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Formula 1 2011: a che punto sono i team?


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Alla luce di quanto visto nelle sessioni di test, a Valencia prima e a Jerez poi, tentiamo di fare un primo bilancio dei valori in campo.

Prima di iniziare è bene che si facciano alcune doverose premesse, per quanto alcune siano scontate:
1. i risultati dei test vanno sempre presi con le pinze;
2. una monoposto performante si fa comunque “notare”;
3. quello che non dice la pista lo si può andare a leggere in faccia a piloti e tecnici; a tal proposito Michael Schumacher ha recentemente dichiarato che lo scorso anno gli bastò salire due volte sulla W01 per capire che la sua stagione sarebbe stata difficile;
4. le gomme Pirelli sembrano aver reso quest’indagine più difficile che mai (citazione Jenson Button).

L’ordine qui sotto rispecchia il risultato dalla classifica del mondiale costruttori 2010, al termine dell’ultima gara di Abu Dhabi.

Red Bull Racing, motore: Renault
Se gli uomini del team campione del mondo non sono diventati incapaci nel giro di due mesi, bisogna necessariamente affermare che il team anglo-austriaco è quello che più si è nascosto: le lattine sono state tra i primi solo a Valencia. Per il resto, sia Vettel che Webber, hanno navigato a centro gruppo: senza problemi di affidabilità, senza preoccuparsi per essere dietro. In velocità pura la RB7 è sicuramente migliore di quanto palesato finora, mentre sembra molto buona (la migliore, a detta degli altri team) sul passo. Forse ne sapremo di più nei test su piste che ospiteranno il mondiale, Barcellona e Sakhir.

Vodafone McLaren Mercedes, motore: Mercedes
“Non giudicabile” è la valutazione più corretta. Si è capito davvero poco di dove si trova il team di Woking. La nuova monoposto, l’innovativa MP4-26, è scesa in pista solo a Jerez, mentre a Valencia il team inglese aveva portato la monoposto del 2010. Hamilton ha affermato che la nuova vettura “è un passo avanti” rispetto a quella dell’anno scorso. A inizio stagione però nessuno si sogna di dire il contrario, o no? Button si dice contento. Probabilmente i piloti, anche a causa dei pochi pezzi di ricambio a disposizione, non hanno spremuto la vettura. Bisogna aspettare prima di giudicare.

Scuderia Ferrari Marlboro, motore: Ferrari
Sicuramente la F150th Italia è affidabile. La perdita d’olio nel giorno d’esordio di Felipe Massa a Valencia è stata un episodio. Per il resto Massa e Alonso hanno sempre chiuso i test tra i primi, e si dichiarano soddisfatti. I tecnici della Scuderia hanno migliorato la vettura dello scorso anno senza stravolgerla e, al momento, senza inseguire le mode del momento (air scoop a coltello e sospensiore posteriore pull-rod). Se la base di questa evoluzione è la monoposto che ha disputato la seconda metà del campionato 2010 sono messi bene (ed è quello che sembra). Se invece la base di partenza è quella della prima metà saranno dolori.

Mercedes GP Petronas F1, motore: Mercedes
Loro sembrano esattamente dov’erano lo scorso anno. Hanno avuto qualche problema di affidabilità (problemi idraulici nella prima giornata sia a Valencia che a Jerez, e un motore cambiato per precauzione nell’ultimo giorno a Jerez), non sono costanti sulla distanza (anche se sembrano migliorare) e, forse, non sono messi bene neanche sul giro singolo. Le dichiarazioni di Schumacher, tra propositi di miglioramento rispetto al 2010 (giusti), propositi di vittoria dell’ottavo mondiale (mah…) e clamorosi dietrofront (l’ultimo di pochi giorni fa “sarà difficile trionfare nel 2011″) non sembrano attendibili per valutare la competitività della vettura. Rosberg, dal canto suo, varia dal prudente al pessimista, ricordando, ogni tanto, che l’attuale W02 avrà aggiornamenti di aerodinamica prima del Bahrain. L’unica cosa certa è che le aspettative sono altissime specie dopo aver ribadito, più e più volte, che lo sviluppo della vettura 2010 fu presto sospeso a favore di quella 2011.

Lotus Renault F1 Team, motore: Renault
Aver perso Robert Kubica peserà tantissimo sul team franco-malese, sia in termini di sviluppo in questi test che di punteggio. Il posto del polacco sarà preso dall’esperto Nick Heidfeld, ormai è certo. Una scelta più che ragionevole dato che il tedesco è stato tester Pirelli: sulle nuove gomme, insieme a Pedro de la Rosa, è quello che ne sa di più. L’altro pilota è Vitaly Petrov, entrato nelle cronache per aver tenuto dietro Alonso nell’ultima, decisiva, gara dello scorso anno. Quest’anno il russo non è più un esordiente: anche se nessuno si aspetta che sia lui a tirare la carretta dovrebbe, il condizionale è d’obbligo, fare meglio. Intanto la R31 sembra nata bene, e non solo per l’idea di portare gli scarichi all’anteriore. Senza Kubica e con un mezzo pilota, tuttavia, l’obiettivo del 2011 potrebbe essere ridimensionato: difendere il quinto posto.

AT&T Williams, motore: Cosworth
La Fw33 ha qualche problema di affidabilità: una volta il sistema di raffreddamento del KERS, un’altra un sensore, un’altra l’attuatore dell’ala posteriore, poi una perdita d’acqua… Quanto vanno forte? Potrebbero essere ancora sesti, ma bisogna vedere dove sono in primis Force India e Toro Rosso. Per progredire è necessario l’apporto di entrambi i piloti: Barrichello si appresta a iniziare la sua diciannovesima stagione di F1, Pastor Maldonado, campione GP2, è esordiente.

Force India F1 Team, motore: Mercedes
Ai test di Valencia il team di Vijay Mallya si è presentato con la monoposto 2010. A Jerez invece ha debuttato la nuova VJM04, che nei quattro giorni di test non ha palesato alcun problema di affidabilità. I piloti sono il tedesco Adrian Sutil, alla sua terza stagione nel team, e Paul di Resta, scozzese, esordiente, attuale campione DTM. L’obiettivo 2011, parole di Mallya, è il quinto posto nel costruttori: ambizioso, ma con una buona monoposto e un di Resta subito competitivo potrebbero farcela.

Sauber F1 Team, motore: Ferrari
In due occasioni la nuova C30 ha avuto qualche problema con componenti legati al motore. L’obiettivo del team, parole di Peter Sauber, è andare regolarmente a punti (il che significa finire tra i primi dieci) e migliorare la posizione dell’anno scorso. I piloti sono giovani: Kamui Kobayashi, 24 anni, e Sergio Perez, 21 anni, esordiente. Il giapponese, uno dei piloti più arrembanti del Circus, nel 2010 ha raccolto 32 punti, di cui ben 25 nella seconda metà di stagione: il team deve sperare che si confermi sullo stesso livello per tutto il 2011, e che Perez faccia qualcosa di più che portare denaro. La concorrenza sarà agguerrita.

Scuderia Toro Rosso, motore: Ferrari
Il team con base a Faenza, una sorta di junior team Red Bull motorizzato Ferrari, conferma per la seconda stagione la coppia Buemi-Alguersuari, che nel 2010 ha raggranellato 13 punti, permettendo al team di essere solamente l’ultimo prima delle scuderie esordienti. L’ombra del pupillo Red Bull Daniel Ricciardo, test driver del venerdì, incombe minacciosa sui piloti titolari. La nuova monoposto, denominata STR6, non ha avuto problemi di affidabilità. Ora bisogna capire se è veloce: i tecnici hanno ripreso la soluzione del doppio fondo, ossia sollevare le fiancate rispetto al fondo scocca per creare maggior effetto suolo. La prima vettura che adottò questo sistema era la Ferrari F92A del 1992, tutt’altro che veloce. Franz Tost, team principal, spera che la vettura si riveli competitiva e che i due piloti facciano un buon lavoro. Se tutto gira per il verso giusto potrebbero migliorare di una o due posizioni in campionato.

Team Lotus, motore: Renault
Dopo un 2010 di apprendistato, con una monoposto volutamente conservativa motorizzata Cosworth, quest’anno le aspettative sono altissime. Il progettista Mike Gascoyne ha stravolto la vettura dello scorso anno: il risultato è la nuova T128, che monta lo stesso gruppo motore-cambio della Red Bull e non avrà il KERS. Finora hanno avuto qualche problema di affidabilità, e nella classifica dei tempi sono sempre tra gli ultimi. Heikki Kovalainen però si è detto molto contento, e anche Trulli ha dichiarato che qualche inconveniente tecnico è più che normale. Staremo a vedere: gli sforzi profusi impongono di lottare a centro gruppo.

HRT F1 Team, motore: Cosworth
Qui ci addentriamo nell’ignoto. Hispania Racing Team doveva collaborare con Toyota, nella sede che l’azienda ha in Germania, per realizzare la nuova vettura. A metà novembre Toyota annuncia che la collaborazione “è cessata e non sarà ripresa” a causa di una serie di mancati pagamenti. Colin Kolles e Jose Ramon Carabantes, rispettivamente team manager e proprietario, cascano dalle nuvole. Senza una struttura dove progettare e costruire la nuova monoposto e con problemi finanziari, per tutto l’inverno si rincorrono voci di una chiusura del team, ogni volta smentite dai vertici HRT. L’unica notizia certa era che avrebbero ingaggiato due piloti paganti. Così il 6 gennaio viene annunciata la firma dell’indiano Narain Kathikeyan, già visto nel 2005 con la Jordan. Un mese dopo, l’8 febbraio, il team rende pubblici alcuni rendering, per la verità molto belli, della nuova vettura, chiamata F111. I rendering altro non sono che immagini fatte al computer, perché in realtà Geoff Willis e Paul White, progettisti, stanno ancora lavorando alacremente. A Valencia HRT si presenta con la monoposto 2010, mentre quella nuova sarà pronta, dicono, per i test in Bahrain. Del secondo pilota ancora non si sa nulla, mentre è certo che la vettura non avrà il KERS. Contando che l’anno scorso non fecero nemmeno un metro nei test pre-stagione, ora sono già un passo avanti. L’obiettivo dichiarato è fare meglio dello scorso anno: si fermeranno qui?

Marussia Virgin Racing, motore: Cosworth
La cenerentola del mondiale 2010 sembra messa molto meglio per il 2011. La Marussia, costruttore russo di vetture supersportive, ha acquistato a inizio novembre una significativa fetta di quote del team, garantendo la stabilità finanziaria. Un mese dopo veniva annunciato l’ingaggio dell’esordiente belga Jerome d’Ambrosio accanto al tedesco Timo Glock, alla sua terza stagione completa di F1. Il 7 febbraio è stata presentata la nuova MVR-02, dove M sta per Marussia, che ha poi debuttato nei test a Jerez. La monoposto, progettata per non ospitare il KERS, ha esordito senza problemi di affidabilità, e nei quattro giorni di test ha permesso ai piloti di completare ben 216 giri. La vettura sembra convenzionale, ha un muso più basso rispetto a quello alto e piatto che ha fatto scuola con la Red Bull, e non incorpora soluzioni azzardate. Sembrano destinati a migliorare.

Scritto da: Filippo Ronchetti

 

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