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Intervista doppia: Ecclestone vs Alonso

Ecclestone e Alonso - Foto: Ferrari

Ecclestone e Alonso - Foto: Ferrari

Bernie Ecclestone, l’uomo che ha reso la Formula 1 lo sport globale che è diventata ai giorni nostri.

Fernando Alonso, il pilota di maggior successo degli ultimi cinque anni.

Insieme conoscono la Formula 1 a menadito ed entrambi sono in grado di darci un punto di vista privilegiato sull’universo Ferrari.

Lo spagnolo ha coronato la sua ambizione di guidare per la Scuderia di Maranello dopo aver conquistato due titoli mondiali, mentre Ecclestone riconosce che la Ferrari è un pezzo di Formula 1 che non ha prezzo.

Q: Bernie, Fernando, che cosa vi fa pensare che la combinazione Ferrari-Alonso possa essere così fruttuosa come quella Ferrari-Schumacher?

Fernando Alonso: “Non saprei dire, spero solo che sia così! Ho l’impressione che alla gente piaccia questa combinazione, in tutto il mondo. Soprattutto in Spagna e in Italia c’è un grande entusiasmo e ciò mi rende orgoglioso. Le voci che prima o poi questo rapporto sarebbe nato sono state in giro per anni.”

Bernie Ecclestone: “C’è ancora una grande differenza fra le due coppie. Quando Michael era con la Ferrari non aveva praticamente rivali. La consuetudine in quegli anni era che Michael conquistava la pole e vinceva la gara. Date un’occhiata agli avversari di Fernando oggi: ci sono i due piloti della Red Bull, i due della McLaren e lui deve far meglio di loro per fare la pole. La concorrenza è molto più grande quindi non si possono paragonare le due situazioni.”

Q: Bernie, anche se ci sono tanti bravi piloti in giro, hai sempre detto che se fossi un team principal sceglieresti una coppia formata da Fernando Alonso e Sebastian Vettel …

BE: “Assolutamente corretto”

Q: Ci sono delle ragioni specifiche?

BE: “Naturalmente. Penso che Sebastian abbia la classe per vincere un titolo iridato, cosa che Fernando ha già dimostrato di avere. E’ una questione di qualità. Secondo sarebbero una coppia ideale perché si completerebbero a vicenda? Non sei d’accordo Fernando? Sebastian non avrebbe alcun problema a correre insieme a te: e tu?”

FA: “Giusto. Non avrei alcun problema con Sebastian”

BE: “E’ quello che dico anch’io. Ognuno di loro tratterebbe l’altro con rispetto, senza essere influenzati dal fatto di essere comunque avversari.”

Q: Avere sotto contratto entrambi non sarebbe molto economico. Metteresti tanti soldi sul tavolo?

BE: “Naturalmente!”

Q: Fernando, quando ha avuto luogo il meeting cruciale con la Ferrari, quello che ti ha dato la certezza che il tuo sogno di guidare per questa squadra sarebbe diventato realtà?

FA: “Quando lasciai la McLaren alla fine del 2007 avevo già in mente che avrei voluto, prima o poi, guidare per la Ferrari: questo era il mio obiettivo. Non ho avuto esattamente il mio periodo migliore alla McLaren. La storia della Formula 1 dice chiaramente che Ferrari e McLaren sono le squadre più forti e, quindi, per rendere perfetta la mia carriera sapevo che sarei dovuto andare alla Ferrari. All’inizio era solamente un sogno ma l’estate scorsa ci sono stati alcuni incontri che hanno reso possibile questo sogno. Dopodiché le cose sono andate davvero veloci e non mi sono lasciato sfuggire quest’incredibile opportunità.”

Q: Si vede che sei perfettamente a tuo agio vestito di rosso …

FA: “E’ assolutamente vero: mi sta alla perfezione, come un guanto! La mentalità italiana è molto simile a quella spagnola così come il modo di vivere. Entrambi abbiamo la stessa passione per le corse: si può dire che si sono unite due parti che si appartenevano da lungo tempo.”

Q: Bernie, hai seguito la carriera di Fernando sin dagli inizi – la sua prima stagione alla Minardi, quella alla McLaren, gli anni e i successi con Flavio Briatore e la Renault. Come CEO della Formula 1 ti avrà fatto piacere sapere che la Ferrari si era impegnata con Fernando …

BE: “Sì, soprattutto perché Fernando è un tipico pilota da Ferrari. E’ un combattente con un cuor di leone e ha la passione per la competizione e le corse. Tutto combacia perfettamente.”

FA: “Vero. Inoltre, sono orgoglioso di essere parte della storia della Ferrari e del novero dei suoi piloti. Sento anche una grande responsabilità per questo ruolo. La Ferrari ha un numero incredibile di tifosi in tutto il mondo e questo è incredibile: so che cosa si aspettano e sono assolutamente pronto a farlo.”

Q: Che cosa rende la Ferrari così speciale?

FA: “Per esempio, la passione che c’è nel lavorare per la Ferrari. La si può vedere in ogni persona che lavora in quest’azienda: tutti amano la Ferrari. Se si visitano gli stabilimenti a Maranello la passione si può sentire, respirare. E’ questo che li fa andare tutte le mattine in fabbrica alle 8. Ognuno di loro prova piacere nel vedere una Ferrari girare per la strada perché sanno di aver contribuito a costruire quel sogno.”

BE: “Dobbiamo essere onesti: non c’è nessun pilota sulla griglia che non abbia il sogno di essere un pilota Ferrari prima o poi. Ne sono sicuro, perché la Ferrari trasmette delle vibrazioni davvero speciali. D’altra parte, la pressione su suoi piloti è molto più forte che in qualsiasi altra squadra. Fernando, penso che tu sia d’accordo su questo. Naturalmente vuoi vincere quando sei alla Renault ma la passione che si ha quando si guida una Ferrari e l’immensa pressione che si sente per fare la prestazione non sono quelle cose che, almeno una volta in carriera, un pilota vuole provare?”

FA: “E’ esattamente così. Amo questa pressione. Amo la sensazione di dover assolutamente fare risultato, schierarmi alla partenza come il favorito. Ciò spiega perché le ultime due stagioni alla Renault siano state particolarmente difficili per me. Sapere che dopo le qualifiche al massimo avrei potuto essere ottavo o nono non era esattamente quello che volevo. Per questo preferisco trovarmi ora in questa situazione: più è forte la pressione, più la gente si aspetta da me e più mi sento a mio agio.”

Q: Bernie, hai uno spiccato senso per gli affari. Perché la Ferrari è così speciale per te?

BE: “Ci sono due cose che non perderanno mai il loro valore: la Formula 1 come prodotto e la Ferrari come marchio. Senza voler pestare i piedi a nessuno, devo dire che il resto può andare e venire e, alla fine, non fa la differenza. E’ qualcosa di inesplicabile e c’è anche un non so che di tragico ma è così e bisogna accettarlo.”

Q: Fernando, hai detto che vuoi finire la tua carriera con la Ferrari. Ciò implica che intendi restare a lungo a Maranello …

FA: “Sì, lo spero. Almeno questo è il mio obiettivo. Voglio portare risultati, dare sempre il massimo e, alla fine, vincere, quanto più a lungo e quanto più spesso possibile.”

Questa intervista è stata realizzata da formula1.com ed è stata pubblicata contemporaneamente anche su Sport Bild, El Mundo e Corriere della Sera.

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