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Paul Hembery (Pirelli), intervista esclusiva su CircusF1.com

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Un incalzante e pepato botta e risposta con Pirelli. Paolo Pellegrini per Circus F1, Paul Hembery per Pirelli. Il presente ed il futuro della Pirelli, dalla Formula 1 alle ruote coperte.

I pneumatici Formula 1 2011 fanno parlare di sé. Per ragionare attorno all’impegno della Pirelli nel motorsport, abbiamo intervistato Paul Hembery, Responsabile delle attività sportive della Pirelli.

Paolo Pellegrini (CircusF1): La Pirelli nuovamente in F1: un bilancio della stagione.
Paul Hembery (Pirelli)
: Dobbiamo dire che è più che positivo. Tanti fans ci scrivono dicendoci che grazie alla Pirelli abbiamo un anno veramente stimolante di Formula 1. Noi diciamo sempre che prima del Brasile non vorremmo essere troppo ottimisti perché ogni pista ha la sua sfida. Dopo il Brasile possiamo essere più chiari, ma fino ad ora possiamo solo che essere contenti.

PP: Spesso si dice che in regime di monogomma (o di qualsivoglia monofornitura) la ricerca e lo sviluppo si adagino, quasi si interrompano. Leggenda metropolitana o verità?
PH
: No, non è verità. Ovviamente, nelle competizioni si va a rischiare perché occorre fare un bilancio tra affidabilità e prestazioni, come abbiamo visto in diverse occasioni nella storia del motorsport. In ogni caso, essendo la Formula 1 una categoria di altissime prestazioni, vuol dire che bisogna sviluppare tanti elementi di tecnologia, a livello di processo in fabbrica, di modellistica di una gomma virtuale che si usa al simulatore sino al suo utilizzo in pista. Quindi ci sono tanti elementi: no, non è vero che si congela tutto.

PP: Quali sono le principali differenze tecniche (ad iniziare dalle dimensioni) tra gli pneumatici del 1991 (ultima stagione della Pirelli in Formula 1 in regime di fornitori di gomme liberi) e quelli 2011?
PH
: Faccio fatica a rispondere perché sono entrato in Pirelli quando la Casa era già uscita dalla Formula 1. L’unica cosa simile è il 13 pollici (la misura del cerchio, n.d.r.). Tutto il resto è molto diverso, a livello di materiali, processi, tecnologie e know-how.

PP: In questo 2011, ancor di più che nel recente passato, le soste per i cambi gomme hanno influenzato e condizionato oltremodo alcuni GP. Cosa pensa Pirelli a riguardo?
PH
: La richiesta delle squadre è stata quella di creare delle situazioni in cui ci sono 2-3 soste durante uno stesso GP. Quindi, è stata una richiesta delle squadre e noi abbiamo fatto di tutto per accontentarle. Anzi, è difficile farlo, perché se uno sbaglia vuol dire che si fa una gomma che dura 200 Km invece di 100 Km… e ciò significa che torniamo a fare una sosta sola. È stata una sfida importante.

PP: La durata delle gomme (a prescindere dalle tipologie di mescole), “per regolamento” si è dimostrata alquanto limitata: abbiamo visto pit-stop dopo appena 4-5 giri di gara. Non è un controsenso ideologico, tecnico e commerciale realizzare pneumatici dalla durata volutamente insufficiente, al solo scopo di creare “spettacolo”? Lo spettatore della domenica non bene informato, legittimamente, potrebbe pensare che le nuove Pirelli valgano meno delle “vecchie” Bridgestone…
PH
: Noi siamo in grado di fare le gomme che i nostri clienti ci chiedono, dal prodotto stradale sino alla Formula 1. È più importante creare interesse, passione, spettacolo. Questo è quello che è stato chiesto ed è quello che abbiamo fatto.

PP: Una volta le gomme di F1 erano fatte per durare il più a lungo possibile. La sfida tecnica tra i gommisti consisteva nel cercar di fornire il migliore compromesso tra prestazioni e durata: chi si fermava ai box, lo faceva a suo rischio e pericolo. Nella F1 odierna, come sappiamo, non è più così: chi si ferma…non è perduto!
Ebbene, dall’alto della Vostra esperienza, è più difficile concepire in fase di progettazione e infine realizzare pneumatici che abbiano elevate performance nel tempo ed un decadimento graduale o pneumatici che debbono offrire tutto il proprio massimo potenziale in appena 5-10-15 giri per poi essere sostituiti?
PH
: Mah, all’inizio del progetto, sinceramente, il nostro prodotto durava troppo! È stato difficile per noi ritornare indietro e creare un prodotto con questo “difetto” di prestazioni. Quindi, per noi è stato molto difficile all’inizio! Abbiamo dovuto sviluppare nuove tecnologie e nuove idee per creare un nuovo interesse. È un altro tipo di sfida. Se ci chiedono di fare una gomma che dura 200, 300, 2000 km possiamo farlo, ma non è stato richiesto.

PP: Al GP del Canada, la F1 del Nuovo Millennio ha offerto l’ennesima brutta pagina di sport. Fernando Alonso ha dichiarato: “Penso che tutte le decisioni della direzione gara siano state giuste. Sì, forse quando la gara è partita con la Safety Car, in pista non c’era la quantità d’acqua necessaria a giustificare questa decisione. Ma del resto era anche la prima partenza con queste gomme da bagnato”.
Insolita situazione. È accettabile che, nel 2011, un GP di Formula 1 parta dietro la Safety Car perché nessuno si fida delle nuove gomme rain?
Eppure, le medesime condizioni di pioggia (anzi, ben più copiosa…) le abbiamo ritrovate al GP di Silverstone di MotoGP e ancor di più in Gara 2 Superbike (gommata Pirelli) al Nürburgring. Ebbene, le moto hanno continuato e le gomme Bridgestone e Pirelli dimostrato una notevole tenuta (Gara 2 del Nürburgring è stata interrotta a pochi giri dal termine per obiettiva impraticabilità della pista e per pessima visibilità); ma la F1, le cui vetture poggiano su gomme belle larghe in grado di smaltire litri e litri d’acqua al secondo, è entrata nel panico. A cosa si deve simile paradosso?
PH
: Non è che nessuno si fida…questo non è vero che nessuno si fida delle rain. La richiesta, in Canada, è stata di partire dietro la Safety Car. In certe parti della pista, era difficile anche per una macchina stradale passare. Purtroppo, una Formula 1 non è barca e a questo punto è meglio non partire.

PP: Oltre alla F1, quali sono i programmi sportivi della Pirelli nell’immediato presente e futuro? È forse in calendario il ritorno nell’Endurance mondiale, 24h di Le Mans inclusa? Qui sì che la sfida tra gommisti è ancora accesa, con Michelin, Dunlop e Hankook…
PH
: Ci interessa fare un po’ di più nel mondo GT, siamo sempre presenti nel mondo Rally. In GT, abbiamo diversi programmi come il Ferrari Challenge, Lamborghini Supertrofeo e Maserati Trofeo. Stiamo pensando di ritornare del Mondiale Rally, vediamo sempre con grande attenzione le gare di durata, come la 24 Ore di Le Mans. È una gara di grande fascino e se ci sarà l’opportunità e se ci conviene andremo anche lì. Inoltre, stiamo guardando attentamente i nuovi regolamenti per il World Endurance e diversi campionati negli Stati Uniti.

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4 Commenti

  1. Effettivamente Hembery dice che fanno le gomme che i clienti chiedono, e forse ha ragione.
    Per cui il problema è a monte, insomma di chi ha chiesto queste gomme.
    Assurdo vedere soste dopo 6/7 giri e un totale di 80 a GP, da spettatori non ci si capisce quasi niente.
    Di sicuro la Pirelli ha svolto più che egregiamente il suo lavoro.

  2. E’ vero che il fornitore deve accogliere le richieste del cliente (che paga) ma quando è in gioco l’immagine e la credibilità tecnica, a tutto c’è un limite. Poi in questo caso chi impone le regole assurde è la FIA che non è il vero cliente della Pirelli perchè non paga il prodotto. I clienti sono i team ma, a quanto pare, non pagano neanche loro salvo un contributo. E’ una vergona portarsi dietro, ogni GP 2000 gomme quando ne basterebbero un terzo. Questo è un vero spreco di soldi, alla faccia della ipocrita riduzione dei costi. Il tutto per creare dei pit finti che rovinano e falsano i meriti sportivi e tecnici.

    • Quoto Bruno e Brianpagliaccio
      Si parla di ridurre i costi e poi la gomme si sprecano e i piloti sono strapagati

  3. La durata limitata delle gomme crea spettacolo! Assurdo come la gente debba lamentarsi di ogni cosa.

    Se ci fossero gomme che durino l’intero GP, qua si starebbe a parlare della mancanza di sorpassi e di una trama della corsa senza variabili imprevedibili. Le due mescole che vengono portate in ogni circuito hanno una differenza prestazionale di 1secondo al giro (come media), a discapito della durata limitata e del fatto che le gomme entrino improvvisamente in crisi. lì poi sta alla bontà della macchina e del suo assetto farle durare di più, farle andare meglio e sfruttarle al massimo.

    Non sono solo il DRS o il Kers che fanno spettacolo…
    Ps. Sarà anche uno spreco di soldi, ma nessuno parla degli stipendi ultrasupermega milionari dei piloti…;)