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Pneumatici 2011, chi si ferma… non è perduto!


pitstop ferrari

Un tempo, in Formula 1, regnava il detto: “chi si ferma è perduto!”. Quando i cambi gomme erano facoltativi, il pilota che decideva di fermarsi lo faceva a proprio rischio e pericolo.

Il rischio, alto, era quello di perdere numerose posizioni, da recuperare con portentose rimonte. Ma non sempre il gioco riusciva.

Oggi, al contrario, le regole vigenti in Formula 1 premiano coloro i quali si esibiscono in pit-stop in quantità: 3 soste se vuoi vincere, 2 se vuoi perdere. Un meccanismo perverso, un controsenso assoluto.

I GP di Australia, Malesia e Cina hanno premiato, appunto, i piloti che hanno optato per una strategia a tante soste: chi ha optato per un numero di pit-stop minore ha scelto la via sbagliata. Addirittura, Vettel ha consegnato nelle mani di Hamilton un GP praticamente ormai vinto. Non dovrebbe funzionare così… eppure, la FIA ha deciso tutto ciò, obbligando la Pirelli a realizzare pneumatici morbidi e duri dalla durata a dir poco limitata. Certo, nessuno impedisce ad un team o ad un pilota di effettuare 1 o 2 soste: certo è che così facendo, si finisce per lottare con le HRT e Virgin… Di fatto, chi cambia spesso gomme si ritrova sempre con pneumatici freschi, al contrario di chi effettua un pit-stop in meno: e gomme fresche equivalgono a tempi sul giro migliori. Il tempo che si perde in corsia box durante il pit-stop viene abbondantemente recuperato in pista.

Ma il cambio gomme è bene che rimanga una scelta, non una sciocca imposizione al fine di creare “spettacolo” (che spettacolo non è…).

Peccato, perché pneumatici durevoli si possono, anzi, si debbono realizzare. Peraltro, la stessa Pirelli produce da anni ottime e durevoli gomme da competizioni. Realizzare pneumatici volutamente “scadenti” non ha alcun senso: anzi, la ricerca in questo settore dovrebbe procedere in direzione opposta, ossia fornire gomme dal consumo (inevitabile) il più omogeneo possibile e che, allo stesso tempo, mantengano elevate prestazioni. In tal modo, la bravura e la sensibilità del pilota vengono esaltate. Facciamo un po’ di comparazioni. I confronti, pur nella diversità, sono indicativi e sintomatici di un fatto: la Formula viaggia su gomme davvero penose!

Nella IndyCar Series vige il monogomma della Firestone, con le sue Firehawk. I pneumatici americani, montati su cerchi da 15 pollici di diametro (quindi più ribassati e rigidi), presentano le seguenti misure (riferiti alle ruote): 11.2″ di larghezza all’anteriore, 15″ al posteriore. Il diametro è di massimo 26″, minimo 25″ all’anteriore; massimo 27.5″ e minimo 26.5″ al posteriore. Gomme, pertanto, più strette sia anteriormente che posteriormente di quelle delle F1. Eppure, grazie alla fattura delle mescole, i pneumatici hanno una durata ottima ed un degrado accettabile.

A riguardo, abbiamo contattato il team Andretti Autosport, che milita nella IndyCar Series. La risposta tempestiva, tramite la voce di Kimberly Jackson (Corporate Communications Manager), ci dice che: mediamente, in un GP su tracciati cittadini o permanenti, le Dallara Indy effettuano almeno 2 pit-stop. Ma non va dimenticato che le vetture necessitano di costanti rabbocchi di etanolo (serbatoi standard da 22 US gallons, poco più di 83 litri), carburante che fa lievitare i consumi rispetto alla benzina, in quanto possiede un potere calorifico assai minore: di solito, al rabbocco di etanolo fa seguito un cambio gomme, salvo fulminei splash-and-go. Durante la 500 Miglia di Indianapolis, invece, le vetture effettuano 5 pit-stop: ma non dimentichiamo che 500 miglia sono pari a poco oltre 800 Km, generalmente 3 ore di gara: una autentica gara endurance, ma a medie e punte di velocità massima pazzesche. Le gare Indy, infine, hanno diversi chilometraggi: si va da corse di 300 Km a corse di poco meno o poco più 300 Km, ad altre di quasi e oltre 500 km.

Per rimanere negli States, vale la pena menzionare le ottime prestazioni offerte dalle GoodYear usate nella NASCAR Sprint Cup. Durante la scorsa 400 Miglia (oltre 643 Km, 200 giri) di Fontana, stupendo e velocissimo ovale, le NASCAR coprivano le 2 miglia del tracciato a medie di oltre 295 Km/h, con punte massime di oltre 350 Km/h. I pit-stop, con rabbocco e cambi gomme, venivano effettuati circa ogni 35 giri di gara, cioè ogni 110-112 Km percorsi. Non male, considerando il peso delle vetture (sui 1500 Kg), le misure delle gomme (non eccessivamente larghe), i motori (V8 aspirati ad aste e bilancieri, alimentati da un carburatore quadricorpo, 5800cc da 850 CV ad oltre 9000 giri…!) e le velocità in ballo. Potremmo, infine, parlare delle gare Endurance, in cui, proporzionalmente alla durata delle gare stesse (3, 4, 6, 12 e 24 ore), i cambi gomme non sono mai numerosi. Anzi, si fa di tutto per farle durare! E potremmo parlare anche di quelle categorie in cui, salvo casi eccezionali, i cambi gomme sono addirittura vietati. Si tratta sia di gare sprint (25, 28, 30 minuti) ma anche di gare di 1 ora.

Insomma, gomme buone, che durano e che consentono ai piloti di divertirsi ed esprimersi al meglio ci sono, esistono. Ovunque, tranne in Formula 1.

Scritto da: Paolo Pellegrini

 

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16 Commenti

  1. Concordo pienamente con Paolo Pellegrini, ed è quello che vado dicendo su tutti post degli ultimi tempi.
    Queste gomme sono uno scandalo che mortifica team, progettisti e soprattutto i piloti, costretti ad alzare il piede dall’acceleratore e fare gare da ragionieri, col rischio di sprofondare nel mucchio delle mezze tacche.
    Che gusto c’è (Vettel) ad “accontentarsi” del secondo posto senza poter lottare? Che avrà pensato Massa risucchiato nel mucchio dopo una gara brillante?
    Si parla solo di strategie e si da addosso alla Ferrari, forse giustamente sotto certi aspetti, ma non si è preso finora in considerazione il problema indecente di queste gomme a dir poco stravaganti.
    Spero in un ripensamento della FIA (campa cavallo) altrimenti le gare saranno spesso un terno al lotto.
    Giuseppe

    • Sono perfettamente d’accordo con i commenti precedenti. Che brutto spettacolo pensando solo alle strategie! Non chiamamola più F1 chiamamola formula “giallo” visto che il pilota ogni accelerata che fa perde la possibilità di vincere la corsa perchè le gomme non reggono la portata e la potenza espressa da una macchina di F1.

  2. Beh,penso che ormai sulle regole folli che ogni anno la Fia modifica in peggio non ci sono dubbi.
    Oltre all’evidente anomalia sulla durate delle gomme denunciata da Pellegrini,si puo’ aggiungere l’obbligatorieta’ di usare almeno una volta le gomme medie,gomme che per assurdo durano quanto le morbide.
    Sfido qualsiasi altro campionato di corse ad egualiare la quantita’,e l’assurdita’ di regolamenti imposti dalla Fia nella F1 sempre meno interessante.
    Qui non si puo’ piu’ vincere solo tramite il talento del pilota,e le performance della macchina,vince chi interpreta meglio il regolamento che cambia anno dopo anno,e questa e’ un’assurdita’.

    • Le regole sono uguali per tutti, quindi se la F1 è un gioco di squadra (piloti, tecnici che progettano la macchina, strateghi ecc..) vince il miglio “pacchetto”. Il problema è che alla Ferrari hanno un grosso “pacco”: Dominicali, che dice sempre le stesse cose ma non conclude un beato c…o.

  3. è inutile predicare allo spettacolo per poi dire che le gomme dovrebbero avere sviluppi positivi… Se si vuole correre nella perfezione non servono ne pit stop ne niente… ma se le macchine sono differenti in modo decisivo (vedi red bull o brawn gp) neanche il pilota piu forte di tutti non puo farci niente… e allora tu puoi chiamarlo spettacolo o come vuoi ma le gare trenino annoiano anche i piu appassionati…. le gare decise dalle qualifiche non le vuole piu vedere nessuno… nessuno ne può piu… se si vuol parlare di F1 come evoluzione sicuramente ha ragione paolo pellegrini nel senso che le gomme dovrebbero essere migliori e non peggiori… ma se questo poi rende la gara una monotonia e banalità pura ti dico volentieri tienitele le tue gomme perfette!

    Penso sia invece divertente che ci siano problemi in piu che in meno in modo da alimentare il divertimento rompendo la monotonia pura tanto criticata a cui ci aveva abituato la f1 degli ultimi tempi. Sarà anche artificiale e piena di regole strambe la f1 del 2011… però sono tutte soluzioni al problema piu difficile da risolvere… siam sempre qui a criticare tutto male, ma abbiamo un idea una per migliorare la f1 del 2011 senza dara la possibilità a qualcuno di fare una macchina eccessivamente potente tenendo quindi alimentato il discorso “gara”? che senso avrebbe una gara in cui sai già chi andrà a vincere?

    Le gomme sono una delle variabili simpatiche di quest’anno… è stupendo vedere quanti sorpassi ci sono a fronte di strategie diverse! a me son piaciute molto queste prime 3 gare. Kers? Ali mobili? Gomme marce? Settaggi strani? Strategie? Pit Stop?… io dico che per il 2012 voglio ancora piu ricco lo scenario delle possibilità a cui ognuno si puo rifare per migliorare la propria gara! Questo è il bello della gara! Per questo ha senso fare una gara!

    Se non ci fossero queste grandi cavolate e si rincorresse la perfezione come indica paolo pellegrini avremo macchine sempre piu facili da guidare, piloti sempre piu simili per colpa delle soluzioni delle macchine copiate l’uno dagli altri per arrivare piu in alto e nessun senso di gara perchè la gara sarebbe scontatissima. La gara piu incasinata è piu stupenda diventa… chi se la gioca meglio vince! le macchine devono essere complicate da guidare… cosi i piloti inizierebbero a distinguersi veramente!

    NO PERFECTION!

    • Condivido in toto…. oltretutto non è vero che prima “chi si ferma è perduto”…
      ricordo uno schumacher vincere un granpremio di francia facendo 4 pit stop…. senza le pirelli “marce”…

  4. Siamo arrivati alla frutta,se preferite alle gomme.
    Motori,fermi da 3 anni.
    Elettronica,per tutti ugule.
    Benzina,tot e non più.
    Test privati,niente.
    Gomme,monogomma da vari anni.(condivido)
    Kers,obbligatorio.

    Come fare per poter vincere un campionato mondiale di F1?
    Il pilota fuoriclasse non serve anzi costa troppo(vedi campionato 2009),sviluppare l’aerodinamica è quindi l’unica possibile alternativa,trovare tra i meandri del regolamento la possibilità di inventarsi qualcosa di nuovo.
    Ma,la federazione vuole lo “spettacolo” i sorpassi,allora, il DRS (ala mobile) ma non basta,allora come fare?
    Ma è chiaro!,la federazione ha capito bene che se la Pirelli (unico fornitore) fornisse delle gomme che non sopportano carichi oltre tot. la ricerca al massimo carico aerodinamico potrebbe essere vanificata e premiare chi guida con maggiore parsimonia,staccare non troppo tardi accellerare quanto basta ed addirittura se durante le prove di qualificazione il Q3 non lo fai, è meglio,avrai per la gara un set di gomme morbide in più.

    Ragazzo,…..per cortesia,caffè e digestivo grazie.

  5. Sono d’accordissimo con l’articolo…..oltre a tutto secondo me la Pirelli non da una bella impressione, ai meno esperti sembrera’ che facciano gomme scdenti e se come si dice la tecnologia della F1 viene riportata sulle nostre auto ecco che chi deve cambiare le gomme magari un pensierino alle brutte performance in F1 gli viene in mente. Per quanto riguarda la Ferrari dovrebbe migliorare un po’ la strategia, la Mercedes ha R.Brown famoso ai tempi della Ferrari per la sua abilita’ nel leggere le corse e nell’ultimo GP si e’ visto che qualcosa hanno migliorato.

  6. I piloti moderni sono troppo abituati a spingere sempre al massimo…. tanto le gomme sono perfette…
    vorrà dire che impareranno che le gomme vanno anche gestite…

  7. Mi permetto di dissentire da Pellegrini. La F1, come qualunque altra categoria del motorsport, non è solo pneumatici ma un insieme di tante componenti che concorrono al successo o meno del pacchetto. Per anni si è parlato di Formula-noia e alzi la mano chi nel 2010 non ha rischiato di addormentarsi guardando la maggior parte dei GP in TV… I pitstop possono piacere o meno, ma fino all’inizio della stagione 2011 l’unico momento in cui si poteva sperare che la situazione cambiasse erano proprio le soste ai box. Trenini di macchine, stesse posizioni dal via al traguardo, noia mortale. La richiesta di FIA e team (perché spesso ci si dimentica che anche i team hanno voluto questo cambiamento) al nuovo fornitore di pneumatici, la Pirelli, di realizzare una nuova tipologia di mescola ha rivoluzionato i giochi. E questo è innegabile, come il fatto che quest’anno non si dorme guardando i GP. E se ci si allontana un attimo si rischia di perdere qualcosa. Non semplicemente un pitstop, ma azione in pista e sorpassi. Proprio quello che mancava alla F1! Sembra, caro Pellegrini, che per lei “gomme che degradano” sia sinonimo di “gomme non buone” o addirittura come scrive, anche se tra virgolette, “scadenti”: dovrebbe sapere che per i gommisti è molto più semplice realizzare mescole durevoli, e anche molto meno costoso. Dietro a questi pneumatici c’è un gran lavoro. La difficoltà è offrire ai team un prodotto che risponda alle richieste espressamente fatte e che sia competitivo sui diversi circuiti del Mondiale che hanno caratteristiche diverse (asfalto più o meno abrasivo, temperature, umidità). Il giorno in cui la FIA e i team decideranno di avere pneumatici con cui potranno percorrere tre GP potremo dire se la sua tesi è o meno corretta. Per ora la realtà sotto gli occhi di tutti è che le nuove regole volute per il 2011 – ala mobile, KERS e soprattutto pneumatici – la situazione e lo spettacolo li hanno cambiati eccome. Portando divertimento agli spettatori e anche ai piloti che sono tornati al centro della scena, perché dalla loro “intelligenza” nel gestire le gomme e dal loro stile di guida dipende l’esito finale in gara. In questa F1 2011 chi guida con la testa vince. L’ha capito e si è adeguato un pilota da sempre aggressivo sulla monoposto come Lewis Hamilton e domenica ha vinto. L’ha capito Mark Webber, che ha sfruttato al meglio la strategia risalendo dal 18° al 3° posto. E nessuno dei due ha sollevato il piede risparmiando la monoposto… E infine una domanda: d’accordo che al meglio non c’è mai fine, ma perché non riconoscere mai che una novità è positiva e ammettere che le cose siano migliorate? Perché sempre questo disfattismo? E mi consenta una provocazione, caro Pellegrini: se la Ferrari avesse fatto tre doppiette nei primi tre GP della stagione, avrebbe comunque scritto questo articolo inneggiando al cambiamento delle regole? Avrebbe definito questi pneumatici “scadenti”?

    • michele,non credo che accettare delle regole che tentodo a limitare i danni si possano accettare come delle regole valide.
      Certi piloti che guidavano con accelleratore e freno premuti contemporaneamente e o stili di guida molto aggressivi con le gomme,in questo periodo storico della F1 non potranno mai emergere ed i valori cambieranno inevitabilmente al punto tale di confondere le idee che ci siamo fatti nel passato.
      Credo e lo dico/scrivo da sempre,questa non la vera F1,sicuro di non essere nostalgico.
      Questo è quello che ci rimane della F1 dopo anni di pessima gestione da parte della FIA insieme a Bernie Ecclestone che hanno trasformato la F1 in un “macchina”mangia soldi.
      Noi che ci mettiamo davanti la TV non possiamo accettare queste mostruosità altrimenti ne faremmo parte,non intento fare manifestazioni,ma almeno denunciare e chidere che tutte le persone che lavorano per la futura F1 facciano un buon lavoro.

      • Mostruosità? Dici di non essere nostalgico, ma le tue parole dicono altro… Qualunque cosa a questo mondo è perfettibile, si sa, Formula 1 inclusa. Ma secondo me questa stagione più di una novità positiva per lo spettacolo l’ha prodotta, almeno fino ai primi tre GP. Può essere un inizio su cui costruire. Se invece tu la butti su questioni politiche, allora tutto questo esula dallo sport vero e proprio, quello che i tifosi vogliono vedere in pista. Ecclestone e la FIA hanno sicuramente dei torti, come chiunque faccia qualcosa e non stia semplicemente alla finestra a osservare. Ma dalla loro forse dimentichi che hanno il grande e impagabile merito di aver reso sicura la F1. O forse tu sei tra quelli che rimpiangono la F1 in cui a ogni GP un pilota ci lasciava la pelle? Dal punto in cui ci troviamo bisogna proseguire, su questo sono con te. Ma quello che abbiamo oggi è una gran bella base di partenza

      • Siccome gli anni 80 non torneranno piu smettiamola per piacere di dire che questa non è la vera F1 proprio perchè si è nostalgici. Siamo nel 2011… non è la vera F1? no… come tutto è cambiato dal passato è cambiata anche la F1… che c’è di strano in una storia che evolve grazie al progresso? è come dire che un bambino è diventato grande… per forza non sarà uguale… ma sarà sempre lui…

        poi si possono giudicare le maniere in cui è evoluta… ma la storia del vera/non vera non mi piace… è come quando si parla di musica o di qualsiasi altra cosa… perchè la gente non capisce che i tempi passano e le cose cambiano perchè cambiano un sacco di aspetti? poi che sia negativo o positivo sta a chi guarda giudicare quindi giudicare è bene… però insomma dai… sembra sempre che sia morto qualcuno… io di spettacolo ne vedo ancora… ovvio che un sorpasso degli anni 50 era piu emozionante di uno del 2011… ovvio che li con tutti i problemi che c’erano serviva un grandissimo lavoro di team e piloti che al giorno d’oggi non si nota più… ovvio che in uno scenario pieno di problemi e di rischi come nel passato i piloti realmente uscivano pieni di gloria dopo un gp vinto… ma ragazzi… l’evoluzione ha portato una troppa stabilità di costruzione vettura perchè se no ci sarebbero macchine che fanno i 500… l’evoluzione ha portato a tante regole di sicurezza e al giorno d’oggi non si fa male piu nessuno… l’evoluzione ha portato l’elettronica che ha ottimizzato le auto (e ha portato via tutta la difficoltà di essere piloti… però è giusto che ci fosse anche quella anche se io tornerei indietro su questo)…

        Detto ciò… tutto è avvenuto nell’ambiente di evoluzione industriale avvenuta col passare degli anni… è giusto che sia cosi… nostalgia? magari si… ma quanti progressi… e l’unico modo per rendere un po difficoltose le gare sono gomme che si degradano? sembra una pagliacciata… però piuttosto che le gare/trenini degli ultimi anni così si anima un po la festa e si rende un po piu difficile il tutto… quindi piu gustoso…

  8. Questa formula uno piace a chi non ha mai visto la formula uno.
    Ricordatevi una cosa fin quando c’è ECCLESTONE che pensa solo ai soldi e allo spettacolo che gli porta sempre tanti profitti..la formula uno sarà come un gioco di xbox.

    Credo che la Ferrari quest’anno non avrà nessun risveglio sinceramente, perchè è ostinata a tenersi STEFANO DOMENICALI..

  9. Rendiamo più gustosi i gran premi di Formula 1! E’ lo slogan che si leva da alcune, sempre le stesse, voci fuori dal coro che argomentano sillogisticamente la materia, giungendo a conclusioni apparentemente inoppugnabili.
    Solo che si parte da una base sbagliata: la Formula 1 è prima di tutto uno sport tecnico.
    Si dimentica che la Formula 1, massima espressione dello sport dell’automobile, o almeno così si diceva, è diventata per colpa dello spettacolo, una formula ingessata e priva di stimoli per tecnici, piloti e spettatori e allora? Allora, invece di ripensare ad epoche dove la Formula 1 era aperta a tanti team , anche piccoli, a tante invenzioni, spesso geniali e a tanti piloti, spesso di talento, per accontentare i grandi team, che si portano dietro centinaia di persone tra progettisti e tecnici e che investono cifre colossali e che quindi non amano vedersi battere dall’idea vincente di un piccolo costruttore, si è appiattito tutto, con il loro beneplacito, perché, è bene che si sappia, quello che la FIA decide la FOTA ha già approvato.
    L’ultima trovata riguarda le gomme degradanti instaurando quindi un forte elemento di aleatorietà alle noiose corse degli anni passati.
    E allora perché non dare uno stop and go a tutti i piloti, o un cambio gomme, ma in maniera casuale e da effettuarsi subito?
    Si potrebbe allagare la pista a sorpresa per tempo non dichiarato, in modo da creare la massima confusione nei team e nelle strategie.
    Nel gran premio di Montecarlo, vista la vicinanza del pubblico alla pista, si potrebbe consentire il lancio di pomodori maturi (non più di mezzo chilo a spettatore), si avrebbe il doppio scopo di confondere i già confusi piloti e rendere viscida la pista (senza contare il divertimento quando si colpisce il pilota nemico),
    ovviamente il pilota che finisce in piscina o a mare verrebbe penalizzato nella classifica generale.
    Certo che se queste regole venissero applicate il divertimento sarebbe tanto e sono sicuro che la fervida inventiva della Federazione possa prendere in seria considerazione queste o altre più bizzarre e chi sa se la Formula 1 possa diventare, colpo su colpo, ma veramente e inesorabilmente, quello che già da tempo si vuole: un Circo.

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