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Pat Fry (Ferrari): abbiamo capito le gomme dure!

Pat Fry - Ferrari

Pat Fry - Ferrari

Secondo Pat Fry, nuovo Direttore Tecnico della Scuderia Ferrari, mai come quest’anno la prestazione di una vettura cambia in funzione delle caratteristiche del tracciato e delle gomme utilizzate.

Gli uomini di Maranello avrebbero però finalmente compreso i “segreti” degli pneumatici a mescola più dura della Pirelli. Non erano bastati i tantissimi chilometri fatti nei test ma dopo la pessima gara di Montmelò ora c’è fiducia.

“Barcellona è una pista molto impegnativa, dove il carico aerodinamico e il bilanciamento della vettura sono fondamentali – ha spiegato Fry –. Lì bisognava cercare di mettere in temperatura le gomme, soprattutto quelle dure: abbiamo lavorato tanto su questo fronte e abbiamo compreso cosa dobbiamo fare per metterci a posto per i circuiti dove questo fattore sarà decisivo. Monaco è una sorta di unicum: è vero che anche lì il carico aerodinamico è importante ma non lo è altrettanto l’efficienza; inoltre, il pilota non deve attaccare necessariamente ogni curva in maniera aggressiva. Pertanto, la 150° Italia si è comportata bene perché i nostri ingegneri sono riusciti a fare un buon lavoro nella definizione del bilanciamento. Purtroppo, abbiamo avuto qualche difficoltà in qualifica e, sebbene avessimo un buon ritmo di gara, sarebbe stato ovviamente meglio poter partire un po’ più avanti in griglia: Monaco può trasformarsi in una processione se non si è in testa. Infine, sicuramente il fatto di poter utilizzare le Soft e le Supersoft ha aiutato la nostra prestazione”.

“La gara del Canada può ricordare in parte Monaco, in quanto anche lì trazione e frenata sono cruciali, anche se a Montreal i freni sono molto più stressati – ha proseguito il tecnico inglese –. La trazione e il modo in cui la macchina usa le gomme in uscita dalle curve saranno la chiave per gestire gli pneumatici posteriori nella maniera migliore. Mi aspetto un po’ meno preoccupazione per quanto riguarda il consumo delle gomme rispetto allo scorso anno perché le soft e le supersoft Pirelli sono un po’ più dure rispetto alle Bridgestone. La prestazione in frenata è molto dipendente dall’aerodinamica: prese aria freni più piccole danno una prestazione migliore e si cerca sempre di portare al limite della temperatura di esercizio l’impianto frenante per ottenere il massimo dal resto della vettura. Insieme a Singapore, Montreal è la pista più severa sui freni: abbiamo lavorato molto al banco per definire il miglior livello di raffreddamento e per capire che margine abbiamo per essere il più possibile estremi su questo fronte”.


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7 Commenti

  1. Sperem.

  2. Se è così, datevi da fare, basta con gli annunci e cercate di dare un senso al finale di questo mondiale.

  3. io lascerei parlare i risultati

    • Saranno di sicuro i risultati a dare il valore al lavoro svolto ma,si deve sempre guardare con interesse la progettazione e la ricerca in genere.
      Il tuo intervento “io lascerei parlare i risultati”,lascia credere che sei scettico.

  4. sinceramente anche se fosse così penso che ormai il divario sia troppo e comunque anche le altre scuderie si muovono nello sviluppo.

  5. il problema è proprio questo, parlano tanto e i risultati non arrivano. creano particolari in fabbrica che in pista poi si rivelano fallimentari. anche se hanno capito come far funzionare le gomme dure, la vettura continua a sviluppare lo stesso carico aerodinamico di una Multipla. non è che cambia molto, non sarai doppiato, ma non sarai davanti a tutti…

  6. Un po tardi mi sembra. Adesso cercate di capire ‘Domenicali’ per favore