Questo sito contribuisce alla audience di

HOME PAGE

Il primo BLOG sulla Formula 1. Gratis per te: F1 news,
foto, video, piloti, team, classifiche, calendario e F1 Live.

Chi è il vero artefice delle moderne vetture da competizione?

Foto: indycar.com

Foto: indycar.com

Fino a che punto i regolamenti tecnici possono influenzare le linee e le caratteristiche tecniche di una vettura da competizione?

Negli ultimi anni, i regolamenti tecnici hanno dettato oltremodo le peculiarità delle vetture.

Spesso, con conseguenze nefaste.

Vedere (qui sotto) e leggere, per credere

Avete visto? Vi piacciono? Sì? No?

Chi è il vero artefice delle moderne vetture da competizione: il progettista o il legislatore? Se è vero che i progettisti ancora riescono a lasciare le loro impronte, è altresì vero che, oggigiorno, i regolamenti tecnici influenzano oltremodo le caratteristiche tecniche delle moderne vetture da competizione. Le norme si affiancano ed accavallano inesorabilmente, trasformando le auto in creature bizzarre, sovente inguardabili. In nome della sicurezza-slogan, del controllo assillante delle prestazioni, della altrettanto soffocante ed onnipresente riduzione dei costi, del forzato livellamento delle prestazioni tra le diverse auto e dell’incremento del sedicente “spettacolo”, i legislatori hanno attuato provvedimenti che stanno snaturando l’essenza delle vetture da corsa. In sostanza, non è più il progettista a scegliere, azzardare e impostare determinate soluzioni, bensì è il legislatore a dettare sempre più le forme e le proprietà delle vetture. Al progettista, il compito di inserire e amalgamare al meglio quei parametri obbligatori espressamente imposti dai regolamenti tecnici.

Questo processo, inevitabilmente, conduce a storture e degenerazioni. Seguendo quasi esclusivamente i dogmi di sicurezza, diminuzione e livellamento coatto delle prestazioni, riduzione dei costi e ricerca del sedicente spettacolo, i regolamenti tecnici partoriscono vetture spesso buffe, bruttine, poco attraenti, forzosamente unificate e standardizzate nei contenuti tecnici e nelle forme. Del resto, i legislatori sono spesso (e purtroppo…) incompetenti burocrati senza scrupoli.

Le vetture Formula 1 costituiscono l’apice di questo gioco al massacro messo in atto dagli attuali regolamenti tecnici. Dalla fine degli Anni 90, le F1 hanno subito trasformazioni funeste: dapprima le gomme rigate (introdotte nel 1998 ed abolite nel 2009) e la drastica riduzione della larghezza massima delle monoposto (1998), quindi l’introduzione di osceni alettoni anteriori cucchiaio-muniti, il proliferare incontrollato di orripilanti appendici aerodinamiche, infine, dal 2009, le F1 hanno assunto un aspetto fumettistico, ridicolo, goffo. E via di questo passo, si potrebbe continuare sino a Capodanno del prossimo anno. Insomma, le F1, nel giro di poco più di un decennio, sono scadute di appeal, passando da meravigliose vetture a monoposto forzosamente e obbligatoriamente sgraziate e standardizzate, senza capo né coda. In questo gioco di sproporzioni (troppo strette e troppo lunghe e con musi eccessivamente ed inutilmente lunghi), sono soprattutto gli alettoni (indecenti, inguardabili, raccapriccianti, orribili!) i principali responsabili di questo crollo di stile delle F1. Persino il Presidente della Ferrari, Luca di Montezemolo, ha definito le attuali F1 “bruttine”. E sull’esempio delle Formula 1, anche le GP2 hanno assunto un aspetto a dir poco controverso.

Anche negli Stati Uniti, regolamenti tecnici alquanto oppressivi e scelte in nome della sicurezza determinano ormai le linee e le caratteristiche tecniche delle vetture. La Dallara IndyCar 2012 costituisce, senza dubbio, un coraggioso azzardo: applicare ad una monoposto a ruote scoperte concetti e soluzioni tipiche delle vetture a ruote coperte. È sufficiente ammirare la vettura e confrontarla con quella in uso sino al 2011 per rendersene conto. Anche in questo caso, la sicurezza (in particolare, evitare l’aggancio tra le ruote e scongiurare i famigerati decolli) ha dettato le linee della nuova vettura. Il risultato è senz’altro originale, fuori dell’ordinario. Indubbiamente, un esercizio di stile accattivante che non passerà inosservato e che, siamo sicuri, farà proseliti anche in Europa. Monoposto a ruote scoperte? Non proprio: grazie alla nuova Dallara, siamo di fronte ad un moderno “ibrido” tra monoposto a ruote scoperte e vettura a ruote coperte. Un esperimento non inedito: in passato, alcune vetture “formula” presentavano ruote (anteriori o posteriori) più o meno carenate per limpidi motivi aerodinamici. Dal 2013, inoltre, le Dallara potranno beneficiare di kit aerodinamici sviluppati direttamente dai vari team: un fattore che, speriamo, contribuirà allo sviluppo tecnico del campionato, da troppi anni incancrenito attorno al solo ed unico telaio italiano.

Se la Dallara IndyCar 2012 rappresenta un ardito progetto, i Daytona Prototype della serie Grand-Am palesano una caratteristica che le rende un po’ grottesche, specie se viste frontalmente. Unificate e standardizzate per regolamento in numerose aree di progetto, di concezione estremamente semplice e dall’aerodinamica altrettanto essenziale, i Daytona Prototype presentano un parabrezza ed un tetto che fanno a cazzotti con il resto del corpo vettura. L’altezza massima consentita dal regolamento (2011) è pari a 41 inches, ossia 1,04 metri: dunque, nulla da eccepire. Tuttavia, il parabrezza (unificato per tutti i costruttori) presenta una forma eccessivamente massiccia, squadrata, a “panettone”, quasi da vettura di serie. Confrontato ai parabrezza dei Prototipi LMP (molto rastremati e avvolgenti), il complesso parabrezza-tetto di un Daytona Prototype assomiglia alla cabina di un furgone! Una caratteristica che, evidentemente, stona con le forme e le linee di un Prototipo. Speriamo che i legislatori della Grand-Am prendano provvedimenti al più presto…

Ma le unificazioni stilistiche riguardano anche gli appena citati Prototipi LMP. Dal 2012, la pinna dorsale diviene obbligatoria. Un elemento aerodinamico introdotto dai legislatori dell’Automobile Club de l’Ouest in nome della sicurezza e del controllo maniacale delle prestazioni. Questa pinna non si può definire brutta, tuttavia non si dovrebbe mai imporre per regolamento una così vistosa appendice aerodinamica, ma, al contrario, lasciare libertà ai progettisti di applicarla o meno (posto il fatto che in tracciati medio-lenti o medio-veloci è superflua).

Inoltre, dal 2012 entrano in vigore i cosiddetti Big Honking Holes, ossia delle aperture obbligatorie opportunamente regolamentate da applicare alla carrozzeria in corrispondenza delle ruote anteriori e posteriori. Queste aperture, ovviamente, peggiorano l’efficienza aerodinamica delle vetture e quindi le velocità di punta (di questo passo, l’aerodinamica delle LMP diventerà meno pregiata ed efficiente di quella di una Fiat Panda…). Scelta, evidentemente, alquanto discutibile e che di certo non arricchirà il look dei bei Prototipi LMP. Non resta che pregare e confidare nell’abilità dei progettisti, affinché mascherino e rendano più gradevoli questi appariscenti elementi.

Il punto è il seguente: i regolamenti tecnici, quando ben concepiti e liberi, debbono solo ed esclusivamente dettare i tratti tecnici generali di una vettura. Purtroppo, oggigiorno, i legislatori si sono spinti oltre, andando così a regolamentare rigidamente, ossessivamente e con incompetente arroganza ogni area, ogni settore, ogni particolare, ogni centimetro di una qualsivoglia vettura da competizione. Esistono regolamenti più liberi, altri più rigidi, tuttavia il cammino appare segnato: norme sempre più vincolanti e all’insegna di vetture sovente eccessivamente ineleganti e poco aggressive.

Lasciamo che siano i progettisti a definire le linee e le caratteristiche tecniche delle proprie vetture. Lasciamo che siano i progettisti a connotare le loro auto di originalità, bellezza, sconcerto. La differenza tra la Ligier JS5 e le odierne F1 è abissale: la vettura francese era stravagante, bizzarra (ma affascinante) per libera scelta, le attuali F1 sono brutte per regolamento! Le vetture da competizione non solo debbono andare forte e funzionare bene, ma anche mantenere intatta una certa coerenza, appagare la vista ed i sensi, suscitare emozione.

Scritto da: Paolo Pellegrini

{lang: 'it'}
Etichette (Tags): , , , ,

I commenti sono chiusi.