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Sergio Perez, dalla GP2 alla F1 con Sauber


Sergio Perez (Messico)

Sergio Perez (Messico)

Il team Sauber ha annunciato oggi che il messicano Sergio Perez affiancherà il giapponense Kamui Kobayashi nella prossima stagione di Formula 1.

Perez ha corso quest’anno il Campionato GP2, giungendo al secondo posto finale alle spalle di Pastor Maldonado e collezionando quattro vittorie, compreso il prestigioso Gp di Monaco.

Per Perez è un sogno che si avvera mentre il patron del Team, Peter Sauber ha così commentato: “Sergio è in continua crescita. Ha dimostrato il suo spirito combattivo nelle corse durante la scorsa stagione, dimostrando di essere pronto per la Formula 1″.

C’è da aggiungere che Perez porterà in Sauber uno sponsor molto importante, la Telmex, compagni messicana di telecomunicazioni che segue il giovane pilota da molti anni.

Sarà “contento” Nick Heidfeld, chiamato a sostituire Pedro de La Rosa in questo finale di campionato ma senza un futuro in Sauber il prossimo anno. Forse avrebbe fatto bene a restare con Pirelli.
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5 Commenti

  1. O_o

    della serie, quando ci sono i soldi dietro ai piloti… è l’unico motivo di questo ingaggio… sul fatto che puntino su un giovane, forse è l’ultimo dei loro “interessi”, visto che hanno kobayashi

    io credo che heidfeld il prossimo anno correrà, non con la sauber ovviamente, ma potrebbe scapparci anche un team grosso come la renault se petrov salta…o un team minore prendendo come spunto la breve esperienza come tester pirelli…

    • F1 fan dice:
      > [...] della serie, quando ci sono i soldi dietro ai piloti…[...]

      Senza denari non si cantano messe.

      • Sorpendente Flight ed anche un pò deludente, ti ho visto scrivere dei commenti carichi di saggezza e integra moralità ma in questo caso con un vecchio proverbio giustifichi il clientelismo che si manifesta anche in F1.
        Molti anni fà decisi di non essere più un tifoso di niente e nessuno proprio per questa ragione.

        Ciao.

      • Ciao Maurizio. Desidero precisare, non giustifico. Il mio intervento secco ed un pò sarcastico, esprime freddezza, ed in quanto tale non di piena soddisfazione. Tuttavia, sappiamo che i team per un evidente bisogno di grosse finanze, devono curare sia l’aspetto pratico che riguarda i piloti ma anche l’aspetto finanziario. I team altrimenti come ben sai non sopravviverebbero se la loro economia non risultasse adeguata alle spese. La conseguenza è che taluni piloti, vengono scelti non solo per le qualità di guida, ma anche per la quantità di danaro che sono capaci di produrre attraverso gli sponsor, i quali aiutano a garantire la sopravvivenza del team in luogo dell’abbandono delle corse.
        La tanto discussa riduzione dei budget in F1, cercava appunto di venire incontro ai team con aspetti finanziari più precari, rispetto ai loro vicini di box coi portafogli più gonfi.
        Quelle vetture, che noi in modo alquanto riduttivo, definiamo macchine, sono oggetti di elevatissima tecnologia, che per progettarle, realizzarle ed anche per farle correre, necessitano di spropositate somme di danaro. Riesco quindi a comprendere, anche se con dispiacere, se un team per ragione di budget, rinuncia ad un pilota più accreditato ma con un portafogli meno importante, a favore di un pilota con meno credenziali, ma che gli consente di esistere e magari di crescere. A poco servirebbe avere il pilota più veloce del momento, se poi per questioni economiche non potremmo progettargli una vettura adeguate alle sue possibilità. Peggio ancora, se le finanze non confacenti, facessero optare per la liquidazione del team. I compromessi, fanno sempre parte della nostra esistenza, anche se talvolta inducono a qualche rinuncia. A volte, è preferibile un’esistenza più lunga, magari meno gloriosa, in luogo ad un’esistenza più breve ed intensa. Voler crescere e mantenersi in vita a lungo, è un istinto primordiale che si manifesta mediante tutti gli aspetti del nostro vivere. Biologico, carrieristico o ludico che sia.

  2. Ricordatevi che negli sport motoristici (soprattutto in F1) chi ha i soldi comincia, chi ha il talento continua.

    Se Perez sarà un pilota tipo Yamamoto, cioè pieno di soldi ma con poco talento (per correre in F1, ovviamente), non durerà molto, o al massimo correrà in un team non vincente.