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Newey, alla 6 Ore di Roma, convince ma non vince

Photo by Paul Gilham / Getty Images

Photo by Paul Gilham / Getty Images

La stagione agonistica è ormai agli sgoccioli e, come sempre, la 6 Ore di Vallelunga (da quest’anno, ribattezzata 6 Ore di Roma) rappresenta una delle ultime occasioni per vedere in opera piloti e team di assoluto prestigio internazionale. Gold Cup (vetture GT) e Silver Cup (Turismo) hanno sfoderato un grandioso spettacolo, assistito da un meteo finalmente benevolo dal primo all’ultimo giro.

A tenere banco, nell’edizione 2011, è stata la presenza di tale Adrian Newey

Scherzi a parte, il geniale progettista (in ultimo delle Red Bull che dal 2010 stravincono in Formula 1 con Sebastian Vettel) sovente si diletta a gareggiare in vere corse. Non assistendo cuffiato, seduto e tranquillo al muretto box, bensì indossando tuta e casco e sudandosi le famigerate sette camicie in martellanti turni di guida al volante di splendide Gran Turismo, quasi sempre italiane.

Newey, forse non lo sa (ma magari lo sa…!), ma sarebbe (anzi, è) un perfetto pilota Endurance. Del resto, lui sì che di gare di durata se ne intende, avendo partecipato alla 24 Ore di Le Mans 2007, mica cotica! In quella occasione, coadiuvato dal suo eterno “compare”, Joe Macari, e Ben Aucott, Newey riusciva a conquistare un ottimo 22° posto assoluto, 6° tra le LMGT2, al volante di una celeste (sponsorizzata Red Bull, e ti pareva…!) Ferrari F430 GT gestita da AF Corse.

Veloce quanto basta, meticoloso, paziente, profondo conoscitore del mezzo, rispettoso della meccanica, valido collaudatore, mai una manovra fuori posto, nessun rischio inutile. Un classico esempio di pilota gentleman col piglio del professionista. Sotto l’aspetto tecnico, dunque, nulla da eccepire. Come nulla da eccepire anche sotto l’aspetto umano. Ti aspetti il super VIP scostante venuto dalla Formula 1, quello che se la tira per la serie “fate largo che passo io”. Del resto, tutti gli occhi erano puntati su di lui, e per assistere alla prova di “Genius” si sono scomodati persino giornalisti e media che, solitamente, snobbano ed evitano l’Endurance manco fosse la peste bubbonica di manzoniana memoria. E invece, eccolo lì, Newey: faccia da bambinone, sorriso sincero e niente puzza sotto il naso. E che bello è stato vederlo firmare un autografo a Michele Merendino (in gara con la Corvette Z06 GT3, RC Motorsport) su una lattina di…Red Bull!

Già, ma in gara? Ebbene, dopo essersi comportato ottimamente in qualifica (per Newey-Macari, 3° tempo assoluto in 1′33”349), Newey ben si comporta nel suo primo turno di guida. Dopo una partenza incerta, si issa stabilmente nelle prime posizioni. Dopo circa 1 ora, lascia il volante a Macari. Ecco, ora si aprirebbe un altro capitolo, titolato: Joe Macari, un pazzo scatenato. Velocissimo ed estremamente aggressivo nella guida, l’estroso inglese (concessionario in Gran Bretagna di Ferrari e Maserati) assomiglia, è proprio il caso di dire, ad un toro imbizzarrito: all’ingresso della Curva Roma, gli spettatori (pochissimi, come sempre, purtroppo…) potevano assistere a plateali e fumanti bloccaggi di ruote assicurati! Il patatrac è sempre in agguato. E infatti…

Dopo 121 giri ultimati e 3 ore, 22 minuti e 43.061 secondi di continua altalena nella top ten, Newey-Macari debbono abbandonare la corsa: Macari va lungo alla Roma, per un problema al cambio (in effetti, da qualche giro i cambi marcia spesso non erano più regolari). Vettura insabbiata, proprio quando Newey è ormai in procinto di iniziare un nuovo turno di guida. La coppia inglese, tuttavia, fa segnare il terzo miglior riscontro cronometrico della gara al giro 102: 1′34”401 alla media di 155,782 Km/h, ossia a poco più di 1 secondo e 6 decimi dal miglior giro veloce, segnato dalla Ferrari F458 GT2 AF Corse di Giammaria Bruni (1′32”781, a 158,502 Km/h di media).

Per la cronaca, la 6 Ore di Roma è stata vinta dal terzetto AF Corse composto dagli inseparabili Piergiuseppe Perazzini-Marco Cioci-Giammaria Bruni, autori di una prova a dir poco perfetta al volante di una altrettanto impeccabile Ferrari F458 Italia GT2. Dopo la sfuriata iniziale della Porsche 997 GT3 R GT3 dell’Autorlando di Paolo Ruberti-Luca Pirri-Marco Spinelli (poi ritiratasi per incidente), la F458 va in testa già al 6° giro, per involarsi verso un trionfo costruito con merito e solo in apparenza agevole. Nemmeno la foratura della gomma posteriore destra appena sostituita, ad 1 ora dal termine quando alla guida si trova Marco Cioci, può togliere all’inappuntabile equipaggio una vittoria ormai certa. I vincitori ultimano 220 giri, alla media di 149,698 Km/h. Al secondo posto si classifica la Ferrari F458 Italia GT3 AF Corse condotta da Giancarlo Fisichella-Vittorio Ghirelli-Lorenzo Casè, distanziati di 2 giri. A completare il podio, a 3 giri dai vincitori, la Ferrari F458 Italia GT2 Edil Cris condotta non senza patemi da Alessandro Garofano-Luca Rangoni-Raffaele Giammaria.

Prima della Silver Cup, e decima assoluta, la impeccabile BMW M3 E92 del Düller Motorsport, condotta magistralmente da Cesare Cremonesi-Andrea Belicchi-Gabriele Lancieri. Per loro, 207 giri completati alla media di 140,363 Km/h. Al secondo posto, la Renault Megane V6 dell’Oregon Team condotta da Michele Bartyan-Alan Simoni-Stefano Colombo. Al terzo posto, si piazza la BMW M3 E92 del Promotor Sport condotta da Roberto Conte-Massimo Zanin e Mariano Bellin.

Vi siete accorti che ancora non abbiamo menzionato la vettura portata in gara da Adrian Newey? Che dire, un mito di auto: Maserati MC12 GT1 (iscritta nella classe Britcar 24h Classe 1) telaio 9, ex Vitaphone più volte regina del Mondiale FIA GT ed ora gestita dal Vittoria Competizioni. Una meraviglia, un vanto tutto italiano. Peraltro, la MC12 vinse, gestita dal Racing Box, la 6 Ore di Vallelunga nel 2005 e 2006, rispettivamente grazie agli equipaggi Mastracci-Maddalena-Serafini e Cioci-Perazzini-Lamy.

Ah, semmai ce ne fosse bisogno, guardate un po’ qui sotto la Maserati MC12 di Newey-Macari. Riconoscete lo sponsor? Forza, gente, aguzzate la vista…

Foto: Paolo Pellgrini

Foto: Paolo Pellgrini

Scritto da: Paolo Pellegrini

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4 Commenti

  1. Grande Newey, è stata una piacevole sorpresa vederlo a Vallelunga, fare i suoi turni di guida e girare sicuro, pulito e veloce sulla potente Maserati MC 12, Peccato che il compagno Macari abbia compromesso un brillante piazzamento finale.

  2. sono michele merendino. Confermo gli ho chiesto di firmarmi una red bull… non sarà una R8 ma almeno adesso anche io ho una red bull firmata Newey ;-)
    Voglio aggiungere che Newey è secondo me un marziano della progettazione ma sopratutto una persona veramente alla mano. Cortese e disponibile, io ero nel box accanto al suo e durante tutto il weekend è stata un infinita processione di richieste di foto e autografi. non si è mai negato… che signore!
    In ultimo confermo che il volante lo sa girare, molto meglio di tanti che popolano i nostri autodromi vestiti da piloti…
    ciao e grazie per la menzione che ho molto gradito!

  3. Ciao Michele,
    averti ospite sul nostro blog ci fa un piacere immenso! Continua a seguirci!
    Bella gara, ottima rimonta: peccato le qualifiche “azzoppate” dalla sostuzione del motore ed i continui “bibitoni” di olio in gara. Ho visto che anche la Corvette RWT (cavolo, quanto camminavano!), ad un certo punto, aveva iniziato a fare rabbocchi di olio. Comunque, vedere il traguardo è sempre un ottimo risultato!
    Alla prossima!

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