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Gp Giappone F1, un salto indietro nella storia

prostsenna

Un punto in cinque gare, poi anche la matematica si arrenderà all’evidenza. Un decimo posto, corrispondente a quell’ultimo punto mancante, per un pilota che nel 2011 di punti a gara ne ha fatti in media 22.

Ci vorrebbe davvero un insieme di situazioni difficilmente prevedibili per impedire a Vettel di conquistare a Suzuka il suo secondo Titolo Mondiale consecutivo. Il primo match point mancato a Singapore è stato il giusto riconoscimento per Jenson Button e per il suo fantastico 2011, secondo solo a quello del leader della classifica.

Ma forse allo stesso Vettel non potrà non far piacere spostare la location da Singapore a Suzuka, e quindi da uno degli ultimi posti “colonizzati” dalla Formula 1 ad un altro che ha scritto pagine importanti della Storia (con la S maiuscola) di questo sport.

Suzuka è la pista dei duelli tra Prost e Senna prima e tra Hakkinen e Schumacher poi. Sul circuito di proprietà della Honda si è infiammata la rivalità tra il Professore e Magic. Anni dopo Schumacher ha riportato il Mondiale Piloti alla Ferrari dopo la maledizione durata 21 interminabili anni.

La prima edizione del GP del Giappone, disputata al Fuji, risale al 1976, quando Lauda si ritirò volontariamente e James Hunt conquistò il Titolo Mondiale. Dopo l’edizione dell’anno successivo sullo stesso circuito, si tornò nel Sol Levante 10 anni dopo, nel 1987, sulla pista di Suzuka. Per 5 anni di fila, il GP del Giappone ha assegnato il titolo di Campione del Mondo.

Nella prima edizione, nel 1987 appunto, i rivali in corsa per la corona iridata erano i 2 piloti della Williams Piquet e Mansell, con il brasiliano in vantaggio sull’inglese. La conquista del titolo tuttavia arrivò prima ancora di partire, visto che un incidente in prova costrinse il Leone inglese a saltare le ultime 2 gare.

Nel 1988 Ayrton Senna conquistò matematicamente il Mondiale vincendo la gara dopo una grande rimonta. Ma nel 1989 cominciarono i veri fuochi d’artificio. Senna e Prost, compagni di squadra in McLaren e in lotta per la vittoria del campionato, si toccarono durante un tentativo di sorpasso da parte del brasiliano.

Senna riuscì a riprendere la gara e a vincerla, ma fu squalificato per il taglio di chicane e il successo fu assegnato ad Alessandro Nannini su Benetton. Il risultato della gara incoronò Alain Prost Campione del Mondo per la terza volta.

L’anno successivo andò in scena la vendetta: stavolta però la gara di entrambi durò poche centinaia di metri. All’ingresso della prima curva, i 2 rivali entrarono in collisione e furono costretti al ritiro.

La vittoria andò ancora una volta ad una Benetton, che con Piquet e Moreno conquistò anche la prima doppietta della propria storia, davanti all’idolo locale Aguri Suzuki su Lola. Il risultato più importante fu però la vittoria aritmetica nel Mondiale di Ayrton Senna.
Anche nel 1991, sullo stesso circuito, il brasiliano conquistò il suo terzo alloro iridato, cedendo la vittoria del GP al compagno di squadra in McLaren Gerhard Berger.

Nel 1995 a far festa in Giappone fu la Benetton, che grazie alla vittoria di Michael Schumacher e al terzo posto di Johnny Herbert ottenne la prima e unica vittoria nel Campionato del Mondo Costruttori.

Dopo qualche anno di “pausa”, Suzuka assegnò nuovamente l’iride piloti per 3 anni consecutivi.
Nel 1998 Hakkinen conquistò contemporaneamente la vittoria al GP e nel Campionato del Mondo, riportando l’iride piloti e costruttori alla McLaren dopo 7 anni. L’anno successivo il finlandese concesse il bis mondiale, ancora una volta a Suzuka e ancora una volta vincendo la gara. A cambiare fu l’avversario: Schumacher nel 1998, Irvine nel 1999.

In 2000 fu invece l’anno della maledizione Ferrari spezzata dopo 21 anni. Dopo un’avvincente battaglia per la pole, in cui Schumacher prevalse su Hakkinen per soli 9 millesimi, in gara fu invece il finlandese a prendere la testa della corsa, approfittando della partenza infelice del rivale.
Ma nell’intervallo tra i 2 pit stop fu Schumacher a fare la differenza, sfruttando anche poche gocce di pioggia che esaltarono ulteriormente la sua classe. Gli ultimi giri furono la realizzazione di un sogno che a Maranello vedevano svanire puntualmente di anno in anno.

Dopo le vittorie ottenute nel 2001 e nel 2002, anche l’edizione del 2003 del GP del Giappone passò alla storia per Michael Schumacher, e più in generale per la Formula 1. L’8° posto conquistato, sufficiente a resistere alla rimonta di Raikkonen, garantì al fuoriclasse tedesco il 6° Titolo Mondiale, uno in più di Fangio. Un altro primato, durato la bellezza di 46 anni, cadeva sotto le imprese dell’Uomo dei Record.

Non valse la vittoria nel mondiale, ma fu egualmente entusiasmante l’impresa di Kimi Raikkonen a Suzuka nel 2005: partito 17°, il finlandese ottenne una splendida vittoria dopo aver superato Fisichella su Renault all’inizio dell’ultimo giro.

La Storia è spesso andata in scena a Suzuka. Per domenica si attende una nuova pagina firmata da Sebastian Vettel.

Scritto da: Vittorio dell’Oste

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6 Commenti

  1. Suzuka 2000… quella era la Ferrari…
    e non parlo solamente della monoposto, ma della gente che ne faceva parte…
    La Ferrari attuale si era adagiata troppo su quegli allori e adesso ne paga le conseguenze…
    mano a mano, giustamente, la gente che contribuì a quelle imprese se ne è andata e non è stata adeguatamente sostituita…
    …e comunque, onore a Mika Hakkinen, campione di correttezza e sportività.

  2. Grazie grazie grazie per questa serie di filmati che avete messo…mi è venuta la pelle d’oca nel rivedere i duelli Senna-Prost e Shumi-Hakkinen…..accicenti come passa il tempo!!!

  3. quando i piloti guidavano le macchine..

  4. Anche a me viene la pelle d’oca a riguardare questi filmati.
    Bellissimo il duello Schumi-Hakkinen. Come dice giustamente Matteo Rossi, Mika fu un campione sia dentro che fuori la pista.

    Senna e Prost purtroppo non li ho visti correre… qualcuno può aggiungere altro su quegli episodi? :)

  5. Ho visto di recente la gara dell’88. Prost ha la necessità di vincere se vuole battere Senna, anche se ha più punti. Per via della regola degli scarti un secondo posto non gli aggiungerebbe punti. Ma Senna parte in pole e Prost secondo (quell’anno c’era la super Mclaren). Alla partenza la vettura di Senna va in stallo, ma per sua fortuna non viene colpito da nessuno e riesce a riavviare la sua mclaren grazie al fatto che la partenza è in leggera discesa. Prost nel frattempo si invola, dietro ci sono Berger su Ferrari e il nostro Capelli su March (disegnata da un certo Newey), ma mentre tutti gli inseguitori perdono rapidamente terreno l’italiano è l’unico a contenere il distacco. Nel frattempo dietro il brasiliano recupera velocemente posizioni (anche grazie alla super potenza del suo motore honda) però per Prot sembra fatta: può andarsi a giocare il mondiale ad Adelaide. E invece a un certo punto va in grossa difficoltà tanto che Capelli recupera i pochi secondi di distacco in qualche giro e si mette minacciosamente in scia del francese. Il professore ha problemi al cambio, però poco a poco sembra farci la mano e riesce a metterci una pezza. Deve però vedersi dall’agguerritissimo Capelli che lo segue come un ombra. Il problema per il nostro Ivan e che malgrado le magagne al cambio il suo Judd v8 aspirato non può nulla contro il v6 turbo della Honda. Il professore è in dificoltà nel misto, ma il mestiere per tenersi dietro qualcuno ce l’ha mentre sul dritto è in una botte di ferro. Nel frattempo Senna si è liberato dal traffico e recupera velocemente sul duo di testa. A questo punti gli attacchi di Capelli si fanno sempre più insistenti tanto che alla spoon curve riesce a passare Prost. Purtroppo per lui nell’allungo successivo per il professore è una pura formalità tornare davanti data la differenza di cavalli. A questo punto Senna raggiunge i due, ma accade forse la cosa peggiore per Prost in quel momento: Capelli ha problemi e si deve ritirare e così Senna è diretamente alle sue spalle. Tutto sommato il professore sembra reggere e forse Senna sapendo che ha problemi se lo vuole cuocere a fuoco lento sparando poi alla prima occasione propizia un unico attacco letale. Però il brasiliano non sembra così minaccioso alle sue spalle. Per il professore sembra che ci sia qualche speranza fino a quando nell’ultima parte di gara non gli si para davanti un trenino di doppiati, il primo dei quali è una Rial blu dentro la quale c’è il peggior doppiato della storia della F1 e delle corse in genere: Andrea De Cesaris. Costui è tristemente famoso per i gran botti nella prima parte di carriera (con cui si era guadagnato dai suoi meccanici il soprannome di De Crasheris) e per il fatto di rendere sempre pericolosissimi e difficilissimi i suoi doppiaggi nella seconda. Eccone un tipico esempio (notare anche il commento di Hunt)
    http://www.youtube.com/watch?v=DPe0t02dWF4
    Quando Prost con i suoi problemi al cambio si becca davanti De Cesaris è fritto: l’italiano non solo non gli lascia strada, ma lo ostacola e permette a Senna di farsi molto sotto alla chicanne, dopo di che gli complica anche l’uscita dalla stessa e a causa dei problemi del francese Senna può agilmente prenderne la scia e sorpassarlo. Ecco la scena e notare sempre i soliti commenti di Hunt
    http://www.youtube.com/watch?v=BqO04xIPihY
    Così Senna vince il mondiale! Ci saranno altre due rivincite, ma sembreranno sempre più a degli incontri di wrestling e soprattutto l’episodio del 90 fu una vera porcata da parte del brasiliano che pretese addirittura che cambiassero la disposizione della griglia di partenza apposta per lui e di fronte al rifiuto lo usò come scusa per giustificare la sua vendetta personale. Così facendo però privò la Ferrari di un titolo meritato che inseguiva già da 11 anni (e ce ne vollero altri 10 per riuscirci)

    • Vincenzo, grazie del riassunto. Io non ho visto quel GP quindi non sapevo tutte queste cose. Peccato per Capelli :)