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Marlboro, Ferrari, F1 e codice a barre!

Scuderia Ferrari

Scuderia Ferrari

Nei giorni scorsi il ‘Times‘ ha titolato: “La Ferrari fa pubblicità subliminale alle sigarette“.

Il quotidiano inglese ha così aperto la discussione sull’utilizzo del cosiddetto “codice a barre” da parte della Ferrari per fare pubblicità alla Marlboro (Philip Morris).

Tra la Scuderia di Maranello e il colosso del tabacco c’è un contratto di sponsorizzazione fino al 2011, per una cifra prossima ai 100 milioni di dollari a stagione.

La discussione si è subito trasferita sul web con pareri a favore dell’una e dell’altra parte. La stessa Ferrari è intervenuta e in maniera ufficiale, scomodando addirittura il Presidente Montezemolo, ha dichiarato: “Francamente credo che questa polemica sia del tutto inutile e che si stia sfiorando il ridicolo nel sostenere che il colore rosso o un elemento grafico che riproduce un codice a barre possano indurre la gente a fumare. In un momento in cui, sull’altra riva dell’Atlantico c’è chi si sta battendo per un sistema sanitario più equo, nella vecchia Europa ci sono presunti esperti che si lambiccano con teorie prive di basi scientifiche: penso che ci siano cose più importanti a cui pensare piuttosto che un codice a barre. Meglio quindi non perdere altro tempo nel replicare a sciocchezze come queste e a chi, in maniera strumentale, le vuole alimentare”.

Inoltre, sempre la stessa Ferrari, aveva tenuto a precisare che “Nessun logo o marchio appare sulle monoposto dal 2007, anche nei Paesi dove la legge lo consentirebbe”.

A nostro avviso il ‘Times‘ ha sollevato un tema concreto che forse però altro non ha fatto che aumentare la visibilità mediatica del noto brand di sigarette. Inoltre la Philip Morris non investe certo cifre così importanti se non ha dei ritorni misurabili in termini sia mediatici che di vendita.

Dopo tutto, sin dai tempi della sponsorizzazione con il Team McLaren, il logo Marlboro cominciò ad essere sostituito con quello di un “codice a barre”, come mostrato nella foto sotto e anche la stessa Ducati utilizza un logotipo simile, se non identico a quello della Ferrari, sulle carene delle sue Moto Gp.

McLaren MP4-4

McLaren MP4-4

Il Gran Premio di Spagna è ormai alle porte; vedremo che cosa deciderà di fare la Ferrari. Potrebbe “tornare” a una colorazione tutta rossa, concordando con lo sponsor una linea che possa aumentare ancora una volta il “buzz” attorno a una vicenda che, ripetiamo, non ha fatto altro che aumentare le vendite di sigarette Philip Morris.
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13 Commenti

  1. avete scoperto l’acqua calda E OVVIO che il codice a barre sottointende lo sponsor marlboro lo sanno tutti, e perche’ mai la philip morris dovrebbe sponsorizzare la Ferrari se poi non gli fa pubblicita’?
    certo e’ che fa incazzare

    visto che gli sponsor del tabacco sono proibiti in f1 , ma il nome della squadra iscritta in FIA E’ FERRARI MARLBORO…..ridicoli…….

    THE DRAKE

  2. Ridicola direi essere la polemica sollevata, ma tantè….
    Cmq, le regole stesse che vietano la publicizzazione dei tabacchi, sono in evidente conflitto con quelle che invece garantiscono il libero commercio nei paesi industrializzati, europa inclusa.
    Per questo con ci sarà mai seguito pratico a questa inutile polemica sollevata da uno studioso che farebbe meglio ad interessarsi dei problemi a cui attualmente deve far fronte l’umanità.

  3. La Ferrari fa pubblicità ad un prodotto evidentemente nocivo alla salute: questo è quel che conta, di là del codice o del logo, e credo dovrebbero prendersi le proprie responsabilità, ammettendo che per soldi sono disposti a reclamizzare, suggerire, proporre, incitare al consumo di sigarette…..
    La F1 è piena di contraddizioni, come sostenere Telethon e contemporaneamente essere sostenuti dalla Philip Morris.

  4. da ex fumatore..e ne sono contento

    estratto dall’articolo…
    “A nostro avviso il ‘Times‘ ha sollevato un tema concreto che forse però altro non ha fatto che aumentare la visibilità mediatica del noto brand di sigarette. Inoltre la Philip Morris non investe certo cifre così importanti se non ha dei ritorni misurabili in termini sia mediatici che di vendita.”

    Tutto quello che deve essere tirato fuori dall’ articolo è solo esclusivamente questo, il resto è tutta facciata per far credere al “mondo” che si stà combattendo contro il fumo….tutte fandonie
    in due parole il times sollevando il tema hà semplicemente fatto pubblicità alla Philip Morris…siete sicuri che non siano daccordo? sono tanti i milioni in ballo..sopratutto quello che incassa lo stato dalla vendita dele sigarette….ricordate……. i soldi seguono i soldi…….

  5. bravo Bimbo !!! hai centrato il problema!!

    io la vedo così:
    mi piacerebbe sapere chi si ricordava che il codice a barre da tanto tempo sostituisce la vecchia Marlboro … credo che molti nemmeno ci facessero più caso .. e sicuramente non quei giovanissimi che si sono avvicinati alla F1 recentemente quando la scritta era già sparita …
    OCCORREVA RINFRESCARE LA MEMORIA in un modo lecito , cioè facendo la parte di chi va contro …. bella furbata!

  6. @Rufus
    Il fatto che le regole siano in conflitto con quelle del libero commercio non è una valida autorizzazione per prendersi il diritto di eludere una legge. Quel logo sanno tutti cosa significhi. Fa tenerezza la Ferrari che si ostina a negare…

    @Circusf1
    Mentre la massa dei blog difende la Ferrari a spada tratta, CircusF1 ha il merito di aver pensato con la propria testa su una questione che vale la pena chiarire una volta per tutte ;-)

  7. scusate se dico la mia da non fumatore: io seguo la f1 dagli anni 70 da quando in pratica esistevano solo sponsor tabaccai. Bene, ho trascorso molto tempo vedendo i marchi di sigarette portati a spasso per il mondo dalle carrozzerie delle f1 in quella che è l’età in cui si comincia a fumare però non ho mai fumato. L’influenza ci sarebbe stata forse nel cambiare marchio di sigaretta se avesse sponsorizzato un team al posto di un altro. Quindi per me polemica inutile, e direi inutile vietare pure la pubblicità dei tabacchi

  8. adesso ho capito perche’ i motori ferrari vanno spesso in fumo.

  9. Silver star ha completamente ragione, sta storia degli sponsor tabaccai vietati è una gran ca**ata. Ho visto sponsor di sigarette dappertutto nelle corse, soprattutto nei filmati di gare meno recenti. E non ho mai fumato, tanto meno m’è mai venuta voglia di fumare guardando una Lotus con livrea JPS.
    Se mai come dice silver star, chi fuma già prova a cambiare marca ma niente di più.
    Poi sta vicenda mette in luce tutta l’ipocrisia di sto proibizionismo:
    Non si parla più di sponsor tabaccai in F1? Bene scateniamo un polverone sulla Malboro e la Ferrari, così si torna a parlare di Marlboro e Philip Morris nonostante ci sia un codice a barre.
    E poi comunque fino a qualche tempo fa lo facevano tutti, il cerchio rosso della Honda al posto del simbolo Lucky Strike, le Ben ” ” on ed Hed ” ” es della Jordan, i simbolini bianchi sulle Renault al posto del logo Mild Seven e così via…
    E’ ovvio che sta polemica è una montatura, philip morris e il times saranno sicuramente d’accordo.
    Io toglierei il divieto e la finirei con ste balle. Che tornino pazienza!
    Perchè il Johnny Walker sulla Mclaren è un logo di acqua minerale? Allora dovrebbero vietare anche gli alcolici. Ripeto, secondo me è solo proibizionismo e perbenismo finto ed inutile.

  10. Allora, secondo me va chiarita una cosa: sul fatto di vietare gli sponsor tabaccai si può anche discutere. Ma adesso c’è una legge e bisogna rispettarla. Anche se ti chiami Ferrari.

  11. Non intendo difendere lo stato ma sembra che spenda molto di più di quello che incassa per curare le malattie dovute al fumo di tabacco.
    Meglio in ogni caso non pubblicizzare questi prodotti.

  12. Sorpresa: il codice a barre è scomparso dalla macchina
    http://www.grandchelem.it/?p=4671
    Allora, come la mettiamo adesso?

  13. Ora che il codice a barre è scomparso la sponsorizzazione è ancora più efficace; tutti nel corso di questo weekend abbiamo ‘’studiato” la livrea della Ferrari e non abbiamo potuto non pensare alla Marlboro. Si è scelto di fare rumore con il silenzio ed il gioco è riuscito.