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Formula 1, sport di squadra oppure no?


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Ormai la Formula 1 sta diventando uno sport di squadra. Brutto ma sempre più vero. Team manager, piloti e pubblico appassionato sono sempre più orientati verso tale direzione. Una direzione non ortodossa, che farà crollare ancor di più le quotazioni della F1, sempre più lontana dalla gente.

La Formula 1, come tutto il motorismo, non è e mai dovrà esser considerata uno sport di squadra. Altrimenti, sarà la fine (quella definitiva…) di tutto. In questi giorni impazza la polemica circa le disavventure ferrariste in quel di Germania. Accuse e difese si accavallano e si inseguono. I difensori della Ferrari, come il team, Alonso e pure Massa (perché costretto dalle circostanze), ciancano di “gioco di squadra”, “la squadra prima di tutto”. Ma così facendo, lo sport del motore perde la faccia.

Immaginate questa scena. Valentino Rossi che, per far vincere il titolo a Lorenzo (due box separati ma stessa squadra, come avviene in F1!), lascia passare lo spagnolo. Incredibile quanto inverosimile, irreale! Eppure, nella F1, ancora vige la legge del “primo pilota”, sempre e comunque: “qui comando io!”. Ormai, i famigerati due galli nel pollaio non esistono più, o almeno, si cerca sempre di render mansueto uno dei due eventuali galli.

Come ha ben commentato un nostro lettore, il pubblico si attende sempre lotta vera, genuina, non risultati già preconfezionati al briefing pre-gara. Ma come: si vuole la lotta in pista, e poi si giustificano azioni come quelle viste ad Hockenheim?

Il motorismo è uno sport individuale: nel momento in cui volgari, sconci, inutili e discutibili ordini di scuderia ed il concetto di squadra travalicano e si impossessano della scena, siamo di fronte ad una devianza del concetto stesso di “sport individuale”.

Certo, i piloti debbono sapersi mettere al servizio della sqaudra quando necessario, ma non si può impostare il motorismo su questi principi. Il motorismo (fortunatamente) non è il ciclismo, sport individuale ma in cui i gregari non vinceranno mai una corsa (salvo imprevisti apocalittici) poiché scudieri del campione di turno.

È questo un problema che la F1 dovrà affrontare, al più presto. Mai come oggi, il concetto di squadra ha raggiunto livelli stucchevoli, illogici, deleteri per il bene del motorismo e della F1. “Il primo avversario è il tuo compagno di squadra”, si diceva un tempo.

Jean Todt, a capo della FIA, ancora non osa pronunciarsi a riguardo. Ovvio, proprio lui che nel 1993, quando era ancora in Peugeot, congelò le posizioni alla 24h di Le Mans dopo appena 4 ore di gara: Eric Hélary/Christophe Bouchut/Geoff Brabham davanti, Thierry Boutsen/Yannick Dalmas/Teo Fabi secondi, terzi Philippe Alliot/Mauro Baldi/Jean-Pierre Jabouille. Il tutto con ancora 20 ore di corsa davanti! Quello stesso Todt che, in Ferrari, trasformò l’ordine di scuderia e la figura del secondo pilota in principi indiscutibili.

La squadra a tutti i costi? Piloti come semplici impiegati-sottoposti? Lotta in pista sì, ma…non troppo per non danneggiare gli interessi di squadra? Vengono prima gli interessi del team o le lotte tra piloti, anche tra compagni di scuderia? Piloti come calciatori: ci si passa il pallone per raggiungere assieme il medesimo scopo oppure piloti come atleti di atletica leggera, ossia tutti contro tutti?

Tutti vogliamo la lotta in pista, anche tra compagni di squadra? Dopo questi ultimi giorni, i dubbi crescono, crescono, crescono, crescono…

Scritto da: Paolo Pellegrini

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29 Commenti

  1. io seguo la F1 dal 1981 e tranne qualche rara occasione, vedi prost – senna, è sempre stata uno sport di squadra, tanto è vero che pure senna dopo che prost se ne andò in ferrari non volle piu un compagno di squadra scomodo, come non lo volle schumy, come non lo vuole valentino in motogp,tanto è vero che per non sarebbe mai andato in ducati con stoner come compagno.

    • stoner non ci sara di fatti, tanto per dar forza al tuo discorso..

  2. ma certo che è un gioco di squadra! Lo sbaglio è considerare i 2 piloti, e fare in modo che essi si considerino, due enti completamente separati tra loro!

    • Per essere considerato uno sport di squadra, ci dovrebbe essere solo il titolo costruttori e non quello piloti. Attenzione Giulietta, non facciamo confusione. Non è uno sport di squadra.

      • e allora perchè, se non è un gioco di squadra, il titolo piloti viene considerato come un grande lavoro da parte non solo del pilota, ma dell’intera squadra?? non siamo ridicoli..è giusto che esista titolo costruttori e titolo piloti…ma non si può pensare che a un certo punto della stagione il pilota meglio messo non venga aiutato dall’intera scuderia e se è necessari anche dall’altro pilota…! allora la squadra dovrebbe starsene zitta e lasciare fare al pilota in solitudine? non mi sembra! questi giochetti di squadra ci sono da sempre..poi c’è chi li fa meglio e chi li fa peggio ed è un’altra questione….e sarebbe anche meglio annullare la regola che li vieta..tanto..alla fine…non è il pilota che vince e basta, ma anche la sua macchina e..ci risiamo..l’intera scuderia…! non è uno sportivo di atletica che corre da solo…sotto il sederino ha una bella monoposto!

      • Tempo fà c’era anche il mondiale marche per vetture sport, sport prototipi,g.turismo e turismo ed era più seguito della stessa F1,poi comunque fù affossato di conseguenza nacque il titolo costruttori in F1 per cui diventarono della squadre a tutti gli effetti con le conseguenze che sappiamo,prima era solo mondiale piloti.

      • è uno sort di squadra perchè, senza meccanici e tutto il resto, il pilota i farebbe le pippe, in tutti questi sport, quando il pilota vince, ringrazia il team, perche senza di lui non farebbe niente..ecco la squadra!

  3. io mi sono rotto le scatole delle ipocrisie di questo pseudomoralista che è paolo pellegrini, hai rotto.
    perchè tutte queste critiche non le hai fatte quando barrichello ha dovuto cedere la posizione a button lo scxorso anno, oppure quando Raikkonen ha dovuto cedere la posizione a Massa due anni fa, forse perchè più che appassionato di motori sei un tifoso di massa oppure non ti piace alonso, ma ti ricordo che i tifosi del cavallino(fortunatamente) tifano per la macchina non per il pilota come dimostrato negli ultimi 40 anni.
    Se vuoi che diventi uno sport individuale allora bisogna eliminare la formula 1 perche così come è strutturata (Mondiale Piloti Mondiale Costruttori) i soldi vanno alle scuderie che provvedono a pagare i Piloti.
    Facessero un Campionato PILOTI, con un Monomarca dove alla scuderia non vengono dati premi o soldi, dove sono i piloti a pagare le scuderie per farsi assistere e sopratutto un solo pilota per box, se non deve esserci il gioco di squadra, a cosa cazzo serve una squadra??

  4. Non so voi ma io sono stufo di questo discorso!
    Ognuno la pensa a modo suo, quindi non se ne varrà mai a capo.

    Quello che conta è che ora Alonso è a -34 da Hamilton e sta per cominciare un altro weekend!

    Seguo la formula 1 dagli inizi degli anni 80 ed essendo appassionato mi sono informato sulla storia della F1 assorbendo avidemente libri e vedendo documentari.

    Sinceramente io continuo a non scandalizzarmi più di tanto, anche perchè secondo me paragone con altri sport non è possibile (vedi le moto).
    Addirittura negli anni 50 i piloti “gregari” mettevano a disposizione la loro vettura (durante la gara stessa!) al pilota principale nel caso di rottura di quella di quest’ ultimo.
    Inoltre negli anni 60 e 70 (e anche più recentemente) i così tanto decantati costruttori inglesi mettevano a disposizione del primo pilota il telaio migliore e gli ultimi aggiornamenti creando disparità evidenti tra i vari piloti della stessa scuderia!!

    Quindi credo che tutte queste polemiche siano dettate un po dal momento…sarà una moda che passerà!!

    • Poi dicono che i giornalisti non fomentano polemiche.Comunque ti dò un consiglio và un po a ritroso nel campionato Mondiale Marche,quello che succedeva nelle squadre,dopo di che in effetti sta storia comincia a seccare ,ciao :)

  5. Ma non avete proprio altri post? E’ sempre stato così ma di cosa si sta parlando?

  6. MA BASTA DAI…ABBIAMO CAPITO TUTTI COSA E’ SUCCESSO DOMENICA ADESSO NON VOGLIO PASSARE I MIEI PROSSIMI ANNI A SAPARLARE ANCORA DI QUESTO.BRAVA LA FERRARI BRAVI TUTTI VIVA LA F…F…FORMULA1!!(COSA PENSAVATE CHE AVESSI DETTO???).
    BASTA A QUESTO CLIMA DI TENSIONE …FERRARISTI…ANTIFERRARISTI …MASSIANI…ALONSIANI.SIAMO TUTTI SULLA STESSA BARCA.GUARDIAMO AVANTI E NON INDIETRO ALTRIMENTI RISCHIAMO DI BRUTTO.

  7. bene.. finalmente qualcuno è stufo quanto me… seguo gianluca… alcuni dicono che è di squadra e altri no… che dire.. secondo me esiste il team quindi diciamo “c’è del gioco di squadra”… però bo.. per il bene dello spettacolo in pista sarebbe meglio che i piloti siano divisi.. comunque secondo me sono casi…. non è una cosa che si infligge a inizio anno e non è una cosa che si vede tutte le domeniche.. o almeno spero…

    vedremo dai.. per intanto son stufo di ripetermi…

  8. @Giulietta Sprint

    Ti correggo, scusami. Non è un gioco di squadra. Il titolo piloti lo vince il pilota. Ovviamente vi è un grosso lavoro da parte di tutto il team, ma il premio non è in comune. Vinto il campionato, un pilota porta il titolo alla sua carriera. Al costruttore va l’onore di aver fornito al pilota la vettura vincente, guadagnandoci in prestigio. In seguito, vi è il premio da affidare al costruttore, ma solo se conseguito.
    Quello della F1, non è una vera e propria squadra, ma un’equipe. Una squadra, in senso sportivo, è un gruppo di persone, che entrano a far parte nel medesimo ruolo di gioco. Si può avere una squadra di calcio, formata da calciatori, una squadra di rugbi, o di basket, ma non una squadra formata da due piloti, da meccanici ed ingegneri. I due piloti inoltre, non entrano nel medesimo gioco, in quanto ogn’uno di loro. conduce la propria gara e il loro ruoli non sono in comune, ma individuali. Ciascuno gioca la sua partita con punteggio personale. Una squadra di calcio che va in goal, invece il punto va attribuito all’intero gruppo di gioco e non a chi ha messo a segno il goal.
    I mondiali vinti da Shumacher in Ferrari, li ha vinti lui e non l’intero gruppo di lavoro, infatti i loro nomi, nelle vittorie, non hanno alcuna menzione d’onore. :)

    • I mondiali vinti da Shumacher in Ferrari, li ha vinti lui e non l’intero gruppo di lavoro, infatti i loro nomi, nelle vittorie, non hanno alcuna menzione d’onore? alcuna menzione di onore??? io non la vedo proprio così….eh! e ripeto…se fosse come dici tu allora perchè è dai tempi di Nuvolari che si fanno questi giochetti di squadra (squadra!) per avantaggiare il singolo pilota??? Concludendo direi di vederla così…..la formula 1 non nè un gioco di squadra come lo può essere il calcio, nè un gioco individuale come chi corre a piedi….ma è a metà tra i due…e, ovviamente, questo essere a metà, è dato dall’esistenza del mondiale piloti insieme a quello costruttori!

  9. BASTA!

    stiamo rigirando una frittata vecchia di decenni, bruciacchiata già tempo fa.

    Un pilota da solo non può vincere nulla, un auto da sola idem.

    La F1 è uno sport di squadra, altrimenti non ci sarebbero due piloti ma uno, è uno sport dove si deve cooperare a vari livelli:
    Pilota
    Meccanici
    Responsabili sportivi
    Strateghi

    se uno di questi elementi non funziona non si è competitivi, si può avere il pilota migliore del mondo ma se la macchina non è messa a punto come si deve, se la direzione sportiva non fa il suo lavoro, e se la strategia di gara è sbagliata non si arriva da nessuna parte.

    In questo insieme c’è anche il compagno di squadra.

    Quante volte abbiamo visto in passato che il compagno di squadra di un pilota facesse di tutto per rallentare il diretto avversario del proprio compagno?

    la F1 è nata come sport di squadra, indipendentemente se i piloti in un team siano uno o due.

    e basta con questa storia, ha stancato.

    • @Giulietta Sprint
      Tu non la vedi proprio così, ed è una tua opinione, ma difatti non corrisponde alla realtà.
      La squadra, cerca in tutti i modi di avvantaggiare il proprio pilota, in quanto il pilota vince per la sua gloria e i suoi successi, la squadra lo fa per portare avanti un marchio, affinchè esso divenga sempre più blasonato.
      Il pilota, per un costruttore, è il mezzo mediante il quale, può dimostrare la grandezza del suo marchio e dei suoi prodotti. Per la Ferrari, vincere, significa innalzare il prestigio delle proprie vetture sportive stradali. Più vittorie si conseguono con lo stesso marchio, più quel marchio diviene simbolo di qualità e l’oggetto a sua volta diviene più ambito. Ti risulta che chi ama le macchine, la prima cosa che fà avendone la possibilità economica prenota una Ferrari? Questo prestigio sarà maturato in 60 anni di F1 non credi?

      @Brother Fang
      Certo che un pilota da solo non vince nulla, ma neanche un regista senza la troupe vince l’oscar, e l’oscar è suo non della troupe. Vi è l’oscar per miglio attore protagonista, ma non vincono nulla tutti gli altri, eppure senza loro, il film col cavolo che lo realizzi. Il regista, senza gli operatori macchina, il film non lo gira, eppure gli operatori non beccano l’oscar. Fai confusione.
      La F1 non è uno sport di squadra, in quanto, ripeto, il team tutto, non è una compagine sportiva. Se così la dovessimo considerare, ci accorgeremmo che alcune cose, non tornerebbero. Esempio: Se Alonso vincesse il campionato, lo vincerebbe lui ed il team. Se a vincere il campionato, fosse Massa, a vincere sarebbe Massa ed il team. In pratica, il team vincerebbe sempre, ma non uno dei piloti. Come si fa a considerare squadra, un gruppo di persone, fra le quali uno pur collaborando non vince niente? Ciò dimostra il fatto che è uno sport individuale e non di squadra. Il mondiale lo vince O Alonso O Massa, su vettura Ferrari, ma non lo vince il team Ferrari. Gli altri, sono solo tecnici.
      Inoltre la ragione che non vi è schierata una sola vettura per marchio, è perchè per disputare un mondiale, necessita un numero minimo di vetture in griglia da raggiungere. Senza questo numero di partecipanti non è possibile la disputa. Infatti, proprio il campionato 2010, ha rischiato di non potersi realizzare a causa della mancanza di vetture. Si era infatti ipotizzato, se ricordi bene, l’ipotesi di schierare una terza vettura per raggiungere il numero necessario in griglia. Fortunatamente non è stato così e anche la Renault che voleva abbandonare si è iscritta al mondiale.
      Vedi Brother, noi siamo qui, perchè ci piace discutere ed aprirci mentalmente circa opinioni e altro, e la discussione non può stancare. Se ciò accade è perchè l’argomento non interessa realmente e non lo si vuole approfondire. Dire basta, non stà bene, ciò che ha stancato te, potrebbe essere di interesse ad altri. Perchè smetterla?

      • e allora vedi che salta fuori una contraddizione nel tuo discorso? parli sia del pilota, ma anche del prestigio che si crea, di conseguenza, attorno alla scuderia..qundi le due cose non sono separabili..e il pilota non è l’unico che conta..non puoi vederlo da solo senza la macchina per la quale corre o/e ha corso..perchè senza una vettura a certi livelli di competività..il pilota, da solo, non potrebbe MAI vincere..!

  10. @Giulietta Sprint
    Non c’è nessuna contraddizione. Il prestigio è da intendersi come una sorta di mezzo pubblicitario. Nel senso che se vinco sempre con un tuo mezzo, significa che le tue vetture sono macchine di ottima fattura e costruzione. Di grande progettazione e qualità. Alla fine, questa qualità, questo potenziale è solo il pilota capace di tirarlo fuori, altrimenti quella vettura, è solo un pezzo di ferro.
    In una squadra, il gioco in campo è condotto da tutti gli elementi, nella formula uno, è solo il pilota a montare in macchina. Per un pilota il terreno di gara è la pista e solo lui la impegna, gli altri sono fuori. In pista non hanno alcun ruolo. I giochi di squadra, le tecniche per sorpassare ai box all’epoca dei rifornimenti e altre cose ove interviene il cosiddetto team, sono in effetti delle anomalie perchè interferiscono col lavoro del pilota. Il lavoro degli altri ai box è unicamente collaborativo. Volendo estremizzare, potremmo dire che se una gara, la si dovesse per regolamento condurre senza comunicazione radio dai box, senza cambio gomme, senza interventi di sostituzione musetti, alettoni ecc per eventuali collisioni in pista, ( i rifornimenti già sono stati aboliti) la gara sarebbe del pilota e basta. Non ci sarebbero più altri elementi umani ad interferire ne in bene ne in peggio con la gara che solo il pilota condurrebbe. Non possiamo considerare squadra il costruttore che ci fornisce il mezzo, altrimenti in una gara di biciclette, la maglia rosa la dovrebbe vincere non solo il ciclista, ma anche il costruttore della bicicletta e persino chi, volendolo considerare come elemento di squadra, lo affianca in auto durante la corsa con le biciclette di scorta pronto a sostituirgliela in caso di foratura o rottura ecc. Anche quello è un team. Ma non è così.
    Se il pilota, dovesse disputare la corsa senza mai rientrare ai box prima della fine della gara e abolissero le relativamente recenti comunicazioni radio dai box, ci si renderebbe effettivamente conto che la F1 non è uno sport di squadra. I rifornimenti già sono stati aboliti, dovremmo attendere una gomma capace di resistere l’intera gara e l’abolizione dei collegamenti radio. Il resto degli uomini ai box non sarebbero necessari. In una partita di calcio sarebbe impensabile eliminare parte degli uomini, perchè sono squadra, in formula uno si potrebbe fare a meno come vedi perchè squadra non lo sono e il pilota la gara potrebbe disputarla ugualmente. ;) Ergo, potenzialmente tutti gli elementi umani di cui si potrebbe fare a meno non si possono considerare una squadra.

    • e allora…finchè si corre ancora in questo modo…..non è ancora possibile definirla “gioco del pilota e basta”…….poi l’esempio della bici non calza a pennello……la macchina deve essere competitiva e storie varie…..le biciclette sono più o meno uguali per tutti…le macchine da corsa presentano differenze..differenze importantissime per stabilire il livello di prestazioni!

  11. Perche non proviamo a guardare la F1 dividendo l’aspetto “sportivo” e gli interessi della squadra in termini dirisultati.
    Tutti noi riusciamo a capire(+o-) quanto viene investito in termini economici per poter far gareggiare una vettura di F1 competitiva e quanto sia importante portare a casa dei risultati,se questo viene compreso è abbastanza chiaro che favorire il pilota che ha la miglire posizione in classifica è piu conveniente,questo sarebbe il gioco di squadra.
    Poi,c’è l’aspetto sportivo che tocca aspetti morali e molto più difficile da definire,perche ogniuno di noi vede lo stort secondo il proprio retaggio culturale e la propria moralità.
    Spesso viene confuso il gioco di squadra con la sportività dando adito,come in questo caso,a tante polemiche.
    Per chi non ricorda(cosa di poco conto)ho sempre detto che la F1 non dovrebbe essere defilita uno sport ma una competizione motoristica.

    • Beh! anche una corsa a piedi è una competizione podistica. Dobbiamo dire che l’agonismo è sempre competizione. Ci sono sport agonistici e sport non agonistici, ed essi possono essere svolti utilizzando solo il corpo, come calcio, palla a volo oppure utilizzando altri tipi di attrezzatura, nel nostro caso i motori.
      Credo solo che si faccia confusione, quando si utilizza il termine squadra. Molte volte viene ritenuta squadra, le persone di appoggio ad un atleta, che di fatti gareggia da solo, mentre la squadra, nel vero senso del termine, è il gruppo di atleti costituenti l’organico di gioco. Nel caso del calcio, menzioniamo sempre questo sport a titolo di paragone perchè popolare e conosciuto, si schierano in campo 11 calciatori che costituiscono la squadra, ovvero l’organico di gioco. Ciò per regolamento.
      Nel regolamento di F1, non vi è menzionato un numero di elementi che costituiscono la squadra, anzi, nemmeno sappiamo quanti sono. Inoltre il numero di essi può variare a seconda delle esigenze. Infatti gli addetti al rifornimento carburante, sembra che non ci siano più, dato che tale necessità è decaduta. Una squadra quindi è costituita da un numero di elementi ben definiti nel numero per regolamento di gioco, numero che non può variare.

      • D’accordo,ma la F1 è fatta di consistenti invetimenti tecnici e tencologigi diversamente da una corsa a piedi
        e sappiamo che tutti coloro i quali ruotano intorno alla F1 non lo fanno per beneficenza.
        Con rispetto Flight, ciao.

  12. Certo, ma non sono gli investimenti che fanno cessare un’attività agonistica di essere uno sport.
    Alcuni sport costano tanto, altri meno.
    Facevo riferimento comunque semplicemente alle tue ultime due righe, ove dicevi che era più giusto definire la F1 non uno sport ma una competizione motoristica. In effetti una competizione, in quanto attività agonistica è uno sport.
    Che intorno alla F1 ruotino palate di danaro e sostanziali investimenti non è un mistero, ma resta uno sport. Anche nel calcio si sentono cifre astronomiche.
    Se dovessimo fare questo discorso, dovremmo eliminare dagli sport tutte quelle attività agonistiche, per le quali si spende molto. Dovremmo ad esempio, non considerare uno sport l’attività velica. Sinceramente, di eliminare la coppa America dagli sport non me la sentirei, eppure la realizzazione dei Challenger velici costano grandi patrimoni, sia per le progettazioni, che per i materiali impiegati. Anche gli interessi che vi ruotano attorno sono consistenti. Ma chi, in ragione di questi motivi, potrebbe ipotizzare “la vela” non uno sport?
    Ti ringrazio per il rispetto, te ne riservo altrettanto. :)

    • Nel mio commento del 30/07/2010 • 14:23 intendevo tracciare una differenza tra competizioni e sport,pur sapendo che in effetti non c’è ma se faccimo riferimento ad un manifestazione del Cinema ,Canzone o Moda, in qualche modo ci sono dei vinti e dei vincitori,protagonisti, Persone che lavorano dietro le quinte ed investimenti notevoli di denaro,più o meno come nella F1 senza il bisogno di chiamare sport ciò che non lo è.
      Ciao.

      • Infatti non ho inserito il cinema negli sport. Il mio era un paragone che serviva a far capire che tutti quelli che collaborano alla realizzazione di una vittoria, in questo caso un oscar, ove il loro apporto è essenziale alla realizzazione, non vengono considerati squadra. Un operatore di macchine da presa è il motore principale affinchè si possa realizzare una pellicola cinematografica, eppure in caso di oscar, la troupe ovvero il gruppo di lavoro, resta fuori dei giochi. Eppure un operatore da presa, nel suo settore, non è meno importante di un gruppo di meccanici in F1.

  13. @Giulietta Sprint in rif. al post del 31/07/2010 – 00:11

    Ecco bravo, le biciclette sono più o meno uguali , ma non uguali. Anche lì ci sono differenze. Naturalmente, l’intervento su una bici è più limitato rispetto ad una vettura di F1 e quindi meno evidenti, ma ci sono. Cominciando dai materiali del telaio che possono essere più o meno leggeri. Ricorderai spero, quando per la prima volta nel ciclismo, furono montate le ruote lenticolari. Elemento con funzione aerodinamiche, che in pratica riduceva lo sforzo in quanto la ruota opponeva meno resistenza all’aria.
    Bene, all’epoca questa novità non fu portata da tutti e potremmo dire che i progettisti dell’epoca, appartenenti ad una squadra ciclistica, fecero quello che normalmente avviene in F1 coi progetti aerodinamici.
    Inoltre se in F1 gli addetti al cambio gomme, operano in questo modo, nel ciclismo, un auto con gomme e bici di scorta segue il ciclista, gli fornisce acqua da bere e lo assiste durante la tappa. Una sorta di box mobile. Eppure, chi opera di fianco al ciclista non è considerato uomo di squadra.
    Una squadra, ripeto, è formata da un numero sempre uguale di persone schierate, stabilito da un regolamento, il cui compito è quello di condurre il gioco con le medesime mansioni.
    Chi monta le gomme, chi si occupa di sollevare la vettura sul cric, chi controlla i tempi, chi è addetto ai rifornimenti, non opera con le stesse mansioni del pilota. Essi coaudiovano semplicemente il lavoro del pilota che non potrebbe cambiarsi le ruote da solo, o farsi rifornimento ecc. ecc. Gli ingegneri gli progettano la vettura che non potrebbe realizzare da solo, come uno sciatore non realizza da solo i propri sci ed un pattinatore non realizza da se i propri pattini. Chi gareggia non deve essere confuso con chi gli presta il mezzo.
    Al costruttore gli viene riconosciuto un premio a parte, proprio perchè la vittoria del pilota, è unicamente sua e non appartenente ad una squadra.

    • probabilmente abbiamo due visioni completamente opposte noi due..comunque ti riporto una dichiarazione di Fernando Alonso: “Puoi metterci tutto l’impegno, ma, se la tua auto non è all’altezza davanti non ci stai.”

  14. @ Giulietta Sprint
    Ovvio che abbiamo due visioni opposte. La dichiarazione di Alonso, l’hai letta in una chiave diversa. Egli voleva semplicemente dire, che se il mezzo non è idoneo, non si possono conseguire successi. Questo per rispondere alle tante critiche che ha subito, responsabilizzandolo direttamente della scarsità dei risultati fino alla metà del mondiale. La sua dichiarazione, non ha dato risposta inconfutabile che invece la F1 sia uno sport di squadra. I piloti, usano a scopo sportivo un mezzo di locomozione a motore, che per sua natura, deve avere un costruttore. Il fatto che tale mezzo, venga realizzato da terze parti, e non dal pilota, non giustifica che il produttore faccia parte di una squadra. Il produttore, fornisce a supporto del pilota, alcuni addetti, dei tecnici, che non sono degli sportivi, non sono degli atleti e non costituiscono squadra sportiva.
    Ripeto, che semmai si dovesse considerare una squadra sportiva, l’organico della F1, essa dovrebbe essere costituita unicamente dai due piloti, i quali dovrebbero gareggiare in modo sinergico e per conseguire un unico risultato. Attualmente, gareggiano separatamente, con punti separati e non possono essere considerati squadra. Una squadra è tale se rende uguale merito a tutti i componenti.
    La visione che tu hai di una squadra, è stata volutamente somministrata per giustificare un sistema che limita l’altro pilota di scuderia.
    Il gioco cosiddetto di squadra che opera un produttore a favore di un pilota e a sfavore di un altro, penalizza un gioco sportivo che perde parte del suo agonismo, ed è semplice opportunismo, in ragione del fatto che egli (il produttore) con questo sistema, cerca di portare alla vittoria un pilota con un proprio mezzo. Vorrei ricordarti, o farti notare, che il cosiddetto gioco di squadra, pone non solo ingiustizia nei confronti dell’altro pilota di scuderia, ma anche nei confronti degli altri piloti in gara. I 5 punti, guadagnati da Alonso con questo sistema, non hanno sottratto solo 5 punti a Massa, e negatogli il primo gradino del podio, ma hanno anche diminuito il gap di 5 punti, nei confronti di chi in quell’occasione era leader del mondiale.
    Ripeto, che per me non è da considerarsi uno sport a squadra.
    Naturale, come dici tu che se il mezzo non è all’altezza, d’avanti non ci stai, ma tale regola, vale per tutti gli sport ove si utilizza un veicolo, che sia a motore o non.
    Facevo riferimento in qualche post, che anche le gare veliche, utilizzano delle barche, i cui scafi sono il frutto di un’altissima progettazione idrodinamica. Anche in questo caso, lo skipper più in gamba del mondo, se gli dai da manovrare un tronco d’albero cavo, la coppa America non la vince. Eppure, non sono considerati squadra i costruttori dei Challenger.
    L’ offshore, come sport nautico a motore l’equivalente della nostra F1, utilizza scafi di altissima tecnologia per viaggiare a 250 Km all’ora sul pelo dell’acqua. Eppure, anche là, non si menzionano squadre, ma vi è il pilota che consegue da solo il titolo mondiale, escludendo qualsiasi ipotesi di squadra.
    Valentino Rossi, neanche avrebbe vinto tanto, se la propria moto non fosse stata all’altezza.
    In sella ci sale lui e non una squadra, analogamente in una F1 ci monta un pilota e non una squadra.
    Se non sei d’accordo mi spiace.