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Gp Cina F1 2011: promossi e bocciati. Le pagelle


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A mente fredda vi proponiamo le pagelle del Gran Premio della Cina, terza prova del Campionato mondiale 2011 di Formula 1.

Un ulteriore spunto per riflettere sui valori in pista e su ciò che detto questo inizio di campionato.

I promossi e i bocciati di Shanghai.

Sebastian Vettel: 8. Stellare come al solito in qualifica, questa volta domenica non ce n’è. Il kers gli funziona a metà al via e ci rimette due posizioni, quindi segue ordinatamente le McLaren: impensabile appena una settimana fa! Gestisce la situazione, conscio della sua posizione di forza, in una domenica in cui la strategia (sbagliata) gli tarpa le ali. Ordinato.

Mark Webber: 10. Dopo le disavventure delle prime due gare, finalmente anche lui imbrocca una domenica da fenomeno. Non si deprime dopo le qualifiche, parte all’attacco con le gomme dure e nel finale, con le morbide, si beve Alonso, Massa, Rosberg e Button. Fosse sempre così… Alla carica!

Lewis Hamilton: 10. Un po’ a sorpresa le prende da Button in qualifica ma in gara, proprio quando tutti lo davano per finito, destinato a fare sempre una sosta in più degli altri per rimediare al suo stile di guida super-aggressivo, Lewis ci ricorda di che pasta è fatto. Sempre all’attacco, più volte a ruote bloccate, si vendica su Jenson e poi infila Vettel, riportandolo sulla terra e centrando la prima vittoria stagionale. Eroe di giornata.

Jenson Button: 8. Al via diventa il primo pilota a superare il campione del mondo in carica, e conduce la gara fino alla prima sosta. La sua corsa è nel classico stile-Button, poco appariscente (tranne quando prova a fermarsi al box Red Bull!!) ma sempre davanti. Nel finale è terzo ma nulla può contro Webber che ha messo le ali.

Fernando Alonso: 6. Tre gare e mai una volta che sia uscito dalla prima curva nella stessa posizione che aveva al via: comincia a diventare una spiacevole costante. Questa volta in gara non riesce a sopravanzare Massa, e se non fosse per qualche bel duello, con piloti di secondo piano, forse sarebbe anche da 5. Spompato.

Felipe Massa: 8 e mezzo. Per una volta è lui a fare il fenomeno in Ferrari. Passa Alonso al via, supera Hamilton prima di fermarsi ai box per il primo pit, si mantiene costantemente veloce e, dopo la seconda sosta, si ritrova secondo alla spalle del solo Vettel. Sembra una giornata trionfale invece finisce vittima delle gomme e conclude sesto. Raccoglie meno di quanto ha seminato, ma è concreto come ci si aspetta da un pilota Ferrari.

Michael Schumacher: 7 e mezzo. Partire 14esimi mentre il compagno di team è quarto non è una cosa di cui andare fieri. Parte all’attacco e risale nono, dimostrandosi più vitale di tante altre occasioni: ingaggia un gran duello per difendersi da Alonso, supera entrambe le Renault, tiene per un po’ testa a Webber. Al traguardo è ottavo, incollato ad Alonso. Ben fatto ma… quando lo vedremo davanti a Rosberg?

Nico Rosberg: 9. Uno dei grandi delusi della domenica. Parte quarto e dopo la prima sosta, zitto zitto, è in testa. La sua gara è estremamente redditizia, e sembra che un posto sul podio (è terzo dopo l’ultima sosta) possa essere suo. Quindi il muretto gli chiede di rallentare per gestire i consumi, per cui scivola al quinto posto finale. Arrabbiato.

Nick Heidfeld: 5 e mezzo. Cercasi urgentemente costanza di rendimento in qualifica: 18esimo, sesto, 16esimo i suoi risultati finora. Parte aggressivo, poi comincia ad avere problemi con kers e gomme. Termina 12esimo dopo un contatto con Perez, che costa al messicano un drive-through. Classica gara a centro gruppo con una Renault non all’altezza dei primi due GP.

Vitaly Petrov: 6 e mezzo. Parte decimo e, una volta di più, dimostra di saper tenere a galla la Renault anche nelle situazioni difficili. Se la fa con Alguersuari e Schumacher a centro gruppo, riuscendo alla fine a concludere nono e raggranellando 2 punti. Poca roba rispetto ai primi due GP, ma abbastanza per dargli la sufficienza in una gara difficile per la R31.

Rubens Barrichello: 5 e mezzo. Bicchiere mezzo pieno per aver finito la gara (prima volta quest’anno), o mezzo vuoto per le performance poco esaltanti? Rubens è della seconda idea, e a conti fatti la pensa come Alonso: “Oggi abbiamo scelto due soste, ma anche con tre non sarebbe cambiato nulla.” Ritiro di Alguersuari a parte, guadagna una posizione su Buemi. Deluso.

Pastor Maldonado: 5. Stesso discorso di Barri, ma siccome è giovane e lui vede il bicchiere mezzo pieno: abbiamo finito la gara, registrando tanti dati utili che i tecnici potranno analizzare per migliorare la monoposto. 17esimo al via (due posizioni dietro Rubens), 18esimo al traguardo. Ottimista.

Adrian Sutil: 6. Per chi correrà l’anno prossimo? Gara rovinata quando Perez gli finisce addosso, senz’altro, ma l’episodio risale al 47esimo giro su 56. L’incidente lo fa arretrare da 11esimo a 15esimo, però che dire della qualifica (11esimo contro l’ottavo posto di di Resta)? E perché non riesce a mettersi comodamente dietro lo scozzese? Lamentoso.

Paul di Resta: 7. Tre qualifiche su tre che si piazza davanti al compagno di team, e seconda volta che gli finisce davanti in gara. Nel dopo gara Sutil si lamenta dei problemi, Adrian no: d’altra parte lui arriva ad un passo dai punti, quindi per lui la macchina andava… Leader.

Kamui Kobayashi: 7. Viene battuto per la prima volta in qualifica da Perez. Al via parte arrembante e guadagna posizioni. Si lamenta per un contatto che gli buca il muso della vettura e che gli riempie l’abitacolo di sporcizia. Nel finale riesce a superare di Resta ottenendo l’ultima posizione a punti. Solido.

Sergio Perez: 5 e mezzo. Gli esordienti che iniziano facendo bene, a volte, va a finire che si gasano e tentano di strafare. E’ il caso di Perez, che dopo essere stato apprezzato per la sua condotta di gara accorta e redditizia a Melbourne, in Cina decide prima di entrare cattivo su Heidfeld e poi di eliminare Sutil. Un bel drive through non glielo toglie nessuno. E dire che in qualifica batte per la prima volta il giapponese compagno di box. Calma!

Sebastien Buemi: 6. Nono in qualifica, si attende di concludere nei punti. La domenica invece inizia subito male, con un sacco di posizioni perse al via (come Alguersuari), e poi si complica ulteriormente con un sottosterzo sempre più accentuato che lo costringe a sostituire l’ala anteriore, perdendo altre posizioni. Deluso.

Jaime Alguersuari: 6 e mezzo. L’unico ritirato di domenica, vittima incolpevole di una gomma che si stacca appena uscito dai box dopo la prima sosta. I giri che riesce a compiere sono pochi per valutarlo bene, e il voto riflette in gran parte l’ottima qualifica (settimo) davanti a Buemi. Sfortunato.

Jarno Trulli: 5. il dato più impressionate è il 14esimo giro più veloce, migliore di Alonso. Il 19esimo posto finale gli permette di essere davanti solo alle HRT e alle Virgin, che per uno come lui è un po’ poco. Mala tempora currunt.

Heikki Kovalainen: 6 e mezzo. Si qualifica meglio di Trulli e conclude 16esimo a un giro dal vincitore. In pratica si mette dietro HRT e Virgin, la Williams di Maldonado e la Sauber di Perez (che però paga un DT), e il compagno di team. Loda la prestazione della squadra e della macchina, e si dice fiducioso nei miglioramenti che arriveranno in Turchia. Contento.

Narain Karthikeyan: 5. Ultimo in griglia, ultimo in gara, ultimo nei giri più veloci. Conclude la gara a un secondo dal compagno di team che però ha avuto un drive-through. La sufficienza non può starci, ma nemmeno è da bocciare clamorosamente. Vedremo se migliorerà quando la F111 sarà ulteriormente aggiornata.

Vitantonio Liuzzi: 7. Avranno pochi soldi, ma Geoff Willis non è un incompetente e sa cosa farci. Tonio conclude a due giri dal vincitore e ad appena 17 secondi da Glock. Tenuto conto che si è beccato un drive-through per partenza anticipata è un grande risultato. Ancora di più se si tiene conto che il suo giro più veloce è migliore di quello delle due Virgin. Ottimo così!

Timo Glock: 5. Le Virgin stanno sfiorando l’inimmaginabile: finire dietro alle HRT. La cosa era impensabile dato che il team spagnolo a Melbourne nemmeno aveva centrato il 107%. E’ evidente che qualcosa non va, e come se non bastasse l’esperto Glock in Cina le prende dall’esordiente compagno di team sia in qualifica che in gara. Sveglia!

Jerome d’Ambrosio: 6. Non appena le HRT saranno in grado di tallonare le Virgin per tutta la gara (magari già in Turchia?), anche Jerome inizierà a divertirsi, non dovendo guardare negli specchietti solo per facilitare i doppiaggi. Intanto a Shanghai parte e arriva davanti a Glock.

Scritto da: Filippo R.

 

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3 Commenti

  1. Dominicali: 0. incompetente!

  2. Domenicali: 0 imbarazzante ed ostinato

  3. FORSE HANNO RAGIONE PAOLO E JOE MA FORSE DOVREMMO METTERE IN DISCUSSIONE LE CORSE CHE ORMAI LE VINCONO GLI STRATEGHI E NON I PILOTI! RIDATECI LE CORSE VERE BASTA CON QUESTE BUFFONATE!