Questo sito contribuisce alla audience di

HOME PAGE

Il primo BLOG sulla Formula 1. Gratis per te: F1 news,
foto, video, piloti, team, classifiche, calendario e F1 Live.

Pirelli, Kers, ala mobile: lo show si fa artificiale


FIA-F1-flag

Se vogliono trasmettere un reality show, lo dicano subito. Perché no: “L’isola della Formula 1″, conduce Simona Ventura, la Parietti ed il Malgioglio al commento tecnico. Prove di sopravvivenza, sfide incrociate, litigi a favor di telecamera, nominations, crisi di pianto, limonate, corna, pupe e piloti, bunga-bunga. Uno show irresistibile.

Sarà così la F1 del futuro? Poco ci manca. L’opera di alterazione della F1 messa in atto dalla FIA da un decennio a questa parte prosegue inesorabile. Quattro, anzitutto, le ragioni imbracciate da Mosley prima e Todt dopo: riduzione delle prestazioni delle vetture, contenimento dei costi, eco-compatibilità della F1 stessa, aumento dello spettacolo. Quattro moventi che, dati alla mano, non stanno in piedi. In particolare, il rientro del KERS e l’introduzione dell’ala mobile posteriore e dei nuovi pneumatici Pirelli costituiscono una serie di artifici orientati, secondo il parere della FIA, ad accrescere lo spettacolo in pista.

Negli ultimi 10 anni, la F1 ha subito molteplici trasformazioni, le quali hanno ucciso, mortificato, svalutato e snaturato il concetto originario di Formula 1. Molte di queste trasformazioni sono state formulate ed apportate allo scopo di rendere ancor più appetibile lo spettacolo offerto dalla F1. Provvedimenti tecnici e sportivi, più o meno condivisibili, più o meno discutibili (alcuni dei quali osceni…): graduale ed inarrestabile standardizzazione ed unificazione delle monoposto nei loro contenuti tecnici, continue modifiche al format delle qualifiche, gare in notturna, repentini e caotici mutamenti della veste aerodinamica delle vetture, progettazione di circuiti asettici e similari gli uni agli altri, ritorno dei tracciati cittadini, abuso di Safety Car, abolizione dei rifornimenti in gara (reintrodotti nel 1994), divieto degli ausili elettronici alla guida, cambi gomme obbligatori ed obbligo di uso nello stesso GP di entrambe le mescole (hard e soft), e così via.

Un susseguirsi di disordinate modifiche regolamentari e “culturali” che hanno, di fatto, reso la F1 una autentica baraonda del nulla. Dalla fine degli Anni 90 e, in particolare, dai primi Anni 2000 ad oggi, le gare della F1 sino diventate improvvisamente noiose, prevedibili, incolori, anonime, sovente indecorose. Paradossalmente, tutte quelle norme tecniche, sportive e “ambiental-culturali” introdotte al fine di accrescere la spettacolarità della F1 hanno sortito l’effetto contrario: la F1, da appassionante (sotto ogni aspetto…), si è trasformata in una marcia funebre di vetture tutte uguali. Pertanto, un sovra-dosaggio di regole ha spento la fiamma della imprevedibilità, tipica della F1 del fare, caratterizzata da poche e semplici regole tecniche e sportive.

A testimonianza di ciò, ci viene in soccorso una classifica molto, molto ardita stilata da Autosprint (N. 51-52, 21 dic. 2010-10 gennaio 2011): i 30 migliori GP dell’era televisiva della F1. Quindi, un intervallo di tempo compreso tra gli Anni 70 (ma non tutti i GP erano trasmessi con regolarità) ed il 2010. Sebbene tali classifiche lascino il tempo che trovano, ad ogni modo è curioso analizzare i motivi che hanno spinto ad inserire in classifica (con molto coraggio, debbo dire…), ben 6 gare degli Anni 2000. Giappone 2000: la Ferrari vince dopo 21 anni di digiuno; Brasile 2007: Raikkonen campione del mondo; Brasile 2006: i sorpassi di Schumacher; Brasile 2003: Fisichella vince il suo primo GP; Canada 2007: il gran botto di Kubica; Italia 2008: vince Vettel su Toro Rosso.

Insomma, eccezion fatta per lo show di quel grande manico che porta il nome di Michael Schumacher, i restanti GP hanno assunto valore storico per ragioni che esulano dalla bellezza e spettacolarità di un GP, ossia i reali obiettivi della classifica: un titolo mondiale, un incidente, una gara vinta da chi non te lo aspetti.

Un paradosso: proprio nell’era dei “GP-spettacolo a tutti i costi”, le corse si sono rivelate più che mai tediose. Proprio in un periodo storico in cui ogni provvedimento tecnico e sportivo è pensato, ragionato, proposto ed avallato esclusivamente allo scopo di incentivare lo spettacolo e stimolare i sorpassi, i GP di F1 si dimostrano vuoti e, salvo rare occasioni (cioè, quando piove…), privi di contenuti. Evidentemente, a giudicare i pessimi risultati, la FIA ha sbagliato tutto.

KERS, è solo un bluff. In questo senso, la riscoperta del KERS (non obbligatorio), l’introduzione della già discussa ala mobile posteriore e la particolare fattura delle mescole delle gomme Pirelli avrebbero quale obiettivo ultimo il riaccendere la lotta in pista. Il KERS già lo conosciamo bene, avendogli dedicato tempo e spazio. Uno spreco di energie, danari e bugiardi slogan senza precedenti. È stato un totale fallimento nel 2009, lo sarà senza dubbio anche in questo 2011. È da idioti in malafede ritenere che un simile aggeggio possa rappresentare la salvezza della F1…

Pirelli “stracciate”. Anche le gomme Pirelli stanno sollevando più di una perplessità. I cervelloni della FIA, infatti, hanno “consigliato” il gommista italiano di realizzare mescole particolarmente “soffici”, che si usurino dopo pochi giri. Se ben ricordate, dal ritorno delle slick, le Bridgestone avevano palesato comportamenti sospetti. Pneumatici soft da buttare dopo pochi chilometri, pneumatici hard che, al contrario, erano in grado di reggere quasi un intero GP. Anzi, erano perfettamente in grado di durare per un intero GP, se non fosse per la stupida regola che ogni pilota deve impiegare obbligatoriamente sia soft che hard. Sovente, infatti, abbiamo assistito a ridicoli pit-stop solo per montare le soft: e mancavano solo 3-4 giri alla fine della corsa…

La FIA non poteva più accettare una simile situazione. Ecco, allora, partire le nuove disposizioni alla Pirelli: gomme “scadenti” e caratterizzate da rapidi degradi, più pit-stop, più caos, più spettacolo.

Ala mobile, che pasticcio! Ancor più grottesco, controverso e strampalato il regolamento circa l’utilizzo (non obbligatorio) dell’ala mobile posteriore. Nel 2009 e sino al 2010, la FIA aveva introdotto l’ala mobile anteriore. Una variazione di incidenza di 6° del flap gestita dal pilota che, secondo i cervelloni della FIA, avrebbe dovuto facilitare i sorpassi. Il sistema, tanto per cambiare, ha fatto cilecca: ancora stiamo aspettando dichiarazioni, commenti, impressioni e spiegazioni su come, quando, quante volte e se tale ausilio sia stato impiegato dai team ed usato in gara dai piloti…

Ebbene, dal 2011 scompare senza rimpianti e senza clamore l’ala mobile anteriore (se ci fate caso, nessuno lo ha sottolineato con vigore, nemmeno la stampa specializzata …), ma spunta il profilo alare mobile posteriore. Non una novità, per le competizioni: dalla seconda metà degli Anni 60 e sino al 1969 (anno della loro abolizione), tanto le ruote coperte quanto le vetture di F1 adottarono ali posteriori ad incidenza variabile, allo scopo di incrementare le velocità di punta in rettilineo. Ma all’epoca, non si parlava di “spettacolo” e stimolazione dei sorpassi…

Già, ma come funziona e come si usa l’ala mobile? Il tutto è spiegato nell’articolo 3.18 del regolamento tecnico, alla voce “Driver Adjustable Bodywork”. Anzitutto, solo la sezione superiore dell’alettone (cioè, il profilo alare disposto più in alto all’interno dell’ala posteriore stessa) può essere realizzato mobile. Il flap può muoversi di 20mm massimo verso l’alto e 20mm massimo verso il basso. Sono consentite solo due posizioni: una ad alto carico (standard) ed una a basso carico, la quale, migliorando il Cx (Coefficiente di Resistenza) della vettura, comporta un incremento delle velocità di punta. In caso di avaria del sistema, il flap deve fare ritorno nella sua posizione standard. Il flap mobile può essere attivato dal pilota in qualsiasi istante durante le qualifiche e prima del via della gara. Durante la gara, invece, il pilota può attivare il flap solo per affondare sorpassi e dopo aver ultimato almeno 2 giri dopo il via del GP o dopo il restart a seguito di un regime di Safety Car. Il flap mobile può essere attivato dal pilota solo in punti prestabiliti del circuito, previa autorizzazione della direzione gara e quando il pilota stesso si trova a meno di 1 secondo dalla vettura davanti a sé. La variazione di incidenza viene neutralizzata ogni volta che il pilota agisce sul pedale del freno.

Siamo alle comiche finali. Peggio che essere al comando di un velivolo per la guerra elettronica! Non vorremmo vestire i panni dei piloti: poveracci, districarsi tra pulsanti del KERS e dell’ala mobile, display che segnalano l’Ok ad utilizzare il flap ad incidenza variabile e ripetuti collegamenti radio…

In sostanza, chi è davanti non può difendersi, poiché solo che insegue ha diritto ad azionare l’ala mobile. E in caso di gruppo, con più di una, due vetture ad inseguire, chi ha diritto all’azionamento del flap? In ogni caso, non chi guida il gruppo. E tra gli inseguitori, chi può azionare il flap? Che dire: una norma esilarante. Aspettiamoci polemiche, incomprensioni, valanghe di penalità. Era ciò che voleva la FIA, no?

Occorre mettersi d’accordo, una volta per tutte, sul concetto e sul significato di “spettacolo”. Si riteneva che i rifornimenti in gara accrescessero lo show. Per alcuni anni, essi hanno funzionato, vale a dire non schiavizzavano i GP. Era un’altra F1. Ma poi, da quando la FIA ha serrato i regolamenti tecnici e complicato quelli sportivi, ecco che i rifornimenti hanno iniziato a condizionare eccessivamente le sorti di ogni singolo GP. Allora, si è pensato bene di abolirli. Tuttavia, con enorme sorpresa, abbiamo constatato come non fossero i rifornimenti l’unico male della F1. I GP post-rifornimenti sono rimasti bruttini. Medesimo discorso dicasi per i cambi gomme obbligatori, i quali non accrescono di una sola tacca il livello dello spettacolo.

La FIA si sta avvitando su sé stessa. Più interviene, più peggiora le cose. Non solo non è in grado di guarire la malattia, ma neppure è capace di individuarne i sintomi. Anzi, non fa altro che aggravare le condizioni di salute del paziente Formula 1.

La FIA non coglie un presupposto fondamentale: troppe regole nuocciono. Il “sistema Formula 1″ è in overdose da regole, intossicato da un fardello di norme tecniche e sportive che hanno ucciso, uccidono e uccideranno sempre più la naturale imprevedibilità e spettacolarità dello sport del motore.

Al contempo, la FIA parte da un preconcetto errato: lo spettacolo a tutti i costi. Uno spettacolo, dunque, artificiale, drogato, dopato, siliconato. Uno spettacolo non più dettato e generato dal normale e naturale evolversi delle vicende di un GP, bensì ingozzato dall’alto, costretto, forzato. Uno spettacolo partorito da regole e balzelli che non producono uno show sano, genuino e spontaneo, bensì finto, artificioso, da reality show.

Questo non è spettacolo, è caos, puro distillato di confusione. Un guazzabuglio fine a sé stesso. Del resto, l’istituzione dell’Overtaking Working Group, sorta nel 2007 per volere FIA e che raggruppa al proprio interno tecnici e progettisti attivi in F1, è uno dei tanti sintomi della malattia. Un gruppo di esperti che ha il compito di escogitare sistemi per favorire i sorpassi: un paio di anni fa, avevano pensato all’alettone posteriore sdoppiato (soluzione mai adottata), oggi le loro menti hanno rispolverato l’ala posteriore ad incidenza variabile. E domani?

Ma ribadiamo, il paradosso che caratterizza la F1 attuale risiede nella totale assenza di spettacolo, sebbene la FIA concepisca ogni anno soluzioni che, sulla carta, dovrebbero alimentare e stimolare sorpassi, duelli ravvicinati, testa a testa memorabili ad ogni curva, ad ogni giro, ad ogni GP.

Ma di memorabile c’è poco, anzi, nulla. Ormai, per riassaporare il gusto di gare da leggenda bisogna risalire agli Anni 90. Non è un caso.

È la conferma che più si cerca di drogare e manipolare le corse, più lo show, peraltro insito nelle competizioni stesse, viene a mancare.

La FIA dovrebbe porsi delle semplici domande. Come mai, quando i regolamenti tecnici e sportivi erano all’insegna della libertà, della inventiva, della sana esasperazione tecnica e della semplicità, i GP risultavano in generale molto avvincenti, interessanti e combattuti, tanto al vertice quanto in coda? Perché la FIA, se davvero invoca i sorpassi e lo spettacolo, al minimo innocuo e regolare contatto o ad ogni taglio di chicane in buonafede (comprensibili, a quelle medie orarie…) infligge penalità di ogni sorta al malcapitato di turno? E come mai, nonostante l’overdose di regole che, a parer suo, dovrebbero incoraggiare lo spettacolo, la qualità dei GP non migliora, anzi peggiora? E come mai, sebbene le vetture siano tutte uguali (colorazioni a parte), e quindi teoricamente molto livellate nelle prestazioni, manca la lotta ravvicinata in pista?

Ormai, la FIA è entrata in un meccanismo perverso: non ne uscirà, fin quando non prenderà atto dei propri errori. Potrà inserire altre mille nuove norme, ma il risultato non cambierà di una virgola. E allora, scateniamoci: pioggia artificiale, corsie preferenziali per i sorpassi, penalità estratte a sorte, gare al buio, improvvisi voragini che si aprono sulla pista (peggio per chi ci finisce dentro…), pit-stop obbligatori per cambio gomme, canottiera e mutande, spegnimento casuale del motore deciso dalla direzione gara.

Se spettacolo vi deve essere, è bene che non sia artificiale. Se lotta ci sarà, bene, altrimenti avremo assistito ad una gara mogia (come sempre è accaduto nelle corse), ma almeno regolare. Avrà vinto il migliore, non colui estratto a sorte.

Intanto, diamo un consiglio ai cervelloni legislatori della FIA: si rileggano i regolamenti di 20, 25, 30, 40 anni fa, si rivedano le gare di quei periodi storici, riassaporino il vero brivido delle competizioni e della sfida tecnica-umana, riprovino quel fremito che solo i veri circuiti sono in grado di trasmettere. Vedranno che giungeranno ad una conclusione: meno regole, meno complicazioni, più palle… più spettacolo.

Scritto da: Paolo Pellegrini

{lang: 'it'}
Etichette (Tags): , , , ,

11 Commenti

  1. Pienamente d’accordo con ogni singola parola.

    Si vuole assicurare lo spettacolo? ma questi signori quando si fa la gara guardano la gara o contano i soldi?

    Meno regole insensate, più libertà (mantenendo alta la sicurezza), piste più larghe (magari con qualche curvone inclinato) e sopratutto ognuno si fa l’auto come crede, altrimenti ci ritroveremo tra 5 anni con un sacco di team clienti e nessun costruttore… la strada è quella….

  2. max questi signori pensano più al business, facendo morire la vera essenza dello sport automobilistico, che per qualcuno è una noia bestiale, per altri come noi è un evento imperdibile; Stiamo attraversando una bruttissima fase, quella dello sport che va per lasciar passare i soldi facili, Bernie Ecclestone continua a muovere i fili e la maFIA è sempre più alla sua parte, è un vero schifo!

  3. Ciao Paolo,
    quest’anno ho deciso di non seguire più la Formula 1.
    Da tempo la categoria più prestigiosa dell’automobilismo è ostaggio di regolamenti farraginosi che dovrebbero garantire maggior spettacolo ma che di fatto rendono artificiale la competizione. Con l’introduzione dell’ala mobile, la classica goccia che fa traboccare il vaso, ho sentito il bisogno di dire basta e di guardare in faccia la realtà: questa non è più la F1 che ho conosciuto ma solo una sorta di Wrestling motoristico, svuotato dei suoi contenuti tecnologici, sportivi ed umani. Ormai è un’enorme presa di giro.
    Ovviamente sono solo uno dei tanti appassionati, pertanto perché voler ‘comunicare’ questa mia scelta?
    Beh, nel mio piccolissimo desidero lanciare un segnale e credo anche che la delusione per quel che è diventata la F1 sia piuttosto diffusa.
    Un saluto a tutti i blogger e magari, se qualcuno rinsavirà, un arrivederci a quando la F1 tornerà ad essere qualcosa di serio.

    françois xavier

  4. Nella vita di tutti i giorni, guidando, puoi avere a disposizione una macchina velocissima, ma se la strada non te lo permette, non sorpassi nemmeno il trattore che ti sta davanti.
    Gli basterebbe cambiare il progettista delle piste, risolverebbero molti problemi.

  5. Esattamente. Ottimo articolo, una boccata d’aria! Effettivamente la formazione Ventura, Parietti e Malgioglio come esperto di tecnica mi sembra quantomeno appropriata alla situazione!
    E’ un sollievo sapere che c’è ancora qualcuno che ha un po’ di testa e che lo esprime. Grazie

  6. Sono pienamente d’accordo Steve. Infatti, di fronte a
    questo quadro tecnicamente desolante ed antisportivo, non si
    sente(TV) e non si legge (stampa) alcuna voce fuori dal coro dei
    giornalisti addetti ai lavori, perfettamente omologati ed acritici.
    Sarà la paura di essere estromessi dal “giro” e di non essere più
    accettati nelle varie ospitality. Aveva provato Coppini a dire le
    verità scomode in Rai, in diretta ma poi non è stato riconfermato.
    Dava fastidio alla FIA?

  7. Pienamente d’accordo su tutto, commenti compresi.

    Questa F1 non è più ne sport ne spettacolo, ma solo business.

    tornare a regole più semplici, chiarendo quali sono i dispositivi vietati, le strutture necessarie alla sicurezza, le dimensioni massime e minime dei veicoli, limiti delle emissioni inquinanti (se proprio si vuole cavalcare il fattore eco-compatibilità) ed il budget massimo a disposizione di ogni squadra, consentendo un massimo sforamento per quelle squadre che si sono classificate nelle ultime 12 posizioni l’anno precedente, in modo che possano creare veicoli più competitivi.

    Tornare a circuiti veri, che tengano considerazione della superficie sui quali sono costruiti, e non disegnati al computer e poi realizzati su un terreno spianato e livellato come se fosse fatto con sim city.

    servono piste più larghe, curve con pendenze che favoriscano i sorpassi, e sopratutto più umiltà da parte di chi, questo sport, lo dovrebbe gestire e favorire.

    Spazio anche a soluzioni innovative, è paradossale che lo sport motoristico che dovrebbe esser all’avanguardia delle soluzioni tecnologiche e motoristiche si ritrovi regolamenti che lo stiano orientando ad un campionato mono-marca con veicoli tutti standardizzati, cavolo una volta esistevano macchine tanto diverse tra loro che sembrava persino impossibile che corressero nella stessa categoria, mentre oggi, a guardarle bene sono tutte uguali, lievi differenze tra una e l’altra vettura, ma sostanzialmente simili, clonate.

    • LA MIA PRIMA CORSA DI AUTO HO AVUTO IL PIACERE DI VEDERLA NEL 1967 ALL’ETA’ DI 13 ANNI, POI HO AVUTO LA FORTUNA DI FREQUENTARE IL MONDO DELLE CORSE PER MOTIVI DI LAVORO E DEBBO DIRE NON E’ RETORICA CHE LE CORSE DI FORMULA 1 SONO DI UNA NOIA MORTALE , ORMAI LE AUTO SONO TUTTE UGUALI, LE FORMULE MINORI SONO TUTTE MONOMARCA CHE BARBA!RIDATECI LE CORSE, RIDATECI AUTO CHE SIANO GUIDATE DAI PILOTI E NON VICEVERSA, RIDATECI CIRCUITI DA PELO SULLO STOMACO,SEMPRE SALVAGUARDANDO LA SICUREZZA,MA VERAMENTE BASTA CON TUTTE QUESTE ALCHIMIE,VOGLIAMO REGOLAMENTI CHIARI E SOPRATUTTO RIVOGLIAMO LE CORSE NEL SENSO VERO!

  8. Come piccola aggiunta al mio post precedente devo dire che seguo, o meglio seguivo, la F1 dal lontano 1977: questo sport mi ha accompagnato per decenni con emozioni e fascino per la tecnica.
    Ricordo gli anni passati a campeggiare alla Tosa, le ‘visite’ ai box con pass autoprodotti a tempera(!), Villeneuve, Senna, rudimentali gallerie del vento in cui provavo modelli in legno, amicizie con persone e personaggi ‘mitici’….. Questo per dire che aver deciso di non seguire più la F1 è stata ed è una scelta difficile e dunque anche un modo per protestare.

    françois xavier

  9. Come ti capisco Francois! Pensa come posso soffrire io di fronte a questo spettacolo indecente.
    Ho visto correre fior di campioni come Moss, von Trips, Phill Hill, Bandini, Fittipaldi, ecc. in circuiti da “pelo”. Montezemolo si lamenta che questa F1 che si basa solo sull’aerodinamica non è bella nè stimolante tecnicamente ma non fa nulla per cercare di cambiarla.

Trackbacks

  1. Tweets that mention F1 - Pirelli, Kers, ala mobile: quando lo show sa fa artificiale | Circus Formula 1 -- Topsy.com