo non c’è da stupirsi più di tanto, fa parte della moderna quotidianità se le promesse del bel tempo proiettate su un monitor hanno di gran lunga più valore della realtà delle gocce di pioggia che cadono sulla testa.

Scritto da: British grenadier

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4 Commenti

  1. Ferrari inguardabile!
    Ha ragione Domenicali a non essere soddisfatto del week-end. Purtroppo è da qualche anno che al muretto optano per strategie discutibili. In particolare quando il meteo è incerto.
    Quaesta volta i danni sono limitati ma non si può essere sempre fortunati.

  2. Io ho proposto di prendere Paolo Corazzon come meteorologo!!!!!

  3. Chi troppo vuole nulla stringe.
    Mi dispiace per la ferrari,un po meno per Alonso.

  4. ferrari inguardabile? Domenicali ci sta regalando l’ennesima stagione deludente!
    Da quando c’è lui la Ferrari non ha mai vinto per una strategia migliore degli altri!
    Con Brown, a volte si vinceva anche in condizione di inferiorità tecnica per le sue scelte, quì siamo al limite del ridicolo, con la macchina migliore o seconda solo alla Redbull ed almeno un pilota degno di diventare campione del mondo (e non parlo di Massa), riusciamo a portare a casa solo 6 punti!
    inutile dire che siamo ancora primi, altrimenti finirà come l’anno scorso che a furia di ripetere che eravamo terzi alla fine siamo stati superati dalla mclaren!
    SVEGLIATI montezemolo, cambia la gestione sportiva!!
    questa non è da Ferrari…