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Le gomme Pirelli durano poco? Bene così!


pirelliF1

La stagione 2011 di Formula 1 vedrà in pista le nuove gomme Pirelli.

Le indicazioni che i Team ed Ecclestone hanno dato al costruttore italiano di pneumatici erano chiare: “le gomme devono portare a fare almeno due soste, in modo da avere gare più movimentate”.

Lo scorso anno infatti le gomme Bridgestone, dalle super morbide alle dure, permettevano ai Team di coprire la distanza di un intero Gran Premio. Assurdo, visto che una sosta ai box era ed è obbligatoria!

E allora ben vengano le nuove coperture Pirelli che avranno una durata non superiore a metà gara, che presenteranno un degrado apprezzabile già dopo alcuni giri e che potranno “garantire” gare con più spettacolo!

A nostro avviso è la direzione giusta. Qualcuno però non la pensa così.

Paul Hembery, direttore Motorsport Pirelli
Intervistato dopo i recenti test a Jerez, Hembery si è dichiarato soddisfatto delle gomme: “Molti piloti mi hanno confidato che le nostre gomme saranno in grado di dare un alto livello di spettacolo alla competizione che, in effetti, è proprio quello che vogliamo”.

Hembery ha ricordato anche che si tratta di una scelta ben precisa e non dell’incapacità di Pirelli di fare gomme più resistenti: “Nell’ultimo anno tutti si sono annoiati con gare che prevedevano un solo pit. Le squadre e Bernie Ecclestone hanno chiesto che le gomme fossero tali da portare a fare almeno due soste, in modo da avere gare più movimentate. E noi abbiamo soddisfatto questa richiesta”. Poi ha anche aggiunto una “frecciatina” alla Bridgestone: “Per noi sarebbe stata la cosa più facile del mondo costruire uno pneumatico che copra tutto il weekend”.

Gian Carlo Minardi
L’ex titolare dell’omonimo Team sostiene che “ci apprestiamo a vivere un inizio di stagione caratterizzato da numerose soste ai box dove la strategia la farà da padrone sul reale potenziale delle vetture”.

Jarno Trulli, Team Lotus
Molto critico invece il pilota italiano: “La Pirelli dice che la FIA ha richiesto dei pneumatici che si deteriorassero rapidamente, ma non credo che sia quello il problema. Il problema è che, quando scendiamo in pista con gomme nuove, vi è un sottosterzo che diventa sovrasterzo dopo solo tre giri”.

Fernando Alonso, Ferrari
Lo spagnolo, dopo i recenti test a Barcellona, ha così commentato il comportamento degli pneumatici Pirelli: “Le gomme non durano come le Bridgestone dell’anno scorso. Dopo 15 o 20 giri sono finite. Penso che cambierà il modo di gestire le gare quest’anno; ci saranno strategie diverse e più pitstop. Spero sia positivo per lo spettacolo, ma per i team e i piloti potrebbe essere un po’ più stressante”.

E tu come la pensi? Meglio le Pirelli o preferivi le Bridgestone?

 

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13 Commenti

  1. Alla faccia del risparmio energetico!!!
    Allora perchè non facciamo motori che durino 1/2 gara così diventa + emozionante e vediamo chi è più veloce a sostituirlo !
    Le gare diventeranno ancora + belle!
    Caro Bernie e caro Jean , bisogna intervenire in altre aree ( vedi superfici alari e consumo carburante) !
    Così la F1 sta morendo !!!

  2. Secondo me la verità è che la Pirelli che è l’unico fornitore che poteva fare le gomme, non è stata in grado di fare gomme allo’altezza della Brigeston, e d’accordo con la Fia si sono inventati la storia che durano poco perchè imposto dallo spettacolo…

    • non sono molto d’accordo con il tuo post, si sapeva da metà stagione dell’anno scorso che la fom e la fia stavano muovendo verso questa direzione, anzi ricordo che lo stesso ecclestone era molto infastidito da certe prestazioni che le bridgestone riuscivano a dare….. tipo webber in ungheria con le morbide !!

      inoltre quando si era aperto l’appalto per le forniture non c’era solo la pirelli…

      • assolutamente d’accordo. e poi se anche fosse che la pirelli non è riuscita afare una gomma all’altezza della Bridgestone, dico io che ci aspettavamo con il tempo che hanno avuto a disposizione?

  3. Credo alla perole di Paul Hembery :
    “Le squadre e Bernie Ecclestone hanno chiesto che le gomme fossero tali da portare a fare almeno due soste.
    Per noi sarebbe stata la cosa più facile del mondo costruire uno pneumatico che copra tutto il weekend”.
    Lo spettacolo, ad ogni modo non può essere studiato a tavolino.
    Vorrei vedere delle gare dove i motori la potenza gli assetti e la genialità automobilistica faccia lo spettacolo ma,tutto questo è già successo e per rivederlo si dovrebbe reinventare la F1.
    Tanti auguri e buon lavoro alla Pirelli.

  4. Non ho avuto molto tempo per cimentarmi a leggere tutti i commenti dei piloti e dei tempi, ma a mio modestissimo parere (che forse è pure sbagliato) mi sn fatto l’idea che di tutti i commenti sopra riportati quello di trulli è il migliore…

    negli stint medi delle varie scuderie, cioè quelli da circa 20 giri, tanto quanto deve durare il pneumatico, ho visto che dopo 5 giri i tempi cominciano ad allungarsi notevolmente fino a 5 secondi, quando ormai è imminente il cambio gomme !!!!

    quindi da un certo punto di vista sicuramente chi saprà al solito conservare e far lavarore al meglio la mescola avrà mezzo campionato in tasca… e consideriamo che molte scuderie, compreso la ferrari a quanto ho cpt non riescono a lavorare bene su tutti i tipi di mescola come vorrebbero…

    quindi a seconda delle decisioni della pirelli ci saranno delle belle da vedere in pista e in termini di strategie da studiare a tavolino cm dice fernando…

    unico rimpianto ?? non poter assistere sicuramente al graining di fisichella, che cmq non mancherà di dirlo al microfono di stella bruno ahahah !!!!

    FORZA FERRARI SEMPRE !!!

  5. Spero che con questo schifo di gomme nessuno si faccia “male”… e poi si parla di sicurezza… a buon intenditore poche parole. Un saluto a tutti

    • Vadi lello la sicurezza non dipende solo dalle gomme, e sopratutto non dipende dal deterioramento di esse, se la gomma dura 5 giri, ebbene al quarto giri ti fermi e le cambi.
      Pertanto la sicurezza parte sempre dalle scelte della squadra.

  6. Io già l’anno scorso avevo esultato all’abolizione del rifornimento sperando che si tornasse a qualcosa di più simile ai gp degli anni 80. Invece già al gp del Bahrein rimasi deluso accorgendomi che praticamente non c’era alcuna strategia di utilizzo delle gomme, che invece negli anni 80 davano parecchi problemi nella seconda metà di gara e davano origine a strategie spesso diversificate e ad accesi duelli anche nei finali di gara. In pratica, una volta, se una macchina andava molto veloce all’inizio non è detto che lo andasse anche alla fine e, viceversa, chi andava piano all’inizio poteva in alcuni casi recuperare parecchio alla fine. In questa guerra contro il consumo delle gomme giocava un grandissimo ruolo il pilota: si veda Villeneuve che se non aveva la macchina ben bilanciata riusciva comunque a spingerla forte, ma si mangiava le gomme oppure si veda Prost che invece era sempre lucidissimo e riusciva a gestire alla grande tutte le fasi di gara capendo quando bisognava spingere e quando bisognava gestire riuscendo anche con vetture sbilanciate a venire fuori nei finali di gara.
    Tutto questo con le bridgestone non c’è stato perchè sembravano dei pietroni. In più alcuni piloti hanno avuto moltissima difficoltà a gestirle perchè non entravano bene in temperatura e non davano abbastanza grip all’anteriore. La verità è che da quando non ha avuto più concorrenza la bridgestone si è messa a fare coperture ultraconservative (proprio come in motogp dove ha ucciso lo spettacolo) e durissime. L’anno scorso le squadre si sono potute permettere di fare degli assetti ultrarigidi che sono molto utili per far mantenere il giusto assetto nelle curve veloci, ma tendono a distruggere le gomme, solo perchè le gomme erano indistruttibili. Come si possono fare delle gomme ultrasoft che durano perfettamente per un gp intero? Significa che non sono ultrasoft ma ultrahard. E poi la differenza di prestazione tra le mescole era minima (2-3 decimi per mescole contigue (per esempio ultrasoft-soft), 4 – 5 decimi per mescole non contigue(per esempio ultrasoft-medium). Ciò significa che non c’era nessun problema nel trovare l’assetto migliore per l’una o per l’altra perchè erano quasi uguali. A RAVASCLETTO faccio notare che per fare delle gomme che durano non ci vuole niente (se fosse difficile anche le gomme da strada si distruggerebbero subito) magari poi non danno molto grip però avrebbero una durata lunghissima. Alla pirelli è stato chiesto esplicitamente di fare delle gomme che si usurassero e che fossero molto diverse tra una mescola e l’altra e la pirelli questo ha fatto. E’ probabile forse che abbia esagerato nel senso che le gomme non hanno una curva di prestazione, ma iniziano subito a calare; cioè non permettono per magari per almeno un pò di giri di migliorare man mano che il serbatoio si svuota per poi iniziare a decadere, ma iniziano subito a peggiorare. Forse, poi, almeno la mescola più dura, la hard, sarebbe dovuta durare almeno un pò più di metà gara. Questi sono problemi che credo però che si potranno facilmente risolvere nel tempo se ce ne sarà bisogno. La cosa più importante che in pochi hanno fatto notare, però, è che le gomme si sono rivelate estremamente affidabili. Anche se è il degrado è stato molto forte in questi giorni non c’è mai stata una foratura e questo era un fattore cruciale e significa che la struttura del pneumatico è ben progettata.
    In ogni caso per migliorare lo spettacolo se non si vogliono toccare le macchine modificandole ulteriormente o inserendo robe ancora più strambe dell’ala mobile, l’unica cosa su cui si può intervenire sono le gomme e questo hanno fatto. La verità è che oggi i piloti sono viziati e i cambiamenti come questo costringono le scuderie a fare un lavoro per adattarsi. Certo l’anno scorso era più facile per un pilota o per i box gestire la strategia sulle gomme: c’era un cambio obligatorio che facevi quando più ti conveniva, anche all’ultimo giro se necessario e potevi tirare quanto volevi senza preoccuparti molto di gestirle. Quest’anno non sarà più così e ciò comporta un sforzo da parte del pilota nel trattarle nella giusta maniera e uno sforzo da parte dei box nel fare le giuste strategie e nel cercare assetti che tengano conto anche dela maggiore delicatezza delle gomme e così stanno tutti quanti a lamentarsi e a frignare come bambini.

  7. Io spero di vedere strategie diversificate a seconda dei piloti, e dei loro stili di guida.
    Ad esempio:
    Hamilton Vettel Alonso ect molto aggressivi, dovranno utilizzare delle mescole più dure, rispetto a Massa, Webber, e Button, ma la differenza di prestazioni fra le mescole, sarà equivalente alla durata delle stesse?
    Io ricordo un GP di Francia dove Schumy vinse effettuando ben 4 pit Stop ma fece 5 run da qualifica assoluta.
    Negli ultimi due anni una cosa del genere sarebbe stata impensabile.

  8. Vedi Jarbis le gomme ” finite” sono sinonimo di eventuali scoppi, comunque abbiamo opinioni opposte e a breve sapremo chi ha ragione !

  9. secondo me è troppo presto per decidere se è meglio pirelli o bridgestone, aspettiamo le prime gare e possiamo tirare le somme.
    non vorrei pero’ che con sta storia si ritorni a 5\10 anni fa, quando i sorpassi li vedevi solo in corsia box,
    dal mio punto di vista non bisogna lavorare sulle gomme per vedere un po’ di spettacolo, ma riportare la f1 alla tecnologia degli anni ‘80\’90, quando chi decideva sull’ esito della gara era solo la bravura del pilota… solo che con questo ragionamente si va contro l’ esigenza del mercato…

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