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Finita la stagione europea, la F1 riparte da Singapore

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Cinque Campioni del Mondo nelle prime cinque posizioni: è questa la “cartolina” finale del GP d’Italia. Tra Sebastian Vettel e Michael Schumacher sono passati sul traguardo 12 titoli iridati (quasi 13…) in poco più di 30 secondi. Basterebbe questo per rendere storica la gara disputata domenica a Monza. E invece lo spettacolo non è mancato quasi mai nei 53 giri della corsa, regalando duelli, sorpassi, conferme e sorprese.

L’unica cosa apparentemente scontata è stato il nome del pilota vincitore: Sebastian Vettel ha conquistato il suo 8° successo stagionale. Ma stavolta i suoi detrattori hanno (o avrebbero) dovuto ricredersi sul suo valore, spesso sminuito dalle gare in solitaria degli ultimi 2 anni. Il tedesco al sabato ha conquistato la pole position con un distacco imbarazzante sulla concorrenza (e con un assetto, parole sue, studiato per la corsa), mentre via radio il suo ingegnere gli diceva di cercarsi una scia per compensare l’ormai solita mancanza di Kers. La domenica ha vinto alla sua maniera, facendo il vuoto appena ha avuto pista libera. In mezzo, ha piazzato un sorpasso da urlo su Alonso, tenendo giù il piede alla Curva Grande con 2 ruote sull’erba, oltre ad aver dato spettacolo già in prova con un grande controllo in controsterzo alla Ascari. Dopo Spa, Vettel firma anche Monza (per la seconda volta, dopo il capolavoro del 2008) nonostante le menate (e le gufate…) della stampa, prima sul camber (in Belgio), poi sulle marce corte (in Italia) e la pista non adatta alla Red Bull (in entrambi i GP). Era da 7 anni (dal 2004, casualmente ultima stagione dominata in lungo e in largo da un pilota, allora Schumacher) che non si registrava un record di 8 vittorie stagionali: solo Alonso e Raikkonen nel 2005 e ancora Alonso e Schumacher nel 2006 erano arrivati a 7. Adesso Vettel può diventare il secondo pilota nella storia a raggiungere la doppia cifra nelle vittorie stagionali: finora c’è riuscito solo Michael Schumacher, nel 2002 (11 successi) e nel 2004 (13). Intanto, Seb è anche diventato il secondo pilota capace di andare in doppia cifra nelle pole position per 2 anni di fila: un’impresa raggiunta per la prima volta da Senna con l’incredibile striscia di 26 partenze al palo egualmente ripartite tra il 1988 e il 1989 (il brasiliano centrò altre 10 pole anche nel 1990). Vettel potrebbe addirittura ambire al primato stagionale di pole position detenuto da Nigel Mansel (14 su 16 GP nel 1992). Intanto giusto per aggiornare le statistiche, il biondino di Heppenheim ha toccato quota 25 pole position (su 75 GP: una ogni 3!) superando in un solo colpo Piquet e Lauda e portandosi all’8° posto assoluto. Nelle vittorie ha raggiunto Kimi Raikkonen a quota 18.

Non sono da meno le statistiche della Red Bull, ovviamente. Il team anglo-austriaco ha raggiunto una squadra storica come la Tyrrel a quota 23 vittorie. Per quanto riguarda le pole position, quella di Monza è stata la numero 13 su 13 GP del Mondiale 2011: considerando che sulla carta le piste difficili per la RB7 dovevano essere Spa e Monza, c’è davvero la possibilità di uno storico en-plein. Sono inoltre 14 pole position consecutive da Abu Dhabi 2010 (solo la Williams tra il 1992 e il 1993 e la McLaren tra il 1988 e il 1989 hanno fatto di meglio), le prime file ininterrotte sono addirittura 18.

Un altro protagonista assoluto del GP d’Italia è stato sicuramente Jenson Button. Il “paracarro” più veloce del mondo si è confermato il pilota più in forma del momento, dimostrando non solo grande intelligenza e visione di gara (che gli vengono riconosciuti da tutti) ma anche freddezza nei duelli corpo a corpo. Dopo la grande rimonta di Spa, l’inglese ha conquistato un ottimo secondo posto dopo essersi liberato in poche curve di due ossi duri (durissimi…) come il compagno di team Hamilton e Michael Schumacher, per poi andare a riprendere Alonso e superare lo spagnolo con una facilità disarmante in uscita dalla Prima Variante. Senza gli inconvenienti tecnici che lo hanno frenato a Silverstone e al Nurburgring, probabilmente adesso sarebbe lui il primo degli “umani”.

Sul terzo gradino del podio è salito Fernando Alonso. Sulla pista di casa, la Ferrari ha sicuramente deluso e i propositi di vittoria sono svaniti già dopo il primo turno di libere. Ma lo spagnolo si è preso la soddisfazione di essere stato l’unico pilota escluso Vettel a condurre qualche giro, grazie anche ad uno spunto eccellente allo start che lo ha portato dalla quarta posizione alla prima. Alonso ha conquistato il 70° podio della sua carriera, mentre la Ferrari in questa graduatoria ha toccato quota 650.

Ai piedi del podio ha chiuso Lewis Hamilton, dopo aver lottato per quasi 20 giri nel tentativo di superare Michael Schumacher. L’inglese, dopo i “botti” di Spa, stavolta è stato più attento nel duello, ma alla fine il tempo perso gli è costato un probabile podio. Gli rimane comunque la soddisfazione del giro veloce, il numero 11 in carriera (tanti quanti Webber e Surtees).

Tutt’altro risalto ha invece avuto il quinto posto di Michael Schumacher. Perché il Kaiser ha dimostrato di essere ancora lo stesso fenomeno della prima carriera, l’unica differenza è una macchina non all’altezza (lo stesso discorso che vale anche per tanti altri colleghi). Due settimane dopo la splendida rimonta di Spa, il tedesco si è reso protagonista di una splendida partenza e, dopo l’uscita della safety car, di un bel sorpasso su Hamilton (sfruttando anche le velocità massime della Mercedes). A quel punto è cominciato un appassionante duello con l’inglese, in cui si è rivisto realmente lo Schumacher dei tempi d’oro (quello, per intenderci, che non concederebbe un centimetro di spazio neanche ai figli in una gara su macchine a pedali). Poi è arrivata la comunicazione che la FIA stava osservando il duello e in particolare alcuni cambi di traiettoria.

Al sesto posto ha chiuso Felipe Massa: il brasiliano è stato tamponato da Webber ed è stato costretto ad un gara di rimonta. Tuttavia il podio manca ormai addirittura da Corea 2010, e nel 2011 Massa non è mai andato oltre il quinto posto. Il giovane pilota spagnolo Alguersuari ha ottenuto il miglior piazzamento in carriera (7°), con lui conquistato punti anche il compagno di squadra in Toro Rosso Buemi. Nei primi dieci hanno chiuso anche DiResta e, per la prima volta in carriera (alla seconda gara su una macchina decente) Bruno Senna (o Lalli che dir si voglia), a quasi 18 anni dall’ultimo arrivo dello zio di cui porta l’ingombrante cognome.

Gara da dimenticare invece per Mark Webber: nonostante una Red Bull in forma, l’australiano già in prova non è riuscito a replicare le prestazioni di Vettel in prova, ottenendo solo il quinto tempo. In gara ha rovinato tutto tamponando Massa, rovinando la gara del brasiliano e anche la sua. Alla Parabolica si è presentato con l’ala anteriore incastrata sotto la vettura ed è stato costretto al ritiro, il primo per lui nel 2011: Webber ha anche perso (almeno per ora) la seconda piazza nel Mondiale.

Dopo la fine della stagione europea, la F1 riparte il 25 settembre da Singapore. Il circuito asiatico è uno degli impianti di nuovissima generazione, ed è presente in calendario dal 2008, quando fu il primo GP disputato in notturna.

La prima edizione è stata quella più famosa e discussa. In prova e in gara la lotta per le prime posizioni sembrava un affare tra Massa, Hamilton e Raikkonen (nell’ordine), invece al 15° giro avvenne un episodio controverso: Piquet perse il controllo della sua Renault finendo a muro e causando l’ingresso della safety car. L’anno successivo si sarebbe scoperto che la manovra era stata effettuata volontariamente per favorire l’allora compagno di team del brasiliano, Fernando Alonso. Lo spagnolo infatti, unico in pista, aveva già effettuato la prima sosta e si trovò in testa alla corsa. Ai box, intanto, a causa dell’ingresso in contemporanea di tutte le vetture, non mancarono i colpi di scena. In particolare, in Ferrari Massa ripartì con ancora il tubo per il rifornimento attaccato alla sua F2008. Dopo essere rimasto fermo alla fine della pit lane per permettere ai meccanici di rimuoverlo, il brasiliano fu anche costretto ad uno stop & go per la situazione di pericolo creata, finendo poi in fondo al gruppo e disputando da lì in poi una gara anonima, senza riuscire a tentare il sorpasso neanche nei confronti di Fisichella su Force India. Non andò meglio a Raikkonen, che si ritirò a pochi giri dal traguardo a causa di un incidente. A vincere il GP fu quindi Alonso, che festeggiò la vittoria numero 20 e il podio numero 50 in carriera, davanti a Rosberg e ad Hamilton, con l’inglese capace di approfittare di una indecisione di Coulthard e di superarlo, portando a casa punti che si sarebbero rivelati decisivi per la vittoria del Campionato.

Nel 2009, a partire in pole fu Lewis Hamilton, che nelle prime fasi di gara rimase braccato da Rosberg e Vettel. Entrambi i piloti tedeschi furono poi puniti con un DT: Rosberg oltrepassò la linea di delimitazione della corsia box, mentre Vettel fu penalizzato per eccesso di velocità in pit lane. A salire sul podio furono quindi Hamilton (all’11° successo in carriera) davanti a Glock e Alonso. Da segnalare che un incidente pose fine all’incredibile striscia di 33 arrivi al traguardo consecutivi di Nick Heidfeld, sequenza che era iniziata al GP di Cina del 2007.

L’ultima edizione, quella dello scorso anno, ha invece registrato il primo Grand Chelem della carriera di Fernando Alonso: pole position, vittoria, giro più veloce e gara in testa dall’inizio alla fine. Un dominio simile non si registrava da 6 anni (Michael Schumacher al GP d’Ungheria 2004). A completare il podio, i due piloti della Red Bull, con Vettel davanti a Webber. L’australiano era stato protagonista di un incidente con Lewis Hamilton: nel tentativo di resistere al sorpasso all’esterno dell’inglese, i 2 erano arrivati al contatto. A rimetterci fu Hamilton, costretto al ritiro lasciando per strada anche una buona fetta di Mondiale.

Scritto da: Vittorio dell’Oste

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4 Commenti

  1. Nella home c’è scritto che Schumacher è arrivato 2°… magari!
    Cmq il gp di Singapore del 2008 fu una farsa

  2. Ho letto solo ora una cosa… Vettel aveva un assetto studiato per la corsa?!? Pazzesco

  3. prevista pioggia a Singapore!

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