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Peugeot, endurance addio. Appiedati gli assi del Leone

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Il Team Peugeot Total, nel 2012, non prenderà parte al World Endurance Championship organizzato da FIA e ACO. Una scelta che ha letteralmente sortito l’effetto di un fulmine a ciel sereno. Nessuna avvisaglia. La Peugeot, infatti, aveva iniziato da tempo a pianificare il lavoro in vista del prossimo campionato. Non solo: pochi giorni prima del clamoroso annuncio, la Casa francese aveva rinnovato il contratto a Marc Gené! Nessuno, all’interno di Peugeot Sport, conosceva le reali intenzioni della Casa madre. Persino Olivier Quesnel, grande capo di Peugeot Sport, è stato colto alla sprovvista!

“La decisione è stata presa nel contesto delle difficoltà economiche che hanno colpito seriamente l’Europa. Per questo, la Peugeot ha deciso di concentrare le sue risorse sulla vendita per quanto riguarda il 2012”, spiega il comunicato divulgato dalla Peugeot.

Un duro colpo al neonato (anzi, rinato…) WEC. La Peugeot, dopo gli ultimi anni del Gruppo C (1990-1992) e la vittoria a Le Mans nel 1993 con le 905, era tornata a calcare le piste delle gare di durata nel 2007, con il progetto 908 HDi-FAP. La Casa del Leone ha, così, sfidato a viso aperto i Prototipi a gasolio Audi nel loro stesso terreno di caccia, dando vita ad una rivalità tecnica e sportiva che è entrata di diritto nella leggenda.

Il WEC 2012, pertanto, non vivrà sulla sfida tra Audi Sport Team Joest-North America ed il Team Peugeot Total, scuderie entrambe dirette emanazioni delle rispettive Case madri.

Che farà, ora, la Peugeot? Ebbene, non tutto è perduto (o almeno si spera…). I vincenti Prototipi 908 (hanno debuttato nel 2011), infatti, potrebbero essere venduti o venire gestiti da team clienti, come, peraltro, già avveniva con le precedenti 908 HDi-FAP. Queste sono, in definitiva, le migliori alternative pronosticabili e augurabili: in tal modo, il WEC non perderebbe di colpo ben tre (e dico tre…) vetture vincenti. In caso contrario, occorrerà rimpiazzare queste tre vetture con altrettanti equipaggi e vetture, sempre che vi siano team disposti a partecipare al WEC.

Sul fronte piloti, la situazione è ancora in continuo divenire. Dei piloti impegnati con Peugeot sino al 2011, al momento solo Pedro Lamy e Alexander Wurz hanno trovato altra sistemazione, e che sistemazione: il portoghese nel BMW Motorsport-Team Schnitzer, l’austriaco in Toyota, al rientro nel World Endurance Championship. Futuro incerto per Anthony Davidson, Stéphane Sarrazin, Nicolas Minassian, Franck Montagny, Sébastien Bourdais (probabilmente tornerà negli USA), Simon Pagenaud. Marc Gené, al contrario, non rimarrà disoccupato: sarà commentatore dei GP di F1 per la TV spagnola e continuerà la collaborazione con Ferrari nel lavoro al simulatore. Lo sanno anche i pappagalli: meglio commentare i GP alla televisione o farsi un giretto al simulatore che correre la 24 Ore di Le Mans, la 12 Ore di Sebring e la 6 Ore di Spa…

Stiamo parlando, tuttavia, di eccelsi piloti, vincenti e ancora abbastanza giovani, nel pieno delle loro carriere. Difficile credere che simili piloti non trovino una consona sistemazione anche nel 2012.

Ad ogni modo, il ritiro della Peugeot, sebbene brusco e improvviso, non rappresenta una eccezione. Le grandi Case, è risaputo, non conoscono mezze misure: o dentro o fuori. Appena esse vedono calare le vendite o annusano una brutta aria, si ritirano dalle competizioni. Evidentemente, Peugeot Casa madre ha tagliato i budget; e come sempre accade, i primi ad essere toccati dalle forbici dirigenziali sono i reparti corse.

Ed ecco, allora, bussare nuovamente alla porta la manfrina delle competizioni costose, della crisi economica (ma in Europa il mercato dell’auto è tornato a crescere da oltre un anno!) e bla, bla, bla. E stai a vedere che, per “non vincere facile”, pure Audi si ritira dal WEC (ma i tedeschi non potranno aggrapparsi alla scusa dei costi e della crisi economica, considerato il fatto che vendono alla grandissima ed il gruppo Volkswagen ha raggiunto il primato mondiale…!).

Quando una grande Casa getta la spugna, è sempre un duro colpo. Non v’è dubbio. E fa più rumore, comprensibilmente ma erroneamente, il ritiro di una grande Casa, magari impegnata da pochi anni e magari senza cavare u ragno dal buco, che l’abbandono o la scomparsa di un piccolo costruttore-assemblatore, quand’anche vincente e dalla importante tradizione…

Ed è altresì vero che il motorismo non può e non deve reggersi solo ed esclusivamente sulla presenza dei colossi dell’automobile.

Episodi simili, il motorismo ne ha vissuti a vagonate e in ogni epoca. In ultimo, si pensi alle dipartite dalla Formula 1 di Honda, Toyota e Renault (solo motorista, ma col brand Infiniti). Le grandi Case vanno e vengono. Amen. E prepariamoci anche alla futura, imminente, prossima “fuga” della Mercedes, qualora i risultati si palesino ancora mosci. Prendete nota…

Il WEC 2012, salvo clamorosi ripensamenti (Todt, tu che in Peugeot ci sei stato, mettici una buona parola, grazie…) o subentro di team clienti, non vedrà le tre 908 ufficiali al via. Audi, quindi, potrà tirare un sospiro di sollievo, poiché Toyota, Lola Rebellion-Toyota, Pescarolo e HPD non sembrano potere contrastare con veemenza la corazzata tedesca.

E se si scoprisse che Peugeot ha abbandonato le corse per concentrarsi (chissà…) sulle vetture elettriche di serie, costose più di una 908… accidenti che figuraccia!

Scritto da: Paolo Pellegrini

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1 Commento

  1. Prima o poi i soldi invece di spenderli in qualcosa di iper rischioso in termini di sport, dove si vince tutto oppure fallisci completamente, le case automobilistiche se li tengono in tasca per tempi duri futuri