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Gp Corea F1, la galleria degli orrori


Photo by Paul Gilham/Getty Images

Photo by Paul Gilham/Getty Images


La fragilità della Formula 1 si mostra in tutto il suo splendore in questa grottesca edizione del Gran Premio di Corea. Fra lavori approssimativi, altri non conclusi, zone pericolose, personale inefficiente e un po’ d’acqua, sul nuovo circuito è andato in scena uno spettacolo pietoso.

Sorridente, Ettore Giovannelli prima della gara intervista un uomo nel paddock. Un paddock di ultima generazione, dove tutto è pulito, lucido, ordinato. I camion sono parcheggiati con precisione millimetrica. Le lussuose hospitality fanno bella mostra di sé. Tutti hanno un compito, tutti si muovono ripetendo movimenti e procedure fatte e rifatte, ingranaggi di un meccanismo complesso ma ben oliato. I box sono più puliti di una sala operatoria e a tutto assomigliano tranne che a un’officina meccanica. Un mondo a parte, perfetto, simbolo di lusso, di soldi a palate, di prime pagine sui giornali. Una realtà distante, invidiata, chiusa all’interno dei suoi cancelli invalicabili. Ma in fondo è solo apparenza, perché quella realtà che mostra tecnologia in ogni angolo, in cui il costo al chilometro di una monoposto si aggira mediamente intorno ai 2500 euro, può entrare in crisi per molto poco. Ad esempio una semplicissima pioggia.

La pioggia caduta in questa gara non avrebbe creato problemi in nessun circuito. Quella vista a Suzuka, che ha allagato la pit lane dando la possibilità ai meccanici di giocare con le barchette improvvisate, è invece un’eventualità capace di mettere a rischio un’evento sportivo. Sempre quest’anno in Cina si sono viste condizioni simili, se non addirittura peggiori in certi casi, ma non ci sono stati intoppi.

Una partenza ritardata, 17 giri dietro la safety car che rispunta ogni volta che qualcuno va a muro. Il tramonto sempre più vicino, la luce che velocemente si attenua mettendo in difficoltà i piloti. Una pista dal solito insignificante disegno, che regala anche difficoltà di aderenza, di drenaggio, per non parlare del pericolosissimo ingresso della pit lane. Quella pit lane in cui mancava addirittura la fotocellula con relativo segnale acustico per avvertire il personale presente in corsia dell’arrivo di una vettura: il compito era affidato a dei commissari armati di fischietto. A questo si aggiunge una totale inefficacia di tutto il personale a bordo pista: macchine incidentate rimosse in tempi biblici; piloti abbandonati al loro destino. Una scena pietosa quella di Vettel che deve spengere da solo le fiamme sulla sua macchina; probabilmente Kovalainen ha fatto scuola dopo Singapore. E che dire degli incidenti di Petrov, Webber e Rosberg? Non si è vista l’ombra di un uomo per verificare le condizioni dei piloti. E se uno di loro si fosse ferito nell’impatto?

Se tutto questo fosse successo in Europa ci sarebbero state delle pesanti polemiche che avrebbero immediatamente cancellato il Gran Premio da tutti i futuri calendari della Formula 1. E’ irritante pensare che per molto ma molto meno, la serie iridata si è vista privare di piste come Imola o Zeltweg, mentre Hockenheim e il Nuerburgring si sono dovute snaturare per accontentare le richieste dello zio Bernie; per non parlare delle piccole o grandi modifiche che Silverstone deve attuare annualmente per poter avere il suo Gran Premio. E che dire di Spa, sempre a rischio per un motivo o per un altro. Un paddock troppo piccolo, una via di fuga, un muro, un albero, tutte scuse per cancellare gare e fare posto a nuove destinazioni dove costruire impianti faraonici e piste anonime.

La prima edizione del Gran Premio di Corea non è stata altro che una pagliacciata, uno spettacolo orribile, in cui il contenuto sportivo è passato inevitabilmente in secondo piano. Risultato dell’ostinazione di voler correre a tutti i costi in luoghi sempre più lontani, distanti sia sotto l’aspetto chilometrico che culturale. Il fortissimo desiderio, o forse anche l’esigenza, di vendere il prodotto Formula 1 su nuovi mercati, alla ricerca di soldi freschi che in altri posti non si trovano più. Un desiderio da realizzare a qualunque costo, anche ricorrendo a lavori estremamente approssimativi e scadenti.

Ettore Giovannelli intervistava Hermann Tilke. Non avrebbe dovuto sorridere, ma metterlo sotto torchio, fargli domande acide, ma necessarie; a lui come a tutti gli altri responsabili. Come si può organizzare un evento penoso come questo? Come si può essere così impreparati dopo tutti gli investimenti fatti? Come passano le loro giornate, Ecclestone, i vertici della FIA, lo studio di progettazione di Tilke? Perché la supertecnologica Formula 1 viene messa in ginocchio da una normalissima pioggia? Avete o no rispetto per chi paga per vedere un Gran Premio? per i team? per i piloti? Ovvero per tutti quelli che gonfiano i vostri conti corrente. Personaggi che hanno fatto il loro tempo, da intervistare per un’ultima volta e allontanarli dalla Formula 1. Per il bene della Formula 1 stessa.

Scritto da: Christian Mahdavi (British grenadier)
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14 Commenti

  1. che dire.. parole sante! ci son tante di quelle piste in giro…

  2. “è andato in scena uno spettacolo pietoso” …. ma che cazzo di gara hai visto???????

    • Luca guarda che il granatiere non si rifrisce alla gara in se, ma a quello che ha circondato un evento che avrebbe dovuto destare l’invidia del mondo occidentale ed invece è stato un evento pietoso, ha perfettamente ragione, al di la dell’aspetto puramente agonistico, il gran premio di Corea è stata la sconfitta della F1.
      Quella sicurezza in nome della quale non si corre ad Imola, in Corea non sanno nenche cosa sia, l’unica cosa che hanno capito di sicurezza, è la cintura.
      La cosa che mi irrita di più, è che la Corea del sud è uno dei maggiori produttori ed esportatore di Automobili.
      AIUTO

    • BELLA GARA!!! tanti problemi (vedi asfalto non drenante), ma bella gara…

      Queste sono polemiche che non hanno senso!

      Saluti.

  3. Ben detto. Si è parlato tanto poi di pista spettacolare e invece secondo me può essere al massimo la meno peggiore di quelle fatte da Tilke. Al dilà della situazione raffazzonata se la può giocare con Instambul Park, forse. Poi come al solito le curve sono sempre uguali. Lo diceva anche Massa, la prima parte sembra il Bahrain, la seconda e la terza hanno alcune curve prese dall’Instambul Park e altre prese da Shangai e Abu Dabhi. Se non fosse stato per la pioggia, poi, di sorpassi se ne sarebbero visti ben pochi a dimostrazione che puoi mettere anche un rettilineo di 5 kilometri ma se il circuito è disegnato male non c’è niente da fare. poi non capisco questa necessità di dover mettere per forza 280 curve. Spa, che è appena più lunga, ne ha, tra esse e curve, una decina, tutte molto belle e interessanti (a parte la bus stop che non a caso è rifatta). Evidentemente bastano e avanzano. poi anche per quanto riguarda la collocazione dele stesse non capisco perchè sia stato messo quel curvone proprio prima del rettilineo dei box. E’ ovvissimo che con una curva del genere si arriva nella parte veloce con un distacco di quasi un secondo da che ti precede e quindi malgrado tutti i rettilinei diventa difficile portare degli attacchi. Ma evidentemente Tilke o non riesce proprio a imparare dai propri errori (curva 8 in turchia proprio prima dei rettilinei) o non ha la minima idea di cosa sia la f1 moderna. Perchè i tracciati non li fanno disegnare da qualche pilota e poi magari vengono corretti eventualmente se ce ne bisogno e l’architetto non si preoccupa solo delle tribune e strutture varie? perchè?
    PERCHEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE?

    • Perchè non disegnare delle curve dove con due traiettorie diametralmente opposte, si possono ottenere le stesse prestazioni sul giro?
      Se le curve di un circuito fossero abbastanza LARGHE da poter permettere un incrocio di traiettorie oppure anche la possibiltà di procedere affiancati, sicuramente ne vedremo delle belle.
      Sempre però, eliminando la spada di Damocle del drive trougt o della squalifica, si corre per vincere, e se devo toccarti per sorpassare, o stringerti per resistere, ben venga lo spettacolo è questo.
      I costruttori facessero vetture più resistenti, se le sospensioni fossero d’acciao anziche di carbonio difficilmente Hamilton si sarebbe ritirato per due gare consecutive. E a questo punto poteva essere già Campione del mondo.

    • “Perchè non disegnare delle curve dove con due traiettorie diametralmente opposte, si possono ottenere le stesse prestazioni sul giro?” Molto semplicemente perchè è tecnicamente impossibile!

  4. Bella questa foto della red bull infangata! (da se stessa tra l’altro)

  5. giovannelli aldilà di tutto è improponibile. con quel suo modo di fare interviste si rende solo fastidioso. io non riesco a vederlo, devo guardare altrove.

  6. Per quanto riguarda lo spettacolo e colpi di scena, questo gran premio ne ha veramente regalati tantissimi, però è anche vero che questo gran premio era prematuro, inesperto e molto insidioso, per l’asfalto viscido d’asciutto e scivolosissimo e pericoloso con il bagnato, non credo che Webber se si fosse trovato su un altro tracciato avrebbe commesso un errore cosi eclatante, la tensione si è fatta sentire, la pressione di prendersi la prima posizione ha preso il sopravvento impedendo cosi di mettere quasi un punto a questo mondiale,
    Gare come queste dovrebbero farle a inizio campionato e non quasi alla fine.
    come al solito ZIO BERNIE ECCLESTONE HA AVUTO IL SUO RESOCONTO!

    • Il problema è questo Raffaele, la precarietà del circuito ha regalato qualche emozione, ma credimi l’anno prossimo se non piove: TRENINO!

  7. quest’ articolo pare scritto da me.. sono le stesse identiche cose che penso io.
    in europa ci sono circuiti bellissimi che non vengono messi in risalto, ormai anche il gran premio di montecarlo e di monza stanno perdendo di importanza.. quando arriveranno i gran premi di india e texas la situazione non sara che peggiore.

    P.S. se volete dei cambiamenti radicali eleggetemi come successore di ecclestone LOL

  8. Certo avete ragione a dare tutte le colpe al bernino… però dai… alla fine dei conti è stato molto emozionante visti tutti i punti di domanda creati da questa pista incerta… e se l’asfalto non tiene? le gomme quanto dureranno? i tempi saranno sin da subito i migliori? ci saranno piloti che si faranno valere con traiettorie strane visto la novità del gp?… cioè.. certo l’organizzazione è stata pessima.. però tutto ha reso ancor piu indeciso per quel che riguarda le sorti del campionato che di fatto ha cambiato faccia… c’è stato tanto spettacolo “all’alluvione” data da pochi millimetri d’acqua… non è per giustificare bernino, anche io la penso come voi… certo però che dal risultato che ne è uscito è comunque stata una bella gara piena di colpi di scena… e quindi non sarei cosi duro.. comunque avete ragione a farlo…

  9. E’ vero! non mi ci far pensare che ci sono anche texas e india e sempre disegnate da quella iattura ambulante di nome Tilke. Cosa farà stavolta? Una spece di icrocio genetico tra shangai yeongam e abudabhi. Ci sarà o non ci sarà la famosa corva a chiocciola? e il curvone prima del rettilineo? e le sequenze inutili di curve curvette e curvettine? E la frenata con lo scollinamento? Di sicuro ci sarà lo scoglionamento di chi dovrà sorbirsi il solito circuito insulso e inutile. E a quale circuito europeo toccherà stavolta? A SPA? A Monza? Che scusa si dovranno inventare stavolta per farlo fuori? Ci sara troppa erba a bordo pista o l’asfalto sarà troppo asfalto invece che olio?