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Silverstone e il profumo di storia del motorsport

Froilán González, autore della prima vittoria Ferrari in F1 nel 1951 sul circuito di Silverstone

Froilán González, autore della prima vittoria Ferrari in F1 nel 1951 sul circuito di Silverstone

Il Gran Premio di Gran Bretagna è uno degli appuntamenti classici del mondiale di Formula 1: insieme al GP di Italia, è l’unico ad essere stato sempre presente in calendario. Proprio a Silverstone, nel 1950, si disputò la prima gara della storia del Circus: a vincere fu Nino Farina su Alfa Romeo. Un anno dopo, sempre a Silverstone, la Ferrari ottenne la prima vittoria in Formula 1, con al volante l’argentino Froilan Gonzales: da allora per la scuderia di Maranello sono seguiti altri 214 successi, con 15 titoli piloti e 16 costruttori.

Negli anni successivi, al circuito di Silverstone (su cui si sono disputate 44 edizioni sulle 61 totali) si sono alternati quello di Aintree (per un totale di 5 gare) e Brands Hatch (12 edizioni tra il 1974 e il 1986). A trionfare al GP di Gran Bretagna sono stati spesso i piloti e i team di casa. Un esempio è il cammino di Jim Clark e della Lotus, capaci di ottenere 5 successi tra il 1962 e il 1967, di cui 4 consecutivi dal 1962 al 1965. Il team di Colin Chapman conta altre 3 vittorie, con Siffert, Rindt e Fittipaldi. Non è stata da meno la McLaren, che negli anni ’80 conquistò 6 vittorie, di cui 2 con Alain Prost. Il francese, insieme proprio a Clark, è il recordman di successi in terra britannica (5, appunto), grazie anche alle vittorie del 1983 con la Renault, del 1990 con la Ferrari e del 1993 con la Williams.

A contrastare i successi McLaren (a cui vanno aggiunte 3 vittorie ottenute negli anni ’70 con Revson nel 1973, Fittipaldi nel 1975 e Hunt nel 1977) fu la progressiva ascesa della Williams, che proprio a Silverstone, nel 1979, ottenne la sua prima vittoria in Formula 1 con Clay Ragazzoni. In seguito il team di Sir Frank si impose nel 1980 con Jones, e poi 2 volte di seguito (1986 – 1987) con Nigel Mansell, prima di avviarsi verso la splendida cavalcata degli anni ’90: 6 vittorie tra il 1991 e il 1992, con Mansell (2), Prost, Hill e Jacques Villeneuve (2). L’unica battuta d’arresto fu nel 1995, quando a sorpresa vinse Johnny Herbert grazie alla collisione tra Michael Schumacher e Damon Hill, costata il ritiro ad entrambi. Il primato dei successi appartiene però alla Ferrari: 15 vittorie, contro le 14 della McLaren.

Dei piloti in attività, il record di successi spetta a Michael Schumacher: 3 vittorie, nel 1998, 2002 e 2004. Proprio al GP di Gran Bretagna sono però legati alcuni tra gli episodi più controversi e spiacevoli per il campione tedesco. Nel 1994 Schumacher fu infatti squalificato con la bandiera nera per non essere rientrato a scontare ai box una penalità per i sorpassi a Damon Hill nel giro di ricognizione. Il primo successo, quello del 1998, fu invece conquistato dopo un gran duello sul bagnato col rivale Mika Hakkinen. L’arrivo, però, fu segnato da un giallo: a Schumacher fu assegnata uno stop-and-go di 10 secondi, ma la comunicazione arrivò troppo tardi. In Ferrari decisero quindi di far rientrare il pilota all’ultimo giro, ma di fatto il tedesco tagliò la linea del traguardo prima di poter scontare la penalità. L’anno seguente, sempre a Silverstone, Schumacher fu protagonista del peggior incidente della sua carriera, finendo dritto alla Stowe: l’infortunio lo costrinse a saltare 6 GP.

Degli altri piloti in attività, vantano un successo al GP di Gran Bretagna Barrichello (vincitore nel 2003), Alonso (2006), Raikkonen (2007), Hamilton (2008), Vettel (2009) e Webber (2010).

Il trionfo di Hamilton è stato sicuramente uno dei più emozionanti degli ultimi anni: in quell’occasione, infatti, il meteo variabile offrì una gara ricca di colpi di scena. Già al via, Lewis fu protagonista di una toccata (senza conseguenze) col compagno di team Kovalainen, che a sorpresa era in pole. In seguito, vari piloti finirono per eliminarsi o condizionare la propria gara con errori. Webber, a sorpresa in prima fila (nel 2008 per la Red Bull era un’eccezione e non la regola) si girò subito perdendo posizioni, come pure Massa che poi proseguì con altri 4 testacoda in una delle sue peggiori gare in Formula 1. Sempre nelle fasi iniziali, finirono nella sabbia anche Coulthard (con l’altra Red Bull) e Vettel (ancora in Toro Rosso), alla stessa curva. Fu poi il turno di Kubica e Button, entrambi costretti al ritiro. Uno dei protagonisti in positivo fu invece Barrichello, che grazie all’intelligente scelta del momento in cui montare le rain, portò la Honda sul podio. L’unico praticamente perfetto per tutta la gara fu invece Hamilton, che, a dimostrazione della sua superiorità sul bagnato, rifilò un giro a tutti i principali rivali: a salvarsi furono solo Heidfeld e Barrichello, che
divisero il podio con Lewis.

In termini di colpi di scena, però, non si può certo dimenticare l’edizione del 2003: durante la gara un sacerdote irlandese invase la pista nel tratto dell’Hangar Straight sventolando 2 cartelloni che inneggiavano alla Bibbia. La direzione di gara fu costretta a far entrare la safety car, con conseguente caos in corsia box. Ne approfittò Da Matta che riuscì a percorrere diversi giri in testa. A vincere fu però Barrichello, partito in pole e autore di una splendida gara, con tanto di sorpasso decisivo per il primo posto ai danni di Raikkonen.

L’edizione dello scorso anno invece è rimasta famosa più per gli episodi polemici. Da un lato la Ferrari, dopo il fattaccio di Valencia, si vide applicare alla lettera il regolamento, per il sorpasso di Alonso su Kubica, con taglio della chicane da parte dello spagnolo. Dall’altra Webber, approfittando di una migliore partenza e di un episodio sfortunato del compagno di squadra Vettel (contatto con Hamilton e foratura alla prima curva per il tedesco) ottenne un successo di forza, ma subito dopo il traguardo non fu tenero col suo team: “Non male per un numero 2” furono le sue parole via radio nel giro d’onore, in riferimento ad un presunto sgarbo della Red Bull in merito ad un elemento aerodinamico nuovo montato sulla vettura di Vettel.

L’edizione di quest’anno porta al momento molti dubbi e poche certezze. L’incognita meteo potrebbe condizionare il week end (anche se sembra probabile più per le prove che per la gara), mentre c’è attesa per scoprire se e quanto il divieto FIA sui diffusori soffiati potrà rimescolare i valori in campo. In Red Bull, Newey non è andato troppo per il sottile, lamentandosi per un cambio di regolamento penalizzante per il suo team. Vettel ha mantenuto un atteggiamento prudente, ricordando come non si debba dare nulla per scontato. Webber invece si è dichiarato convinto che il suo team sarà ancora competitivo. Resta il dubbio ovviamente anche in merito alle prestazioni degli altri team. Le prime risposte arriveranno (forse) con le prove libere del venerdì.

Scritto da: Vittorio Dell’Oste

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4 Commenti

  1. Eh si, ricordo anche io i commenti di Webber nel 2010

  2. Quì
    http://it.wikipedia.org/wiki/Circuito_di_Silverstone
    si può vedere bene come è cambiato Silverstone nel corso degli anni e se
    ha un senzo paragonare il Gp del passato con quelli attuali.

    • Non erano paragoni, ma solo ricordi :)

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