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A Monza la McLaren dimostra quanto vale il suo F-Duct

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Sul circuito dell’Autodromo di Monza le monoposto di Formula 1 e non solo hanno sempre girato con ali posteriori molto scariche.

Questo per favorire le velocità massime sui lunghi rettifili del tracciato. Quest’anno però la McLaren ha presentato un’alettone posteriore con dei profili molto generosi.

Grazie però grazie al condotto F-Duct, l’ala stessa può stallare (perdere cioè carico aerodinamico) e non creare così resistenza sul dritto, assicurando però un maggior carico nelle curve e anche resistenza in frenata.

Nel confronto fotografico qui sotto risulta evidente la generosità dell’ala posteriore McLaren rispetto, per esempio, a quella Red Bull.

La generosa ala posteriore della McLaren

La generosa ala posteriore della McLaren

Classico profilo alare ridotto, tipico di Monza, per Red Bull

Classico profilo alare ridotto, tipico di Monza, per Red Bull

Nei giorni scorsi il team di Woking aveva anche fatto pretattica, annunciando che forse avrebbe rinunciato al “condotto magico” ma la realtà è che grazie a quel congegno le McLaren possono viaggiare con ali decisamente importanti senza risentirne in termini di resistenza all’avanzamento. I vantaggi, come detto, si fanno sentire nelle veloci curve del circuito, specie alle due di Lesmo, all’Ascari e alla Parabolica ma evidentemente anche in staccata: in ingresso alle varianti la vettura risulta molto più stabile.

Monza è un circuito dove sono sempre state utilizzate ali ad incidenza ridottissima, a volte quasi nulla, quest’anno invece l’F-Duct stravolge i criteri di messa a punto e bilanciamento delle monoposto.

di: françois xavier
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12 Commenti

  1. Speriamo sia veramente pretattica… comunque si preannuncia una bella sfida a monza… vedremo…

    • la mclaren è un passo avanti sicuramente rispetto le altre monoposto, sicuramente Hamilton andrà in pole, vettel, forse alonso a seguire…
      io da buon ferrarista e antisportivo spero che hamilton, finisca contro le barriere, senza conseguenze per lui, ma con conseguenze gravissime per la monoposto :) ahjahah

      • ..da buon ferrarista come te dico che anche questa è pretattica..

      • Non ti dovevi preoccupare , sei stato profeta, comunque la ferrari ha dominato con netta’ superiorita’, e’ andata come una bomba… la Mc laren rosica eccome anche…

  2. Pretattica o no, ieri pomeriggio Hamilton ha girato senza f-duct e nel confronto col suo compagno non ha perso, anzi lo precede di poco.
    Che l’ala posteriore di Button sia generosa per poter rendere efficace il condotto?

    • infatti non si è capito come mai senza F-Duct la vettura di hamilton risultasse anche più veloce di quella di buttano (con f-duct), e in effetti l’ala di button deve essere molto “generosa” proprio perchè non avrebbe senso un f-duct senza profilo alare su cui accelerare aria. peccato non aver studiato aerodinamica….

    • Ma la ferrari ha brustolato sul diritto la Mc…. ah ah ah ah ah ah

  3. Non so se qualcuno ha notato che alle prove libere di ieri e anche a Spa, tutte le monoposto,quando viaggiavano in rettilineo,avevano un assetto molto rigido mentre le monoposto di Hamilton e Button (si è visto bene dalla on-board camera di ambedue) avevano un effetto “ballerino”,molto piu’ accentuato per la monoposto di Hamilton.Mi sorge il dubbio che abbiano dei dispositivi per variare le sospensioni e che tra l’altro, sono vietati dal regolamento.

    • non hai visto in turchia come “beccheggiavano” per restare in tema aerodinamico :D

      su certe sconnessioni picchiavano il muso a momenti

  4. A completamento dell’articolo, ricordo che l’F-Duct è un condotto, o meglio un complesso di condotti, attraverso i quali viene soffiata una certa quantità d’aria a lambire il profilo dell’ala posteriore: quando il pilota interagisce con questi canali, occludendo il foro di sfogo presente nell’abitacolo, determina un aumento della pressione interna ai condotti stessi ed una maggior quantità d’aria viene soffiata sull’ala, che a quel punto stalla. Quando un’ala entra in stallo significa che la lamina d’aria che è immediatamente a contatto con la sua superficie, il così detto “strato limite” si ’scolla’, ovvero non segue più il profilo alare e pertanto l’effetto portante, o, come nel caso delle monoposto, deportante, si riduce o si annulla.
    La difficoltà iniziale dei team, che si sono trovati a dover copiare il geniale sistema introdotto dalla McLaren, è stata quella di riuscire a tarare il sistema in modo che l’ala effettivamente stallasse e che soprattutto, una volta che il pilota toglieva la mano (cioè che riapriva il buco), i ‘filetti’ d’aria tornassero a lambire correttamente il profilo alare generando nuovamente il carico aerodinamico necessario ad affrontare la curva.
    L’F-Duct resta comunque un sistema complesso, che richiede attenzione nella messa a punto della vettura e che inoltre ha un peso; su circuiti come quello di Monza, dove il perfetto compromesso nel bilanciamento della monoposto lo si ottiene normalmente con ali molto scariche, l’F-Duct può risultare di troppo e la valutazione dei tecnici sarà incentrata nel ponderare i vantaggi che possono risultare dal percorrere le veloci curve con molto carico e l’efficacia del condotto magico nel ridurre l’efficienza alare sui rettilinei. Con un ala molto scarica (che genera poca resistenza aerodinamica) non avrebbe senso montare l’F-Duct, infatti il suo compito sarebbe troppo limitato.
    françois xavier

  5. bel post, hai esposto molto bene il succo aerodinamico :)

  6. Molto interessante l’F-Duct ed anche Ferrari e Renault, sembrerebbe che abbiano anche un doppio fondo.