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La Formula 1 non tornerà mai più a Imola

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Imola, l’autodromo più discusso e chiacchierato d’Italia. Le sue recenti vicissitudini lo hanno trasformato in un autentico enigma. Abbiamo atteso, volutamente, qualche giorno prima di affrontare l’argomento ed addentrarci nella intricata questione. “Vediamo un po’ che si dice in giro”, ci siamo detti. Ebbene, adesso è giunto il momento. Parliamo di Imola, appunto.

Nel primo weekend di luglio, dall’1 al 3, l’Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari di Imola ha ospitato la 6 Ore, quarta gara dell’Intercontinental Le Mans Cup e terza del campionato Le Mans Series. In sostanza, un evento automobilistico di respiro mondiale, il solo in grado di uguagliare, sulla carta, l’importanza mediatica della Formula 1 (sul piano dei contenuti tecnici e sportivi, non c’è storia: Endurance batte F1 dieci a zero!). Dopo la soppressione della 1000 Km di Monza (ultima edizione nel 2008), l’ACO ha azzardato il gran ritorno in Italia dei Prototipi. Un coraggio non indifferente, bisogna ammetterlo. L’attesa, dunque, era molta, sebbene l’evento stesso sia passato sotto silenzio: stupende vetture Prototipo e GT al via, eccellenti piloti, gara avvincente, un tracciato sempre emozionante e con visuali mozzafiato. Tutto bellissimo ma…il pubblico dov’era? E non avevano fatto i lavori di ristrutturazione dell’impianto? E soprattutto, come viene gestita l’organizzazione? Riavvolgiamo il nastro…

Sabato 2 luglio, arrivo in autodromo, le prime falle. Mostro ai bigliettai (ingresso Rivazza) la pagina di AutoSprint, una promozione gustosa: 200 biglietti paddock, tribuna, pit-walk. Ma appena viene mostrata loro la pagina, ecco che i due ragazzi, alquanto imbarazzati e ignari della faccenda, mi dicono che loro non se sanno nulla (!!), che il promoter di tale iniziativa è “diverso” dalla organizzazione dell’autodromo (cioè…?), che forse bisogna recarsi ad un altro ingresso (molto distante) per usufruire di tale iniziativa. Ok, tanti saluti, acquistiamo i biglietti (compreso quello per la pit-walk di domenica mattina, a soli 20 Euro) e via, si entra.

Appena entrati, si è assaliti da un profondo senso di abbandono e trascuratezza: erbacce ovunque, molte tribune fatiscenti, infrastrutture scadenti, scritte e murales lasciate dai “concertari” che nulla hanno a che fare con la passione dei motori (simboli politici non proprio angelici e altra robaccia…), strutture realizzate da pochi anni già in totale disfacimento (in particolare, le terrazze sopra i nuovi box). Per carità, i circuiti semplici, caserecci e ruspanti sono i più affascinanti, però, nel nostro caso, parliamo di totale incuria e disfacimento di importanti strutture, molte delle quali realizzate ex novo da pochissimi anni!

Ma durante il weekend di gara, emergono ulteriori pecche. Anzitutto, il controllo ossessivo, al limite dell’invadenza e della prepotenza, da parte dei controllori all’interno del tracciato. Mi trovavo nel paddock, quando ad un tratto, accortomi di aver lasciato la macchina fotografica accesa quando non era necessario, mi fermo per spegnerla. Casualmente, sosto di fronte (si fa per dire, c’erano altri 30 metri da percorrere!) all’ingresso pit-lane: apriti cielo, mi vede un controllore, uno dei tanti “ducetti“. Mi dice, con tono risoluto e autoritario: “E Lei dove va? Guardi che se vuole andare in pit-lane deve attendere la fine della gara (erano in corso le fasi finali del CER, n.d.r.) e mostrare il pass!”. Mi giro, lo guardo e gli ribatto: “Mi perdoni, da me che vuole? Lei ha capito male, non voglio andare in pit-lane perché non ho il pass! Sto solo spegnendo la macchina fotografica…quindi si rilassi, per favore!!”.

Domenica 3 luglio, a gara finita, visita d’obbligo al parco chiuso. Solo poche transenne a delimitare il parco: insomma, ambiente rilassato. Ma ad un tratto…ecco che si avvicina un “ducetto“. E ora che avrò combinato? E infatti… Mi trovavo vicino ad una Ferrari 458 Italia del Luxury Racing, comunque ben al di là delle transenne. Ma il mio piede destro era appena in linea con le transenne, poiché tra una transenna e l’altra c’era un piccolo vuoto di pochi centimetri. Tra l’altro, la mia “preda” fotografica non era la 458 in questione, bensì la Corvette del Larbre Competition, più distante. Ovviamente, da gitano di corse, la mia intenzione non era entrare nel parco chiuso, ma il ducetto scatta sull’attenti e…”no, no, che fai, non si può toccare la macchina e…non puoi entrare…disposizioni federali!!”. Gli spiego la situazione e, tra una battuta e l’altra, la situazione si chiarisce. Però, non contento, dopo il sottoscritto, il “ducetto” ammonisce un altro malcapitato spettatore, colpevole anch’egli di “invasione solo col pensiero di parco chiuso”!

Chi più, chi meno, i “ducetti” hanno rimbrottato ingiustificatamente molti spettatori: una menzione di merito spetta al “ducetto” posto fisso davanti ai box Peugeot. Lui sì che è stato un vero generale, pronto ad impartire strampalati ordini al pubblico nel paddock…mamma che stress!

Altre “perle”, però, hanno macchiato lo straordinario appuntamento della 6 Ore. I programmi ufficiali, venduti a 2 Euro, erano introvabili. Persino la bigliettaia del botteghino davanti la Tribuna centrale, la domenica mattina, non sapeva che pesci prendere: “Qui non arrivano più, i programmi…speriamo che ci arrivino dopo!”. Ovviamente, anche il botteghino alla Rivazza non ne aveva! Beati coloro i quali hanno fatto in tempo a comprarlo!

A completare lo squallido quadretto, la assenza totale di stand ufficiali e bancarelle di gadget, magliette e via dicendo, immancabili e onnipresenti agli appuntamenti Intercontinental Le Mans Cup e Le Mans Series. Che questi particolari commercianti abbiano disertato Imola sapendo che non avrebbero fatto buoni affari…?

Altra nota dolente, la mancanza di maxischermi, anch’essi onnipresenti alle gare sotto egida ACO. E che dire del lacunoso sistema di amplificazione? Lo speaker si sentiva, malino, solo in tribuna centrale! Infine, ci sarebbe il capitolo “assenza di pubblico”, che meriterebbe una trattazione a parte. Le ragioni culturali che, in Italia, inducono gli appassionati, il pubblico, le persone o i potenziali appassionati a disertare gli autodromi (eccezion fatta per la Formula 1) sono molteplici e sappiamo quali sono. Ma se l’Italia piange, gli altri Paesi europei non ridono: ad eccezione delle 24 Ore di Le Mans e Nürburgring, il DTM in Germania e pochissimo altro, anche nel resto del Vecchio Continente il pubblico è ormai (e non da oggi…) Formula 1 dipendente. In sostanza, ci si sposta dal divano di casa solo ed esclusivamente per la Formula 1, nonostante prezzi di biglietti folli e fuori dal mondo ed eventi vissuti con eccessivo distacco, in cui il pubblico non è considerato attore protagonista, bensì solo immobile contorno da spennare.

Anche AutoSprint, sul numero 28 scorso, ha pubblicato due lettere (rubrica “PostaSprint” a cura di Artuto Rizzoli) relative al flop della 6 Ore di Imola, titolando il blocco “Grandi corse senza pubblico”. Tuttavia, la replica del settimanale offerta ai due lettori delusi è stata alquanto lacunosa, incompleta, fuorviante.

Imola, dal punto di vista organizzativo, ne esce con l’immagine a pezzi, da rifondare da cima a fondo. Non si rilancia così un autodromo importante e storico quale è quello di Imola. E se non ci fosse il Mondiale Superbike a riempire gli spalti una volta l’anno, Imola pareggerebbe i livelli quasi sempre (più sempre che quasi…) deprimenti e mortificanti degli altri autodromi nazionali in occasione di gare automobilistiche (nazionali o internazionali, non fa differenza).

Walter Sciacca, direttore dell’Autodromo, il Comune di Imola e chi più ne ha più ne metta debbono rimboccarsi le maniche. Servono sacrifici e investimenti, è chiaro, e l’impresa è niente affatto semplice. Però, così non può andare. Troppe falle, troppi “ducetti” invadenti e che abusano del loro “potere” (viziaccio tipicamente italiano), scollature organizzative di ogni tipo, infrastrutture abbandonate a sé stesse. E, badate bene, non è affatto necessario erigere megaimpianti asettici, freddi e faraonici alla Tilke, tuttavia che almeno si cancellino quelle indecorose scrittacce sulle tribune.

Quasi sicuramente, l’ACO non può essere felice di tale situazione. E nel 2012, anno del ritorno del World Endurance Championship, ACO e FIA (aiuto, si salvi chi può!) è facile che lascino le rive del Santerno per qualche altra meta (si parla di 2 gare in Cina – orrore! -, 2 in America tra USA e Brasile, 3 in Europa: ovviamente Le Mans, probabilmente Spa-Francorchamps, e la terza?).

Imola ha fallito, ed è un vero peccato. Il confronto con le altre gare della Intercontinental Le Mans Cup e Le Mans Series, passate e presenti, è impari. L’ACO (parimenti alla FIA, all’ACI-CSAI e così via) delega buona parte dell’organizzazione di un evento al circuito stesso. Se ci sanno fare, l’evento sarà ben proposto e confezionato, altrimenti accadrà il contrario.

E come la mettiamo con la Formula 1? A intervalli regolari, Imola viene tirata in ballo. “Perché la F1, invece di andare in Turchia, in India, in Russia e in altri Paesi a cui il motorismo non interessa un fico secco, non ritorna a Imola?”, si chiedono in tanti da anni. La domanda è sacrosanta, logica, giusta. Le ragioni del no di Ecclestone e della FIA, tuttavia, sono note a tutti. Business: ecco la parolina magica…

Ma la domanda, alla luce di quanto accaduto e constatato, è un’altra: sarebbe Imola, oggi, pronta ad ospitare nuovamente la Formula 1, ossia accogliere migliaia e migliaia di appassionati attraverso una organizzazione oliata e accontentare gli stravaganti desideri e le capricciose pretese dei team, le intransigenti esigenze ed i patinati standard di immagine del circus della Formula 1 e di Mr. Ecclestone?

Due le certezze. Prima: se dovesse ritornare la Formula 1, i “ducetti” farebbero un figurone: capirai, ci manca solo il completo scuro ed il capello “ingellato” ed abbiamo dei perfetti buttafuori (anche se non ci sarebbe nessun “comune mortale “ da redarguire nel paddock…).
Seconda: scordatevi, comuni mortali, l’accesso al paddock, il contatto coi piloti, la pit-walk, gli autografi, le promo-card, i poster, le meravigliose miss, il parco chiuso, il poter ammirare le vetture ed il lavoro ai box da vicino, lo scambiare quattro chiacchiere coi meccanici…

Non sei un VIP? E allora sei out!

Scritto da: Paolo Pellegrini

 

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23 Commenti

  1. Paolo, ma sei sicuro di essere stato ad Imola x la 6 ore ??? Noi ci siamo stati ed è stata una figata, tutto perfetto, nessun problema e non abbiamo incontrato “ducetti” ma solo appassionati. Abbiamo girato liberamente e senza problemi. Ma tu eri presente durante la sessione autografi??? Eri presente a marzo per la GP2 che ha gli stessi standard della F1 ??? Ma hai fatto caso che quello che noi imolesi consideriamo il ns autodromo ha in calendario 10 gare di auto ed è l’unico circuito in Italia ad avere così tante gare di qualità come il GT Open, gli Italiani ACI CSAI di questo weekend ecc… ??? Non ce ne siamo perse neanche una! Il tuo articolo è fazioso ed inutile, criticare è lo sport nazionale… non vedo critiche costruttive. Ho appena finito di leggere dall’ipad Autosprint di questa settimana ed ho letto che la tribuna di cui tu parli era chiusa e chi è entrato era abusivo. Alcuni miei amici erano alla Rivazza ed altri alla Tosa ed era tutto in ordine. Mi sa che hai avuto un incubo…. svegliati apri gli occhi e vedrai che stavi dormendo… spero….!!! Lo scorso anno autosprint diede 10 e lode ad imola x l’organizzazione delle gare auto! Poi credimi fai ridere… in una terra rossa con un autodromo di proprietà del comune che è di sx parli di “ducetti” ??? Boh… Ma non è che sei solo invidioso e frustrato ??? Tua hai espresso il tuo punto di vista ma forse avevi gli occhiali scuri…. Per noi imolesi che amiamo l’autodromo quello che disturba è leggere quanto scrivi ma per fortuna non è la realtà!!!

  2. Ma in che Autodromo sei stato? Non certo a Imola… altrimenti avresti visto la gara più bella del mondo in uno dei circuiti più belli del mondo circondato da belle ragazze (vedi le conigliette di Playboy, che a meno che tu non sia dell’altra sponda – nulla di male per carità – non puoi non ammirare…).

    Solo critiche e bla bla bla ma niente commenti sul vero tenore sportivo dell’evento! Mi sa che tu sei uno di quelli che non vuole che ad Imola torni la F1 perchè se no la toglie a Monza… (a proposito bella la pista vale… tenuta bene … per niente fatiscente…) o al flamminiano doc di Roma…

    Deve far paura davvero il ritorno di Imola se ti disturbi a scrivere un articolo di denuncia del genere perchè due persone della sicurezza della Le Mans Series ti hanno trattato con un pò di rudezza… sigh sigh sigh

    E’ evidente ti ha dato fastidio pagare 20 Euro … quando in qualsiasi altro Autodromo avresti pagato almeno 100 Euro per uno spettacolo simile! Continua così, bravo! E’ così che si invoglia la gente ad uscire di casa anzichè stare davanti al televisore… ma mi facci il piacere (diceva un grande!)

    Luca (imolese DOC)

  3. Da commissario di percorso in imola….postazione 10 acque minerali una delle più belle piste al mondo secondo il mio giudizio.
    chi avrebbe steccato!!!?……….
    Per la le mans da quello che ho visto e le comunicazioni che hò sentito direttamente dalla direzione gara e dallo staff di formula imola non non sono assolutamente negative anzi, l’unico neo negativo è il pubblico sempre più “moderno” e abituato a vedere le gare in tv vedi gp2, non sapete “o forse si” che cosa si sia perso, 15 €. per biglietto, direi prezzi assolutamente popolari, e solo in tribuna si pagava il resto prato ecc. era gratis”, e poi c’è stata la concomitanza con il motogp del mugello, che sappiamo toglie molto pubblico.
    invece per quanto concerne la f1 dover spendere in questo momento 40|50(forse anche meno) milioni di € per un gp f1 dove sappiamo che imola viene fuori da una fase difficilissima non è il caso, diamo tempo al tempo, imola a bisogno di essere rilanciata ma non spendendo (almeno in piccole dosi) ma riaprendo agli appassionati anche per gare minori visto che porta dentro gettito per le casse e sopratutto pubblicità, e non per ultimo la gestione di imola reiniziare dagli errori degli altri non è facile,quindi a voi le ultime conclusioni.

  4. interessante dibattito, peccato che vivo nella “bassa italia” e per seguire anche una di queste gare devo organizzarmi almeno dal giorno prima con un B&B…. che palle, non avere circuiti ufficiali in zona….

  5. In aggiunta al mio post precedente:
    Ma pensate veramente che riavere la f1 a imola cambi qualcosa, quando sappiamo benissimo che è diventata asettica anche per gli addetti ai lavori, e se non hai una pettorina box o simile non ti fanno vedere la auto neanche da lontano(e quì non centra nulla imola), preferisco mille volte le formule minori che danno l’occasione anche a noi (e a volte anche a voi) di poter toccare con mano e vivere i motori come realmente deve essere, mi permetta di dirle questa cosa dandole del tu, quelli che tu chiami “ducetti” per fortuna esistono, per la gp2 ero ai box per l’allestimento e ti assicuro che se non fossimo stati un po fiscalisti ci saremmo trovati con gente sulle spalle dei meccanici oppure con qualche souvenir, a volte se potevo facevo avvicinare, siamo pur sempre esseri umani con la quale si può parlare e a sua volta chiedere.
    Ritorno al lei…senza offesa e mi perdoni per quello che le scrivo, lei mi da l’impressione di essere una di quelle persone che se non la si controlla sarebbe capace di infiltrari (a scopo informativo)dappertutto, o sbaglio.
    Altro argomento sa quanti soldi sono stati pagati per avere la le mans e la gp2 a imola? si informi poi si renderà conto di quanti e quali sforzi si stanno compiendo per ritornare a galla.
    Tribune a parte, visto che anche loro hanno una loro storia da raccontare,ma adesso sarebbe troppo lunga, la cosa di qui imola ha veramente bisogno è la pubblicità mediatica e televisiva per ritornare in auge,a volte anche negativa tipo quella che lei stà facendo (e per questo la ringrazio in senso positivo), comunque si parli SI PARLA SEMPRE DI IMOLA.
    Si ricordi che i circuiti non vivono solo di f1 perchè questa dove và porta solo debiti.

    Antonio R.

  6. x grimbergen
    a volte fare km. per la passione ne vale veramente la pena.

    Chissà… forse ci saranno novità in calendario 2011, d’altronde la stagione dei motori è ancora aperta.

    • purtroppo quando sei un libero professionista devi fare molti sacrifici, anche rimanere a casa quando ci sono eventi del genere perchè non puoi lasciare il tuo posto di lavoro…. sigh….

      • Anche io sono un artigiano… ricorda si vive una volta sola, il dovere ok ma a volte una piccola distrazione farebbe bene al morale sopratutto quando si ama questo sport, comunque spero vivamente per te che prima o poi tu possa vivere uno di questi eventi dal vivo, fanno tutt’altro effetto iniziando dai suoni ecc. ecc. e non per ultimo essere in un tempio dove hanno messo piede i più grandi campioni, ho i brividi tutte le volte che entro in pista per arrivare in postazione.

  7. Cari lettori,
    vedo che il mio articolo non è stato capito. Gli articoli vanno letti bene.
    Allora, ricapitoliamo. Le mie critiche erano rivolte solo agli aspetti negativi evidenziati nell’articolo, appunto. Tutto il resto, l’ho appunto definito “bellissimo”. Ossia: le vetture, i piloti, il paddock, eccetera. Sono abituato a bazzicare per gli autodromi, e so come funzionano le gare “extra” Formula 1.
    Ma questa frase non vi dice nulla??: “Seconda: scordatevi, comuni mortali, l’accesso al paddock, il contatto coi piloti, la pit-walk, gli autografi, le promo-card, i poster, le meravigliose miss, il parco chiuso, il poter ammirare le vetture ed il lavoro ai box da vicino, lo scambiare quattro chiacchiere coi meccanici…
    Non sei un VIP? E allora sei out!”

    I prezzi dei biglietti è un altro capitolo positivo: molto bassi e popolari. Ma non mi pare di aver criticato i prezzi: anzi, ho affermato che la pit walk era “a soli 20 Euro”! Più di così, che volete? L’ACO pratica una politica di prezzi umani, in accordo con i circuiti stessi: pensate, a Barcellona nel 2009, per la 1000 Km, entrai gratis… A Spa, poco più di 30 Euro (ma con alcuni benefit gratis, tipo il programma ufficiale), a Le Mans 132 Euro tra biglietto tribuna box ed entrata generale per l’intera settimana di gara (e pit walk gratis il venerdi mattina). Insomma, solo la F1, la Superbike ed il Motomondiale sono fuori mercato.

    Cari imolesi, non potete prendervela così appena uno muove delle critiche al tracciato, anzi, all’organizzazione. Credetemi, siete fuori strada. Non vi piace “ducetti”? Bene, ma chi li mandati questi controllori molto severi…Stalin? Su, un po’ di spirito…!

    Non mi definirei assolutamente uno che ama “infiltrarsi” dappertutto. Ma figuriamoci!! Anzi, vedo e rilancio: come mai questi ducetti li vedo solo in Italia? Ho girato un po’ di autodromi esteri, da Barcellona a Spa sino a Le Mans, e tutti per gare ACO-LE MANS SERIES: non sono mai stato rimproverato da nessuno, sebbene abbia fatto le medesime, identiche cose che faccio a Imola, Vallelunga, Monza, Misano… Ripeto: è un vizio tutto italiano. Questi commissari-controllori si sentono potenti e usano il loro “potere” per rimbrottare a casaccio. Perdonatemi, ma essere ripresi facendo il processo alle intenzioni: come si può rimproverare una persona che sta spegnendo la macchina fotografica e ipotizzare che stesse entrando di soppiatto (quando mancavano altri 30 metri da fare!!!) in pit-lane?? Bisogna essere paranoici, ma di brutto!! I controllori debbono esserci, ovvio, ma che almeno non siano invadenti e maleducati… Anche a Vallelunga, più di una volta, sono stato rimbrottato: pensate, una volta un commissario mi ha detto “no, non puoi fare foto alle vetture incidentate!”. E da quando??????? Gara ACI-CSAI, Formula 3, pieno paddock, c’era anche mia sorella! Se per voi è una cosa normale…!! Ma perchè all’estero non ho mai incontrato i ducetti? I controllori ci sono, ma se ne stanno buoni, a meno che non vedano REALI situazioni anomale…!

    Guardate, evitiamo di fare commenti quando non si sa chi si ha di fronte. La F1 a Imola? Bene. La F1 a Monza? Bene. La F1 a Roma? Era una buona idea. E poi, sono di Roma, non mi abbasso a prese di posizione politiche ed ideologiche come certi padani…

    Caro Ivan, vai a tutte le gare, fai benissimo! Caèirai, perli con una persona che bazzica Vallelunga da anni, quindi di gare ACI-CSAI ed altre a livello nazionale e internazionale ne ho viste a vagonate! Però, perdonami, non puoi sparare nel mucchio, attento…e leggi bene gli articoli. Tu andrai a tutte le gare di Imola come io a tutte (o quasi) quelle di Vallelunga. Bene, ma in quanti siamo a vedere il GT, le gare ACI-CSAI e via dicendo? Lo sai: i soliti 4 gatti! La 6 Ore è stata sì una “figata” (e lo dici a me…!!!), però, ti prego, ti supplico, l’articolo muoveva altre critiche. Non ho sparato contro la 6 Ore, bensì contro alcuni aspetti dell’organizzazione.

    Quello che chiedo, in definitiva, è leggere bene i pezzi prima di commentare. Altrimenti, si crea solo inutile confusione. Grazie.

  8. Anch’io era a Imola per la 6 Ore Lms, attratto dagli splendidi prototipi a ruote coperte, snobbati dai media nostrani. Sono tornato al Santerno dopo molti anni (venivo per il Moto mondiale) e pensavo di trovare l’impianto in condizioni migliori dopo i recenti adeguamenti. Il tracciato invece è ok.
    Con buona pace degli imolesi che difendono il loroautodromo, condivido le giuste critiche di Paolo Pellegrini sull’ eccessivo ed inutile zelo di certi addetti al controllo, forse non correttamente catechizzati dall’alto. Il pubblico pagante già è poco e se quel poco viene trattato come intruso ed invadente, c’è qualcosa che non va. Inoltre la storia del programma introvabile nè all’ingresso Rivazza nè a quello paddock è verissima! Sperimentata, con gli addetti ai botteghini imbarazzati. Ci voleva tanto fornirlo, pagandolo, a tutti al momento dell’ingresso? Sono carenze inaccettabili per un evento di importanza mondiale. Sulla scarsità di pubblico ci sarebbe molto da dire: mi limito a constatare la mancanza assoluta di promozione TV e stampa nei giorni pre- gara (oggi se non sei in TV non esisti) e di informazione sulla gara poi (non ho visto un servizio in tv nei giorni seguenti). Quindi qualcosa a livello comunicazione e promozione non funziona ed è un vero peccato. Visivamente, girando in autodromo il sabato e la domenica, si notava una preponderanza di persone dotate di pass rispetto ai normali spettatori paganti. Quindi se togliamo i “non paganti” la situazione pubblico appare ancor più drammatica. Sono convinto che in Italia occorre ricostruire la passione e la cultura per le gare endurance e per quelle a ruote coperte in generale. L’assenza della Ferrari e di altre Case nazionali da molti anni ha creato un vuoto generazionale difficilmente colmabile. Forse il ritorno in via ufficiale della Casa di Maranello (con forte supporto dei media) sarebbe la soluzione di tutti i mali. Ma anche Audi e Peugeot, a mio parere, dovrebbero fare la loro parte, visto il grosso investimento fatto su tale campionato.
    Infine un consiglio ai gestori dell’autodromo di Imola: non organizzate più concerti e roba simile in pista perchè vi demoliscono l’impianto ( cancellate quelle orribili scritte sulle tribune).

  9. Ciao Paolo, anch’io ero ad Imola con la speranza di poter trovare nella Le Mans Series quegli stimoli che ormai da tempo non mi arrivano più dalla F1.
    Comprendo perfettamente l’affetto degli imolesi per la propria pista che era, ed in parte lo è ancora, stupenda e a loro va un mio caloroso saluto.
    All’Enzo e Dino Ferrari ho visto tutti i GP e ho assistito alle prove private per tutti gli anni ‘80: il circuito era meraviglioso ed impeccabile. Ti dirò subito che questa volta me ne sono andato dopo la prima ora di gara, ero li dalle 9.30: le auto sono bellissime, non c’è di che, ma come dici tu un ‘profondo senso di abbandono e trascuratezza’ mi ha colto fin da subito, appena arrivato al circuito. Forse ero abituato agli ’sfarzi’ della formula 1 degli anni d’oro, ma la delusione è stata parecchia.
    L’evento non era evento, nell’aria non c’era fermento.
    Nel paddok i camion formavano una muraglia oltre la quale era impossibile scorgere le vetture e la sessione degli autografi era triste coi piloti seduti dietro ai tavolini come degli impiegati a firmare cartoline a go go senza partecipazione: sarebbe stato così difficile stare in piedi tra gli appassionati? magari stringere qualche mano o fare un buffetto ad un bambino?
    Avrei dovuto spendere altri 20 euro per 35 minuti di pit walk? No, sono insofferente ai ‘ducetti’ e il ricordo delle tante volte passate DENTRO ai box assieme a Minardi, Guy Ligier, Berger, Ken Tyrrell, Tambay, Ermanno Cuoghi, Giacomelli, Lauda etc. etc. mi ha sconsigliato dall’aggregarmi ai due capannelli che si sono immediatamente formati davanti ad Audi e Peugeot. La parata delle miss (delle conigliette) poi era un po’ squallida, per non parlare delle majorette (!)…. C’era un’aria di volere ma non potere, come la brutta e scialba copia di qualcos’altro, anzi di qualcosa che non c’è più.
    In queste condizioni il motorismo non ha futuro. Ne sono sicuro. E forse anche la F1 ha gli anni contati.

  10. x pellegrini.
    Se lei gira i circuiti in italia saprà benissimo del perchè sono nati quelli che lei definisce ducetti,
    lo hai scritto e riscritto più volte, propio perchè siamo in italia… purtroppo il motivo è propio questo, noi italiani, siamo poco propensi ad usare la buona educazione, il pubblico “almeno una parte” e gli e lo assicuro a volte non rispetta le regole e non ti rispetta nel tuo lavoro, certo non si può fare di tutta l’erba un fascio, in ordine di tempo un ragazzo un po bevuto che voleva scavalcare il cancello di entrata nelle mia postazione rischiando di farsi male e facendo passare guai a me, con la propia ragazza e un suo amico che cercavano di farlo desistere, pellegrini…ho rischiato veramente il litigio, e per non parlare dei rally,.
    Si forse lei ha ragione a dire che alcuni di noi a volte sono un po duri ma la storia insegna, comunque se me lo permette, non che io conti qualcosa ma visto che conosco la persona che si occupa praticamente di tutto porterò queste critiche, perchè di questo si tratta in amministrazione, magari si riuscirà ad ammorbidire un po la situazione, hò sempre detto che le critiche a volte devono essere costruttive.
    per il resto non si possono nascondere le evidenze, però si ricordi che non tutto viene comunicato per quello che concerne le strutture, molte modifiche dovranno essere svolte dall’amministrazione con il tempo, e sopratutto occorre denaro per poterlo fare, magari chissà con il tempo anche la f1 forse………….

  11. PATETICO!!!!!!!!!!Una vera e propia vergogna non mettere piu Imola nel calendario f1 in cui ormai ci sono piste assurde come quella di sakhir,di abu dhabi.,valencia,singapore,ancora ancora sepang,ma qua il fatto è un altro ormai non si vede piu la bellezza del tracciato ma il profitto economico che esso ti puo garantire catturando l’attenzione delle persone che naturalmente non vogliono mancare ad un evento cosi bello e raro come quello di un gran premio e questo Ecclestone e CO. lo dovrebbero sapere,è vero imola è fallito ma è fallito per le patetiche regole economiche che impone la f1 gia da molti anni che non hanno garantito la pemanenza di famosi e affascinanti tracciati tra cui Indianapolis,Estoril e appunto lo stesso Imola

  12. Io ho assistito ad un evento dal mio punto di vista organizzato in maniera perfetta come a Imola non accadeva da anni. Inoltre non ho visto nessun ducetto, solo gente che faceva il prorpio lavoro per evitare che i box di Ferrari, Peugeot, Audi diventassero dei porti di mare. Insomma, per una volta che in questo paese le cose hanno funzionato facciamo un applauso, non lamentiamoci come sempre.

    • P.S. Il programma era scaricabile in formato pdf dal sito dell’autodromo con l’elenco degli iscritti e gli orari delle gare, oltre la piantina della pista.

    • A Imola ogni volta le cose funzionavano e ora non lo abbiamo più.
      Gli eventi che hai visto gli ho visti anche io mille volte e le cose hanno sempre funzionato.
      E sbagli a dire che per una volta in questo paese le cose vanno bene perchè non si è sforzato nessuno a mantenere un circuito cosi bello come imola e ducetti ce ne stanno quindi impara a dire cose giuste che cose non vere solo perchè sei andato solo una volta evento visto e se uno si lamenta è per un motivo logico.

      • Allora, io ho espresso una mia opinione, tu a giudicare dall’italiano che usi sei sicuramente uno di quei fenomeni che pur di non pagare il biglietto rischiano di spaccarsi una gamba per assistere alle gare, e per questo dai del “ducetto2 ai controllori o simili…

      • P.S. Di eventi ne ho visti molti anch’io da quando avevo 5 anni….

  13. Ma è ovvio che il programma della gara era scaricabile dal sito web, cosa che avevo già fatto, ma ciò non solleva gli organizzatori dal diritto/dovere di venderlo anche in autodromo, stampato, bello, con foto e tutto il resto. Infatti il programma ufficiale è stato stampato, qualcuno, fortunato, l’aveva trovato, ma il sabato era già finito, gli addetti ai botteghini speravano di riceverne altri la domenica mattina. Puntuale, domenica mattina ho chiesto il programma all’ingresso paddock: spiacenti, non li abbiamo, dovevano arrivare ma… Meno male che gli spettatori erano pochi!

  14. ( ad un evento) scusate ;)

  15. Salve, io da Imolese e da Ferrarista ho davvero pregato che ci fosse la scissione tra FOTA e FIA! Anche in tv non si parlava di altro e si parlava di un calendario con Imola, Spa, Magni-Cours, Nurburgring, addirittura anche Adelaide ! Parlando con i miei amici e appassionati di F1 anche non italiani erano entusiasti di tornare a Imola!! Il bello è che la gente ama Imola, ma al patron del circus poco importa dei suoi tifosi :) A lui gli si illuminano gli occhi come a Paperon DePaperoni $.$ !!! Mi disgusta vedere gare in tv tipo Valencia o Singapore…. Che senso hanno ?? Tollero al massimo Monte Carlo perchè è una pista storica, ma non oltre. Io amo la F1 e quando vedo gare in piste cittadine senza senso o in mezzo al deserto senza l’ombra di una tribuna, piuttosto mi faccio una bella pennichella…. Imola è la storia della Formula 1 ed è da pazzi non portare avanti la storia ! Certo la colpa non è tutta di zio Berny, ma Imola si sta facendo in 4 per tornare a livelli internazionali ( autodromo riasfaltato in questi giorni ) e sta investendo molto per soddisfare tutti. Non si puo avere tutto in 4 anni, ma bisogna pianificare la “ristrutturazione”. Gli autodromi europei non sono ricchi, quindi fanno investimenti intelligenti. Sono d’accordo anche io che a Imola andrebbero ristrutturate tribune, muretti, recinzioni, infrastrutture… ma i soldi chi ce li mette ? Nessuno ha 40 milioni cash da dare in beneficenza all’autodromo, quindi tempo al tempo.

    Imola nel cuore di tutti <3

  16. Sono pienamente d’accordo con te!

  17. Ciao, io non sono imolese, ma seguo da anni le gare automobilistiche a 360 gradi. Io sono venuto a Imola la domenica dopo aver passato il sabato a vedere le prove della Trento Bondone, valida per il Civm ed europeo salita e in entrambi i luoghi ho visto gente appassionata veramente e sport vero, che purtroppo, ai piani alti è sempre più raro vedere.
    Riguardo all’articolo, in riferimento ai “ducetti”, noto che questa cosa a volte può capitre ai commisari e personale di servizio di qualsiasi gara, dalla pista ai rally, e secondo me non è giusto definirli così, perchè tentano pur sempre di tutelare un regolare svolgimento di tutta la giornata. Questi comportamenti a volte vengono fuori perchè succede che ci siano sempre , passatemi il termine, degli “imbecilli”, che , in questo caso, credono di essere superiori a qualsiasi cosa. Non voglio sembrare contradditorio, con quanto scritto all’inizio , ma su 10 persone c’è sempre 1 che si crede più furbo e inevitabilmente per evitare che succeda questo ogni comportamento che può sembrare strano, viene richiamato anche ai “più normali”.
    Infine, per quanto riguarda la struttura dell’autodromo, a mio avviso Imola è uno di quelli messi meglio in Italia, poichè se vogliamo fare un esempio, Monza quando piove, diventa uno schifo come servizi…