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Ritorniamo ai motori liberi in F1!

Alonso rompe il motore

Alonso rompe il motore

Ebbene sì, ciò che si attendeva da giorni adesso è realtà. La Ferrari ha chiesto alla FIA di poter intervenire sui propri motori, al fine di porre rimedio ai problemi tecnici riscontrati in questi primi GP. L’ennesima presa in giro reciproca. Basterebbe liberalizzare e “scongelare” i motori, ma non lo vogliono fare

Una volta, nell’epoca della F1 del fare, se i motori si rompevano erano affari amarissimi dei team e dei motoristi. Le autorità sportive, come ovvio e giusto, ne restavano fuori: “rompi? Cavoli tuoi!”.

Oggi no. In F1, è bene ricordarlo, esiste una sorta di “balance of performance”, sottaciuto, misconosciuto, tenuto nascosto ad arte dalla FIA e dai team stessi. Un balance of performance atto a ristabilire, ove necessario, l’equilibrio prestazionale tra i diversi (si fa per dire…) motori.

Nel 2008, fu la Renault ad usufruire del magico bonus: un ritocco là ed uno qua, ed ecco che Alonso sul finire della stagione si rimise a macinare podi e vittorie dopo un campionato tutto in salita. Nel 2009, invece, furono i motori Mercedes a beneficiarne sottobanco: 20 mila giri minuto invece dei regolamentari 18 mila, McLaren e Force India che, dopo molte gare ad inseguire o addirittura nelle retrovie, iniziarono a seminare gli avversari (ricorderete le scandalose prestazioni Force India a Spa). Un balance, invero, sino adesso applicato quando a prender paga sono i team danarosi e facoltosi, politicamente convenienti ed i motoristi con pedigree, quelli per cui al baraccone della F1 fa comodo che lottino per le prime posizioni e per il titolo (alla faccia dell’uguaglianza…).

Ora tocca alle Ferrari. La moria dei V8 di Maranello, su Ferrari e Sauber, ha spinto il Cavallino a chiedere il jolly. A quanto pare, è il comando pneumatico delle valvole la croce dei motori Ferrari. Ma come mai lo scorso anno la Ferrari non ha patito tali rotture e quest’anno sì? Come è possibile tale involuzione se, per regolamento, i motori non possono e non debbono essere modificati, toccati, nemmeno aperti per verificare la causa delle eventuali rotture, essendo congelati, anzi, ibernati? E come è spiegabile tale involuzione se i legislatori tecnici della FIA sono i veri progettisti dei motori, bloccando e regolamentando di fatto ogni parametro tecnico?

C’è solo una spiegazione plausibile e verosimile: in Ferrari, durante l’inverno, sono state apportate modifiche sostanziali ai V8, in barba ai regolamenti. È tutta una contraddizione: è in vigore, ormai da anni, il cosiddetto congelamento dei V8, regola che di fatto cozza con questo balance of performance. Se vinci non puoi toccare il motore, se rompi o non vinci la FIA ti concede un…aiutino! Del resto, alla FIA il balance of performance piace tanto, salvo poi seminare malcontento e confusione ovunque esso venga applicato, dal WTCC al FIA GT.

C’è da scommettere che anche altri team e motoristi hanno già usufruito o usufruiranno di tale “balance”. È l’ennesima presa in giro reciproca, specie sotto regime di congelamento, di motori tutti uguali, di prestazioni allineate già senza l’ausilio del balance of performance (se ci sono 5 CV di differenza tra i vari motori è già grasso che cola!). Basterebbe liberalizzare, scongelare i motori per tornare a vedere una vera competizione, non drogata da artifici mentitori e passati volontariamente sotto silenzio: facile, ma FIA e team non vogliono. Meglio appiattire ogni contenuto tecnico, meglio evitare brutte figure e porre rimedio alle eventuali rotture grazie agli “sconticini” della FIA.

Se dai prossimi GP i V8 Ferrari non si romperanno più, sappiamo già il perché. Per la serie “il trucco c’è, ma non si vede“.

Scritto da: Paolo Pellegrini

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5 Commenti

  1. La regola del congelamento dei motori è assolutamente una delle più assurde della F1, per di più accettata ed approvata dagli stessi costruttori. Inoltre, secondo me, il motore è forse una delle poche parti di una vettura di F1, che può avere contenuti tecnologici importabili sulle auto di serie. In un periodo nel quale anche i consumi sono diventati importanti io proporrei di liberalizzare i motori, fissare un limite del serbatoio piuttosto restrittivo con benzina omologata e poi lasciare ai costruttori il compito di costruire il motore migliore in queste condizioni….altro che parametri tutti bloccati. Vabbè fantaformula1…..sicuramente del 2013 faranno un altro regolamento assurdo che ucciderà ancora di più la competizione.

  2. Basta con questa farsa dei motori congelati. Vogliamo anche i V 6 (che non costano più di un V8), i V10 ed anche i V 12 e i boxer. Ma chi li vuole, anche i motori in linea, Ovviamente alesaggio libero (perchè fare un motore con alesaggio diverso non costa mica di più). E poi se un motore si rompe si deve pur intervenire per migliorarlo o no? La rottura è un costo! Il balance è sempre stato automatico in altri tempi: se vuoi arrivare in fondo sempre non puoi esagerare.
    Bruno

  3. Esatto, il balance prima era un fatto obbligato e naturale, le modifiche si facevano da una gara all’altra e si poteva recuperare molto gap in poco tempo grazie a modifiche sostanziali.
    Ora cambiare un diffusore o fare un f-duct è un’opera colossale e da milioni di dollari!
    Ah poi ringraziamo Bernie per aver tolto i test privati, così in pista metà delle auto si rompono o non vanno come devono (la Virgin al simulatore, a detta dei tecnici, era una “bestia”)…

  4. caro Pellegrini, in quanto ad acidità stai peggiorando, fra le molte cose sacrosante che dici non hai perso il gusto della provocazione gratuita ….. vabbhè … il peperoncino non fa male se non si esagera …

  5. Io il tono lo condivido, come del resto il senso generale dell’articolo.