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La Moto GP liberalizza i test, la F1 no!

ferrari

I test, questi sconosciuti. Mentre la Moto GP liberalizza i test nel corso della stagione agonistica, la Formula 1 offre un contentino ai team: solo tre giorni di test. Non è accettabile. Anche la Formula 1 avrebbe bisogno di alcune liberalizzazioni.

Dopo reiterate pressioni, i team della Moto GP hanno avuto la meglio sulla ottusità della “ezpeletiana” DORNA: dal 2012, test liberi durante la stagione. Non solo: potranno provare anche (e soprattutto…) i piloti ufficiali e non più solo i collaudatori. Unico limite, il numero di pneumatici a disposizione. Dunque, cade miseramente il teorema dei test brutti, sporchi e cattivi, produttori di sensibili, insopportabili incrementi dei costi. Vedete: si possono liberalizzare i test anche in tempi di preoccupanti ristrettezze economiche.

In Formula 1, invece, la realtà è diametralmente opposta. Eccezion fatta per i soliti test collettivi pre-campionato (peraltro regolamentati e stabiliti dalla FIA…), nel corso della stagione i team hanno a disposizione solo una misera sessione di tre giorni! Questo è quanto è stato deliberato al Consiglio Mondiale, tenutosi a New Delhi lo scorso 7 dicembre 2011.

Una decisione dal sapore di contentino, appunto. No, non va bene. In Formula 1, categoria che ancora si ritiene (a torto) il top del top del motorismo, i test dovrebbero essere liberi: dovrebbero essere i team a decidere come, dove, quando e perché effettuare collaudi. Non solo sessioni collettive pre-campionato, non solo sessioni collettive durante il campionato, ma anche test privati decisi in piena libertà dalle squadre. Già, i test privati: oggi praticamente estinti, ieri il sale delle corse. Che bello che era: i team inglesi andavano a provare in gran segreto a Silverstone e negli altri tracciati britannici, la Ferrari macinava chilometri su chilometri a Modena, Fiorano, Vallelunga, Imola, Monza. Realtà che, oggi, sono state inesorabilmente travolte, abbattute, cancellate dalle scellerate decisioni della FIA con il tacito avallo dei team stessi, colpevoli come e più della Federazione Internazionale per non essersi opposti.

Solo il Presidente della Ferrari, Luca di Montezemolo, reclama a gran voce una liberalizzazione dei test: “la F1 è l’unico sport al mondo in cui non ci si può allenare”, tuona il Presidente delle Rosse di Maranello. Parole sante. Lo stop ai test è una delle tante, troppe storture che caratterizzano la Formula 1 del Nuovo Millennio. Uno stop che, inevitabilmente, comporta ulteriori degenerazioni. Ad iniziare dall’abuso dei simulatori. Diciamolo francamente: questi simulatori sono una tristezza infinita. Poverini, i piloti: costretti a gironzolare in piste virtuali, a bordo di una vettura virtuale, provando soluzioni tecniche (aerodinamiche, ovviamente…) altrettanto virtuali che, all’atto pratico, non palesano sensibili ricadute sulle prestazioni reali della monoposto. Vale veramente la pena delegare lo sviluppo di una vettura ad alte prestazioni, l’allenamento, la crescita ed il feeling di un pilota professionista ad un tecnologicamente avanzato ma pur sempre freddo ed incorporeo simulatore?

Dunque, parafrasando uno slogan da campagna elettorale, test liberi per tutti. Ma c’è un però. In caso di test liberi, che cosa proverebbero e testerebbero i team? Stando al regolamento tecnico…praticamente poco o nulla! Gomme, qualche soluzione aerodinamica e ciclistica. Fine. Ecco, allora, che una liberalizzazione chiama l’altra. Il riferimento, come avrete ben compreso, è ai regolamenti tecnici FIA, rispetto ai quali (se le cose non cambieranno) non spenderemo mai buone parole.

E mentre i team del World Endurance Championship da diverse settimane sono già in pista a provare le vetture per la prossima stagione, le squadre di Formula 1 ancora sono ferme ai box, gomme fredde e motori spenti. Non fate rumore, per carità, Jean Todt dorme profondamente. Il Presidente non vuole essere svegliato

Scritto da: Paolo Pellegrini

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3 Commenti

  1. Ottimo articolo. Concordo in pieno. Mi accontenterei anche di non liberalizzarli del tutto, ma avere la possibilità di effettuare qualche test anche ogni due-tre gare, e anche privatamente.

  2. come giustamente segnala l’articolo, c’è “il tacito avallo dei team stessi”.
    Però attenzione perché a giugno quando fu discussa la proposta di tornare a fare i test, quello che premeva per dare più giornate alle squadre era proprio Todt e si opposero squadre come McLaren e Red Bull…

  3. io penso che la formula 1 che è il top dell’automobilismo non si possa permettere di non fare test e non avere troppe limitazioni di costo!!!! le squadre che non hanno i soldi devono andare acorrere in categorie minori tanto che senso ha averle in pista e vederle girare 5 o 6 secondi piu lente o addirittura non vederle proprio perche non riescono a superare il 107% in qualifica che è una presa per il **** ancora piu grossa per loro perche l’iscrizione il viaggio e tutto il resto lo hanno pagato lo stesso!!!!!!!!!