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Evasione fiscale e mondo dell’auto: è caccia alle streghe!

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Ogni sito Internet, ogni rivista, ogni persona, ogni appassionato che tratti e abbia a cuore il mondo dell’auto nella sua globalità deve “sfoderare la propria spada e andare alla guerra“.

Il mondo dell’automobile è, anzi, continua ad essere sotto attacco. In Europa, negli Stati Uniti, ma, soprattutto, in Italia. Nel nostro Paese, il settore automobilistico (ma anche quello motociclistico non scherza…) è sempre stato oggetto di duri, vessatori e repressivi provvedimenti: prezzo dei carburanti da decenni (e ripeto, da decenni!) alle stelle (la colpa è, anzitutto, delle accise statali, termine burocratese che vuol dire tasse…), superbolli assortiti, tasse, sovrattasse e via di questo passo. L’automobile, infatti, specie se “di grossa cilindrata” (in Italia, basta un 2000cc per classificarla di “grossa cilindrata”!), è sempre stata vista di cattivo occhio: un bene di consumo “di lusso”, plutocratico, quindi da mazzolare a piacimento, contro il quale è consentito ogni genere di accanimento. Del resto, il nostro Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, all’epoca del PCI affermava che la Ferrari dovesse costruire trattori anziché vetture sportive (e in parte fu costretta a farlo!)…

La retata di Cortina è, probabilmente, l’inizio della più colossale caccia alle streghe che l’età contemporanea ricordi. Come dire: incriminare tutti per omicidio al ritrovamento del cadavere di un morto ammazzato! Evidentemente, una assurdità. Tuttavia, in Italia, in tema fiscale, sta accadendo proprio questo. Nella ormai più famosa retata sotto regime di polizia tributaria (prepariamoci, ce ne saranno altre…), pare che gli ispettori fermassero per strada i passanti, chiedendo loro dove avessero comprato i loro orologi e se tali acquisti fossero compatibili con la loro dichiarazioni dei redditi! Follia, follia e ancora follia. Un Paese così non può definirsi libero.

Ora: che l’evasione fiscale rappresenti una triste realtà culturale tipicamente italiana, nessuno lo mette in dubbio. Ma che per combattere la vera evasione fiscale si debba “incriminare” tutti, onestamente non sta né in cielo né in terra. Tutto ciò è insopportabile, poiché tutti noi, nessuno escluso, potremmo cadere nostro malgrado nella trappola del fisco. È sufficiente un’inezia, un cavillo, 1 solo Euro non pagato per ritrovarsi ammende vertiginose, sequestro dei beni e casa ipotecata. Posto il fatto che i primi evasori d’Italia sono proprio lo Stato e la rispettiva classe politica e dirigente: basta analizzare il dato del debito dello Stato nei confronti dei privati…

Ebbene, in Italia la ricchezza è sempre più criminalizzata e demonizzata. Simbolo di questa ricchezza da combattere ed estirpare, secondo lo Stato ed i suoi esattori, è l’automobile. Brutta, sporca, cattiva ed inquinante, l’automobile non vive i suoi giorni più felici. Ormai, in Italia, quasi conviene non possedere più un’auto: pagata a caro prezzo dal concessionario (in tempi di crisi i prezzi dovrebbero abbassarsi, invece quelli delle auto continuano ad alzarsi…!), tassata e vessata dai legislatori dello Stato (carburanti compresi), tartassata dalle compagnie di assicurazioni, strapazzata da autovelox illegali. Come se non bastasse, mettiamoci anche i trattamenti non proprio edificanti che l’automobilista è costretto a subire dalle Case automobilistiche stesse, specie in caso di malfunzionamenti, guasti e così via. E come se non bastasse, ecco che il nuovo Esecutivo Monti, per non sfigurare rispetto ai governi che lo hanno preceduto, martella ulteriormente gli automobilisti, inserendo un superbollo per le vetture da e oltre i 185 kW di potenza (comprensiva di sovrattasse differenziate), andando così a colpire in maniera ingiusta ed indiscriminata una miriade di auto.

Fare l’automobilista in Italia è un calvario. Basta possedere un SUV, un qualsiasi SUV, per essere tacciati di evasione fiscale. È sufficiente possedere una Mercedes, una Audi o una Jaguar (poco importa se usate o nuove: potete comprare una Jaguar XJ usata a soli 4000-5000 Euro!) per essere ancora additati quali pericolosi evasori fiscali da braccare giorno e notte. Se poi siete clienti Ferrari, Aston Martin, Corvette, Lamborghini e compagnia cantante, è la fine: guardatevi le spalle e occhio ai men in black del fisco italiano…

E torniamo a Cortina. Ebbene, una vergognosa caccia alle streghe dicevamo. Ed anche in questa circostanza, giornalisti, tuttologi e moralisti dell’ultima ora hanno dato spettacolo. Anzitutto, i TG di tutta Italia hanno trasmesso sino alla noia immagini di Ferrari, SUV e… una Porsche, con tanto di targa anteriore non opportunamente oscurata. Alla faccia della correttezza verso il proprietario e della tanto osannata privacy…

E sempre il solito, squallido ritornello: “le vetture di grossa cilindrata”, “i SUV”. Bene, spiegateci allora quali sono queste vetture, quanto costano, se sono usate o nuove. Altra accusa: “vetture intestate a società in perdita”. E allora, dov’è il problema? Intestare un bene ad una società è, anzitutto, operazione consentita dalla legge, quindi legale. In secondo luogo, quando in perdita, un imprenditore non può di certo smettere di fare la bella vita da un momento all’altro! Spiegateci, geni del fisco, basta un 2% in meno rispetto all’anno precedente per vendere ogni bene “di lusso” e per ridursi a barbone?? Se così fosse, lo Stato e molte aziende statali e parastatali dovrebbero chiedere l’elemosina, altro che auto blu e aerei di Stato…

E poi, spiegateci una cosa, cari moralisti: perché considerare evasori tutti indiscriminatamente e solo ed esclusivamente i possessori di SUV (anche i Dacia Duster?), di berline cosiddette di lusso e di vetture sportive e non considerare mai i possessori delle cosiddette citycar? Un commerciante che gira in Kia Picanto (è solo un esempio, mi perdonino i possessori della simpatica vettura coreana!), con un catorcio vecchio di venti anni o, meglio ancora, in bicicletta non può evadere il fisco??

Evidentemente, il rango di un’auto non rappresenta un valido, equo ed oggettivo metro per stabilire chi evade e chi no. Peraltro, si può essere grandi evasori fregandosene dell’auto e spendendo i propri denari in abiti, gioielli, scarpe, borse, orologi, viaggi, case, terreni, eccetera, eccetera. E perché no, è possibile evadere il fisco, anche pesantemente, e fare la vita dello straccione.

Oppure, è possibile risparmiare (chi non ha figli o spese eccessive lo può fare!) e spendere i propri quattrini in uno o più beni per i quali si farebbero follie. Il tutto, senza evadere. “Risparmio per una vita, e poi mi faccio una Corvette o una vacanza di un mese in Australia!”. Perché, non si può?

Dal mercato di serie alle competizioni il passo è breve. Già, perché nelle competizioni, nonostante il periodo di vacche magre, girano tanti, tanti denari. Molte categorie si reggono anche sulla presenza di piloti gentleman, molti dei quali italiani. Persone, evidentemente, benestanti, quasi sempre imprenditori col pallino delle corse. Fortuna che esistono, dicono gli appassionati, ma per il fisco?. Persone, quindi, costantemente pedinate dal fisco e tartassate da imposte assortite e che, ora, verranno ancor di più osservate alla lente d’ingrandimento. È sufficiente recarsi in un qualsiasi autodromo, durante una qualsiasi gara nazionale per ammirare auto da sogno aggirarsi nel paddock: vetture di sponsor, piloti, proprietari di team. Seguendo il “metodo Cortina”, anche i paddock italiani potrebbero essere oggetto di sgradevoli “visite” da parte degli ispettori di Equitalia e della Agenzia delle Entrate. Capirai: secondo i parametri del fisco italiano, non si salverebbe nessuno! Persino i possessori di un Pass Vip (Vip uguale importante, importante uguale ricco, ricco uguale evasore…) potrebbero essere sospettati di evasione fiscale!

Attenzione, signori, siamo in presenza di una autentica caccia alle streghe. Una caccia che non si tradurrà in una sana, coscienziosa e priva di isterismi ideologici emersione del sommerso (l’evasione esisterà comunque perché l’italiano, di natura, è prevaricatore e furbetto, ahinoi…), ma solo in una controproducente psicosi generale. Il mercato dell’auto ne potrebbe risentire pesantemente: non solo le vetture “di tutti i giorni”, ma anche le cosiddette supercar e auto di lusso. Senza rinunciare al proprio acquisto, molti benestanti potrebbero lasciare l’Italia e fuggire all’estero. E farebbero bene. Vedete, l’ipocrisia è evidente. Ci avete fatto caso? Quando il mercato dell’auto (Fiat in primis) è in crisi, TG e giornali si stracciano le vesti, gridando all’allarme e snocciolando percentuali al ribasso. E lo Stato, al tempo stesso, dispensa ingenti finanziamenti all’industria automobilistica nazionale (Fiat): le somme ricevute in tanti decenni dal Gruppo torinese (Ferrari compresa) raggiungono cifre esorbitanti. Tuttavia, lo Stato continua a vessare il settore dell’automobile: insomma, da che parte sta lo Stato? Vuole il bene dell’auto o ne reclama la sua morte?

Difficile prevedere e quantificare i danni che questo stato di polizia tributaria può arrecare al mondo delle competizioni nazionali e ai quei team e piloti e a quelle Case italiane impegnate nei campionati internazionali. Questa caccia alle streghe è in grado di innescare imprevedibili processi a catena. Molti piloti gentleman getteranno la spugna? Più forzosa “sobrietà” anche nei paddock? Chissà…

E che ne sarà di Case prestigiose, orgoglio nazionale (altro che Nazionale di calcio!), quali Ferrari, Maserati e Lamborghini? E che ne sarà della vendita di auto estere di alta fascia in Italia? E che ne sarà dei team italiani impegnati nelle competizioni, di fatto delle società a tutti gli effetti? Saranno vittime di insistenti blitz in stile Cortina, in quanto possessori e gestori di auto sportive, pertanto ritenute brutte, sporche e cattive? E che ne sarà dei paddock: ci ritroveremo vigilati dalla Guardia di Finanza? Del resto, quale migliore occasione per effettuare retate in stile Cortina che entrare in un autodromo…?

I legislatori proprio non vogliono guardare la realtà. Il mondo dell’auto, da quello di serie a quello sportivo, è in grado di far girare l’economia di una Nazione o, quantomeno, a contribuire al suo sviluppo. Si pensi al giro di denari della Formula 1, della NASCAR, della IndyCar e di gare come la 24 Ore di Le Mans. Eventi che richiamano centinaia di migliaia di persone, investimenti, TV, merchandising, sponsor, miglioramento di infrastrutture, indotto nella ristorazione, turismo: insomma, lavoro e crescita. Sono soldi, soldi veri che entrano in circolo. Si pensi a Maranello: cosa sarebbe stata e cosa sarebbe Maranello senza la Ferrari? Un settore, quello dell’auto, che implica ricerca tecnologica, indotto, investimenti in alta tecnologia. Da quando è nata l’automobile, vale questa massima: dimmi che auto produci e guidi e ti dirò chi sei. Ebbene, la diffusione della motorizzazione e, soprattutto, la qualità delle auto rappresentano parametri incontrovertibili per stabilire il grado di benessere di un Paese. Pertanto, vendere auto costose non è un reato né una colpa, bensì un merito, un pregio, un vanto. In una seria e moderna società, il successo individuale (sia chiaro, sempre ottenuto con merito e legalmente) dovrebbe costituire il fulcro attorno al quale erigere e fondare una Nazione. Ed il successo comporta benessere e ricchezza. Cosa c’è di male? Idealmente parlando, tutti dovremmo aspirare ad una Ferrari, non ad una carretta fatta in economia.

Purtroppo, oggigiorno, in Italia, ricchezza e benessere non sono tollerate. Dunque, le automobili “vistose” e appariscenti (ossia, grandi di dimensioni, di “grande cilindrata” e “potenti”) sono mal digerite. Al contrario, le citycar incarnano le auto della brava gente (poco importa se costose come e più di un SUV o di una raffinata Jaguar usata…): tanto sono piccole, passano inosservate …

Gli acquisti costosi non vanno maledetti, ma benedetti. Andare contro l’auto, pertanto, equivale a rinnegare anni e anni di sviluppo e di benessere agognato e raggiunto. Negare l’esistenza all’industria motoristica equivale a suicidarsi.

Scritto da: Paolo Pellegrini

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22 Commenti

  1. Questo articolo è ridicolo, delirante e fuori dalla realtà, nessuno sta aggredendo l’auto, sono stati fatti FINALMENTE solo dei controlli fiscali, è una cosa normale in un paese normale. Se uno ha pagato regolarmente le tasse non vedo cosa ci sia da temere.

  2. Che articolo ridicolo. un conto è essere appassionati di auto in genere, un conto è dire che c’è un attacco al mondo dell’ automobile. Chi compra una ferrari, porche suv di case importanti o cmq auto di un certo livello e poi dichiara di guadagnare quanto un operaio che al massimo puo permettersi una panda usata, bè cara redazione, merita oltre ad un controllo e una multa esemplare anche di finire in carcere come accade agli evasori del resto del mondo. ma per favore smettetela con la storia dell’attacco al mondo dell’auto.

  3. Se l’autore dell’articolo è in grado di spiegarci come può fare uno (come può essere il sottoscritto) con una dichiarazione dei redditi dimeno di 30000€ l’anno a comprare, ma soprattutto mantenere, un SUV, o una Maserati, o una qualsiasi auto di lusso, scriva un articolo per spiegarcelo: in tal modo anche noi tutti ne acqusteremmo una e così la crisi del mercato dell’auto sarebbe subito risolta!

    • Ma che discorsi del cavolo fai? Se uno ha passione cerca di coltivare tale passione. Esempio banalissimo perchè sinceramente non ho tempo da pardere con gente come te.

      Porsche cayenne s 2003,2004,2005 Prezzo 16-22000 euro max.

      Maserati: coupè 4200 2000-2002: 19-25000 euro

      Se sei in prima classe, legge bersani cambi residenza e via dicendo, assicurazione non costa più di 600-700 euro all’anno,
      Bollo: per la prima, 1580 complessivi per la seconda stesso prezzo anzi forse arriviamo a 1360!

      Ovviamente tali macchine sono macchine per appassionati: ergo HOBBY!!!!Vanno considerate come seconde auto.

      ORa , senza farmi bestemmaire, è possibile che uno che guadagni 30000 euro all’anno possa girare la doemncia per andare al ristorante con una MASERATi fiammante, o una ELEGANET Porsche?

      Vi sembra giusto che persone che amano le autovetture e fanno sforzi per mantenerle debbano essere ingiustamente colpevolizzati dall’opinione pubblica? E’ giusto che possessori diq ueste autovetture, che al massimo percorrono 5000 km all’anno debbano pagare di più di auto che ne percorrono 30000?? E non avendo nessun privilegio?

      State tutti bene così miei cari sfigati, Continuate a avere paura di esporvi, a rimanere col vostor lavoretto del ***** e guidare la vostra toyota yaris

      Saluti

  4. L’articolo in parte dice cose giuste. Ma non è che tartassano il mondo dell’auto, tartassano la gente colpendola sui beni di prima necessità. Anche un fumatore accanito può considerarsi tartassato: avete idea di quanto sono aumentate le sigarette? O chi a casa, proprio come stiamo facendo noi, utilizza la luce per accendere il PC o semplicemente per non vivere come pipistrelli. Avete idea di quanto sono aumentate le bollette?…

    I controlli a tappeto a Cortina secondo me sono stati una GRAN COSA, ovviamente ci sono modi e modi per controllare…e in questo do ragione all’articolo. Ma io non credo che sia una libertà negata. Si possono fare tutte le illazioni di questo mondo, ma se hai i conti a posto puoi stare tranquillo. Io spero soltanto che Cortina sia la punta dell’iceberg e che continuino lungo tutto lo stivale.

    La benzina è un bene di prima necessita (o i carburanti, per i più pignoli), le auto di lusso NO.

    Ora, piccola riflessione personale che spero mi concederete: Se si vuole tassare qualcuno per far quadrare i conti nerissimi di questa povera Italia, chi se non i possessori di beni di lusso?? Se si possono permettere una Ferrari, si possono anche permettere di pagare le tasse…

  5. articolo ALLUCINANTE!!! Ma per caso l’autore è un evasore che va al giro con un suv???

  6. Ma quali streghe? Qua si parla di delinquenti che frodando il fisco, rubano agli altri italiani.
    La ricchezza non è un crimine. è criminale nasconderla ed evadere le tasse.

    E’ vero che le tasse sono troppe e troppo onerose, è vero che la benzina e l’auto, per la grande, eccessiva diffusione di questa, sono bersagli facili da colpire, ma è anche vero che siamo stufi di essere presi on giro dai vari “furbetti del quartierino” quando ci facciamo il mazzo tanto per sopravvivere giorno dopo giorno.
    Sei ricco? e allora paga le tasse in proporzione alla tua ricchezza reale.

    Una cura di umiltà e di sano realismo non guasterebbe.
    Giuseppe

  7. Che articolo sciocco… stai a vedere adesso che il mercato dell’auto è in crisi, perché finanzieri e addetti dell’agenzia delle entrate fanno il proprio lavoro! Onestamente, spero che l’autore di questo pezzo, non pensi sul serio le barzellette che ha scritto.

  8. Eh caro Pellegrini, di solito concordo con i tuoi articoli, che trovo sempre molto interessanti, ma questa volta concordo solo in (minima) parte.
    Sono daccordo che l’automobilista sia una delle categorie più tartassate in italia, perchè non ci sono solo le auto vendute a caro prezzo, le accise sui carburanti e superbolli, io ci aggiungo anche le tantissime multe per “far cassa” a spremere i portafogli di automobilisti e motociclisti e i costi spropositati della manodopera di meccanici e carrozieri.
    Su tutto il resto non mi trovo affatto daccordo.
    Il fatto che in Italia l’evasione ci sia sempre stata non è una scusante valida perchè le cose non cambino mai, ed è una scusa che di solito tirano fuori chi trae vantaggio dal manenimento dello status quo.
    Per cambiare le cose bisogna anche cambiare la mentalità delle persone, quindi è ora di finirla di considerare “accettabile” e “normale” l’evasione perchè “ormai in Italia è così e lo sanno tutti e non c’è niente da fare”.
    E’ ora che anche in Italia le cose cambino, e che chi non hai mai pagato, o ha sempre pagato meno, magari per permettersi la “bella vita” inizi a pagare fino all’ultimo centesimo dei soldi che deve alla comunità, perchè non si può più tollerare questa situazione, soprattutto in tempi di crisi in cui ai cittadini che le tasse le pagano vengono chiesti sempre più sacrifici, anche quando ormai è riasto ben poco da spremere, ma nonostante questo si continua a spremere.
    E basta anche con questa storia che i ricchi e i loro privilegi servono per far girare l’economia: che sia aumentino i redditi di operai e impiegati, devi vedere come riprendono i consumi ed anche il mercato dell’auto, anche senza incentivi!
    Non è che si vuol criminalizzare la ricchezza, il fatto è che l’evasore generalmente lo si trova dove c’è la ricchezza (visto che è questo il motivo per cui evade), e quindi trovo giusto e normale che per i controlli, visto che da qualche parte bisogna partire, si parta dai beni che una persona non ricca non potrebbe di certo permettersi, e visto che l’auto è una delle maggiori passioni per gli italiani, per la quale spesso ci si indebita, è scontato che si facciano controlli anche sulle auto.
    Tra l’altro, visto l’esito dei controlli, direi che hanno fatto bene!
    Se poi i benestanti vogliono “fuggire all’estero”, a meno che non vadano in qualche paradiso fiscale, in qualsiasi altro paese civile e normale, non potendo evadere come qui, andrebbero a pagare più tasse che in Italia!
    E’ vero che non è che un imprenditore solo perchè un anno ha avuto un abbassamento del redditto della sua azienda, deve vendere i beni di lusso e smettere di fare la bella vita… ma permetti che venga il forte dubbio che se possiede beni di lusso e fa la bella vita il sospetto che qualche cosa nei suoi conti che non va ci possa essere, e da qui un controllo più approfondito?
    I controlli sarebbero una vessazione? Se hai sempre pagato quello che dovevi non hai nulla da temere, e se c’è stato qualche errore per pochi euro non ti mettono certo in galera…
    …la vera vessazione è far fatica ad arrivare alla fine del mese con lo stipendio, e nonostante questo subire l’ulteriore aumento delle tasse, sopratutto di quelle che non discriminano fra ricco e povero, come ad esempio l’aumento dell’Iva, che anche il pensionato con la mianima paga come il plurimiliardario.
    Questa è vessazione, non i controlli sulla ricchezza per verificare che ce la si possa permettere onestamente, e non con sotterfugi che costringono gli altri a pagare più tasse.

  9. Egregio sig. Paolo Pellegrini sono un imp. Statale e negli ultimi 6 anni sono stato attenzionato dall’agenzia delle entrate per ben 4 volte, questo perché ho la fortuna di possedere un monolocale (che finirò di pagare nel 2030) REGOLARMENTE affittato e sul quale nn ho mai evaso 1 euro. Orbene, io non mi sono scandalizzato affatto dei controlli e di certo questi non hanno causato il crollo degli affitti e delle vendite immobiliari. Ma non nego che mi sono comunque irritato, vuol sapere perché? Io non ho una Porsche Cayenne intestata all’azienda ed immatricolata autocarro, non possiedo una barca di tot metri ormeggiata in Costa Azzurra o dove più le piace, purtroppo non ho il mio sogno di nome Ferrari nel box. Ho semplicemente la fortuna di aver acquistato un immobile che spero di riuscire a vendere quanto prima. Sa, a quelli come me un 2 percento in meno all’anno vuol dire tanto. Le dirò, un amico recentemente si è recato in concessionaria per ordinare la nuova Range Rover Evoque… risposta? Attesa di svariati mesi. Il venditore dice: noi non risentiamo della crisi… Le è difficile credere che chi ha un’auto da 100000 euro o più ha problemi a comprarsela anche di questi tempi? Se non lo farà sarà solo per evitare controlli e chiediamoci il perché!!!

  10. Sono contento di una cosa: il bello della rete è che chi esprime commenti quanto meno un po’ sopra le righe viene giustamente redarguito dai suoi lettori.
    Questo blog sovente propone articoli di grande interesse, alternandone tuttavia ad altri con contenuti a dir poco “discutibili”.
    Questo vedo con piacere che è visto dai lettori tra gli articoli “discutibili”!

  11. è il più stupido articolo che io abbia mai letto………….
    io sono operaio e pago obligfatoriamente le tasse (anche a quelli che non le pagano) e guido la macchina che mi posso permettere e possono farmi tutti i controlli che vogliono e sono pulito……..(ho la coscenza apposto)
    Chi invece evade il fisco per girare con la ferrari a mio avviso la galaera è il miglior posto dove può parcheggiare!
    l’evasione fiscale è quella che toglie la vita e la gioia di vivere a noi onesti cittadini!

    Vergognati!

  12. Caro Pellegrini, leggo sempre con molta attenzione e con piacere i suoi articoli che ritengo assolutamente pregevoli oltre che indice di una non comune competenza nel settore dell’auto. Questa volta, tuttavia, credo debba ammettere di aver toppato alla grande. Può capitare…

  13. Credo che l’articolo sia stato frainteso da chi non lo condivide. L’autore non giustifica e non ammette ( è scritto chiramente in grassetto) gli evasori fiscali. Questo è un punto fermo. Tuttavia, che gli automobilisti in generale e le auto cosiddette “di lusso” siano da sempre il bersaglio preferito dal fisco e dei governi di turno perennemente alla ricerca di soldi facili,, è altrettanto un fatto assodato ed incontestabile. Chi nega tale forma di “persecuzione” non conosce la storia della motorizzazione italiana degli ultimi 40 anni. Per sapere se le azioni governative anti auto hanno e avranno effetti negativi sul mercato, basta attendere pochi mesi. Anzi i primi contraccolpi sono già emersi a detta delle varie associazioni delle concessionarie e dei costruttori. Dall’introduzione del superbollo (manovra ultima del governo Berlusconi poi ripresa ed estesa dall’attuale governo Monti), non passa settimana che ANFIA, UNRAE, e associazioni concessionari, non emettano comunicati stampa che espongono una situazione drammatica, con migliaia di posti lavoro a rischio. In passato ho già vissuto, in prima persona, gli effetti di altri superbolli, una tantum, IVA al 38%, aumenti dei carburanti da paura, ecc. Ebbene, puntualmente il mercato nè ha sempre risentito, anche pesantemente. Forse pochi ricordano gli effetti devastanti delle una tantum (anni ‘70) e della supertassa voluta dal governo Amato (1993) su auto e moto oltre una certa cilindrata (per le auto da oltre 2000 cc), perchè gli Italiani hanno purtroppo la memoria corta o forse molti erano ancora troppo piccoli.
    Ma il sottoscritto e altri colleghi dell’epoca non possono dimenticare quel triste periodo in cui molti persero il posto grazie alla demagogia di certi politici. Avrei altro da dire ma mi fermo per motivi di tempo.

  14. Cari lettori,
    mi dispiace che l’articolo sia stato frainteso.

    Ma quale difesa dei grandi evasori, quelli che io definisco “professionisti” e che evaderebbero anche 1 solo centesimo! Avete capito male! Malissimo! Io condanno fermamente i metodi polizieschi e da “terrorismo psicologico” attuati dal fisco italiano. Un fisco che tartassa tutti, anche chi pensa legittimamente di essere in regola (leggere la cronaca, grazie!)

    Vedete, non si possono etichettare tutti i possessori di SUV (si fa presto a dire SUV: quali SUV? Nessuno lo dice!), berline di lusso e auto sportive come evasori. No, non ci sto! Perchè demonizzare tutti indiscriminatamente? Perchè criminalizzare la ricchezza, il progresso ed il benessere? E ripeto, in Italia c’è un concetto distorto di lusso e “grande cilindrata”: ribadisco, basta posedere un 2000cc (e quanti di voi posseggono una tale vettura? Scommetto in parecchi…) per essere considerati sceicchi, quindi ricchi, quindi bastardi evasori da colpire!! Se vi pare giusto…

    Vedete, aspirare al benessere non deve essere considerato reato. Solo in Italia (considerando i Paesi sviluppati) si predica il pauperismo e si invidia chi ha i soldi. Perchè, parliamoci chiaro, c ‘è tanta, ma tanta invidia verso i ricchi. Perchè i ricchi, in Italia, sono sempre stati mal visti. Ed i molti commenti negativi all’articolo ne sono la conferma.

    Peraltro, debbo dire che sono rimasto basito da tanta “rabbia” nei confronti delle auto sportive e cosiddette di lusso: proprio in un sito che esalta le auto sportive (e molte sono costose e inaccessibili a molti di noi, sottoscritto compreso: di certo, non potrebbero costare 2000 euro!!!)…

    Ad ogni modo, l’Italia è “culturalmente vecchia”. Ripeto: tutti, e dico tutti, possono passare brutti guai col fisco che ci ritroviamo. Non serve essere evasori per ritrovarsi con Equitalia che ti bussa alla porta.

    Dimenticavo: sono nullatenente, non ho un SUV nè una vettura mia (guido una vecchia ma robusta Clio del 1991, che ormai passa più tempo in officina che in strada…). E qui mi fermo, evitando di mettere in piazza la mia vita, per nulla esaltante… Però, senza ipocrisia, dico e affermo che mi piacerebbe molto possedere una Jaguar, una Ferrari, una Corvette o una Porsche. E senza evadere. Perchè, a voi no…?

  15. A completamento del commento…
    Scommetto che a molti di Voi, cari lettori, piacerebbe molto possedere una Ferrari, una Porsche, una Lambo o una qualsiasi auto sportiva, usata o nuova poco importa. Del resto, da appassionati di corse sarebbe incomprensibile non amare e desiderare simili nvetture… Sbaglio? Suppongo di no.
    Ebbene, qualora riusciste ad acquistare una simile auto, sarei contento per voi. Però, attenti: non vi lamentate se poi vi ritrovate il fiato del fisco sul collo…
    Hai voglia a spiegare loro che siete a posto, che avete risparmiato, che siete degli appassionati di auto e non degli evasori pericolosi più di un assassino o di un mafioso…
    Uomo avvisato…

    • concordo con il sig.pellegrini,su quanto scritto,in queste azioni di caccia alle streghe non c’e’ nulla che dara’ sollievo alle molteplici e sempre piu’numerose categorie svantaggiate di questo paese,come dire disoccupati,cassintegrati,lavoratori in nero,persone che perdono o perderanno il lavoro, non usufruiranno di un bel nulla,solo la casta si rimpinzera’ sempre piu’ alla faccia di un popolo bue e inerte,buono solo ad essere invidioso e non capace di tirar fuori gli attributi,non negatelo,e’ cosi’ per molti.auguri italia ne hai bisogno.

  16. Cari lettori di Circus in disaccordo, prego prendere atto delle puntualizzazioni di Paolo Pellegrini.
    Il grosso problema italiano è l’immane spesa pubblica per mantenere il grosso, elefantiaco baraccone statale che nessun governo ha il coraggio di smantellare. E’ come un grosso pentolone con tanti buchi: i vari governi (e l’attuale più degli altri) cercano di riempirlo versando sempre più acqua (le tasse) senza però tappare i buchi. Impresa impossibile. Verissimo che il fisco, nelle sue varie espressioni, ci può perseguitare anche se siamo perfettamente in regola e dalla parte della ragione. E non è facile difendersi perchè il cittadino è sempre in posizione svantaggiata rispetto allo Stato che usa sempre metodi intimidatori. Ho lottato oltre 2 anni per farmi restituire 46 euro di bollo moto non dovuto.
    Provare per credere.

  17. noi del popolo dobbiamo comprarci e prenotare tutti una nuova bajaj re 60 20 cv 70 km/h,ci sentiremo tutti piu’ piloti,basta auto grosse,quelle lasciamole a magnacci,farabutti e politici, questi si hanno diritto.loro sanno stare al mondo.

  18. All’inizio anche io ero rimasto sorpreso dell’articolo, ma ad una seconda lettura, più a freddo non posso che condividere.

    Se mi consentite, il popolo dell’automobile (praticamente ogni italiano, vista l’efficienza dei mezzi pubblici nazionali), si vede costantemente colpito da ogni manovra finanziaria e calamità naturale.

    tra aumenti delle accise (5 volte in quest’anno) per ogni evento che colpisce l’italia, posso capire quelli per le alluvioni, che hanno causato molti disagi e problemi alle zone colpite, ma quelli per il fondo unico per lo spettacolo e per i clandestini no, tra aumenti del bollo, delle imposte sull’RC auto (che è obbligatoria), superbollo, incrementi dell’ipt, Iva ed ogni altra tassa possibile sull’auto.

    Insomma, da una parte ci costringono ad acquistare automobili, perché il servizio pubblico in merito è sempre peggiore, dall’altra ci criminalizzano se con fatica e sacrificio ci compriamo un auto, sopratutto se di grossa cilindrata, sportiva od altro.

    E teniamo presente che ci sono persone per cui il “Gippone” meglio noto come suv è indispensabile se non necessario, visto lo stato in cui versano certe strade di montagna.

    • Mi dimenticavo di aggiungere, che intanto, i nostri politici, viaggiano gratis in prima classe su ogni mezzo di trasporto “pubblico” nazionale, ed hanno veicoli di stato (leggi auto blu) che gli consentono privilegi non indifferenti anche per andare allo stadio a vedere le partite.

      privilegi che sono pagati con le nostre tasse.

  19. Ripasso solo ora di qui perchè perchè nell’ultimo mese mi è stat impossibile.
    Caro Pellegrini, sono convinto che non era tua intenzione difendere gli evasori; io credo che la reazione che c’è stata al tuo articolo (la mia compresa) sia dovuta al fatto che, dopo la suddetta vicenda, siamo stati bombardati da uscite di gente che affermava che l’evasione è “sbagliata e va combattuta”, ma non “in questo modo”, e generalmente questa uscite le hanno fatto persone (politici più che altro), che nella pratica hanno sempre fatto di tutto per “non impegnarsi troppo” nel combattere l’evasione… di gente insomma che a parole dice che è sbagliata, ma nella pratica la giustifica e se la prende se la si combatte troppo (non ha caso, chi dirigeva il loro governo arrivò a dire ad una festa della Guardia di Finanza, di non esagerare e di “chiudere un occhio” – non ricordo le parole precise, ma il senso era quello).
    Io credo che, con il bombardamento subito, sia venuto naturale a tutti (o quasi) associare il tuo articolo a “difese” del genere, anche se, ripeto, sono convinto non fosse quello il tuo pensiero e il tuo scopo.
    In ogni caso, anche a me piacerebbe avere una Ferrari o altra auto di lusso, invece della mia povera 206 di 12anni e mezzo e oltre 240.000km, che devo sperare cammini senza troppi problemi per altri 5-6 anni, perchè non ho i soldi per cambiarla (per fortuna, quando la comprai, invece dell’HDI presi il buon vecchio 1.9D aspirato… non va una mazza, ma è un trattore indistruttibile – mi sto toccando “gli spicci” per scaramanzia mentre lo scrivo).
    Io non condanno la ricchezza e non condanno il lusso, ma condanno chi nella richezza e nel lusso ci vive a spese degli altri, non pagando tasse che al posto loro altri devono pagare, per servizi che pure loro usano, ma che non hanno pagato.
    E’ vero che ci si accanisce sulle auto, ma è anche vero che l’evasione più consistente non è quella dei “Non tantissimi” che evadono milioni di euro, ma è quella dei tantissmi che evadono migliaia di euro.
    La maggior parte degli italiani ha la passione per la bella auto, e quindi fra le belle auto di evasori ne trovi tanti. E’ pure vero che non tutti gli evasori sono interessati alla bella auto e quello che va in giro in bicicletta non lo becchi, ma forse avrà la passione per i viaggi, e quindi lo becchi con i controlli sui viaggi costosi, oppure avrà la passione per la barca o per qualcos’altro, lo beccherai con un altra sua passione (perchè, do per scontato che accanirsi sulle belle auto per me è giusto ma ci si deve accanire anche su tutti gli altri settori in cui possono essere scovati gli evasori).
    Se poi non ha passioni e i soldi che evade li “ammucchia” senza farne nulla… beh, lo trovo un miserabile che di certo non invidio… le bare non hanno le tasche per metterci i soldi, e se anche le avessero, una volta tirato le cuoia non te ne faresti niente ugualmente… preferisco essere povero e godermi quel poco che ho, che ricco e non godere affatto della mia ricchezza…
    Chiedo scusa, ho divagato…
    Comunque resto dell’idea che le beghe dei controlli sono un male pià che sopportabile, se servono per combattere efficacemente l’evasione, perchè sono convinto che, se non hai nulla da nascondere non ci sia nemmeno bisogno di avere tutta questa paura dei controlli… se la si ha significa che qualcosa “non apposto” è facile che ci sia…
    Credo che, purtroppo, sia un “male” inevitabile se si vuole combattere davvero l’evasione… sono decenni che non si fa una mazza, il risultato è che siamo uno dei paesi con la maggiore evasione al mondo… anche se comporta “rotture di balle” anche per chi non ha mai evaso ed è in regola, è ora che si inizi a combatterla sul serio…
    Certo che mi piacerebbe andare a sciare a cortina (mai avuto i soldi per andare a sciare in vita mia), certo che mi piacerebbe andare a fare la vacanza nel residence di lusso di un qualche paese esotico, certo che mi piacerebbe avere una Ferrari, ma mi accontenterei anche di un M3… ma mi piacerebbe averle onestamente, e non costringendo a sacrifici chi, come me, fatica ad arrivare a pareggio alla fine dell’anno… se fossi ricco, e in regola, non vedo cosa dovrei avere da temere per i controlli della finanza, a parte la rottura di balle in se, ma se è per combattere l’evasione, BEN VENGANO I CONTROLLI!