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Mondiale F1 2010: questione di punteggi?


© FOTO ERCOLE COLOMBO

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Chi vincerà il titolo Piloti 2010? Magari avessimo la palla di vetro! Le ultime prove, sotto questo aspetto, si annunciano assai intense e combattute. Alla fine, come spesso accade negli ultimi anni (un po’ per merito dei piloti e dei team, un po’ per qualche “gioco di prestigio” ben congeniato in corso d’opera da commissari, loschi figuri e la stessa FIA…) sarà una questione di una manciatina di punticini. Ma andiamo per gradi.

Il nuovo sistema di punteggi, introdotto dalla FIA proprio a partire dal 2010, si è rivelato azzeccato. Anzi, a dire il vero, è probabilmente il miglior sistema di attribuzione punti mai sperimentato ed attuato in 60 anni di Formula 1. Punti per i primi 10 classificati (eccellente, per uno schieramento di 24 vetture: 25, 18, 15, 12, 10, 8, 6, 4, 2, 1), il vincitore dei GP è decorosamente premiato ed anche gli altri piloti possono racimolare bei punti. Un sistema, quindi, ben ragionato.

Senza dubbio, migliore dei sistemi in vigore sino a non molti anni fa: troppa poca differenza di punti tra il primo ed il secondo classificato, regola degli “scarti” (poi abbandonata) che sì incentivava a dare sempre il meglio in gara in prospettiva campionato ma eccessivamente cervellotica, assegnazione punti ad un numero obiettivamente ristretto di piloti (per molti anni erano i primi 6 classificati, poi i primi 8). Anche l’assegnazione dei punti validi per il Campionato Costruttori (istituito nel 1958) è mutata nel corso degli anni. Dal 1958 al 1965 si contavano solo i migliori sei risultati e solo i punti conquistati dalla miglior vettura piazzata di una stessa scuderia. Nel 1966 si consideravano validi solo i migliori cinque risultati, negli anni successivi si conteggiavano i migliori cinque risultati nelle prime sei gare ed i migliori quattro nelle ultime cinque corse. Si continuò così, con scarti, parzializzazioni in funzione del numero di gare in calendario e solo la miglior vettura piazzata in grado di conseguire punti sino al 1978. Quindi, dal 1979, ecco la tanto agognata semplificazione (almeno per il Costruttori): niente più scarti, tutte le vetture di un medesimo team potevano conseguire punti nello stesso GP per la classifica Costruttori, metodo stabile ed equo giunto sino ai nostri giorni.

La questione dell’assegnazione dei punteggi è vecchia quanto il motorismo. Se vi è troppo scarto tra il vincitore e gli altri, il pericolo è quello di vedere assegnato il titolo già a metà campionato, qualora vi sia un dominatore. Se tale scarto, al contrario, è troppo effimero, si rischia di premiare eccessivamente gli eterni piazzati, non conferendo alla vittoria il giusto riconoscimento. La formula magica e salvifica non esiste. Innegabilmente, i punteggi non debbono condizionare in modo innaturale ed artificioso l’andamento logico, spontaneo e regolare di n campionato, il quale deve avere quali protagonisti piloti, vetture e team. Occorre, pertanto, trovare un ragionevole equilibrio: non sarebbe sbagliato, alla luce di anni e anni di corse (almeno per categorie quali la F1 e simili), porre uno scarto minimo di 5 punti e non più di 10 tra il 1° ed il 2° classificato. Quest’anno, il margine tra il primo ed il secondo è di 7 punti: più che decente. Nel 2009, ad esempio, tale margine era solo di 2 punti (10 al primo, 8 al secondo): troppo esiguo.

Molteplici, dunque, le soluzioni possibili, tanto per il numero di piloti a punti, quanto per i margini tra i vari classificati. L’attuale punteggio della F1 ricalca, in parte, non solo quello in vigore da molti anni in campo motociclistico, ma anche quello della C.A.R.T. dei tempi d’oro. Il primo classificato guadagnava 20 punti, 16 il secondo, 14 il terzo e via a scalare, sino al 12° classificato. Non solo: 1 punto veniva assegnato all’autore della pole-position e del giro veloce in gara. Una pratica sacrosanta, atta a dar valore alla pole e al giro veloce, prestazioni sempre difficili da ottenere. Ciò accade ancora, oggigiorno, in molte categorie, ma non in F1. Eppure, dal 1950 al 1957, anche in F1 veniva attribuito 1 punto all’autore del giro più veloce in gara.

Riteniamo, pertanto, non sia inopportuno ripristinare e contemplare tale prassi. Almeno, si restituirebbe valore e maggior credibilità alle qualifiche (da qualche anno un pandemonio confuso, raffazzonato, in perenne trasformazione e spesso prese sottogamba da team e piloti) e alle prestazioni velocistiche in gara.

Attualmente, nella Indycar, vige un sistema che può apparire bizzarro, ma che bizzarro non è. Tutti prendono punti, ed ecco la sequenza: 50, 40, 35, 32, 30, 28, 26, 24, 22, 20, 19 e così via. Male che vada, sono 10 punti. Dunque, differenze notevoli: 10 punti tra il 1° ed il 2°, ben 40 tra il vincitore ed i piloti piazzati nelle retrovie. Non solo: vengono assegnati punti anche a coloro i quali fanno segnare pole-position (1 punto) e numero più alto di giri in testa nel corso della gara (2 punti). Infine, ma solo per la Indy 500 (la corsa simbolo e più ambita), si attribuiscono punti extra e “speciali” anche in occasione delle (massacranti) qualifiche: 15 per il poleman, quindi 13, 12, 11, 10, 9, 8, sino a scendere ad un minimo di 3 punti dal 25° al 33° qualificato. Un modo originale, sensato ed ugualmente condivisibile di intendere le qualifiche, le corse, i punteggi, le dinamiche di una gara e di un intero campionato, il merito e la lotta tanto al vertice quanto nelle retrovie, queste ultime puntualmente dimenticate, ignorate nelle odierne cronache della F1.

E allora? Bene, se il campionato 2010 di F1 è ancora incerto circa il suo esito finale, non dipende dal sistema di punteggio. Infatti, se fosse ancora in vigore il punteggio 2009 (10, 8, 6, 5, 4, 3, 2, 1), avremmo questa situazione: Alonso 93, Webber 88, Hamilton 87, Vettel 84, Button 77. Chiaro, no? Insomma, una lotta furibonda, una autentica baruffa sportiva, con margini assai più ristretti, quasi impalpabili, di quelli 2010. Il risultato non cambierebbe, quindi. Certo, tutto va commisurato al sistema dell’assegnazione dei punti; discorso che, tuttavia, vale anche per la situazione che stiamo vivendo in questo ultimo scorcio di 2010.

Uno scenario, quindi, che avremmo trovato anche nel 2009. Del resto, quando l’equilibrio in pista tra piloti, vetture ed in termini di risultati è molto livellato (come quest’anno, appunto), si registrerebbe una situazione di sostanziale parità con qualsiasi sistema di punteggio in vigore.

La “questione punteggi”, siamo sicuri, terrà banco anche in futuro. Tuttavia, si può affermare che il sistema recentemente introdotto valga la pena conservarlo e preservarlo anche per le stagioni venture. Il vecchietto e le sue medaglie si mettano l’anima in pace…

Scritto da: Paolo Pellegrini
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15 Commenti

  1. per me i punteggi vanno bene così.

  2. Bravo Pellegrini.

    Con qualunque punteggio, questa sarebbe stata comunque una stagione con 4-5 piloti a giocarsi il mondiale. Lo spettacolo lo fanno i piloti, non i punti.

  3. si… Però estendere il punteggio a piu vetture è un buon passo secondo me… senza questa estensione i piloti di scuderia “minore” come force india, williams, sauber ecc ecc girerebbero proprio per niente ad ogni gp senza mai esser notati… io i punti li estenderei anche fino al 12mo posto… magari partendo da addirittura 30 punti a scalare… comunque i nuovi punteggi bene o male rispecchiano quelli vecchi perchè sostanzialmente non si è fatto altro che moltiplicarli per 2,5… a parte qualche divario il sistema è sempre quello… a sto punto per “favorire un po le battaglie nelle retrovie sarebbe da dare a piu posizioni i punti… a 12 sarebbe simpatico avere: 30,22,18,14,10,8,6,5,4,3,2,1.. più è ampio il divario nelle prime posizioni e piu avremo lotte in testa… certo poi che se qualcuno domina di macchina domina tutto l’anno… però insomma.. è giusto premiare anche una macchina giusta no? L’indycar non mi piace anche per quello… alla fine che battaglie vedi se i punteggi li dai cosi? Nessuno combatte perchè la vera sfida è non fare 0 punti… Diventerebbe cosi anche qui ad alzare di piu i punteggi… però è gusto vedere lotte anche nelle retrovie e per arrivare a dar punti anche a loro bisogna alzare tutti… Poi deve essere proprio orribile per le squadre dietro arrivare a fare un lavoro di un anno intero con tutto quel che si deve per prendere alla fin fine una decina di punti… o come le nuove (comunque meritatamente) addirittura 0 pieno…

  4. Mah! Secondo me ancora la vittoria non è premiata abbastanza. Premesso che io sarei favorevole all’idea: “chi vince più gare vince il titolo”, magari non spingendosi fino a questo punto io darei molti più punti al vincitore. Tipo: 500-100-40-20-10-6-4-3-2-1.
    Pellegrini comunque fa un errore, l’attuale sistema di punteggio è completamente diverso da quello della CART, anzi il 10-8-6-5-4-3-2-1 è molto più simile a quello 20-16-14.. della CART. Il motivo è semplice, quel che conta non è il numero assoluto di punti, ma la percentuale rispetto agli altri. Infatti sia nel 10-8.. della F1 che nel 25-20.. della MotoGP, che nel 20-16.. della CART il secondo posto vale l’80% di una vittoria.
    Detto ciò io sono anche contro ad assegnare punti bonus di qualsiasi tipo (ad esempio gpv o pole), perchè si introdurrebbe una differenza di obbiettivi tra i piloti (ci sarebbe chi correrebbe per il gpv, per esempio), invece secondo me i piloti devono correre tutti per lo stesso obbiettivo, cioè la miglior posizione possibile in gara.
    Per me si potrebbe introdurre un punteggio che premi davvero la vittoria (come ho già detto tipo: 500-100-40-20-10-6-4-3-2-1) e per evitare che il campionato si chiuda troppo presto introdurre un playoff, comme avviene in NASCAR (la famosa Chase for the Nextel Cup) o in British Superbike. In questo modo tutti correrebbero per vincere e il campionato si aggiudicherebbe in ogni modo nelle ultime gare.
    Voi che ne pensate?

  5. @ ERRO

    500 punti al 1° e 100 al 2°?!?!?!?!?

    Facciamo prima a mettere le medaglie!

    Secondo me un buon punteggio sarebbe: 50, 35, 30, 27, 25, 23, 21, 19, 17, 15, 13, 11, 10, 9, 8, 7, 6, 5, 4, 3, 2, 1 (+ 10 punti per chi fa la pole, 8 per chi fa il gpv, 5 per chi fa più sorpassi in pista).

    • SEcondo me invece il:
      “50, 35, 30, 27, 25, 23, 21, 19, 17, 15, 13, 11, 10, 9, 8, 7, 6, 5, 4, 3, 2, 1 (+ 10 punti per chi fa la pole, 8 per chi fa il gpv, 5 per chi fa più sorpassi in pista).” è un punteggio di M..
      Sono punti di vista.
      Comunque io sono sempre stato favorevole alle medaglie (o a un sistema simile), e non ho mai capito perchè c’è tutta questa avversione, visto che statisticamente sarebbe meglio. Purtroppo non lo introducono perchè la maggior parte dei tifosi non è abbastanza intelligente o acculturata per comprendere un sistema simile.

  6. @ ERRO
    500 punti al primo e 100 al secondo? 40 punti al terzo? O__0 In pratica vincendo un paio di gare avresti il mondiale in tasca! E la Peppa!
    Se vinci 3 gare intaschi 1500 punti. Ovvero 15 volte secondo e 37 volte e mezzo terzo classificato… su meno di 20 gare? Caspita, con un punteggio così dopo 4 gare si ritirano tutti! :D
    ERRO, consentimi, ma tu…ERRI ;)

    • E invece Erri tu caro mio.. Se tu vinci le prime tre gare prendi sì 1500 punti, ma non hai per niente il titolo in tasca. Basta che arrivi un altro che ne vince 4 e ne fa 2000 di punti. In questo modo tu devi sempre attaccare e vincere (che secondo me è lo scopo di un pilota: vincere, sennò che pilota è?). POi non so se hai letto tutto il post che ho scritto, ma in parallelo a un punteggio del genere introdurrei un sistema tipo la Chase for the Cup, usata in NASCAR (ammesso che tu sappia cosa sia). In NASCAR la usano dal 2004. E da allora il campionato si assegna sempre all’ultima gara e per tutto il campionato c’è battaglia in pista. All’inizio tutti erano contro (come ogni innovazione fatta col cervello), però ora tutti la vogliono, tanto che la British SBK l’ha copiata e la indycar stà pensando di introdurla.

  7. ERRO dice:
    > [...] introdurrei un sistema tipo la Chase for the Cup, usata in NASCAR (ammesso che tu sappia cosa sia). [...]

    A bello, ma credi forse ch’io viva sulla Luna?
    La Nascar innanzitutto è un qualcosa molto diverso dalla F1. Evitiamo commistioni .
    Il sistema punti fantasiosamente menzionato da te non può valere. Potrebbe avere qualche barlume di senso, se in F1 gareggiassero vetture tutte allo stesso livello tecnologico ed agonistico, ove i punteggi, potrebbero effettivamente essere potenzialmente distribuiti e rimescolati in modo equo. Ma purtroppo non vi è nella F1 attuale, tale uniformità di forze. Di solito, il campionato se lo contendono un paio di team, inutile fare nomi e questa volta sarò io a dirti ” ammesso che tu sappia quali siano”. La conseguenza sarebbe che già chi al podio non ci arriva mai in una stagione, o al massimo riesce a godere di una salita occasionale su uno dei gradini, abbandonerebbe il mondiale, anzi, neanche si iscriverebbe con un sistema punti così, sapendo già le proprie potenzialità. Il tuo sistema esclude drasticamente, tutti i team inferiori che oggi cercano di racimolare qualcosa, lottando non per la vittoria, ma per la zona punti. Quindi…
    Il sistema migliore, è cercare di non creare eccessivi distacchi di punteggio, tra i più forti e i più deboli, con un sistema punti, il cui punteggio crei delle classiffiche con gap abbastanza ravvicinati e quindi raggiungibili.
    Nella gestione della F1, avanziamo giustamente tante critiche, ma il sistema punti attuale, è l’unico punto non criticabile, anzi spero proprio non ci mettano più mano. ;)

    • Io non dicevo se sai cos’è la NASCAR, ma se sai cos’è la Chase for the Cup. Sai che cos’è la Chase for the Cup? E come funziona?

      • Io non sono estremamente pratico di nascar, e non so cosa sia,”esattamente”, credo che assomigli un pochino alla famosa e funesta regola che attanagliava la F1 negli anni 70/80 qualla di scartare i sei peggiori piazzamenti dal computo dei punti finali.
        In ogni caso, credo che la Chase for the Cup sfrutti le ultime 10 gare di un campionato che ne vede una quarantina circa, contro la F1 che disputa un campionato con 16/17 gare, significherebbe comunque il 25% del campionato pertanto nel caso della F1 le ultime 4 gare.
        credo che nel nostro caso non serva a nulla, dal momento che in Nascar le prestazioni delle vetture sono molto più simili fra di loro.
        Infatti nella Nascar, la stessa vettura gira mediamente dai due a quattro secondi(alternando i tempi) in meno rispetto alle qualifichee sopratutto la differenza prestazionale in gara fra il primo e l’ultimo nei primi dieci dodici giri varia da 2 decimi a mezzo secondo circa, contro mediamente i tre o quattro secondi in F1,
        Un’altra considerazione viene dal numero di vetture che compongono la griglia di partenza, mi sembra( ma non ne sono sicuro) che in Nascar ci siano tre o quattro vetture in più rispetto alla F1 e questo certamente comporta una maggiore equità prestazionale, anche se negli ultimi cinque anni il campionato mi sembra sia stato vinto sempre dallo pilota.(forse non è così valido questo sistema)
        Beh quando in F1 un pilota ha vinto per tre volte consecutive il titolo, hanno cambiato tutti i regolamenti almeno 12 volte in due anni e altre 12 nei successivi tre.
        Non facciamo paragoni con le gare Americane e la F1, gare dove 36 circuiti su 38 sono ovali o al massimo triovali.

      • <>

        Errata corrige intendevo decimi non secondi

      • A Jarbis, le vetture al via in NASCAR sono 43 (gli iscritti sono di più, ma in qualifica solo 43 passano).
        La Chase funziona così: il campionato comprende 36 gare, una vittoria vale 190 punti. Dopo 26 gare ai primi 12 in classifica vengono assegnati d’ufficio 5000 punti, più 10 punti per ogni vittoria ottenuta fino a lì. Così nelle ultime 10 gare i primi 12 si ritrovano con distacchi pressochè azzerati, ma sono gli unici 12 che possono ambire al titolo.
        In British Sbk si usa un sistema simile. Una vittoria vale 25 pti, il campionato ha 26 gare. Dopo 19 gare ai primi 6 in classifica vengono assegnati d’ufficio 500 punti più 3pti per ogni vittoria, 2 per ogni secondo posto e 1 per ogni terzo ottenuto fin lì. Quindi il campionato da lì alla fine vede i primi 6 ripartire quasi alla pari, ma solo uno di loro 6 può vincere il titolo, tagliando fuori tutti gli altri.
        Io in F1 farei così: una scala di punti come ho detto che premi davvero chi vince (500-100-40-10-6-4-3-2-1), poi tipo su 20 gare dopo le prime 14 ai primi 5 in classifica darei d’ufficio 50000 punti, più 50 per ogni vittoria, 20 per ogni secondo posto e 10 per ogni terzo fin lì ottenuto. E via correre fino alla fine.

  8. La cosa che non mi convince del tutto, è che , quest’anno in F1 alla quart’ultima gara avevamo 5 piloti in lotta per il titolo e tutti gli altri praticamente esclusi, e questo senza fare stranezze di sorta, a due gare dal termine abbiamo ancora 5 piloti in lotta (matematicamente), e credo che all’ultima gara comunque ci saranno tre piloti in lotta(minimo).
    Per quanto riguarda le aspettative precampionato, direi che in F1 negli ultimi 4 anni abbiamo avuto 4 Campioni del mondo diversi.
    2007 Raikkonen
    2008 Hamilton
    2009 Button
    2010 a meno di eclatanti sorprese Webber o Alonso o Vettel
    Non credo che nella formula Nascar possano dire altrettanto.
    http://www.nuvolari.net/5_2.php

  9. ERRO dice:
    > Io non dicevo se sai cos’è la NASCAR, ma se sai cos’è la Chase for the Cup. Sai che cos’è la Chase for the Cup? E come funziona?

    Ciao ERRO. So come funziona la Chase for the Cup. Ma il punto non è quello. Lo svolgimento delle gare della F1 è molto diverso.
    Nel mio messaggio precedente, ironizzavo educatamente sulla tua proposta di assegnazione punti che in F1 non trovo congeniale. Non si può in F1 assegnare al secondo arrivato un quinto dei punti rispetto al primo e addirittura un decimo circa dei punti al terzo arrivato.
    Prova a prendere la situazione degli arrivi di quest’anno e degli anni precedenti, ed applica l’assegnazione punti da te menzionata per vedere cosa ne sarebbe uscito fuori.