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Le pagelle del Gp d’Australia di Formula 1


Photo by Mark Thompson/Getty Images

Photo by Mark Thompson/Getty Images

Con la classifica aggiornata in seguito alla squalifica delle due Sauber di Sergio Perez e Kamui Kobayashi, settimo e ottavo rispettivamente al traguardo, diamo i voti ai piloti che hanno preso parte al Gran Premio d’Australia, prima prova del Campionato Mondiale 2011 di Formula 1.

pagelle di: Filippo Ronchetti

 

Sebastian Vettel: 10. Seb inizia come aveva concluso, cioè dominando. Pole al sabato umiliando tutti e gara perfetta domenica, condotta sempre in testa salvo scivolare al quarto posto in occasione della prima sosta. Senza stare a fantasticare su quanto abbia spinto, senza fargli colpe per avere sotto al sedere una Red Bull, fa quello che ci si aspetta da un campione del mondo: vincere. Perfetto.

Mark Webber: 5. Come la posizione al traguardo. Dato che anche l’australiano guida una Red Bull, sicuramente qualche colpa per non averla sfruttata l’ha. Mark inizia il 2011 come aveva concluso il 2010, cioè annegando: viene prima sverniciato in qualifica da Vettel (passi), ma poi rimane incolore anche in gara, con annessa escursione sull’erba. Anche per lui arriveranno le domeniche da 9 o da 10, ma intanto è rimandato (in Malesia).

Lewis Hamilton: 9. Che altro poteva fare? Arriva a Melbourne convinto di beccare un secondo da Red Bull e Ferrari, invece “secondo” è il suo risultato in griglia. Domenica naviga a vista di SuperVettel per tutto il primo stint, poi perde il contatto ma arriva al traguardo senza essere impensierito da nessuno. Senza l’escursione che gli rovina il fondo piatto sarebbe da 10. Di lusso.

Jenson Button: 6 e mezzo. Anche per lui il voto coincide con la posizione finale. Si qualifica quarto, rimane intrappolato dietro a Massa (alla faccia dell’ala posteriore mobile), becca un drive-through e quindi rimane inesorabilmente invischiato nel traffico. Jenson però, a differenza di Webber, la grinta ce la mette tutta, e recupera da dodicesimo a sesto.

Fernando Alonso: 8. Discorso opposto a Hamilton: atterra in Australia convinto di essere comodamente a podio, invece è addirittura costretto a montare le morbide per essere certo di passare la Q1. Parte dal lato pulito, ma alla prima curva è costretto a girare largo per non fare a sportellate con Button come l’anno scorso. Ne esce nono, e da qui inizia il suo folle inseguimento al podio, che non si concretizza. La Ferrari in Australia è poca roba, ma lui resta roccioso.

Felipe Massa: 4. Il testacoda appena uscito dai box in Q3 è un lusso che può essere concesso solo a un debuttante. Per i primi 12 giri resiste, senza scorrettezze, a Button: merita 5. Però ci ha raccontato per tutto l’inverno che con le Pirelli è amore, invece a fine gara si lamenta dell’eccessiva usura che lo costringe a una sosta in più: scende a 4. Se almeno in mezzo ci fossero state delle performance convincenti… scende a 3. Al giro 55 segna il giro più veloce: risale a 4. Ultimo dei non doppiati. Confuso. Bocciato.

Michael Schumacher: 5. Eliminato in Q2 (contrariamente a Rosberg che arriva in Q3), al via si tocca con Alguersuari ed è così costretto a fermarsi ai box. Rientra in pista ultimo e arranca, col fondo vettura danneggiato, fino a ritirarsi al giro 22 per precauzione. Anonimo.

Nico Rosberg: 6. La Mercedes non è quella vista negli ultimi test (o forse è lei, ma gli altri giravano con gomme quadrate) e lui si rassegna al compito: portare a casa qualche punticino. In partenza mantiene la posizione, poi si fa passare da Alonso senza resistere. E’ ottavo quando, al giro 23, viene centrato da Barrichello con una manovra assassina. Qualche centinaia di metri più avanti parcheggia la sua W02 fumante e si ritira. Scegliete la definizione che preferite: remissivo (se vi aspettavate di più), martire (se guardate solo l’incidente), ordinato (se condividete la tesi dell’adeguamento al mezzo a disposizione), frustrato (se pensate alla vigilia).

Nick Heidfeld: 4 e mezzo. Prova la Renault a Jerez e fa il miglior tempo. A Melbourne nessuno si attendeva che facesse altrettanto, ma nemmeno che beccasse 1.7 secondi da Petrov e uscisse in Q1! Poi è chiaro che quando parti 18esimo l’incidente al via può capitare. Infatti va così, e conclude la sua gara dodicesimo con la fiancata destra danneggiata. Assurdo (in qualifica), eroico (in gara).

Vitaly Petrov: 9. Già stupisce con il sesto posto in qualifica, figurarsi poi con il terzo in gara! Guadagna due posizioni al via, poi gestisce la gara con ordine senza attaccare Hamilton e con Alonso sempre più vicino nel finale. Una rondine non fa primavera, ma in Australia è stato sontuoso.

Rubens Barrichello: 5. Diciannove anni di F1 e in Q2 fa un errore da sbarbatello piantandosi nella sabbia. Senza tempo, parte 17esimo. Al via cerca di farsi largo ma finisce nella sabbia. Riparte a testa bassa, rimonta, si beve Kobayashi per la nona posizione, raggiunge Rosberg e lo elimina con una manovra ottimistica che non bisognerebbe fare nemmeno alla Playstation. Rubens ci rimette il musetto, quindi gli danno un drive-through per lo speronamento su Nico. A quel punto si calma e mantiene la 15esima posizione fino a dieci giri dal termine, quando sulla FW33 si rompe la trasmissione. Pasticcione ma emozionante.

Pastor Maldonado: 5 e mezzo. Mezzo punto più di Barri perché si qualifica meglio mettendosi dietro anche Sutil: 15esimo. Al via perde una posizione, ma è difficile valutarlo perchè la sua gara dura poco: al decimo giro anche lui rompe il cambio e diventa il primo ritirato del mondiale 2011. Da rivedere.

Adrian Sutil: 5. Termina nono (per la squalifica delle Sauber) dopo essere partito 16esimo. In attesa che di Resta prenda confidenza con un GP di F1, il team si affida a lui. Purtroppo però, a Melbourne, dei rivali diretti della sua Force India riesce a mettersi dietro solo Heidfeld e Alguersuari. Assonnato.

Paul di Resta: 6. Fa meglio di Sutil in qualifica, e in gara rimane sempre subito dietro al più esperto compagno di squadra: questo il motivo del voto in più. Vedremo se col tempo saprà farsi valere. Ordinato.

Kamui Kobayashi: 6. Nono al via, in gara viene surclassato da gente che domenica aveva parecchie ragioni per pestare forte sull’acceleratore: Alonso, Button e Barrichello. Che a Melbourne non ce ne fosse lo dimostra soprattutto il fatto che sul traguardo l’esordiente compagno di team Perez gli è davanti di 11 secondi. Senza squalifica sarebbe ottavo: per questo merita 6.

Sergio Perez: 10. Ecco il terzo fenomeno di Melbourne, assieme a Vettel e Petrov. Il giovane messicano con la valigia piena di soldi zittisce chi per tutto l’inverno ha accusato la Pirelli di produrre gomme troppo morbide. Il suo GP d’esordio è pulito, assennato e concreto… e con un solo pit stop! Ciliegina sulla torta, ottiene il sesto giro più veloce. C’è già chi lo vuole in Ferrari al posto di Massa: se non è un complimento questo…

Sebastien Buemi: 7. Accede alla Q1 partendo decimo, e arriva ottavo grazie alla squalifica delle Sauber. In mezzo, lo spavento per una toccata al via con il compagno di team e un paio di bei duelli. E’ il primo dei doppiati. Concreto.

Jaime Alguersuari: 5 e mezzo. Lo spettro di Ricciardo incombe nel box Toro Rosso, e il giovane Jaime ne è spaventato: dodicesimo in qualifica, al via tenta subito di portarsi avanti toccandosi prima con Buemi e poi con Schumacher. Risultato: pit stop alla fine del giro 1 per sostituire il muso e gara rovinata. E’ decimo nella classifica dei giri veloci, proprio davanti a Buemi. (Troppo) aggressivo.

Jarno Trulli: 5. Parte 20esimo e arriva 13esimo a due giri. Il salto di qualità della Lotus con gruppo motore-cambio della Red Bull non si vede: Jarno è eliminato in Q1, dietro al compagno di team. Deja vu.

Heikki Kovalainen: 6. Un week-end complessivamente migliore del compagno di squadra. La sua gara si conclude al giro 22 a causa di una perdita d’acqua. Deja vu #2.

Narain Karthikeyan: 4. Un voto simbolico: come giudicare chi guida una macchina che non è in grado di stare nel 107%? La HRT è un disastro: vedere le traiettorie di Narain inquadrato dalle telecamere in Q1, almeno un metro dentro la pista sia in ingresso che in uscita di curva, fa tenerezza. Le colpe sono da ricercare altrove, ma lui si prende 4 per aver beccato ben 1.2 secondi dal compagno di squadra.

Vitantonio Liuzzi: 5. Voto simbolico pure per lui. La sua F111 avrebbe bisogno dello scotch per stare assieme, dato che alla fine del rettilineo perde un pezzo che centra la Sauber di Perez (ricordiamo la molla persa dalla Brawn di Barrichello in Ungheria nel 2009). Dice di essere un professionista che non deve pagare per correre, e in quanto tale fa l’unica cosa che gli è possibile con la macchina a disposizione: mettere dietro Karthikeyan. Ringraziamo Mosley per aver voluto nuovi team iscritti al mondiale a prescindere dalla loro competitività.

Timo Glock: 5. In griglia è penultimo, davanti solamente all’esordiente compagno di team d’Ambrosio. Al traguardo è ultimo, non classificato, staccato di nove giri da Vettel: la sua gara viene rovinata prima da un problema al pit stop, e poi da strane vibrazioni. Inutile infierire su chi è costretto a correre guardando costantemente negli specchietti. Sfortunato.

Jerome d’Ambrosio: 4. Non tanto per le posizioni (ultimo in qualifica e penultimo in gara), quanto per i distacchi: rimane dentro al 107% di appena 4 decimi, ed è staccato di un secondo da Glock. Il GP lo conclude a 4 giri dal vincitore. Tra i deb è quello che dispone della vettura peggiore. Auguri!

 

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10 Commenti

  1. Non amo le pagelle, ma mi sento di dissentire, almeno su alcune considerazioni:

    Sebastian Vettel: 7, con quel missile incollato al suolo che si ritrova a guidare, volevo vedere come faceva a perdere, se non per un guasto o un problema, oltretutto ha fatto solo due pit-stop. Diciamo che si è limitato a gestire, bene e senza errori, la gara.

    Mark Webber: 5, la macchina è la solita, ma lui e il muretto no! Insufficiente anche per colpa della strategia.

    Lewis Hamilton: 7, la macchina va bene e lui pure, ma i giudici adottano per lui il solito atteggiamento permissivo; intollerabile ormai.

    Jenson Button: 5, con una macchina così competitiva poteva fare di più, ma chi non risica non rosica e il nostro eroe non trova niente di meglio che tagliare la chicane; pavido.

    Fernando Alonso: 7 di stima; è veloce è positivo ma parte male (lo fa spesso) e poi deve rincorrere. Un lusso che non si può permettere.

    Felipe Massa: non classificato: è un alieno, tira fuori le unghie col proprio compagni di squadra, finge grandi prestazioni e poi scompare, more solitu, nel nulla, salvo poi fare il giro più veloce (ma al nono posto e così in ritardo a che serve?).

    Del resto dei piloti evito di fare l’elenco, sono troppo lontani dai primi, siamo alla prima gara, e fanno campionato a sè, per il momento.

    Due parole su Petrov, sopravvalutato autore di una gara senza infamia e senza lode, ma che ha saputo ben gestire la sua posizione senza errori e con soli due pit-stop: un mastino.

    Perez è un caso a parte; in questa gara ha ben figurato, punito solo dalla indecente decisione dei commissari di gara, lo aspettiamo al varco per vedere se le rose fioriranno.

    Per quanto riguarda la nostra Ferrari: il team paga le scelte conservative (troppo) del Monte…prezzemolo, riusciranno a risolvere i problemi di grip? Penso di si, ma dispiace che tanta cultura motoristica e tanto blasone siano così privi di slanci e di emozioni; anche gli uomini “che contano” sono così tristi e impalpabili da rendere difficile, anche per un appassionato come me, pensare al ritorno di una grinta e di una voglia di vincere che apparteneva, ahimè irrimediabilmente, al Drake.
    Giuseppe

  2. pienamente d’accordo soprattutto il commento alla nostra Ferrari, sembra che la grinta proprio non ci sia, ma si limitino a fare un lavoro da professionisti, ma se non mettono la passione (di cui tanto parlano) e la grinta non vedo grandi innovazioni tecnologiche per noi, in pista abbiamo un mastino e combattente come alonso, ma dentro chi abbiamo ? costa che sicuramente è un buon progettista ma non ha idee nuove, domenicali lo conosciamo tutti, i nuovi innesti spero che superato il periodo di ambientamento diano un gran contributo in una squadra piena di “professionisti” del settore ma senza idee…

    non vedo l’ora che arrivi la malesia, nonostante pagelle, critiche, spettacolo o non spettacolo, ho molta voglia di verdere la prossima gara, spero che non mi facciano passare l’entusiasmo :( :D

  3. per il pagellista dell’articolo, sicuro che sia stat l’uscita a danneggiare il fondo vettura ? da più replay si è visto abbastanza chiaramente che ha ceduto prima del rettifilo e quindi prima dell’uscita…

  4. Finalmente una pagella equilibrata! Comunque Hamilton è incolpevole per quanto riguarda il fondo danneggiato perchè si vede chiaramente dalle immagini che quando è uscito gia strisciava (anzi non è detto che non abbia sbagliatao proprio a causa del danno). Ho letto quasi dappertutto che è colpa sua eppure stavolta se ne sono accorti addirittura i cronisti rai! In ogni caso mi ha fatto impressione quanto riuscisse a tirare di più a gomme usurate rispetto a Vettel (non credo proprio che la McLaren preservi di pi le gomme rispetto alla RB) : in tre giri gli ha recuperato 2,5 sec alla fine del primo stint. Se si dovessero rivelare più convenienti strategie a meno soste durante la stagione, credo che questo possa diventare un suo grosso vantaggio.

    • In un’intervista hanno detto che Vettel sarebbe potuto andare più forte (aveva ancora ampio margine), ma si è limitato a controllare… verità o strategia per impensierire ancora di più gli avversari?
      Boh, io penso la prima (che sia verità), oltretutto, visto che i motori sono in numero limitato per tutta la stagione, perchè “tirargli il collo” inutilmente?
      Se la verità è che Vettel si è limitato, secondo me ha fatto benissimo così.

  5. Generalmente sono d’accordo, ma darei 8 a Vettel perchè se il potenziale della Red Bull era quello delle qualifiche, doveva fare il giro più veloce e scrollarsi di dosso Hamilton prima che rompesse la macchina. A Webber darei 3, perchè arrivare 5° con una macchina simile è una bestemmia conro il team!

  6. Se il fondo della McLaren di Hamilton si sia staccato prima o dopo l’uscita di pista non ci ho capito molto. Lui nel suo sito dice che “non sa cosa sia successo al fondo”, e che “non è stato un gran problema guidare in quelle condizioni”. Nel dubbio gli ho tolto un voto, passandolo da 10 a 9.

    Per quello che riguarda Vettel sono d’accordissimo con chi dice che ha dovuto solo gestire per 58 giri, con un mezzo decisamente superiore alla concorrenza, ma questo non credo debba penalizzare il suo voto. Anche perchè se per una gara “facile” come il GP d’Australia gli do 7, la volta che arriva terzo si becca 5? Non possiamo fargliene una colpa se ha una macchina che gli permette di vincere facile, per citare la pubblicità. Sono convinto che ogni singolo pilota fa il massimo che può, e per questo meriterebbero tutti 10, però se Petrov mi parte sesto e Heidfeld 18esimo… vuol dire che la macchina poteva rendere ALMENO da decimo posto, quindi 18esimo lo ritengo insufficiente. Stesso discorso per Vettel e Webber, per Alonso e Massa, per Liuzzi e Karthikeyan e via di seguito per compagni di team con differenze di prestazione abissali.

    • Fermo restando che i voti e i giudizi sono del tutto personali e quindi opinabili, ritengo si debba assegnare un voto più per il comportamento in gara che per la posizione di un pilota.
      In poche parole, sbrigare la normale amministrazione vale molto meno che lottare per risalire delle posizioni, di conseguenza il voto di un Petrov, a mio avviso, dovrebbe essere superiore a quello di un Vettel, il quale si è limitato, da suo pari, a gestire una gara senza infamie e senza lodi non avendo avuto rivali di sorta.
      Alonso avrebbe meritato molto di più se non avesse fatto una partenza indecente per uno come lui
      Giuseppe

      • Voti e metodi di assegnazione sono opinabilissimi, per carità :) ognuno ha le “proprie” pagelle. d’altra parte mi pare che autosprint dia 6 a massa…

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