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Il prezzo dello spettacolo in una F1 dopata di sorpassi

Foto: activepictures.cz/jiri krenek

Foto: activepictures.cz/jiri krenek

Lo spettacolo prima di tutto. È il nuovo diktat imperante oggi nelle competizioni. Ma attenzione, i demoni tramano alle spalle: così si rischiano pericolose degenerazioni. Anche letali. Dove andremo a finire? Dalla tragedia di Greg Moore alla Formula 1 dopata di sorpassi…

LA STUCCHEVOLE CONTA DEI SORPASSI
Overdose di “spettacolo”? Il mondo delle competizioni è ad un bivio: da una parte la salvezza, dall’altra l’autodistruzione. E, a quanto pare, sembra che il motorismo abbia imboccato quest’ultima strada. I sintomi di questa autodistruzione sono molteplici e concatenati, riconducibili essenzialmente a tre fattori: contenimento dei costi, assillante controllo delle prestazioni, ricerca ossessiva del cosiddetto “spettacolo”.

Appunto, lo “spettacolo”. Da qualche annetto, le competizioni (Formula 1 inclusa) sono ossessionate dallo “spettacolo”. Si è addirittura giunti a valutare la bontà di una categoria e di un qualsivoglia campionato mediante il solo parametro dello “spettacolo”, omettendo sempre più la componente tecnica ed umana. Di questo passo, anno dopo anno, le corse si sono trasformate o si stanno trasformando in circhi itineranti, basati su un’idea di “spettacolo” cafona, manipolata, ingozzata, artificiosa, goffamente studiata a tavolino. Una deriva pericolosa. Oggi, ahinoi, importa sempre meno del confronto tecnico: “motori e vetture tutte uguali, brutte e goffe, regolamenti strampalati? Ma che mi frega, basta che vedo lotta in pista!”, pensano in molti tra pubblico, giornalisti e vari addetti ai lavori. Tutta apparenza e poca, pochissima sostanza.

Le degenerazioni, pertanto, non tardano ad arrivare. Il solo metro di giudizio è divenuto lo “spettacolo”, inteso come numero di sorpassi. Dispiace, allora, constatare come anche AutoSprint sia caduto in questo rozzo tranello. AutoSprint N. 32-33, 9-22 agosto 2011, “Sorpassi, quest’anno supereremo quota mille!”, articolo a firma di Alberto Antonini con le statistiche di Michele Merlino. Ecco, leggere articoli simili fa tanta tristezza. Giudicare il valore e la “spettacolarità” della Formula 1 attuale mediante una nauseante conta dei sorpassi ci pare mossa alquanto opinabile. Insomma, un metro di valutazione puramente quantitativo piuttosto che qualitativo. Un GP può traboccare di sorpassi: 50, 80 sorpassi! Ma se questi sono soprattutto il frutto del caos, di pit-stop obbligatori a ripetizione, di vetture “monomarca” e congelate, di ali mobili (o immobili…), di sedicenti KERS e di chissà quali altre diavolerie artificiali, il gesto stesso del sorpasso viene sminuito, ridotto a mero numero, a mera statistica. A questo punto, meglio una gara soporifera (mettiamocelo in testa, lo sport è anche questo, signori!) ma regolare e non falsata da artifici e incantesimi che una gara fintamente movimentata da lotte e situazioni di caos studiate a tavolino.

AIUTI AI PILOTI? NO GRAZIE!
Prendiamo ad esempio i primi 17 giri del GP d’Italia a Monza appena disputato. 17 giri molto belli, fantastici duelli, un sorpasso-capolavoro di Vettel su Alonso, una intensa sfida tra un ritrovato Schumacher ed un Hamilton mai arrendevole, entrambi beffati da un ineccepibile Button. Ebbene, 17 giri che, allo stesso tempo, hanno mostrato tutti i limiti di regolamenti tecnici e sportivi fatti, sulla carta, ad uso e consumo di uno “spettacolo” finto e artefatto. Il KERS (ma non è una novità) si rivela una fregatura (Vettel ha fatto la pole col KERS fuori uso e in gara il contributo dell’aggeggio è nullo…), l’ala mobile è un’altra presa in giro mal regolamentata (bisogna attendere 2 giri, che la vettura sia a meno di un secondo e bla, bla, bla… che pasticcio!) e pure non meritocratica (Hamilton, che poteva usare l’ala mobile, è diventato vecchio dietro Schumi che, al contrario, non poteva azionarla perché stava davanti…!). Anzi, la prodigiosa ala mobile si rivela inutile ai fini dei sorpassi: ne abbiamo visti di più senza l’ausilio del miracoloso congegno! In ultimo, quello di Vettel su Alonso: un sorpasso da leccarsi i baffi, tutto merito della bravura del campione tedesco della Red Bull…alla faccia dell’ala mobile!

17 giri che, senza la mannaia dei cambi gomma obbligatori, si sarebbero evoluti diversamente: forse, avremmo assistito a rimonte, sicuramente all’usura naturale degli pneumatici, forse a cambi gomme d’urgenza (e non obbligatori!), probabilmente ad altri duelli generati dall’evolversi naturale dei giri. Chissà, probabilmente avremmo assistito ad una gara d’altri tempi, coi piloti in continua lotta con la propria vettura, ormai allo stremo delle forze. E invece, da quando è iniziato il balletto dei pit-stop, il GP si è inesorabilmente spento, liquefatto, disgregato, inquinato da situazioni artificiali.

In questo senso, il fattore tecnico-sportivo viene stravolto e violentato a piacimento dai legislatori, al solo scopo di proporre al pubblico meno esigente uno “show” tutt’altro che lineare, spesso nemmeno meritocratico e che all’atto pratico si rivela adulterato, contraffatto. Uno “show”, pertanto, ad uso e consumo delle cosiddette “esigenze televisive”: un reality show alla Grande Fratello, ossia il finto per eccellenza, in cui deve accadere qualcosa per forza.

Ed ecco, allora, il proliferare di mezzi e mezzucci atti ad “accrescere lo spettacolo e l’appeal del prodotto”, usando la altrettanto artefatta terminologia di marketing. Lo scempio prende il sopravvento: KERS (che non funziona…!), ala posteriore mobile (che non aiuta a facilitare i sorpassi! Ah, chi è davanti non può azionarla, ossia non può difendersi… alla faccia della lotta alla pari!), pneumatici soft più morbidi dello stracchino e hard teneri come la mozzarella, una sequela di pit-stop per soli cambi gomme manco fosse una gara di 24 ore, abuso di Safety Car anche quando non ci sarebbe bisogno (brutta abitudine copiata dagli americani, ne riparleremo…) e via di questo passo.

La FIA ed Ecclestone non hanno ancora capito un concetto molto semplice: i piloti, per effettuare sorpassi, non hanno bisogno di alcun marchingegno. Non hanno bisogno di KERS e di ali mobili. E lo dimostrano ad ogni GP: l’ala mobile non serve a nulla, per non parlare del KERS. Abbiamo visto monoposto non guadagnare uno straccio di centimetro (anzi, molte si allontanavano!): e anche a Spa e Monza, due tracciati veloci, la storia non è cambiata. E quando i piloti hanno superato, è stato tutto merito delle proprie capacità. Suvvia, ma la FIA pensa di comandare una classe di bambini? Molti piloti F1 saranno pure viziati e capricciosi, ma non sono dei brocchi incapaci! Accidenti, Alonso, Hamilton, Button, Schumacher, Vettel, Webber, Kobayashi e soci sanno guidare alla grandissima!

LA TRAGEDIA DI GREG MOORE E LA FOLLIA DELL’HANDFORD DEVICE
Ma il prezzo dello “spettacolo” può recapitare senza avviso e accompagnato da un ghigno un conto ben più salato di gare inutilmente caotiche come quelle della Formula 1. Il prezzo dello “spettacolo” può spezzare delle vite umane. Quella che vi stiamo per raccontare più che una tragica storia di corse è un insegnamento, un monito, un avviso. Una cruda testimonianza di quanto anche il controllo ossessivo delle prestazioni e la ricerca assillante e continua dello “show” sempre e comunque possano produrre conseguenze nefaste e incontrollabili.

Figura 1

Figura 1

Sul finire degli Anni 90, la CART (Championship Auto Racing Teams) viveva il suo ultimo momento di autentico splendore, che si protrarrà sino ai primi Anni 2000, nonostante la perdita della Indy 500: fantastiche monoposto, ottimi piloti, un valido confronto tecnico, gare sempre incerte e spettacolari tanto sui tracciati stradali e cittadini quanto sugli “ovali”. Ma ciò non era sufficiente ai vertici della CART. Questa decise di perseguire due obiettivi: porre un freno alle sempre più crescenti prestazioni delle monoposto Turbo (in particolare, sui superspeedway, ove toccavano velocità medie sul giro di oltre 380 Km/h), accrescere lo spettacolo ravvicinando la lotta in pista. Per ottenere ciò, la CART incaricò il Dr. Mark Handford, aerodinamico, di realizzare un singolare dispositivo: nasceva l’Handford Device (Figura 1 e 2). L’Handford Device era un’ala posteriore molto particolare, dalla fattura intuitiva: una appendice verticale che scorreva lungo tutta la larghezza dell’alettone collegava posteriormente le due paratie laterali verticali dell’ala stessa. Suddetta appendice si estendeva verticalmente a partire dal bordo d’uscita del profilo alare, peraltro già provvisto di aletta Nolder. Lo scopo dell’introduzione dell’Handford Device era duplice. Anzitutto, diminuire la deportanza prodotta dall’ala posteriore (nell’intradosso, area in cui normalmente regna depressione, la pressione era invece piuttosto alta), allo stesso tempo incrementare la resistenza aerodinamica mediante la già citata appendice, la quale fungeva da “muro”, da sorta di aerofreno. Nelle intenzioni della CART, le velocità di punta dovevano diminuire drasticamente.

Figura 2

Figura 2

Il secondo fine era movimentare ancor di più gare di per sé già molto spettacolari. In sostanza, la CART voleva che il gruppo delle monoposto rimanesse il più compatto possibile nell’arco delle oltre 2-3 ore di gara, evitando che qualche pilota più veloce potesse scappare via e prendere il largo. Il ruolo delle scie diventava primario. Ma l’Handford Device nascondeva insidie ed effetti deleteri non presi in considerazione dalla CART. Tale dispositivo, infatti, generava un effetto scia che più subdolo non poteva essere: in sostanza, l’enorme e “convulsa” perturbazione instauratasi a valle dell’alettone grazie all’Handford Device risultò essere una lama a doppio taglio. Le vetture in scia, infatti, sovente lamentavano improvvise e repentine perdite totali di carico aerodinamico: la deportanza si annullava, l’ala anteriore (che sui superspeedway è ridotta all’osso, all’epoca era anche orientata a V invertita e/o a freccia invertita) andava in stallo, le vetture diventavano praticamente ingovernabili. La vettura scappava via, inesorabilmente. Del resto, l’effetto scia è, come noto, buono e cattivo allo stesso tempo. Se l’aerodinamica è ben concepita, l’effetto dannoso della scia può essere trascurabile. Anzi, sfruttarla può rivelarsi determinante, specie su comuni tracciati stradali. Ma quando la scia diventa critica, è meglio non indugiarvi troppo.

Figura 3

Figura 3

La CART aveva fatto i conti senza l’oste. L’Handford Device non venne mai testato a dovere prima dell’applicazione. Inoltre, le altissime velocità in gioco sui superspeedway e la già particolare configurazione aerodinamica per siffatti tracciati amplificavano gli effetti deleteri dell’Handford. A simili velocità, ogni variazione di carico aerodinamico poteva già, senza l’Handford, far correre un brivido lungo la schiena del pilota, il quale doveva gestire una vettura velocissima e dal carico aerodinamico apparentemente precario; con l’Hanford, la frittata era fatta. Le imbarcate che senza l’Handford potevano essere gestite e riprese dal pilota, con l’Handford diventavano irrecuperabili. E in condizioni di traffico, le difficoltà aumentavano a dismisura, poiché le scie andavano a sommarsi. In più, come se non bastasse, va considerato che una monoposto a ruote scoperte è più sensibile alla scia di una vettura a ruote coperte.

Ebbene, le prime applicazioni dell’Handford Device piacquero alla CART e, inizialmente, anche ai piloti. Nel 1998 iniziò la breve carriera del dispositivo in quel di Michigan. Gara ravvicinata, 62 cambi di leadership, un finale al cardiopalma e, ironia della sorte, Greg Moore vincitore all’ultimo giro su Zanardi e Vasser. Ma governare monoposto velocissime, dalla raffinatissima aerodinamica ma provviste di Handford Device non era semplice. E ci scappò il morto. Adrian Fernandez perdeva di colpo il controllo della propria vettura, impattava contro il muretto, una ruota schizzava via e oltrepassava le barriere. Tre spettatori morti: si chiamavano Kenneth Fox, Terry Tautkus, Sheryl Ann Laster.

I piloti, capito l’andazzo, divennero furibondi. Zanardi era una furia, ma la CART non cedeva. Anzi, minacciò Zanardi: “o la smetti di protestare, o ti porto in tribunale!”.

E si giunse al 1999. L’ultima gara in programma era la Marlboro 500 presented by Toyota, da disputarsi sul velocissimo California Speedway di Fontana. Era il 31 ottobre 1999. Dopo appena 4 giri, Richie Hearn perdeva il controllo della sua monoposto, andando a sbattere contro il muro interno. Dopo un regime di Caution di 6 giri, il restart. Greg Moore, stella canadese classe 1975, era nelle retrovie, intento a rimontare posizioni. Al 10° giro, nello stesso punto dove Hearn era uscito, Moore perdeva il controllo della sua bianco-azzurra Reynard 99i-Mercedes\Ilmor del Forsythe Racing. Il pilota canadese era in lotta con Fernandez e Barron, percorrendo la traiettoria più alta ed esterna. Sfiorò il muretto, un leggero contatto, poi, tra la curva 1 e 2, la vettura partiva per la tangente, improvvisamente. Stessa dinamica dell’uscita di Hearn. Moore viaggiava già ad oltre 320 Km/h, attraversò la pista, andandosi a schiantare contro il muretto interno, con l’abitacolo rivolto verso di esso. La Reynard si divise in tre tronconi, ma la cellula di sopravvivenza, muso compreso, rimase intatta. Il resto della vettura, disintegrato. Moore moriva sul colpo.

Ebbene, l’Handford Device venne impiegato solo 4 volte in due anni. Ma tanto bastò per mietere quattro vittime e parecchi incidenti. Probabilmente, con i tipici e normali alettoni da superspeedway, Greg Moore non sarebbe morto in quel di Fontana. I piloti attribuirono subito l’incidente all’Handford Device. Feroci condanne si levarono da piloti e team: su tutti, Morris Nunn, incavolato nero.

Chiaro, no? L’Handford Device avrebbe dovuto diminuire le prestazioni. L’obiettivo venne raggiunto a malapena: già, perché le monoposto CART continuarono comunque a viaggiare ad oltre 370-380 Km/h di media sugli “ovali” ultraveloci! Proprio nelle qualifiche di Fontana 1999, Scott Pruett completò le 2 miglia del tracciato in 31,030 secondi alla media (e sottolineo media) di 378.75 Km/h; Christian Fittipaldi staccò il miglior giro in gara (il 224 su 250 totali) alla media di 370.37 Km/h! L’Handford Device avrebbe dovuto favorire lo “spettacolo”. Sì, ma a quale prezzo?

NO ALLO SPETTACOLO PRECONFEZIONATO
La storia di Greg Moore e i drammatici eventi che sconvolgono la CART tra il 1998 ed il 1999 costituiscono insegnamenti a perenne memoria. Attenzione, giocare con la riduzione delle prestazioni e con la ricerca assillante dello spettacolo a tutti i costi può rivelarsi pericoloso, incontrollabile, fatale. Lo spettacolo è intrinseco al motorismo, concetto che in molti hanno ormai dimenticato. Non servono KERS, ali mobili, Handford Device, eccessivi effetti scia creati ad arte mediante dispositivi aerodinamici deleteri, cambi gomme obbligatori e pneumatici già stracciati dopo pochi giri, motori unici, Safety Car gettate in pista in modo malizioso, griglie invertite, pioggia artificiale e così via. Lasciamo che le corse si svolgano libere, genuinamente e naturalmente. Lasciamo che i sorpassi e la lotta siano esclusivamente frutto della bravura dei piloti, di regolari circostanze di gara e di sane, autentiche variabili tecniche, anche intelligentemente esasperate.

I sorpassi e la lotta in pista non vanno ingozzati. E fa sorridere il fatto che, proprio da quando le competizioni mirano alla “spettacolarità” a tutti i costi, le gare si siano imbruttite! Guardate la Formula 1. Dalla fine degli Anni 90, domina un imperativo: “spettacolo”, “sorpassi”. Eppure, per anni, nonostante mille ricette e stravolgimenti regolamentari da mal di testa, lo “spettacolo” non c’è mai stato. E oggi, il cosiddetto “spettacolo” è in gran parte caos, disordine, isteria collettiva da sorpasso. Alla fine di ogni GP c’è la conta dei sorpassi, prima dei GP telecronisti, giornalisti, piloti e addetti ai lavori fanno il punto sui sorpassi: ”su questo tracciato si può superare, alla fine del tale rettilineo si può superare…ecco, ecco, ha azionato l’ala mobile e anche il KERS…per superare!”. Ed anche i tracciati, oggi, vengono realizzati in base…ai sorpassi! Onestamente, non se ne può più.

Attenzione, la smania di “spettacolo” non reca alcun beneficio né aggiunge valore ad un qualsivoglia campionato. La CART era già bella, accattivante, intrinsecamente spettacolare. I piloti accettavano serenamente il rischio enorme ed imponderabile che monoposto al limite dei 400 Km/h potevano comportare ed effettivamente comportavano. Ma l’ingordigia della CART stravolse per un istante questo equilibrio. Uccidendo.

Non, non va bene. Il pubblico sta disimparando ad apprezzare la reale essenza delle competizioni: lo svolgersi naturale degli eventi, il sorpasso (magari il solo in tutto un GP…!) che fa la storia, l’affaticamento della meccanica, il differenziale di prestazioni, il merito, lo schietto confronto tecnico, per chi scrive il vero spettacolo del motorismo e la peculiarità che ha fatto grande questo sport.

Stando alle statistiche e ai freddi numeri, nel 1989 ci furono 547 sorpassi in 16 gare, nel 1990 494, nel 1991 495, nel 1992 406… In questo 2011, probabilmente toccheremo quota mille. Eppure, come mai in tanti, tantissimi rimpiangono quella Formula 1…? Evidentemente, il nocciolo della questione non è la quantità di sorpassi, bensì la qualità globale della Formula 1, tanto dal punto di vista tecnico che sportivo.

Quasi ogni categoria (auto e moto), oggi, soffre i propri mali e le proprie degenerazioni tecniche-sportive in nome dello spettacolo, dall’Europa agli USA sino al Giappone. Anche la Formula 1, ma non è una notizia, è malata di spettacolo. Oggi sono il KERS, l’ala mobile, una configurazione aerodinamica ributtante, i motori unici in nome dell’”equilibrio tecnico” e le gomme da ridere dall’usura sprint e dalle mescole “colorate” debitamente riconoscibili dal pubblico (per la serie, ma che ce frega…?). E domani? Come si evolverà questa pervertita e perversa “spirale di spettacolo”? Quale sarà l’Handford Device della Formula 1 in grado (forse) di scuotere le coscienze una volta per tutte?

Dove, come e quando si interromperà questa folle rincorsa al doping dello spettacolo?

Scritto da: Paolo Pellegrini

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25 Commenti

  1. E’ inutile……sempre li a lamentarsi di qualcosa……adesso si contesta “lo spettacolo”…….e magari sono le stesse persone che si lamentavano di addormentarsi sulla poltrona dopo 10 o 15 giri…..per me va bene cosi’, per quando discutibili siano i metodi,ci sono tante variabili in piu’ in una gara,che ti fanno sperare in un epilogo diverso…

    e’ bello seguire i commenti dei vari post, ma vi prego,evitate il tifo alla milan/inter/juve, ed evitate di paragonare un pilota all’altro…..sono giudizi che spesso possono essere condivisi o no,ma comunque spesso sono dettati dalla fede ad una squadra o a un pilota in maniera un po troppo calcistica……

  2. Il confronto tra il DRS e l’Handford Device è assolutamente fuori luogo. Il primo aumenta semplicemente le prestazioni in rettilineo ed è stato ben collaudato, mentre il secondo non era stato provato (o comunque non a sufficienza) ed era inserito in un contesto ben più pericoloso di quello che abbiamo noi oggi in F1 (viaggiare a 370 km/h di media con muretti quali vie di fuga non è certo come correre a 220 km/h con vie di fuga in asfalto o sabbia…). Quest’anno per la F1 è stato (ed è) un anno spettacolare, dove con delle gomme di minore durata e appunto il DRS è aumentato di molto lo spettacolo. Purtroppo il signor Pellegrini trova sempre un motivo di lamento, ma ormai lo conosciamo tutti e da bravi lo assecondiamo (ero sicuro che avesse scritto lui questo articolo, lo stile era inconfondibile fin dalle prime righe). L’appello è sempre lo stesso: Signor Pellegrini, se non gradisce questo sport, può beatamente seguirne un altro, senza sminuire di continuo la passione di coloro che visitano e partecipano questo blog.

  3. @Paolo Pellegrini

    Non concordo con quanto scritto nell’articolo.
    Non ci si puo’ sempre lamentare di una cosa e del suo contrario.
    Così vuol dire lamentarsi a prescindere ( sempre che ci sia un giusto mezzo , come questo caso ).
    Sono d’accordo con Lei sul divieto di dispositivi che possono utilizzare i piloti cone il kers e l’ala mobile .
    Un sorpasso deve avvenire per abilità tecnica o di guida , non premendo un pulsante come nei videogiochi.
    E’ inutile paragonare poi categorie come la Formula1 e la Formula Cart soprattutto in circuiti che non hanno gli stessi

    standard di sicurezza come le vie d’uscita adeguate o air fence .
    E’ un paragone grossolano anche se posso comprenderne lo spirito.
    Resto in attesa di una Sua risposta.

  4. @patrick93: il confronto secondo me non è poi cosi tanto fuori luogo… si è vero che con la CAT si va anche a 400KM/h ma in F1 si raggiungonoo anche 330Km/h… il confronto da farsi qui è il fatto dello snaturare lo sport… parlo da pilota di motocross e ora di Kart… da tifoso e da appassionato di motori… e il mio pensiero è che questo DRS snatura tutti i sorpassi che ci sono in gara… in Formula 1 per aumentare lo spettagolo basta ritoccare il regolamento e nn mettere aiuti ai piloti i quali non si concentrano nemmeno piu tantissimo sulla gara perche hanno da spippolare sul volante(Vettel a inizio stagione si lamentava di questo)… Secondo me il DRS andrebbe tolto insieme al Kers!!! e tornare alle vecchie monoposto e far si che conti il talento di un pilota!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  5. chi ama la f1 come me, ama il bene e il male di questo grande circus. la f1 non sarà mai noiosa se oltre alla gara si guardano anche i disegni delle auto le loro forme, le componenti, la fisica dell’auto, lo studio che c’è dietro ogni monoposto. La f1 non si giudica per le regole che possono anche essere discutibili e magari riviste. la f1 è bella per tutto quello che ho appena elencato in questo mio post. Un saluto a tutti quelli

  6. @ gabry7

    Prima ha detto:

    “…in Formula 1 per aumentare lo spettacolo basta ritoccare il regolamento e nn mettere aiuti ai piloti…”

    Intanto i piloti non hanno aiuti di guida, perchè il controllo trazione è stato tolto a partire dalla stagione 2008. Non hanno nemmeno l’ABS. Il kers ed il DRS non possono essere chiamati aiuti di guida, perchè non la facilitano di certo, anzi. Tornare alle vecchie monoposto (non so se intendi addirittura quelle con cambio manuale con pomello) è una cosa irrealizzabile. Inoltre direi che il regolamento è stato ritoccato anche troppo, con cambi che lo stravolgevano talvolta mescolando completamente i valori in pista (tipo 2008 o 2005 con le nuove Bridgestone). C’è una sola cosa che cambierei di questa F1: i circuiti. Credo che piste tipo Fuji, Istanbul; Yas Marina (con odiose vie di fuga che sembrano aeroporti e permettono sempre l’errore) andrebbero cambiate con circuiti tipo A1 Ring, Adelaide, Laguna Seca, Mugello…

  7. Scusate volevo dire 2009 (l’anno della Brawn GP)… Poi ho letto il commento di vincenzo: non potrei essere più d’accordo, parole sante!

  8. Cari lettori,
    caro Patrick 93, caro Denny,

    no, siete fuori, molto fuori strada. Non mi lamento tanto per lamentarmi. Ma avete letto le righe in cui ho elogiato i primi 17 giri di Monza? Se avete visto il GP, avrete sicuramente notato quanto il DRS (che non ho minimamente paragonato all’Handford, per evidenti differenze tecniche!!) non serva a un emerito cavolo! E così su tutti gli altri circuiti! Idem valga per il KERS, la presa per i fondelli per eccellenza!
    Perchè, allora, ingozzare il cosiddetto “spettacolo” quando i piloti possono e sanno benissimo duellare senza accrocchi simili??

    In riferimento all’Hanford e alla CART. Be’, vedo che il confronto non è stato del tutto colto. Il mio monito (e non solo il mio, siamo in parecchi, credetemi…) è: attenzione, l’ingordigia da spettacolo porta a conseguenze incalcolabili. La CART si dimostrò affamata, mai sazia di spettacolo e ossessionata dalle prestazioni delle vetture. Ecco quale fu il risultato.

    Spero non si faccia la medesima fine anche in F1. Ma siamo sulla strada buona, di questo passo…
    Vi chiedo: perchè, sino a questi diktat in nome dello spettacolo, la F1 ed il motorismo erano belli, affascinanti, accattivanti, mai banali?? Eppure, la storia era molto semplice: regolamenti semplici, varietà tecnica e che vinca il migliore, con tanti saluti a marchingegni per facilitare lo spettacolo. Anzi, nemmeno ci si poneva il problema!!

    Vi chiedo: una volta, i piloti erano supereori percchè duellavano senza DRS, KERS, pulsanti push-to-pass, gomme volutamente “scadenti” ed altri simili artifici da videogioco??

    Già che ci sono, ve ne dico un’altra. In Formula Nippon (monomarca Swift e motori Honda e Toyota) usano un pulsante push-to-pass per alcuni aspetti tutto da ridere. I motori, normalmente, sono limitati a 10.300 giri; azionando il pulsante, i giri motore aumentano sino a 10.700. Ebbene, il sistema può essere azionato 5 volte durante tutta la gara, per 20 secondi ad ogni singolo azionamento. Ebbene, quando il pilota aziona il sistema, si accendono 5 lucette sul rollbar per far sapere quando e quante volte il pilota aziona il congegno!!! Dai, è ridicolo: praticamente…un videogioco della Nintendo!!

    Ecco, appunto, a proposito di degenerazioni da smania di “spettacolo”…!

    “L’appello è sempre lo stesso: Signor Pellegrini, se non gradisce questo sport, può beatamente seguirne un altro, senza sminuire di continuo la passione di coloro che visitano e partecipano questo blog.”.
    Caro Patrick 93, il GP di Monza l’ho finito di vedere al 17° giro. Vedi, se nessuno denunciasse le cose che non vanno – dalla politica all’economia sino allo sport – i furbi ed il malaffare l’avrebbero sempre vinta, oltre a dare l’idea (falsa) di vivere nel mondo dei sogni.
    Credo che a tutti i commentatori di politica, la politica disgusti. Eppure, ne parlano perchè è giusto discuterne…
    Quando le cose vanno male, bisogna dirlo. Che ti piaccia o no.
    Con i miei editoriali, non voglio sminuire la passione altrui, ma solo denunciare delle evidenti storture. Stai tranquillo, i nodi vengono sempre al pettine…

    Continua a seguirci!

  9. Abbiamo interpretato la situazione (e l’argomento) in 2 modi differenti. Sono d’accordo anch’io sul discorso del cosiddetto pulsante fatto solo per passare, che toglie meriti al pilota e ne dà solo (o quasi) al mezzo meccanico. La critica ci sta ma non bisogna andare agli eccessi, perchè mi pare che nei suoi articoli si metta di più in risalto l’aspetto negativo di un fatto. Per quannto riguarda il suo invito a continuare a seguirvi, lo accetto ad occhi chiusi!

    Arrivederci ;)

  10. …non condivido assolutamente l’articolo,(come tanti altri del “giornalista” in questione) tendenzioso solo alla critica gratuita, prima non c’erano sorpassi e ci si lamentava ..ora ci sono e ci si lamenta ugualmente perchè troppi (…MA COME MAI L’UNICO A LAMENTARSI è LUI? TUTTE LE TESTATE SPORTIVE SONO FELICI DELL’ANNO 2011 PER I SORPASSI E LE EMOZIONI…..OGGI COME OGGI è PIù EMOZIONANTE UN GP DI F1 CHE LA NOIOSA MOTO GP!!!EPPURE FINO ALL’ANNO SCORSO ERA IL CONTRARIO)…basta tolgo il link da questo sito E MI SCUSO CON TUTTI I DIPENDENTI CHE NON C’ ENTRANO…questa persona sa solo scrivere articoli d’astio verso la F1!……..DICO SOLO una cosa….MA DOVE VIIVIIIIIIIIIII !!!!!!! E…COSA GUARDIIII!!!…forse l’IPPICA sarebbe più adatta!

  11. A differenza di quanto scritto da altri, io sono d’accordo con Paolo Pellegrini.
    Apprezzo spesso i tuoi interventi, dove dimostri grande competenza. E stavolta come detto la penso come te.
    Anche io sono contrario allo spettacolo “forzato”. Anni fa un sorpasso veniva visto come una manovra coraggiosa, difficile, quasi un gesto eroico.
    Oggi invece quando si vede un sorpasso, nella maggior parte dei casi chi lo effettua preme un pulsante (anzi due, DRS e Kers) e il gioco è fatto…
    Secondo me la soluzione migliore sarebbe lavorare sui circuiti: su quelli fatti bene, anche nuovi (es Cina o Malesia, in parte anche Turchia) i sorpassi si vedono sempre
    Poi è evidente che se in tre anni si realizzano impianti come Valencia, Singapore e Abu Dhabi, allora non c’è Kers o DRS che tenga…

  12. d’accordo in parte con pellegrini. mi spiego meglio:
    non è che KERS o DRS siano dispositivi o inutili per lo spettacolo, sono inutili i parametri dinfunzionamento degli stessi. 80cv per 6 secondi sono inutili, il DRS utilizzabile in gara solo in uno o due punti e solo sotto il secondo di distacco, sono inutili. se si fa una ricerca dello spettacolo bisognerebbe lavorare su questo concetto. sia ben chiaro, lo spettacolo quest’anno non è mancato, anche se artificioso come dice Pellegrini, però abbiamo visto che le problematiche che si riscontravano alla fine degli anni ‘90 sono rimaste immutate. se una vettura è veloce, ti staccherà comunque di 30 secondi a fine gara. a questo punto se il DRS c’è, che lo si usi liberamente in qualifica e in gara, anzichè solo in qualifica (e in FP…), anche perchè non vedo nessuna differenza tra qualifica e gara a livello di sicurezza col DRS. 24 vetture in pista al sabato, 24 vetture in pista alla domenica; cosa cambia? il KERS dà 80cv per 6 secondi, ma 80 cv su circa 700 per 6 secondi sono davvero uno scherzo, la vettura manco se ne accorge di quella spinta… allora proporrei raddoppio di potenza resa, con un raddoppio del tempo di utilizzo. vuoi vedere che così le vetture saranno più compattate e magari lo spettacolo ne trarrà davvero beneficio? e magari sarà anche la volta buona che si accontentano e i regolamenti si stabilizzeranno in maniera più duratura?

  13. Sia benedetto colui che ha deciso l’introduzione del KERS e del DRS..ma insomma prima ci si lamentava perchè non c’era l’ombra dei sorpassi e ora ci si lamenta perchè ci sono troppi sorpassi e non ci si capisce niente!?!?…ma per favore!!! evviva anche l’introduzione del turbo, anche se li i motivi credo siano altri!

    • I sorpassi bisogna meritarseli e saperli fare, con “l’aiutino” sono capaci tutti. Questo almeno è quello che penso io.

      Se un pilota e un team sono tanto bravi da dominare gare e campionato, perchè dovrebbero vedere i propri sforzi vanificati solo perchè qualcuno vuole vedere qualche sorpasso in più?

  14. @patrick93

    rileggi un po quello che hai detto: “Il kers ed il DRS non possono essere chiamati aiuti di guida, perchè non la facilitano di certo, anzi. ”

    ne sei sicuro???
    non facilitano??? scusa eh ma 1 il drs facilita il sorpasso… FACILITA… 2 il kers facilita l’uscita dalle curve lente… FACILITA… e non le chiami facilitazioni??? cmq tornare alle vecchie monoposto non intendo qll con il cambio a pomello lo so benissimo che è irrealizzabile ma alle vetture senza nessun tipo di aiuto… so che l’abs non cel’hanno e nn hanno nemmeno piu il controllo trazione… bene allora ora togliamo il kers e il DRS e lasciamo che siano i piloti a migliorare e a effettuare sorpassi… però bisogna dire che se ogni piccolo contatto viene messo sotto torchio e penalizzato dalla direzione gara è ovvio che è difficile vedere piloti che tentano staccate al limite con rischio di contatto!!! a Monza solo schumi ha fatto qualke staccata al limite durante la lotta contro Hamilton!!! Poi riguardo hai circuiti sono d’accordo con te!!! quelle immense vie di fuga sono veramente esagerate… o meglio possono andar bene ma le devono fare con la ghiaia e l’erba… così l’errore viene penalizzato giustamente… e si evitano i tagli di chicane!!!

    • ..io credo che se togliessimo il KERS E DRS tornando alle macchine di prime, si tornerebbe a rivedere dei gran premi noiosissimi!!…è vero che togliendo tutti gli aiuti dopo è il pilota che deve compiere il sorpasso cercando la staccata all’ultimo momento o l’apertura del gas in curva un centesimo prima del diretto avversario, ma è anche vero che tolti pochissimi circuiti, in tutti gli altri si assisterebbe alla solita gara tutti in fila modello rientro dal mare la domenica. CITO DA FONTE NON MIA:
      La turbolenza generata dalla vettura davanti fa perdere carico sull’ala anteriore della propria vettura, aumentando il sottosterzo in curva, ovvero, la macchina, a parità di velocità rispetto alla macchina davanti, non riesce a mantenersi in traiettoria, tendendo ad allargare con l’anteriore.
      Di questo fatto si lamentavano già i piloti degli anni ‘70 e 80. Verrebbe allora da chiedersi perché proprio in quegli anni sono state scritte le pagine più belle della Formula 1,con gli epici duelli a suon di sorpassi di Gilles Villeneuve, Arnoux, Senna, Piquet, Alboreto, Mansell, Prost, etc…
      In effetti si potrebbe arrivare alla conclusione che quei piloti erano fatti di un’altra pasta, ma in difesa dei piloti odierni, si può obiettare che le monoposto moderne sono molto più spinte, delicate, sono vetture “estreme”, difficili da guidare e con le quali è difficile far risaltare le doti di ogni singolo pilota.In realtà l’unica via possibile per tornare a vedere sorpassi in F1 su tutte le piste ed in tutte le condizioni sarebbe incrementare il grip (aderenza all’asfalto) meccanico (cioè quello dovuto al lavoro delle ruote, delle sospensioni e del telaio) che facilita i piloti nel controllo della vettura nelle manovre più ardite, e ridurre il grip aerodinamico (quello dovuto alle ali ed al fondo piatto) che è disturbato dalla vettura che precede.

      • Ottimo commento, ti quoto in tutto!

  15. @ gabry7

    Io con aiuti di guida intendo dei congegni (tipo controllo trazione) che aiutano a mantenere la stabiltà in uscita di curva o comunque che un po’ aiutano nel mantenere il controllo generale della monoposto. Per me il DRS ed il Kers non sono aiuti di guida, perchè il loro unico effetto lo sortiscono nei rettilinei, aumentando la velocità, ma senza “sostituirsi” al pilota durante la guida. Non so se mi sono spiegato… Comunque io sono molto contento per come è la F1 quest’anno (anche se mi piace sempre), perchè lo spettacolo c’è stato e ci sarà anche nelle prossime gare. Sono convinto che dal 2013, anno dei motori turbo, il tutto sarà ancora più spettacolare. :)

  16. Condivido pienamente l’articolo di P. Pellegrini. Il Kers e l’ala mobile a comando (solo per chi sta dietro) sono delle boiate pazzesche. Il Kers costa una follia per avere solo 80 CV per pochi sec. : è solo facciata voluta dalla FIA per far credere agli sprovveduti che la F1 è “rispettosa dell’ambiente” . Quanti soldi sprecati! Basterebbe liberalizzare lo sviluppo dei motori (centraline di gestione comprese) per ottenere con minima spesa incrementi di potenza ben più consistenti. Il DRS poi è la negazione dello sport , delle capacità del pilota e dei progettisti. Vettel ha dimostrato ancora una volta che si può superare (non un doppiato ma Alonso su Ferrari) a Monza senza DRS e si può fare la pole senza Kers!
    Molti addetti ai lavori la pensano come noi ed a microfoni spenti esprimono le stesse critiche ma non possono parlare liberamente in via ufficiale per ovvi motivi di interesse personale o per disposizioni dall’alto. Qualcuno in TV qualche anno fa ha criticato i regolamenti tecnici : è stato subito estromesso.

  17. Esimio sig.Pellegrini mi trova in ogni punto del suo articolo concorde con lei anche perchè visto che io ho precedentemente sposato le sue tesi sui motori e in particolarmodo sui turbo sia passati che futuri.
    Lei sicuramente ricorderà la F1 ( non andando a rivangare troppo il passato ) dei mitici anni 80 dove con l’introduzione dei veri motori turbo non quel coacervo di regole assurde che limiteranno i propulsori dal 2014 si vedeva la bravura dei motoristi e non si usavano le vaccate che ci propina la FIA per ottenere i sorpassi ma bastava chiudere la valvola Wastegate e si ottenevano fino a 100 ( visto che in qualifica oltre ai motori specifici per la qualifica si usavano delle sovrapressioni delle wastegate incredibili per ottenere Cv )Hp in più per superare l’avversario senza aspettare il 2° giro o senza usare il Kers altra vaccata monumentale se poi a tutto questo si aggiunge il fatto che bisogna usare 2 tipi di mescola differente si mortifica il telaista perchè se lo stesso produce un telaio ben equilibrato e rispettoso dei pneumatici perchè non può percorrere tutto il Gp con le stesse scarpe ? o ancora se agli americani piace vedere la corsa per gli incidenti ( con l’introduzione della PACE-CAR come la chiamano loro ) e i pit-stop che avvengono così a loro dire ci si diverte di + perchè noi europei dovremo adeguarci al pensiero americano in nome dello show-biz come lo chiamano gli stessi a riprova di ciò che dico i loro circuiti sono in gran parte ovali non sono come i circuti europei con le caratteristiche molto + varie a dispetto degli ovali sai che divertimento vedere 200-250 giri in un anello………….bah!!!!!!!!!!!!
    In ultimo con la scusa della riduzione dei costi si sono plafonati i propulsori e allora si ricorre agli artifizi aerodinamici cha agli inglesi piacciono molto di + rispetto ad un ottimo propulsore che ti svernicia sul rettifilo oppure se ha + Cv del tuo può caricare maggiormente il carico aerodinamico e visto che ne ha di + tu comunque non lo passi o per lo meno si può difendere dove tu sei migliore
    di lui e viceversa e allora si vedrebbero sorpassi e controsorpassi veri senza artifizi idioti ma solo con la bravura dei piloti e con le caratteristiche delle monoposto questa a mio avviso è la F1 ma si sà che il vecchio avido ha deciso diversamente e che i costruttori sopratutto si sono adeguati supinamente
    ( pecunia non olet ) a queste regole a dir poco idiote.
    Saluti

    • birratarelli la penso come te: gli americani si facciano le loro gare, noi le nostre.
      Davvero non riesco a capire come si possa seguire uno sport come la Nascar: per carità, le auto sono belle, le manovre pure, ma si gira sempre in tondo!!!

  18. ..io credo che @birratareli si riferisse alla formula Indy che si avvicina molto di più alla Formula 1 e non al Nascar

    • Lo so, sono stato sintetico nella risposta.
      Mi riferivo al fatto che in America vanno molto le corse su ovali, e la Nascar è la categoria più seguita.
      Nella Indy almeno qualche soluzione di qualche progettista geniale si può vedere, invece il pubblico americano apprezza ancora di più la Nascar dove tutte la gare sono su ovali, e per giunta c’è un sistema di punteggi a dir poco cervellotico.
      In sintesi volevo sottolineare che sono d’accordo con birratareli e che oltre alla F. Indy ci sono altre gare ugualmente “insipide” per noi europei ma molto seguite oltre oceano.

  19. ..è vero molte gare automobilistiche in america sono seguite da un pubblico vastissimo e da noi sono snobbate lo stesso accade al contrario, la Formula 1 in America è snobbata, anche se ho letto che il prossimo anno vogliono inserire in calendario una nuova gara ad Austin in Texas..
    ..comunque grazie al satellite quest’anno ho guardato alcune gare del campionato di formula Indy e vi dico la verità a me mi hanno decisamente divertito, tutte le macchine sono motorizzate Honda e in pista spesso si assiste a duelli mozza fiato, le gare sulle piste ovali, posso capire che siano un pò noiose, anche se a me sinceramente affascinano anche quelle, ma le altre sono corse su circuiti cittadini e non e il divertimento non manco…certo a livello di sicurezza gli americani sono rimasti all’età della pietra con le macchine dei flinstone!!…
    ..la Nascar ammetto che la trovo noiosa e dopo 3/4 giri non si capisce più niente e il punteggio mi rimane completamente oscuro..!

    • Il punteggio è qualcosa di assurdo, mi pare venga premiato anche il pilota che ha fatto più giri in testa, comunque una volta vidi le classifiche e i primi erano nell’ordine dei 4000 punti o giù di lì…