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Gp Ungheria F1: numeri, aneddoti e curiosità

© FOTO ERCOLE COLOMBO

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Il Circus della Formula 1 si appresta a sbarcare a Budapest per l’undicesima prova del Mondiale 2011. Il circuito dell’Hungaroring ospita il GP d’Ungheria dalla sua prima edizione, nel 1986, quando divenne il primo impianto dell’est europeo ad accogliere la Formula 1.

GP UNGHERIA: ORARI TV

La natura tortuosa del tracciato ed alcune edizioni abbastanza scontate del GP hanno conferito al circuito ungherese la nomea di “seconda Monte Carlo”, dovuta alla difficoltà nei sorpassi che hanno portato a ordini di arrivo simili in tutto o in parte a quelli di partenza. In realtà, non di rado all’Hungaroring sono andati di scena duelli esaltanti e gare emozionanti. E sorpassi spettacolari, anche. Due su tutti, entrambi ai danni di Ayrton Senna: il primo, nel 1986, da parte di Nelson Piquet, che con una manovra eccezionale si lanciò verso una splendida vittoria; e il secondo, probabilmente il più famoso, ad opera di Nigel Mansell, che con un guizzo fenomenale sorprese il brasiliano nel doppiaggio di Johansson, concludendo una memorabile rimonta partita dal 12° posto dello schieramento, in una delle più belle gare della sua carriera. Senna si sarebbe parzialmente rifatto 3 anni dopo, andando a conquistare la vittoria a Budapest davanti a Mansell, proprio nel giorno in cui il Leone si laureò matematicamente Campione del Mondo.

Anche l’edizione del 1997 stava per consegnare agli annali una vittoria storica. Damon Hill, magnifico alla guida di una vettura non alla sua altezza, dominò tutto il GP fino a poche curve dalla fine. Sarebbe stata la prima vittoria per la Arrows. La prima vittoria per la Bridgestone. La prima vittoria per il motore Yamaha. E invece il sogno si infranse nell’ultimo giro, con Villeneuve che si ritrovò su un piatto d’argento la vittoria e una buona fetta di mondiale.

Non andò meglio a Massa nel 2008: dopo una partenza straordinaria dalla seconda fila (con sorpasso all’esterno della prima curva ai danni di entrambe le McLaren), il brasiliano dominò l’intera gara, fino all’esplosione del motore Ferrari avvenuta nelle ultime tornate. A beneficiarne fu il finlandese Heikki Kovalainen, alla prima (e finora unica) vittoria in carriera, seguito da Timo Glock, alla prima presenza sul podio.

Il recordman di successi in terra magiara è il sette volte Campione del Mondo Michael Schumacher, che sul tracciato ungherese ha ottenuto risultati molto significativi. Nel 1998 riuscì a battere Coulthard, nonostante la superiorità McLaren, grazie ad un intero GP disputato a ritmo da qualifica.
Nel 2001, Budapest si trasformò in… BudaFest! In un solo colpo, il tedesco conquistò pole position e vittoria e raggiunse Alain Prost sia per numero di titoli mondiali (4) che per GP vinti (51, che per 8 anni avevano rappresentato il primato assoluto di vittorie). Il successo del 2004, infine, regalò alla Ferrari il 6° Titolo Costruttori consecutivo, risultato mai raggiunto da nessun altro team. Anche nel 2002 il team del Cavallino Rampante festeggiò in Ungheria il Campionato Marche, grazie alla vittoria di Barrichello davanti a Schumacher.

Tra i piloti in attività, il GP d’Ungheria evoca sicuramente piacevoli ricordi a Fernando Alonso. Lo spagnolo, nel 2003, ottenne all’Hungaroring la sua seconda pole position in carriera ma soprattutto la sua prima vittoria. Quel successo lo incoronò più giovane pilota di tutti i tempi ad aver vinto un GP iridato, infrangendo un record detenuto da Troy Ruttman dal 1952. Soltanto Vettel ha ritoccato quel primato, a Monza nel 2008. Non andò altrettanto bene ad Alonso nel 2007, quando, all’apice della rivalità interna col compagno di team Lewis Hamilton e ad un passo dalla definitiva esplosione dello scandalo spy-story, lo spagnolo ostacolò il britannico in prova, impedendogli di iniziare l’ultimo tentativo prima della bandiera a scacchi: il risultato fu la penalizzazione di 5 posti in griglia e, di conseguenza, il via libera per Hamilton verso il successo.

L’edizione più avvincente degli ultimi anni è sicuramente stata quella del 2006. Già nelle libere ci furono i primi colpi di scena. Alonso si “vendicò” di Speed (colpevole di averlo ostacolato) tagliandogli la strada e beccandosi un secondo di penalità sul tempo in prova. Poi toccò a Schumacher ricevere una identica sanzione, per un sorpasso ai danni dello stesso Alonso in regime di bandiere rosse. I duellanti per il titolo si ritrovarono quindi nelle retrovie, insieme a Jenson Button (costretto a cambiare motore dopo il 4° tempo in prova). Dalla pole position, Raikkonen provò la fuga, prima di ritirarsi incredibilmente dopo aver centrato Liuzzi in fase di doppiaggio.
Dalle retrovie era intanto risalito Alonso, mentre Schumacher fu attardato anche da un contatto con Fisichella che causò la rottura del muso. Quando Alonso sembrava ormai lanciato verso la vittoria, ecco spuntare Jenson Button, in giornata di grazia e più lesto di tutti (come avrebbe dimostrato in McLaren) a scegliere le gomme giuste in condizioni variabili. L’inglese ottenne il suo primo successo, regalando anche la prima (e unica) vittoria alla Honda dal rientro in F1 del colosso giapponese.

Curiosamente, nelle prime sedici edizioni del GP d’Ungheria, se si esclude il successo di Boutsen nel 1990, a trionfare furono sempre piloti che già erano stati Campioni del Mondo o che lo sarebbero diventati (Piquet, Mansell, Senna, Schumacher, Hill, J. Villeneuve, Hakkinen). Dal 2002 la situazione è un po’ cambiata, con Barrichello (nel 2002), Kovalainen (2008) e Webber (2010) che hanno trionfato all’Hungaroring ma non hanno mai portato a casa la corona iridata. Hanno invece mantenuto la “tradizione” Alonso, Raikkonen, Button e Hamilton.

Da ricordare infine che proprio in Ungheria nel 2009, Hamilton ottenne la prima vittoria di una vettura fornita di KERS. In quella stagione, che ne segnò l’esordio, il dispositivo di recupero di energia ottenne altre 2 affermazioni, a Singapore (ancora con Hamilton) e a Spa (con Raikkonen).

L’edizione del 2010 ha visto la netta superiorità delle Red Bull rispetto alla concorrenza, anche se al traguardo Alonso riuscì a mettersi in mezzo alle vetture del team austriaco e a concludere secondo, approfittando della penalizzazione a Vettel. A trionfare fu invece Mark Webber, in quella che al momento resta la sua ultima vittoria in Formula 1.

Quest’anno i favoriti d’obbligo dovrebbero essere ancora i Campioni del Mondo, ma dopo il GP di Germania è possibile aspettarsi qualche sorpresa. La Pirelli ha già annunciato che le gomme che metterà a disposizione dei team saranno le morbide (P Zero Yellow soft) e le super morbide (P Zero Red supersoft): si tratta delle stesse mescole utilizzate a Monte Carlo. Nel Principato a spuntarla fu Vettel, ma sia la Ferrari con Alonso che la McLaren con Button si giocarono il successo fino all’ultimo. La Pirelli si aspetta temperature intorno ai 26-27 gradi: in un circuito dove superare, nel corso degli anni, è diventato quasi impossibile, la gestione delle gomme può rappresentare l’elemento in grado di condizionare l’intero week end di gara.

Scritto da: Vittorio Dell’Orto

 

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7 Commenti

  1. Bellissima la gara del 2006: ricordo il sorpasso di Button su Alonso poco prima del ritiro dello spagnolo

  2. che dire? il sorpasso di piquet su senna penso che sia uno dei più belli in assoluto se non addirittura il più bello, perchè controllare un sovrasterzo di potenza in quel modo con un motore turbo da 1000 cv è semplicemente incredibile. Anche il sorpasso di nigelone viene spesso ricordato: in quell’occasione il leone fu un vero avvoltoio perchè era consapevole che la McLaren sul dritto era molto più veloce e che nelle curve era impossibile sorpassare. L’unica cosa che poteva fare era approfittere dei doppiaggi e alla minima esitazione di Senna ne approfittò. La gara del 97 la ricordo vagamente con Hill che nell’ultimo giro fu attardato non ricordo se dal cambio bloccato in terza o da problemi di pescaggio della benzina. Quella del 2006 invece la ricordo anche per il disastro che combinò schumi. Nel giorno in cui Alonso si era ritirato lui a un certo punto doveva accontentarsi di portare qualche punto a casa e invece si mise a duellare come un forsennanto perchè aveva tentanto l’azzardo ed era rimasto con gomme intermedie sulla pista che ormai si stava asciugando. Questo gli aveva consentito di recuperare parecchie posizioni, ma a un certo punto gli altri cominciarono a girare molto più forte e le sue gomme cominciarono a distruggersi. Quando ad un certo punto fu raggiunto da Heidfeld (era in quarta o quinta posizione) tentò una difesa estrema fino a quando non fece un errore e così finì fuori dei punti.

    • Probabilmente Schumacher e la Ferrari furono ingannati proprio dalla… bravura del tedesco, che sulla pista che si stava asciugando riusciva a girare non troppo lento con le intermedie.
      Avessero capito subito che invece non era possibile mantenere quel ritmo per molto tempo, avrebbero potuto richiamarlo ai box quando aveva un ottimo vantaggio, che gli avrebbe permesso di arrivare comodamente terzo dietro a De La Rosa, o addirittura davanti allo spagnolo.
      Fu un errore abbastanza grave, della scuderia e in parte anche del pilota: il vantaggio a un certo punto c’era (mi pare 17 secondi su De La Rosa) e non era difficile scegliere di rientrare ai box.
      Quindi, come possiamo vedere, gli errori al muretto li facevano anche prima di Domenicali :)

  3. Vincenzo,quello non è un sovratserzo di potenza.
    In quel punto della curva,dopo la frenata la vettura si era scomposta per effatto dei trasferimenti di carico e solamente dopo aver raddrizato lo sterzo e ripresa la traiettoria ha potuto dare gas “parzializzando”.

  4. Comunque pure io considero il sorpasso di Piquet ancora più bello di quello di Mansell

  5. Hai dimenticato che nel 2009 ci fu anche il brutto incidente per Massa

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