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Post Gp Spagna: cambia tutto, anzi no!

mercedesgp

E’ la gara che ci riporta alla normalità, dopo gli spettacolari Gran Premi a cui avevamo assistito nelle passate settimane. Ritornano i trenini in una pista, quella di Barcellona, sempre particolarmente avara di sorpassi, e in questo caso anche di spunti.

Vediamo nuovamente una Red Bull veloce ma delicata, una McLaren che potrebbe raccogliere di più ma che vede sfumare un bel secondo posto, una Ferrari a dua facce, con un Alonso che nella gara di casa fa quello può e sfrutta le disgrazie altrui per salire sul podio, e un Massa in crisi, forse già sul piede di partenza da Maranello per una destinazione a tutt’oggi sconosciuta. E infine una Mercedes che cambia tutto per non cambiare nulla.

Perché proprio questo sembra essere il leitmotiv del Gran Premio spagnolo: tante modifiche, tante novità, l’annuncio di una probabile rivoluzione delle forze in campo, ma nella sostanza i risultati cambiano poco o nulla. Nella noia di una gara narcotizzante e abbastanza scontata, l’attenzione viene focalizzata in maniera quasi esasperante verso delle illusioni, proclamando cambiamenti o novità che in realtà risultano privi di valore.

Il condotto delle meraviglie
Prendiamo l’F-duct ad esempio, questo famigerato sistema che manda in stallo l’ala posteriore. Per tutto il sabato e buona parte della domenica non si è sentito parlare d’altro in telecronaca e nei commenti dal paddock, su tutti i vantaggi che questo sistema offrirebbe. Scorrono le immagini dei camera car che mostrano piloti costretti a ballare la macarena nell’abitacolo al solo scopo di ottenere un briciolo in più di velocità sul rettilineo. Ma la verità la conosciamo, ed è che da anni ci vengono lette le velocità di punta migliori che però raramente appartengono ai piloti che poi risultano essere i più veloci sul giro e in gara. E’ solo un valore, preso da una fotocellula in un centrimetro di un circuito. E’ un attimo, quando si sa che i tempi si fanno in ben altri tratti della pista. Volete dei valori significativi? Se Alonso e Massa in qualifica sono i più veloci con quasi 312kmh, al 4° e 5° posto di questa classifica troviamo i due piloti della HRT, che ottengono gli ultimi tempi della Q1, con Senna che non si sarebbe nemmeno qualificato se fosse stata in vigore la regola del 107%. Ne volete un altro? Nelle qualifiche del Gran Premio di Cina, con un altro lunghissimo rettilineo che avrebbe dovuto esaltare le doti dell’F-duct, le più veloci sono le due Williams, seguite da Hamilton con a ruota Vettel, la cui Red Bull è sprovvista di tubatura extra come le due monoposto di Grove. Inutile proseguire, basta questo per capire che tutta la diatriba su questo condotto delle meraviglie è un po’ sprecata; può regalare qualcosa, nessuno lo mette in dubbio altrimenti i team non investirebbero su una ricerca così affannosa, ma su di esso si ha la sensazione che venga data troppa attenzione per il ruolo che realmente ricopre. Anche perché se davvero regalasse tanta velocità in più, avremmo dovuto assistere a molti più sorpassi, o almeno più tentativi. In effetti Button ci prova più volte su Schumacher, ma poi si arrende e decide di stargli dietro fino alla fine della gara nonostante una vettura sensibilmente più veloce. Un film già visto e rivisto prima ancora che spuntasse l’F-duct.

Le inutili giustificazioni
Ore di discorsi sul condotto magico e intanto chi vince e semina il panico è un progetto partorito da uno staff tecnico che al momento non prende neanche in considerazione l’ipotesi di adeguarsi all’ultima moda. Non è una sorpresa che la Red Bull sia in grado di generare un notevole carico aerodinamico, già in Bahrain si poteva apprezzare l’efficacia di queste monoposto nel tratto misto del circuito arabo. Era ovvio immaginarsi che nei lunghi curvoni in appoggio di Barcellona, le vetture di Newey avrebbero trovato pane per i loro denti. Invece i distacchi del sabato, per quanto importanti, creano imbarazzo fra i commentatori che avanzano una teoria ridicola: la Red Bull sarebbe in ottima forma perché su questa pista avrebbe già provato durante l’inverno. E gli altri dove avrebbero svolto i loro test nell’ultima settimana di febbraio?

Mercedes – complimenti per la mossa
Ma fra le arrampicate sugli specchi c’è spazio per parlare della nuova Mercedes. Passo lungo, presa dinamica sdoppiata, cambiamenti radicali; il risultato di settimane di lavoro, la speranza di dar battaglia a tutti con una vettura rivoluzionata e far vedere agli altri che dalla Spagna in poi sarà tutta un’altra musica. Peccato che Rosberg sprofondi nell’anonimato dopo quattro gare brillanti mentre Schumacher torna sì in zona punti, ma le prestazioni generali della vettura non migliorano affatto, visto che Ferrari e McLaren restano comunque più veloci, per non parlare della Red Bull. Forse era meglio lasciare tutto com’era, almeno Rosberg otteneva risultati migliori, ma si sa, l’immagine basata sugli investimenti è tutto…

Vitantonio Liuzzi – altra mossa vincente
E se alla Mercedes si fanno rivoluzioni che somigliano più a involuzioni, Liuzzi corre in Spagna con un telaio completamente nuovo, dopo aver dato la colpa al vecchio per giustificare le opache prestazioni dei precedenti Gran Premi. Un tentativo che almeno sulla carta dovrebbe consentirgli di stare più vicino a Sutil. Invece non cambia nulla, perché in qualifica supera la Q1 solo grazie a Barrichello che riesce a fare peggio di lui, mentre in gara nessuno si accorge della sua presenza. Inutile tirare fuori il guasto patito nel finale dell’ultima sessione di prove libere per giustificare un weekend andato male. Semplicemente non ci siamo e le lamentele attorno al telaio sembrano autentiche scuse.

Lotus – c’è stato davvero un passo avanti?
Ma la sensazione di radioso ottimismo convolge anche Jarno Trulli che si rallegra per i passi avanti fatti dal team. Sì, ma quali? In Cina le due monoposto fanno segnare nel Q1 un tempo che è il 104% di quello di Hamilton. In Spagna si qualificano con un crono di poco superiore al 104% di quello di Webber. In gara Kovalainen non parte, mentre Trulli vede il traguardo con i soliti due giri di distacco e un giro più veloce inguardabile e di poco migliore rispetto a quelli delle due Virgin, sulle quali il pilota abruzzese si dice contento di aver guadagnato. Va bene, ma dove sono esattamente questi progressi?

Felipe Massa – meglio con l’ala rotta
Anche la Ferrari viene aggiornata, e lui prosegue il suo progressivo allontamento dalle posizioni che contano, sparendo, vivendo un weekend in ombra, diciamo pure in crisi. Occupa posizioni di rincalzo, poi il contatto con Chandhok e il danno all’ala anteriore. Ma il bello è che da quel momento i suoi tempi iniziano a scendere. Se bastava questo a risolvere i suoi problemi di bilanciamento e di aderenza, allora in Ferrari dovrebbero considerare più spesso l’ipotesi di prendere a martellate i flap anteriori quando le cose, dal punto di vista tecnico, iniziano a mettersi male. O semplicemente evitare di passare ore in galleria del vento a studiare la forma di un pezzetto di carbonio la cui utilità sembra scarsa.

Gianfranco Mazzoni – il cecchino
Lui invece non cambierà mai nemmeno in apparenza. Ne avevamo già parlato delle sue infallibili doti nel momento in cui pronuncia la frase “se questo dovesse essere l’ordine d’arrivo allora la classifica del mondiale vedrebbe…”. In Malesia ne aveva fatto le spese Alonso. Questa volta le vittime sono due. Il primo è uno sparo che centra Vettel, il secondo è un colpo di mortaio che pone fine alla positiva giornata di Hamilton. Una mira a dir poco infallibile.

L’angolo degli orrori
Questa settimana: Nico Hulkenberg
Nel momento decisivo del Q2 il team gli chiede di fare due giri puliti. L’ingresso nel Q3 è improbabile, si cerca solo un miglioramento nella posizione. Solo due giri puliti, niente di più. Ne fa mezzo, il secondo addirittura lo abortisce. E in gara le cose non vanno meglio e termina nella tanto amata 16a posizione. Nelle formule minori aveva ben figurato, qui sta deludendo, soprattutto nel confronto con gli altri rookie, fra i quali il migliore dall’inizio dell’anno è Petrov.

Scritto da: British grenadier

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9 Commenti

  1. speriamo che continui così mazzoni allora !!!!! al momento la mira è a dir poco eccezionale :D

  2. Semplicemente Massa aveva involontariamente creato alla sua macchina un flap a geometria variabile ( dato che si era svincolato nei punti di appoggio ) e il bello è che sarebbe vantaggioso per tutti ma é Proibito dal regolamento.

  3. puttasca è verissimo.. quando spara mazzoni non ce n’è per nessuno.. ah ah ah…

  4. Più che Ferrari a due facce, parlerei di Ferrari a due tipologie di piloti, unio grintoso ed uno moscio. Massa non può sperare di essere alla pari con Alonso se non tira fuori gli attributi e smette di piagnucolare. Se è il grande pilota che crede di essere lo dimostri coi fatti; diamine ha una Ferrari!
    Valete Giuseppe

  5. Mazzoni cecchino è stratosferica!!!! ha una mira infallibile? allora speriamo che impari dove mirare!!!! :) ))

  6. infatti quando ha detto che il pezzo di ala in pista era della mc laren non aveva sbagliato…aveva solo previsto il futuro….santo subito!!!

  7. Secondo quel che dice ( Mazzoni ) mi tocco le palle e faccio gli scongiuri da diversi anni….ha il senso veramente di portare sfiga, è il CORVO della F1, gli andrebbe data la patente di iettatore….il bello è che ci piglia proprio…bontà sua.

  8. Sinceramente non condivido il commento sull’F-duct che secondo me non tiene conto di quanto siano cariche o scariche le auto. Non significa molto che la HRT sia tra le più veloci se poi in curva ha talmente poco carico che arranca. L’F-duct secondo me funziona perché consente di avere meno carico in rettilineo ed è ciò che chiunque vorrebbe avere, non il contrario. Sono d’accordo sul fatto che non dia grandissimo vantaggio ma in F1 anche i centesimi valgono. Certo se si vieta si elimina solo qualcosa che presto o tardi avranno tutti, a parte Red Bull che forse è talmente forte nel pacchetto aerodinamico da poterne fare per ora a meno, quindi poco male non cambierebbe nulla.

    Per quanto riguarda la Mercedes io non credo che sia peggiorata. Red Bull, Ferrari e McLaren non sono stati certo a guardare portando molte novità ed il miglioramento della casa tedesca, anche se ammetto non così grande quanto le aspettattive, non ha raggiunto l’esito sperato. In F1 si migliora sempre, non si sta fermi o si è perduti.
    La cosa bella è che prima i detrattori di Schumacher dicevano che lui doveva abituarsi alla macchina (forse nata sbagliata) ed ora omettono che Rosberg debba abituarsi ad un passo più lungo che forse consente di risparmiare più gomma… semmai a mio avviso Schumacher non sarebbe mai riuscito a tenere dietro Button. Comunque Rosberg, se effettivamente pensasse che non c’è stato miglioramento, potrebbe anche decidere di tornare al passo corto ed allora vedremmo realmente se sia stato un miglioramento oppure no.

  9. In Ferrari manca il concetto di aerodinamica e una buona dose di inventiva e innovazione.
    Da quando seguo la F1, e sono parecchi anni ormai, non ho mai visto la Ferrari portare una innovazione prima delle altre…ha sempre copiato arrivando dopo le altre…il cofano motore allungato con la pinna: copiato, il diffusore: copiato, il F-Duct: copiato, pinne varie ed eventuali: tutte copiate, gli specchietti con compito aerodinamico: copiati. Non è possiblile continuare così…Manca la fantasia e la conoscenza. E’ come se gli altri arrivassero prima (anche se irregolari, ma ci arrivano).
    Per non parlare della aerodinamica: gli italiani sono un disastro e lo sono sempre stati. Esistono costruttori italiani che costruiscono aerei? Che io sappia no. Gli italiani sono molto tecnici e sono dei motoristi. Probabilmente la Ferrari ha un telaio che è uno dei peggiori della F1, solo che questa carenza viene compensata dalle altre qualità meccaniche.
    A inizio anno si parlava di fondo piatto innovativo con delle luci e dei coltelli che davano la possibilità di convogliare molta più aria sul fondo per sfruttare al meglio il diffusore…mi chiedo che fine abbia fatto questo fondo piatto. O era una bufala o non l’hanno mai realmente montato, o era una porcheria totale.
    Si dice che la RedBull la McLaren e la Force India (e qui mi astengo da qualsiasi giudizio…) sia più performante dal punto di vista aerodinamico.
    La Renault ha il migliore sistema di partenza, la Renault e la RedBull hanno la migliore trazione in uscita di curva, La McLaren la Mercades e la Force India hanno il motore migliore del lotto.
    Vila scio con questa provocazione:
    E la Ferrari???