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Gp d’Italia a Monza, gara storica per la Formula 1

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La Formula 1 si appresta a vivere l’ultimo week end europeo del calendario 2011. Prima di spostarsi in Asia e in Sud America, il circus si congeda dal Vecchio Continente con un altro appuntamento storico: dopo Spa, tocca a Monza, sede del GP d’Italia. Il circuito brianzolo è uno degli autodromi permanenti più antichi del mondo ed ha ospitato 61 edizioni iridate del GP Italia: sono nel 1980 la corsa si è svolta ad Imola.
Domenica si disputerà per la 62esima volta il GP d’Italia: insieme al GP di Gran Bretagna, sono gli unici appuntamenti sempre presenti nel calendario di Formula 1 sin dalla prima edizione del 1950.

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Il Gran Premio d’Italia ha rappresentato spesso un evento di eccezionale interesse sia per l’esito della pista (che in tante occasioni ha condizionato notevolmente gli esiti dei Campionati) che per i colpi di mercato (solitamente ufficializzati proprio durante il week end di Monza).

L’edizione di quest’anno in teoria dovrebbe risultare non troppo interessante da entrambi i punti di vista. In termini di mercato piloti, infatti, la situazione è praticamente chiusa. Il sedile più ambito, quello della Red Bull accanto a Vettel, è stato infatti affidato ancora una volta a Mark Webber. L’ufficialità è arrivata durante il week end del GP del Belgio. Nonostante da più parti fosse annunciata come una semplice formalità, Webber non si è lasciato sfuggire l’occasione per celebrare il rinnovo (e il compleanno) con un buon secondo posto e soprattutto con un magnifico sorpasso all’Eau Rouge su Alonso. Peccato però che alla fine Mark si sia dimenticato di invitare Vettel ai festeggiamenti, poiché dal tedesco non ha avuto nemmeno l’ombra di un regalo, almeno in pista…
La situazione in McLaren, salvo colpi di scena, dovrebbe rimanere invariata e manca quindi sono l’ufficialità, per cui i top team dovrebbero confermare le attuali formazioni. Qualcosa potrebbe muoversi tra le scuderie di “seconda fascia”, ma non è detto che ci siano annunci nel week end.

Per quanto riguarda il Campionato, invece, i giochi sono praticamente fatti, salvo cataclismi di proporzioni bibliche a rimescolare le carte. Il GP d’Italia, perciò, potrebbe offrire spunti di interesse differenti, anche a seconda dei protagonisti annunciati. Per la Ferrari, inutile negarlo, la gara di casa è l’ultima occasione per riscattare parzialmente una stagione deludente, a tratti fallimentare. La McLaren invece proverà finalmente a portare a casa il bottino pieno per evidenziare il proprio potenziale spesso rimasto inespresso o mostrato da un solo pilota alla volta (Monaco, Canada, Germania, Ungheria, Belgio). I 2 team storici faranno affidamento sulla natura del circuito di Monza che, in teoria, non dovrebbe adattarsi alle Red Bull. Il problema è che anche la pista di Spa doveva risultare parzialmente indigesta alle “lattine”, tanto che Webber aveva pronosticato corse in difesa per il suo team tra Belgio e Italia: poi tutti sanno come sono andate le cose sulle Ardenne. Per la Red Bull, quindi, il prossimo appuntamento sembra quasi un’ulteriore sfida ai propri limiti: dovessero imporsi anche a Monza, ci sarebbero tutti i presupposti per annoverare definitivamente la RB7 come una delle migliori macchine della storia della Formula 1, assieme alla Lotus79, alla McLaren Mp4/4, alle Ferrari F2002 e F2004, giusto per citarne alcune.

In passato, tuttavia, il GP d’Italia ha rivestito un ruolo fondamentale nella rincorsa alla corona iridata. Per 11 volte è risultato decisivo per l’attribuzione del Titolo Costruttori. Altrettante sono state le occasioni in cui a Monza è stato assegnato il Campionato Piloti, compreso il primo titolo del 1950 vinto da Giuseppe Farina.

Anche il Campionato del 1961 si decise a Monza, ma la conclusione fu drammatica: il leader del Mondiale, Wolfgang von Trips, perse la vita dopo essere rimasto coinvolto in un incidente con Jim Clark. La Ferrari del tedesco, volata in mezzo agli spettatori, causò la morte di altre 13 persone. Gli organizzatori decisero di non sospendere la gara, probabilmente per non intralciare le operazioni di soccorso, e lo statunitense Phil Hill, su Ferrari, si aggiudicò gara e titolo.

Tragicamente famosa è anche l’edizione del 1970: durante le qualifiche il pilota austriaco Jochen Rindt, leader del Mondiale con la Lotus, fu vittima di un incidente mortale alla Parabolica. Il GP d’Italia era l’occasione per Rindt di chiudere definitivamente il discorso iridato. La conferma matematica sarebbe poi arrivata quasi un mese dopo, al GP degli Stati Uniti: la prima vittoria di Emerson Fittipaldi (sempre su Lotus) segnò la fine della rincorsa di Jacky Ickx. Jochen Rindt è stato il primo (e finora è rimasto unico) Campione del Mondo postumo nella Storia della Formula 1.

Il rapporto tra Monza e la Morte non era però ancora concluso: solo 8 anni più tardi fu la volta di Ronnie Peterson. Lo svedese, accasatosi per il 1979 alla McLaren, era agli sgoccioli della sua esperienza in Lotus, e ormai ai ferri corti con Colin Chapman. Dopo aver distrutto la sua Lotus 79 nel warm up, gli fu affidata per la gara una vettura dell’anno precedente, una Lotus 78. La scuderia disponeva di un muletto del modello 79, assegnato a Mario Andretti che era la prima guida del team. Ma si dice che Chapman avesse voluto rinfacciare a Peterson il contratto già firmato con la McLaren. La gara, con il modello 78, non durò neppure un giro: poco dopo la partenza un incidente coinvolse Hunt, Patrese, Regazzoni, Brambilla e Peterson. Lo svedese morì la mattina successiva in ospedale. Proprio a Monza, nel 1976, aveva conquistato una delle sue più belle vittorie con la modesta March.

Ben diversi furono i sentimenti che accompagnarono l’edizione successiva del GP d’Italia: nel 1979 la Ferrari centrò una splendida doppietta, con Scheckter, primo, “scortato” da Villeneuve, e si aggiudicò il Campionato Costruttori, mentre il sudafricano si laureò Campione del Mondo tra i piloti. In pochi allora si sarebbe aspettati che quell’iride sarebbe rimasto l’unico per il Cavallino nei successivi 21 anni.

Nel 1988 il GP d’Italia si disputò poco meno di un mese dopo la scomparsa di Enzo Ferrari. Le speranze di vittoria per il team del Cavallino Rampante erano praticamente nulle, visto il dominio incontrastato delle McLaren MP4/4. E invece proprio a Monza, per l’unica volta nel campionato, la McLaren accusò un ritiro per causa tecnica con Prost. A tre giri dal termine, anche Senna concluse la sua gara a causa di un incredibile incidente in fase di doppiaggio: la Ferrari si trovò così a festeggiare un’inattesa doppietta, con Berger primo e Alboreto secondo.

Da quel giorno, per la Ferrari, oltre alla rincorsa per il Mondiale cominciò anche una rincorsa per tornare al successo nel GP di casa. Ci sarebbero voluti altri 8 anni, accompagnati spesso da cocenti delusioni. Come nel 1994, quando (con Schumacher squalificato) Alesì comandò la gara dopo essere scattato dalla pole position, ma fu costretto al ritiro per un problema al cambio in uscita dai box. Peggio ancora andò nel 1995, quando le Ferrari sembravano addirittura avviate verso una doppietta. Invece entrambe finirono ritirate, Berger a causa del braccetto della sospensione tranciato incredibilmente dalla telecamera staccatasi dalla vettura di Alesi, mentre Jean fu tradito da un cuscinetto a pochi giri dal traguardo. Sommando anche i ritiri di Hill e Schumacher (coinvolti in un incidente a causa di un errore dell’inglese) e di Coulthard (addirittura in testacoda nel giro di ricognizione, quindi riammesso al via dopo una nuova procedura e nuovamente ritirato) a vincere fu Johnny Herbert, baciato dalla fortuna in una gara ad eliminazione. La vittoria Ferrari tornò invece nel 1996, al primo tentativo di Schumacher in rosso.

Un’altra edizione storica fu quella del 1999. Dopo aver dominato in lungo e in largo la gara, Mika Hakkinen gettò letteralmente al vento la possibilità di chiudere definitivamente i conti in chiave mondiale girandosi alla Prima Variante e lasciando la vittoria al sorprendente Heinz Harald Frentzen su Jordan. Una volta sceso dall’abitacolo, Hakkinen si lasciò andare prima a un gesto di stizza, gettando i guanti dall’abitacolo, e quindi a un pianto dirotto. Nel 2000 fu invece Schumacher a mostrarsi in lacrime, durante la conferenza stampa, dopo aver vinto la gara e eguagliato Senna nel numero di vittorie: lo stress di un’estate difficile riuscì a sciogliere persino il tedesco di ghiaccio. Quella gara, tuttavia, rimase impressa anche per la tragica morte di Paolo Gislimberti, volontario della Cea sulla pista di Monza.

Memorabile fu poi il GP del 2006, pieno di emozioni ma anche di polemiche. In prova il leader della classifica, Fernando Alonso, subì una foratura in Q3. Rientrato ai box per cambiare gomme, riuscì comunque a qualificarsi quinto, pur con la vettura parzialmente danneggiata. Lo spagnolo fu tuttavia retrocesso di 5 posizioni per aver ostacolato Massa durante il giro lanciato del pilota brasiliano. In gara Alonso rimontò fino al 3° posto, prima di essere abbandonato dalla Renault col motore in fiamme. In testa alla gara, intanto, il poleman Raikkonen si era dovuto arrendere all’incedere di Michael Schumacher. Il tedesco tagliò per primo il traguardo, festeggiando la vittoria numero 90 in carriera. Prima e durante il podio, i gesti e le espressioni del pilota e del resto del team anticiparono ciò che un comunicato Ferrari avrebbe reso ufficiale da lì a qualche minuto: la scuderia di Maranello presentava la formazione piloti per il 2007, composta da Kimi Raikkonen e Felipe Massa, mentre Michael Schumacher annunciava il ritiro a fine stagione (poi smentito). Il podio rappresentò una sorta di passaggio di consegne tra i 2 fuoriclasse:

Nel 2008 Monza fu praticamente “allagata” per tutto il week end. La gara segnò l’esplosione del talento di Sebastian Vettel, capace nell’arco di 2 giorni di diventare il più giovane pilota ad aver ottenuto una pole position, un podio e una vittoria, e di regalare il successo ad un team – la Toro Rosso – abituato sia prima che dopo a correre in mezzo al gruppo. Il tutto in condizioni della pista tali da esaltare il vero talento del pilota.

Lo scorso anno, il GP d’Italia fu vinto da Fernando Alonso su Ferrari. Lo spagnolo, dopo aver siglato la pole, riuscì a rimediare al sorpasso subito da Button in partenza sopravanzando l’inglese durante i pit-stop. Grazie anche al clamoroso errore di Hamilton (ritirato già al primo giro dopo un tentativo azzardato di sorpasso su Massa alla Roggia) Alonso iniziò anche la sua rincorsa alla vetta della classifica iridata, spezzata poi nella decisiva gara di Abu Dhabi.

Tra pochi giorni, la parola passa alla pista.

Scritto da: Vittorio Dell’Oste

LE FOTO DA MONZA

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3 Commenti

  1. Nel 2009 ci fu l’ultima vittoria (per ora!!! :P ) di Barrichello!

    • Si lo so, ma ci sono tantissime edizioni storiche :) sarà per la prossima!

  2. Spero che Vettel riesca a bissare la stratosferica vittoria del 2008!