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Pagelle da Valencia: Alonso e Vettel 10, Schumi 5!

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Sebastian Vettel e Fernando Alonso superano a pieni voti il Gran Premio d’Europa. Dieci, sia per il tedesco della Red Bull che per lo spagnolo della Ferrari.

Appena sufficiente invece la prestazione di Lewis Hamilton, meglio però di Jenson Button e Michael Schumacher che non vanno oltre il cinque.

Menzione speciale per Jaime Alguersuari: voto 9! Pessimo in qualifica, molto efficace invece in gara dove centra per la seconda volta consecutiva la zona punti.

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Sebastian Vettel: 10. Pole position, giro più veloce (il primo dell’anno) e vittoria: cos’altro chiedere? Gestisce le gomme al meglio, smontando nel finale i sogni di Alonso a suon di giri veloci, e facendo capire che se qualcuno lo avesse impensierito di più lui aveva ancora del margine. Vedremo tra due settimane se la faccenda degli scarichi gli complicherà la vita.

Mark Webber: 8. Fino all’ultima sosta è da 10 anche lui, per la tenace resistenza che oppone ad Alonso. Come in Turchia viene passato dallo spagnolo in pista, e come in Turchia lo ripassa (ai box, questa volta). Sembra debba finire così anche stavolta, ma alla terza sosta la Ferrari esce davanti e, con le prime, Fernando ne ha di più: Mark lo segue come un’ombra ma ben presto arriva lungo a una curva. A questo punto sceglie di accontentarsi del terzo posto e la sua gara finisce qui: rimedia 17 secondi in 11 giri, probabilmente anche dovuti alla richiesta della squadra di tirare meno le marce. Senz’altro ha dato il massimo, ma quest’anno rispetto a Seb è sempre un gradino sotto.

Lewis Hamilton: 6. Week-end in ombra a causa di una McLaren che a Valencia proprio non va. Ottimo terzo in griglia, al via viene passato da entrambe le Ferrari. Col passare dei giri mette Felipe Massa nel mirino, scegliendolo come rivale in pista per questa domenica. In realtà Lewis ha anche un altro nemico a Valencia, ed è il suo ingegnere di pista: prima tira come un matto ignorando l’invito a una più accorta gestione delle gomme poi, quando gli chiedono di spingere, risponde che più di così non può andare. Buon per lui che Massa perde quattro secondi più del necessario alla seconda sosta: quattro secondi che saranno il vantaggio con cui precede il brasiliano sul traguardo.

Jenson Button: 5. Dopo la gloriosa domenica canadese, ecco Jenson tornare umilmente sulla terra. Sesto e deluso in griglia, al via si fa superare da Rosberg. E’ un episodio, perché la Mercedes ha tutto fuorchè il passo per reggere il confronto con la McLaren, e dopo sei giri Nico deve cedere. A quel punto uno si aspetta che Jenson inizi a inanellare giri veloci per ricongiungersi a Hamilton… invece no, rimane staccato. La sua gara è tutta qui: senza KERS che si rompe, a cavallo tra la sesta e la quinta posizione, guadagnata quando gli altri si fermano ai box. Chiude sesto com’era partito, a un minuto dal vincitore e a nove secondi da Massa.

Fernando Alonso: 10. Gara superba per lo spagnolo, che dalla quarta posizione al via esce terzo dalla prima curva, dopo aver rischiato di finire quinto. Duella per tutta la corsa con la Red Bull battibile, quella di Webber, superandolo in pista grazie al DRS. Nell’ultimo stint, con le gomme medie, semina l’australiano e cerca di avvicinare Vettel senza riuscirci. “Secondo tra le due Red Bull è il massimo”, sono parole sue.

Felipe Massa: 8. Quando Barrichello faceva coppia in Ferrari con Schumacher, il brasiliano era un po’ il Paperino della F1, fungendo da parafulmine per tutte le disgrazie e gli incidenti, mentre all’altro non capitava mai nulla. La cosa si sta ripetendo su Massa nei confronti di Alonso. In una domenica senza pioggia, senza safety car e senza nemmeno una bandiera gialla, una domenica in cui tutte le 24 vetture al via vedono il traguardo, solo in tre riescono a complicarsi la vita: Maldonado con un dritto alla prima curva, Zio Schumi… e il buon Felipe. A differenza dei primi due, che qualcosa possono rimproverarselo, per Felipe non c’è nemmeno questa consolazione. Buona gara fino alla seconda sosta, quando un problema con un dado alla posteriore destra gli fa perdere 4-5 secondi e la possibilità di lottare con Hamilton per la quarta posizione. Peccato perché il risultato, data la scellerata gestione delle gomme da parte di Ham, era alla sua portata.

Michael Schumacher: 5. Stesso discorso di Button: dopo la splendida gara a Montreal, eccolo tornare al solito brodino. Ottavo alle spalle di Rosberg in qualifica (a 9 millesimi!!), al via mantiene la posizione e la gestisce fino alla prima sosta. Uscendo dai box ecco il patatrac: vede arrivare Petrov e non sa se resistergli o no. Le possibilità erano due: o freni e ti accodi o, alla Hamilton, se vuoi resistere ci metti tutta la macchina, in modo che l’altro sia costretto a frenare. Nell’incertezza, riesce a mettere la sua ala anteriore millimetricamente sotto la posteriore destra del russo, distruggendola. Segue intero giro di rientro (buona grazia che non gli si stacca come capitato a Heidfeld in Canada…) che lo fa precipitare indietro. Chiude 17esimo, doppiato. Episodi come questo fanno capire che non è davvero più lui.

Nico Rosberg: 8. Lui prova a fare la voce grossa superando Button allo start, ma la magia regge per sei giri dopodiché la sua W02 finisce le gomme e buonanotte. In un GP soporifero lui si limita all’ordinaria amministrazione gestendo la settima posizione, che occupa per tutta la gara. Il massimo con questa Mercedes. Nico è ormai a ridosso dei 100 GP senza mai aver sperimentato la gioia di una pole o della vittoria: urge un bel risultato molto presto, altrimenti rischia la depressione.

MENZIONE SPECIALE
Jaime Alguersuari: 9. Lo spagnolo sembrava ormai bollito, bastonato dal compagno di team Buemi e con Ricciardo ormai attaccato alle caviglie, ma ecco che negli ultimi due GP ha rimesso la sua stagione in ordine, realizzando 8 punti come lo svizzero. Qui il merito è anche di un’azzeccatissima strategia a due soste, ma lui è bravo a tenersi lontano dai muretti e dalle altre macchine.

Scritto da: Filippo Ronchetti

 

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3 Commenti

  1. Personalmente ritengo la pagella, di Filippo Ronchetti, assegnata a questo Gran Premio, piuttosto morbida e a mio parere non conforme ha quanto ho visto e ho potuto valutare.

    Non discuto il voto ad Alonso, perché lo spagnolo ha fatto il massimo di cui disponeva e non aveva il mezzo per poter impensierire neppure lontanamente Vettel; altro che sogni smontati a suon di giri record! E Alonso ne è sempre stato consapevole.

    La Ferrari è in crescita e il quinto posto di Massa lo dimostra; non sono d’accordo sulla dissennata gestione del pit stop di Massa, lo sarebbe se fosse volontaria; Massa ha perso quattro (diconsi quattro) secondi al pit stop) ed è arrivato 5,6 secondi dopo Hamilton. Forse sarebbe stato davanti ad Hamilton, forse dietro di 1,6 secondi, non lo possiamo dire, ma la gara di Massa, appena sufficiente, dopo una partenza eccellente, si è ammosciata come moscio è stato il gran premio: unico brivido serio il sorpasso di Alonso su Webber.

    La Red Bull è la macchina da battere, con o senza scarichi collaboranti, e Vettel la gestisce al meglio, quindi il voto anche se alto è formalmente giusto; esagerato il voto a Webber, pilotino pari a Massa per incostanza e spesso per inconcludenza, balzato agli onori della cronaca più per inconsistenza degli altri ed errori al muretto delle lattine, che per meriti personali, per me è appena sufficiente.

    In calo le McLaren e di conseguenza i suoi piloti; entrambi hanno sbagliato strategia ed Hamilton ha strapazzato le gomme, da irruento qual’è; fortunatamente ci ha risparmiato l’autoscontro e si è ritrovato quarto più per l’ignavia di Massa che per i suoi meriti: insufficiente, come Button.

    In calo vistoso le Mercedes relegate a competere con le Toro Rosse e le Renault, con evidenti disagi dei suoi piloti che poi ci mettono il proprio. Insufficienti tutti.

    Bene la Toro Rosso; fa miracoli col budget che si ritrova.

    Meno che insufficiente il circuito di Valencia: il secondo gran premio in terra spagnola è stato deludente, come sempre e neppure il nuovo regolamento e il famigerato DRS è riuscito a dare un minimo di validità a questo inutile e spocchioso circuito. Bocciato

  2. Anche io credo che il voto di Webber sia troppo alto: dall’inizio dell’anno non regge il confronto con Vettel

    Invece sarei stato meno cattivo con i piloti McLaren: quando capita alla Ferrari di essere in crisi, in genere si è sempre magnanimi con i piloti (specie Alonso). In questo caso è evidente che ad essere in difficoltà è stata soprattutto la macchina, e quindi ne hanno risentito i piloti che però non potevano fare molto di più.

  3. ah beh… ottimi i 6 ad hamilton che arriva quarto davanti a massa senza gomme quando ha dimostrato che poteva andare di piu e il 5 a button quando si è palesemente visto che il suo kers non funzionava piu… cioè… da ridere fare le pagelle cosi… non è stata colpa dei piloti… colpa delle due Mclaren al manco… vabbè…