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Pagelle dal Nurburgring: Hamilton 10, Vettel 4!


Lewis Hamilton, primo al Nurburgring

Lewis Hamilton, primo al Nurburgring

Il Gran Premio di Germania ha regalato un superlativo Lewis Hamilton, al suo secondo centro stagionale.

Menzione speciale questa volta per Adrian Sutil, sesto sotto la bandiera a scacchi, con una Force India forse non ancora all’altezza di Mercedes e Renault.

Vota quattro invece per Sebastian Vettel, come la sua posizione al traguardo!

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Sebastian Vettel: 4
Dimentichiamo per un attimo le prime 9 gare della stagione e facciamo finta che il Nurburgring sia la sede del primo GP del 2011. Avremmo il fresco campione del mondo Sebastian Vettel autore di una qualifica discreta (terzo, battuto da Hamilton e soprattutto dal compagno di team). Al via vedremmo il campione del mondo sfilato da Alonso. In gara, senza l’ausilio del DRS, vedremmo Vettel nuovamente infilato (al primo affondo) dal ferrarista dopo che quest’ultimo era andato largo in una curva. Vedremmo un testacoda nel tentativo di seguire la Ferrari… una roba da far accapponare la pelle, che se la fanno Massa o Zio Schumi se ne chiede la crocifissione. Vedremmo Vettel superato da Felipe Massa (sì, Felipe Massa). Vedremmo Vettel, quinto, imbullonato per 40 giri agli scarichi della Ferrari del brasiliano, senza nemmeno una mossa per farsi vedere negli specchietti. Infine, il Vettel in questione concluderebbe al quarto posto, a 47 secondi (!!), solo grazie all’ultimo infelice pit del ferrarista. Si rimarrebbe quantomeno scandalizzati, si griderebbe a un titolo mondiale, il 2010, immeritato. Invece siamo alla decima gara e questo quarto posto, nella gara di casa, è il peggior risultato stagionale di Seb: e siamo qui a parlare di “amministrazione del grande vantaggio in classifica”. Non è una questione di macchina, perché Mr “nemmeno un giro in testa nel 2011” arriva a 10 secondi dal vincitore. Quindi? Boh… probabilmente aveva la pedaliera regolata su Webber e non arrivava ai pedali, non so che pensare. Per la cronaca, il disastroso Webber del GP d’Australia arrivò al traguardo quinto a 38 secondi. Seb vincerà il secondo mondiale, è gran pilota, tutto quello che volete, ma ieri è stato da 4.

Mark Webber: 7
Ottima la pole. Poi si chiede con che marcia partire e sceglie, arditamente, la terza. O forse gliela inseriscono col telecomando dai box, sperando che così Vettel lo passi subito. Invece il tedesco rimane dov’è e ne approfitta Hamilton e, poco ci manca, anche Alonso. Lotta per tutta la gara con Hamilton e Alonso senza sbavature, e abdica definitivamente nel finale quando monta le gomme dure. La nota positiva è che finalmente sfata il tabù del nessun giro in testa nel 2011, comandando la corsa tra il 17esimo e il 30esimo giro. Se riuscisse a sfruttare la pole, almeno una volta, probabilmente le sue gare prenderebbero un’altra piega, ma intanto tiene a galla la Red Bull in una domenica difficile.

Lewis Hamilton: 10
Gran gara, perennemente in modalità “attacco”, guida sopra le magagne della sua McLaren con una determinazione da applausi. Però è obbligatoria una riflessione sullo stato di salute della Mp 4/26. Lewis il venerdì si lamenta di una macchina disastrosa. Perché? A prima vista non ce ne sarebbe motivo: ritornati gli scarichi soffiati, tutt’al più potrà non sposarsi con la pista, ma da lì a piangere come fa lui (roba da rispondergli “progettala tu se sei capace”) ce ne passa. Arrivano le qualifiche e si piazza secondo a 5 centesimi dalla pole. A questo punto uno potrebbe pensare che fosse pretattica. Vai a vedere che combina Button e lo ritrovi a 1 secondo e 2 decimi. Ti guardi la gara e vedi Lewis in stato di grazia e Button, più in ombra del solito, costretto a fare la formichina e puntare su una tattica con una sosta in meno. Ah sì, Lewis si porta a casa anche il giro più veloce. Button non è un paracarro, ma volerlo elevare al livello di Hamilton è una follia. Ultima nota: la prossima volta che al venerdì si lamenta della macchina… non crediamogli subito. Almeno aspettiamo le qualifiche.

Jenson Button: 6
Forse la sua McLaren aveva ancora gli scarichi stile Silverstone, sta di fatto che stenta per tutto il weekend, si qualifica settimo e, per riuscire a cavare qualcosa, deve puntare sul suo stile di guida gentile con una sosta in meno. Considerato il “buco” di quasi 40 secondi tra Webber terzo e Vettel quarto magari sarebbe riuscito a finire in mezzo, ma la Mp 4/26 lo pianta al 36esimo giro per un problema idraulico.

Fernando Alonso: 8 e mezzo
Sul fatto che abbia disputato una gran gara non ci piove, ma probabilmente il primo a non essere soddisfatto del secondo posto, a giudicare dall’espressione, è proprio lui. Cosa gli si può rimproverare? La strategia nel finale, quella di tenere le gomme morbide per due giri in più, probabilmente era giusta. Già era dietro, se si fosse fermato il giro dopo difficilmente avrebbe guadagnato. Rimanere in pista per altri due giri è stato l’azzardo giusto, e pazienza se non ha pagato. Forse si poteva guadagnare qualcosa in uscita dalla seconda sosta, quando lo spagnolo è tornato in pista primo davanti a Hamilton ma è stato passato, all’esterno, subito alla seconda curva. Lì, il giro prima, Ham aveva tenuto dietro un arrembante Webber, allargando la traiettoria. Poteva Alonso fare lo stesso? Senz’altro, ma forse si è ricordato del “largo” al secondo giro, o forse non pensava che Hamilton ce l’avrebbe fatta. O magari, se anche avesse resistito, sarebbe stato infilato al tornante. La sensazione (di chi scrive) è che Fernando sia stato troppo corretto, che gli sia mancata quella cattiveria che, per assurdo, ha mostrato con Petrov nelle libere. Cattiveria che non fa mai difetto a Lewis. Forse il rammarico nasce da qui: poteva almeno tentare di complicare la vita all’inglese e non l’ha fatto. Per questo mezzo voto in meno.

Felipe Massa: 7 e mezzo
Mezzo voto in più di incoraggiamento. Dopo tante sberle e accuse di remissività in pista, domenica ha superato Vettel e l’ha tenuto dietro per 40 giri, anche a ruote fumanti ma sempre correttamente. Non si può poi tacere la resistenza su Webber. La quarta piazza gli spettava di diritto e, considerato il problema al pit a Valencia due GP fa, poteva ben ritenere esaurito il conto con la cattiva sorte. Macchè! La sua faccia triste nel dopo gara dice “e io cos’altro potevo fare? Niente”. Ecco… niente… è la verità? Oppure bisogna considerare anche i quasi 52 secondi di distacco da Hamilton e i 12 giri che ha impiegato per passare Rosberg (quando, per fare un paragone, Button a Valencia ne impiegò 6)? Impossibile mettere tutti d’accordo. La Mercedes, a detta di tutti, ha una gran velocità di punta: in qualifica Schumi e Nico fanno primo e secondo, ma Massa è terzo. La Mercedes distrugge le gomme, ma perché questo avvenga ci vuole qualche giro, e forse il freddo del Nurburgring ha aiutato Nico a preservare le gomme. Chi scrive è dell’idea che Massa non è all’altezza di un team che vuole lottare per il mondiale costruttori… e questo non è il caso della Ferrari 2011. Tuttavia, questo Massa, potrebbe bastare per arrivare secondi (specie se Button, come negli ultimi due GP, si ritira): la Ferrari al momento è a 51 punti dalla McLaren. Considerato che Vettel ieri ha beccato 40 secondi da Webber, per oggi chiudiamo un occhio sul gap. In ogni caso, sarebbe auspicabile rivederlo al livello della Cina, o al massimo entro i 20 secondi da Alonso.

Michael Schumacher: 7
Peccato per il testacoda, che alla fine risulta anche poco importante nell’economia della sua gara. Giunge ottavo, doppiato, a 9.9 secondi da Rosberg, doppiato anch’esso. Tallonare il compagno di team, almeno nella classifica finale, non è una cosa che gli riesca spesso, anche perché di solito distrugge il musetto contro qualcuno e deve fare una sosta in più. Al Nurburgring risparmia gli avversari e fa tutto da solo, emulando il connazionale Vettel. Riemerge dal suo errore superando Alguersuari e Petrov. Tutto sommato l’aria di casa gli ha fatto bene. Tutto sommato un disastro per il team Mercedes, doppiato nel GP di casa.

Nico Rosberg: 7 e mezzo
Settimo e primo dei doppiati, a un giro (sigh!) dal sesto, ossia Adrian Sutil su Force India. Ormai è specializzato nel superare, al via, piloti su macchine più quotate della sua Mercedes, complicando la vita al malcapitato di turno. Al Nurburgring è la volta di Massa, che resta accodato per 12 giri prima di trovare un varco alla curva 1. Al giro 24 Schumi, che lo segue come un’ombra, si toglie dagli specchietti andando in testacoda. Da lì alla fine c’è solo da annotare il duello con Button, in cui l’inglese ha la meglio salvo ritirarsi il giro dopo. Mezzo voto più di Schumi per la qualifica (sesto contro decimo) e per non aver commesso errori, al contrario del compagno di squadra. Urge ribadire: i piloti si salvano, ma il Nurburgring è stato un disastro per il team Mercedes, doppiato nel GP di casa.

MENZIONE SPECIALE
Adrian Sutil: 9
. Gianfranco Mazzoni l’aveva tirata a Paul di Resta, durante le qualifiche: “Grandissima prestazione di Paul Di Resta che risale fino all’ottavo posto. Il pilota inglese si conferma più veloce del suo compagno di squadra Adrian Sutil, al momento 13esimo e quasi fuori dalla Q2. Di Resta ha già battuto per 7 volte finora in qualifica in questa stagione il suo compagno di squadra Sutil”. Tanto tuonò che piovve: Sutil passava in Q3 e di Resta rimaneva invischiato in Q2. L’anatema si rivelava bello potente, perché il suo effetto permaneva anche in gara: di Resta impegnato a risalire dopo un contatto con Heidfeld al via mentre Sutil, parole sue al termine della gara, così riassumeva la sua prestazione: “Abbiamo avuto una grande macchina per tutto il weekend e tutto è andato in maniera semplicemente perfetta”. Due soste, il buon Adrian conclude sesto a 30 secondi da Massa ma davanti alle due Mercedes: un successone!

Pagelle di: Filippo Ronchetti

 

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2 Commenti

  1. <Dimentichiamo per un attimo le prime 9 gare della stagione e facciamo finta che il Nurburgring sia la sede del primo GP del 2011< no si puo, mi spiace! Sebastian Vettel è e Rimane il 1 il Classifica Piloti.
    anche quando sbaglia per ora.

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