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Anno XII
FISICHELLA RISPONDE AD ECCLESTONE: CARO PAPA'... 30.11.07 - Dopo le recenti dichiarazioni di Berni Ecclestone, secondo il quale il pilota italiano sarebbe "pronto per la pensione", Fisichella ha risposto per le rime al patron della F1, dalle colonne del suo sito internet.
Qui sotto la lettera di Giancarlo Fisichella, indirizzata a Bernie Ecclestone [ fonte: giancarlofisichella.com ].
Caro Bernie,
Ho letto con interesse la tua intervista su Auto Moto und Sport, fedelmente riportata sul tuo sito. Tu sei il papà della Formula Uno e come un papà hai parlato un po' di tutti i tuoi figli, me compreso. Volevo però ricordarti caro papà, anzi caro Bernie, che sono stato proprio io a vincere il primo Gran Premio con la Renault nel 2005 a Melbourne e sono stato dunque io a scoprire per primo che la R25 era una macchina vincente. Nelle due stagioni con Alonso, in pieno accordo con le strategie della mia squadra, ho contribuito alla conquista di due titoli mondiali costruttori conquistando da buon "team player" anche il quarto posto finale nell'assoluto, proprio come Massa quest'anno. Non credo, viste le circostanze, che potessi fare di più. Nel 2007 la Renault mi ha promesso una macchina vincente e così non è stato, ma non mi sono certo demoralizzato! La prossima settimana, infatti, porterò il mio entusiasmo e la mia esperienza alla Force India, una squadra giovane ma con il cuore "antico" proprio come Giancarlo Fisichella che di cuore ne ha ancora tanto da vendere!
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| 10 Commenti » BRAWN (HONDA) CHIAMA ALONSO. E BRIATORE RILANCIA 29.11.07 - Fernando Alonso sembra giocare le ultime carte a sua disposizione prima di accasarsi nuovamente alla Renault. Lo spagnolo, secondo il magazine tedesco 'Sport Bild', avrebbe fatto visita alla Honda, su invito di Ross Brawn. Obiettivo di Alonso: essere già in pista la prossima settimana a Jerez.
Secondo 'Sport Bild', l'ex pilota McLaren Fernando Alonso avrebbe fatto visita al quartier generale della Honda a Brackley. A invitare il campione spagnolo sarebbe stato Ross Brawn, ex dt Ferrari, ora responsabile del team giapponese. Brawn avrebbe prospettato gli ambiziosi programmi della scuderia, valutando le possibilità di un ingaggio per la prossima stagione.
Pronta la replica di Flavio Briatore che avrebbe immediatamente chiamato Alonso per venire incontro ad alcune delle sue ultime richieste che ancora bloccano la firma del contratto biennale con il team francese.
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| 12 Commenti » BOURDAIS (TORO ROSSO), L'IDOLO FRANCESE PADRONE DEL SUO DESTINO 29.11.07 - Sebastien Bourdais sarà uno dei nuovi volti della Formula 1 del futuro. Il ventottenne francese, che dal 2008 guiderà la Toro Rosso, si è subito immerso a testa china nel mondo della F1. Da novellino, ma senza timori reverenziali. Occorrerà tenerlo d'occhio: è veloce, la Francia ha già il suo idolo.
Che Le Mans fosse terra di corse e di motori, questo già si sapeva. Ma che abbia dato i natali, il 28 febbraio 1979, ad uno dei piloti più poliedrici, versatili e veloci dell'automobilismo sportivo del nuovo millennio, questa è una assoluta novità. Sebastien Bourdais non ha corso, per il momento, un solo GP in Formula 1. La Toro Rosso l'ha provata solo nei test collettivi di Barcellona; una Str2 versione 2007 a cui era stato semplicemente inibito il controllo della trazione. Eppure, l'occhialuto francesino fa già parlare di sé. Nonostante la sua giovane età, Bourdais può già vantare un curriculum eccelso. Diciamolo francamente: oggi è merce rara trovare giovani piloti con una notevole esperienza sia nelle monoposto che nelle ruote coperte. Ebbene, con Sebastien Bourdais carta canta.
Dapprima la Formula Campus (1995), poi il passaggio nella Formula Renault francese (secondo posto nel 1997 e quattro gare vinte), quindi l'approdo alla Formula 3 francese nel 1998. Cinque gare vinte e sesto posto assoluto, trionfo nel 1999 su Dallara-Renault ed otto vittorie. Il passaggio all'International F3000 Championship è presto detto. Qui vince il titolo nel 2002, con la Lola del Team Super Nova. Dal 2003, Bourdais gareggia nel campionato Champ Car americano, nel Team Newman-Haas. Nella combattuta categoria yankee, Seb ottiene una stupefacente quaterna, dal 2004 al 2007, coronata da una impressionante striscia di vittorie. Ma il capitolo ruote coperte è altrettanto succulento. Seb corre - ritirandosi al 134 giro - la sua prima Le Mans 24h nel 1999, al volante di una Porsche 911 GT2 (condivisa, tra l'altro, con il grande Jean-Pierre Jarier). Nel 2000 giunge quarto assoluto alla classica francese con una Courage del Team Pescarolo Sport, divisa con Clerico e Grouillard. L'anno successivo, ci riprova sempre alla guida della Courage C60 di Pescarolo: male, 13° assoluto, risultato condiviso con Boullion e Redon. Le Mans è sempre Le Mans, ed ecco che Bourdais si spara altre 24 ore nel 2002 nella Courage C60 di Pescarolo assieme a Boullion e Lagorce: 10° assoluto. Pausa nel 2003, ritorno nel 2004: Pescarolo diventa costruttore (sfruttando le Courage C60) e Seb, assieme a Collard e Minassian, è costretto al ritiro al 282 giro. Altra pausa, ma ritorno in grande stile nel 2007. È la Peugeot che chiama, la quale tenta - con la magnifica 908 HDI FAP spinta da un V12 di 100° di 5499cc turbo-diesel - di contendere la massacrante corsa all'Audi R10 anch'essa turbo-diesel e di rinverdire i fasti della gloriosa 905, vincitrice a Le Mans nel 1992 e 1993. Insieme a Lamy e Sarrazin, Bourdais ottiene la pole e giunge secondo assoluto, ad 11 giri dalla imprendibile Audi R10 (e sono due!) di Biela-Werner e del nostro Pirro (e sono cinque!). Avrà finito con Le Mans, Bourdais? Sì, dopo che l'avrà vinta!
Dunque, il giovane francese di auto "come Dio comanda" ne ha guidate. Ora, la sfida della Formula 1. E con Bourdais, finalmente, ritorna in F1 un francese in linea teorica assai competitivo e, in ottica futura, senz'altro vincente. Da qualche tempo, infatti, la presenza transalpina in F1 aveva assunto i contorni di un miraggio sahariano. Il solo Panis, per qualche anno pilota titolare Toyota, teneva alte le note della Marsigliese in F1; fu lui, in un memorabile GP di Montecarlo 1996, a conquistare l'ultima vittoria di un pilota francese in F1 e, allo stesso tempo, a regalare alla gloriosa Ligier la sua ultima vittoria, nel suo ultimo anno di vita. Bourdais è l'erede naturale della nutrita ed assatanata pattuglia transalpina dei tempi d'oro: Beltoise, Pescarolo, Cevert, Jassaud, Depailler, Lafitte, Jarier, Prost, Arnoux, Jabouille, Tambay, Pironi, tanto per citare i primi che sovvengono alla memoria. Anche in Francia, è riscontrabile - con le dovute differenze - la medesima situazione italiana, ossia una certa difficoltà di promuovere giovani talenti per la F1 (la F3 francese ha chiuso i battenti a fine 2002, con Gommendy ultimo vincitore), a fronte di una vera e propria "offensiva" transalpina in stile napoleonico nelle ruote coperte, in cui piloti e auto francesi abbondano (e vincono) in ogni dove.
In una recente intervista ad 'Auto Sprint', Bourdais si sbottona, circa la sua nuova avventura in F1: "Con queste vetture sei il padrone del tuo destino. Guidare così è molto divertente. E anche se non c'entra proprio nulla con la Champ Car, a me piace da matti". Sapessi a noi, caro Seb!
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| 4 Commenti » FERRARI IN PISTA A MONZA. NIENTE CONFRONTO DIRETTO SCHUMI-RAIKKONEN 28.11.07 - Luca Badoer ha svolto, in gran segreto, una giornata di test sul tracciato dell'Autodromo Nazionale di Monza. Il collaudatore Ferrari ha svolto prove di aerodinamica, gomme ed elettronica, collaudando nuove soluzioni sulla base delle indicazioni di Schumacher, dopo i recenti test di Montmelò.
La prossima settimana, dal 4 al 7 dicembre, si svolgerà a Jerez una seconda intensa seduta di test in vista della prossima stagione di F1.
La Ferrari sarà impegnata con Kimi Raikkonen i primi due giorni e con Michael Schumacher nei due giorni finali. Il tanto atteso confronto in pista, tra il sette volte campione del mondo tedesco e il neo campione finlandese, non ci sarà.
La Ferrari, oltre a provare le gomme slick in vista del 2009, metterà in pista diverse modifiche, sulla base delle indicazione raccolte da Schumacher durante i recenti test a Barcellona.
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| 12 Commenti » DISPERATA CORSA PER L'ULTIMA FILA DELLO SCHIERAMENTO 28.11.07 - Giancarlo Fisichella, Ralf Schumacher, Vitantonio Liuzzi e Franck Montagny. Questi i piloti che la prossima settimana proveranno la Force India F1 per un posto sull'ultima fila dello schieramento di partenza del 2008. Ne varrà la pena? Ecclestone, non a torto, suggerisce a Fisico e Schumi jr di lasciare la F1.
Il Team Force India F1 (ex Spyker) sarà in pista a Jerez, in Spagna, dal 4 al 7 dicembre per una serie di test in vista della stagione 2008. La neonata formazione dovrà scegliere il pilota da affiancare al confermato Adrian Sutil. In lizza quattro nomi: Giancarlo Fisichella, Ralf Schumacher, Vitantonio Liuzzi e Franck Montagny.
Giancarlo Fisichella, ex pilota Renault "Visto che nessun pilota è ancora stato confermato ufficialmente dalla Renault, la squadra mi ha dato il permesso verificare altre opzioni. Sono stato invitato a provare con il team Force India F1 a Jerez e ho accettato".
Ralf Schumacher, ex pilota Toyota "Per ogni pilota, guidare per una squadra dinamica, giovane e con molte ambizioni è una buona occasione".
Vitantonio Liuzzi, ex Toro Rosso "Ero soddisfatto delle mie prestazioni a Barcellona e sono felice di essere stato nuovamente invitato a partecipo ad un'altra prova con la squadra. Tutto è molto professionale, l'atmosfera è buona e penso che il potenziale della squadra sia alto".
Franck Montagny, ex pilota Super Aguri "Penso di poter aiutare la squadra nei suoi programmi di sviluppo".
Il Team, con le poche risorse che avrà a disposizione, lotterà per le ultime file dello schieramento di partenza. Per i due veterani della F1, Fisichella e Schumacher, si è scomodato anche Bernie Ecclestone, che suggerisce loro di appendere definitivamente il casco al chiodo: "Entrambi hanno guidato per buoni team per un periodo più o meno lungo, nel quale avrebbero dovuto fare meglio di quanto hanno fatto. Dovrebbero valutare bene se sia intelligente andare in un piccolo team".
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| 7 Commenti » IN ATTESA DELL'ANNUNCIO RENAULT, LE ULTIME VOCI SUL FUTURO DI ALONSO 27.11.07 - Fernando Alonso correrà con Renault il prossimo anno. L'annuncio ufficiale non è ancora arrivato ma il due volte campione del mondo di F1 non ha altre possibilità reali. Nel frattempo però le voci sul suo futuro si moltiplicano. E spunta ora anche l'ipotesi dell'anno sabbatico.
Trattative smentite dal Team Red Bull (27/11/07) "Abbiamo parlato con Alonso così come hanno fatto altri team, tutto qui - fanno sapere dalla Red Bull - ma in questo momento non c'è nessuna trattativa in corso".
Mark Webber, pilota Red Bull (26/11/07) "Non ho mai pensato di potermene andare. Sono sicuro che il prossimo anno io sarò ancora qui (in Red Bull, ndr)".
David Coulthard, pilota Red Bull (25/11/07) Nella sua rubrica sul sito internet della britannica Itv, il pilota scozzese ha detto di essere "sicuro al cento per cento" della sua conferma: "Il contratto che ho firmato con la Red Bull è vincolante. E' un accordo molto specifico e chiarisce che io devo guidare in ogni gara del campionato di Formula 1".
Riferendosi ad Alonso, lo scozzese ha anche dichiarato: "Potrebbe prendersi un anno sabbatico ed essere ancora giovane abbastanza da tornare in Formula 1 da protagonista".
Trattative rilanciate da Dietrich Mateschitz, patron della Red Bull (27/11/07) "Vogliamo firmare un contratto biennale con opzione per la terza stagione perché vogliamo costruire qualcosa di solido", le ultime parole di Mateschitz.
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| 8 Commenti » LA FORMULA 1 E I PRIVATI, SODALIZIO DA RINNOVARE 27.11.07 - La mancata iscrizione della Prodrive al Mondiale di Formula 1 2008 riapre il dibattito circa l'entrata in F1 dei privati. La F1 ha bisogno di quanti più Team possibili, sia costruttori diretti, sia di utilizzatori esterni. Ma, a quanto pare, questa F1 non è ancora pronta ad accettare il ritorno vero e proprio dei Team privati.
"Non c'è alcuna chance di vedere una Prodrive in F1 nel 2008. La F1 resta la nostra ambizione, ma siccome vogliamo utilizzare un telaio fornito da un'altra squadra (probabilmente McLaren, n.d.r), ci saranno sempre problemi giuridici". Così parlò David Richards, capo della Prodrive, alla testata 'Auto Moto und Sport'. Le sue parole parlano chiaro: la F1 non è pronta per accogliere nuovamente Team privati. Troppi, ancora, i cavilli burocratici e giuridici ad ostacolare il rientro delle cosiddette scuderie private. La F1 ha perso un'ottima occasione per compiere un ulteriore passo indietro, in direzione di una F1 più "umana", a portata di tutti, di piccoli e grandi costruttori, di Team factory e privati. Ancora sono in tanti a storcere la bocca di fronte a salutari Team satelliti-derivati come Toro Rosso e Super Aguri, figuriamoci al ritorno di privati che utilizzerebbero telai di altre Case! E in prima linea, a tuonare contro Toro Rosso, Super Aguri ed eventuali privati, sorpresa, c'è la Williams. Strano, la stessa Williams di quello stesso Frank che mosse i primi passi in F1 nel 1969 gestendo una Brabham BT26 per Piers Courage, quindi le De Tomaso e nel 1971 una March per Pescarolo, che nel 1972 gestì le Politoys/Iso-Marlboro, che utilizzò una Hesketh 308C venduta a Walter Wolf e ribattezzata FW05, che nel 1977 schierò al GP di Spagna una March con il belga Neve alla guida, che nel 1980 mise a disposizione dei privati le proprie vetture. Risultato: Ruppert Keegan - tutto sommato non sfigurando affatto - partecipò a sette GP con la FW07 gestita dal Team RAM, Emilio De Villota al solo GP di Spagna (sempre con il RAM) e Desireè Wilson tentò di qualificarsi - non riuscendovi - al Brands Hatch. Evidentemente, in Williams hanno la memoria corta. Con tutta la simpatia possibile verso il Team di Frank!
La storia ci insegna che le cosiddette "vetture cloni" ed i Team privati sono linfa vitale per la F1. Lo ha ammesso anche Mosley. Intervistato da 'Auto Sprint' (AS N.22, 2007), il boss della FIA afferma: "I clienti non acquisteranno le vetture vecchie, ma quelle dell'anno in corso. Ogni Team deve essere libero di costruirsi le vetture oppure di comprale. La Ferrari potrebbe costruire 4 vetture, 2 rosse e 2 blu da chiamare Maserati, con piccolissime differenze". Premettendo che alle parole è bene che seguano i fatti e che la Ferrari difficilmente metterà in piedi una scuderia satellite o venderà - nel caso - vetture a clienti (in F1 è sempre stata restia in questo senso, salvo episodi isolati nei primi Anni '50), Mosley ha colto in pieno. Alla F1 servono quanti più partecipanti. La attuale griglia, tutt'altro che povera, potrebbe essere ulteriormente rimpolpata, a tutto vantaggio della vivacità in pista. E, perché no, un Team privato potrebbe levarsi lo sfizio di andare come - se non più forte - di uno ufficiale. Una realtà, questa, da sempre radicata nel motociclismo e in altre categorie automobilistiche. E, perché no, si dovrebbe lasciar libero un Team privato di modificare profondamente a suo piacimento la vettura, qualora ne sentisse la necessità. Ora, si fa un gran rumore per la presunta illegalità di vetture "cloni" quali Toro Rosso e Super Aguri, quando le ultime Ligier del biennio 1995-1996 altro non erano che Benetton verniciate in blu e con diverso motore. Eppure, chi si lamentava, all'epoca? Ad elencare i Team "cloni" e privati vissuti in F1 - anche in sporadiche occasioni o in apparizioni mordi e fuggi - ci metteremmo un intero giorno. Dagli Anni 50 agli 80, la storia della F1 ne è piena zeppa. Si pensi alla Matra-Cosworth iridata nel 1969 con Stewart del Team Tyrrell, alle Embassy-Hill (dapprima una Shadow DN1, poi Lola, quindi la GH1, cioè una Lola modificata), al Chesterfield Racing/Liggett Group/B.S. Fabrications che nel 1978 fece esordire al volante di una vecchia McLaren M23/26 un giovanissimo Nelson Piquet, alla Boro 001 del Team H.B. Bewaking (ossia delle Ensign MN175), al Team Interscope che utilizzò in pochi GP tra il 1977 ed il 1978 una Penske PC4 ed una Shadow DN9 condotte da Ongais, al Team Rebaque che dapprima utilizzò le Lotus 78 e 79 prima di dare vita ad una propria vettura, al Team RAM, che schierò Brabham, Williams e March prima di avventurasi nella realizzazione di vere e proprie RAM F1, o alla Onyx che si trasformò da gestore di vetture F2 e F1 in costruttore. E che dire delle March che furono, monoposto curate da molti privati e dalle quali nascevano interessanti derivati, Eifelland su tutti. Per non parlare di Team presenti solo in qualifica, o di piloti iscritti a titolo personale, solida quanto casereccia realtà degli Anni 50 e 60. Eccetera, eccetera, eccetera. Ecco cos'era la F1 degli anni ruggenti: un crogiolo di inventiva ed iniziativa, in cui, pur di parteciparvi, Team e piloti si arrabattavano come meglio potevano. Curando vetture già esistenti, magari superate, oppure elaborandole.
Tutto ciò può e deve rifiorire anche nella moderna F1. Con norme precise, chiaro, ma che non impediscano ad un Team privato di comprare e gestire delle McLaren, BMW o quello che sia, di elaborarle ulteriormente, o di creare Team satelliti - ancorché indipendenti - come Toro Rosso e Super Aguri. Una sfida in più per tutti, una autentica goduria per gli appassionati.
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| 1 Commenti » RALF SCHUMACHER: VOGLIO LA MCLAREN 26.11.07 - Ralf Schumacher si candida per il posto lasciato vacante da Fernando Alonso alla McLaren. Il 32enne ex pilota Toyota, attualmente senza contratto per il 2008, ha però spiegato che non c'è stato ancora alcun contatto con la scuderia inglese.
"Non è un segreto che il posto alla McLaren sia il più ambito. Qualsiasi pilota sul mercato vorrebbe sedersi nella loro super macchina", ha spiegato il pilota tedesco alla' Bild am Sonntag'.
Potrebbe forse chiedere un aiutino al fratello Michael?
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| 12 Commenti » SCHUMI VINCE ANCHE SUI KART 25.11.07 - Michael Schumacher ha vinto la 'Sfida delle stelle', la gara di kart organizzata in Brasile da Felipe Massa. L'ex pilota Ferrari, dopo aver vinto la prima manche, ha chiuso al sesto posto la seconda frazione. La classifica finale, con Schumi davanti a Luciano Burti e Lucas di Grassi.
CLASSIFICA FINALE 1. Michael Schumacher 35 2. Luciano Burti 33 3. Lucas di Grassi 31 4. Rubens Barrichello 26 5. Felipe Massa 24 6. Marcos Gomes 21 7. Nelson Piquet 20 8. Tony Kanaan 13
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| 0 Commenti » SUPER AGURI LICENZIA 30 DIPENDENTI. A RISCHIO ANCHE SATO 24.11.07 - Il Team satellite della Honda licenzierà, entro Natale, 30 dipendenti della struttura inglese. Questa è la diretta conseguenza dei mancati pagamenti del main sponsor 'SS United'. A rischio ora anche il pilota giapponese Takuma Sato, causa il suo ingente ingaggio.
"Avevo parecchie opzioni - ha dichiarato Takuma Sato - per l'anno prossimo, ma al momento sto discutendo il mio futuro con loro. Sia io che la squadra stiamo cercando il miglior accordo possibile per entrambe le parti".
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| 0 Commenti » BMW ALLA RICERCA DELLA PRIMA VITTORIA 23.11.07 - Se c'è una squadra dalla quale, la prossima stagione, si attendono grandi cose, quella è la BMW. Dopo l'eccellente secondo posto nel 2007 e la conferma di Heidfeld e Kubica, il Team di Monaco di Baviera è atteso al primo successo in F1 come costruttore. Impresa non facile.
I risultati parlano chiaro. Il Team BMW Sauber è entrato di diritto nei grandi della Formula 1. Nel giro di due anni, la Casa di Monaco di Baviera è riuscita a ritagliarsi un ruolo di primo piano nel difficile panorama della F1, in cui il solo danaro - fortunatamente - ancora non basta per andar forte. Nel 2006, rilevata l'attività sportiva Sauber, il neonato Team BMW Sauber ha stentato non poco prima di stabilirsi ai vertici. Il 2006 si conclude con il Team al quinto posto nel Costruttori (36 punti), Heidfeld al 9° in classifica generale (23 punti), Villeneuve - poi appiedato a sei gare dal termine perché con la testa decisamente altrove - al 14° (7 punti), e con un volitivo Kubica, sostituto dell'iridato canadese 1997, al 16° (6 punti). Mai scelta - la promozione a titolare del simpatico e coriaceo polacco - si è rivelata più felice. L'appena trascorso 2007 è stato l'anno della svolta. Secondo posto nel Costruttori (101 punti), Heidfeld e Kubica al quinto e sesto, rispettivamente con 61 e 39 punti. Tuttavia, è stata la continuità ad impressionare di più, grazie a due piloti martellanti e ad una vettura - la sempre veloce BMW Sauber F1.07 - che poche volte ha dato loro problemi. E poteva andare anche meglio, se non fosse stato per strategie di gara suicide.
Il 2008, gioco forza, dovrà essere l'anno della consacrazione. Il "boss" di BMW Motorsport, Mario Theissen, ha più volte affermato che il secondo posto nel Costruttori, ottenuto a seguito delle note vicende legate alla spy story McLaren, gli fa "storcere" il naso. Tradotto, per fare meglio di un secondo posto si può solo vincere! Non fa una grinza. Ma, ne sono in grado, alla BMW? Mettere in riga squadroni come Ferrari e McLaren costituirà per BMW una sfida epica. In ogni caso, a Monaco non potranno ritenersi dei brocchi o darsi randellate sulla schiena se finissero anche il 2008 dietro al Cavallino e al Team di Woking, sebbene il 2008 significhi per tutti un repentino giro di boa. Indubbiamente, Heidfeld e Kubica saranno costretti - anche sotto minaccia! - a puntare alla prima vittoria per BMW come costruttore. Quest'anno, ci sono andati tremendamente vicini, in Cina. Kubica si ritrova in testa, ma poi la sua monoposto si ammutolisce. Schiaffi sul volante, imprecazioni: a fine gara, la faccia di Robert è tutto un programma. La BMW minimizza: "non avremmo vinto lo stesso", "ritiro causato da problemi idraulici". Sì, come no! È il trionfo dell'ipocrisia. Kubica è costretto a reggere il patetico gioco del Team, ma dentro di sé ha più ira del Pelide Achille. Sta' fantomatica "idraulica": un giochetto di parole privo di contenuto che tanto piace ai Team per mascherare problemi cicciuti, in questo caso al cambio. Cosa si fa pur di non ammettere una rottura!
La BMW, come costruttore di F1, non ha ancora raccolto nulla. Nel lontano biennio 1952-1953, partecipò ai soli GP di Germania, affidando le proprie monoposto a piloti privati. Poi, ci riprova sul finire degli Anni '60, sfruttando - come base - le belle ma fragili monoposto di F2. Progetto accantonato. Quindi, entra nel circus solo come motorista, realizzando un quattro in linea Turbo - altrettanta croce e delizia dei Team che ne hanno fatto uso - entrato nella storia. Dapprima, nel 1982, si spartisce la stagione in Brabham con l'aspirato Cosworth, nel 1983 vince un titolo piloti con Brabham e Piquet e, al contempo, fa volare almeno in qualifica le artigianali ATS nel 1983-1984. Il bombardone BMW turbo da 1000 e rotti cavalli motorizza anche Arrows e Benetton, regalando a quest'ultima la prima vittoria con Berger nel 1986. Infine, il declino con Brabham negli ultimi anni del Turbo, poi nulla più sino al sodalizio con Williams dal 2000 al 2005. E altri bombardoni, ma aspirati.
Un amarcord utile, per ribadire che - se ci si mette di buzzo buono - la BMW può strabiliare. Lo ha fatto e lo fa in altre categorie, lo potrebbe fare anche in F1. Intanto, è stato ufficializzato il nuovo capo progettista, Cristoph Zimmermann, che subentrerà - dal 1 gennaio - a Joerg Zander, ora in Honda. Heidfeld e Kubica, nei recenti test di Bracellona, non hanno brillato. Risultati negativi che, tuttavia, lasciano il tempo che trovano. Il 14 gennaio, verrà presentata la nuova BMW F1. Solo allora, si inizierà a fare sul serio. BMW, nel 2008, punta decisa alla riconferma e, magari, a togliersi qualche sfizio nei confronti di Mercedes.
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| 22 Commenti » MCLAREN ACCUSA RENAULT: AVEVA L'INTERO PROGETTO 23.11.07 - La McLaren avrebbe i documenti che proverebbero l'uso non autorizzato da parte della Renault di materiale del team inglese. Si tratta di informazioni contenute in 33 file, copiate nel marzo 2006 e trasferite su computer Renault nel mese di settembre. Della 'spy-story2' si occuperà il prossimo 6 dicembre la FIA a Monaco.
I 33 file conterrebbero oltre 780 disegni relativi all'intero progetto tecnico delle monoposto McLaren per i campionati di Formula 1 del 2006 e del 2007.
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| 13 Commenti » IN F1 TORNANO LE GOMME SLICK 22.11.07 - Durante i test della prossima settimana a Jerez i Team di Formula 1 avranno a disposizione, dalla Bridgestone, nuove gomme slick. Le coperture a mescola liscia potrebbero essere nuovamente introdotte nel Circus. Senza elettronica e con gomme slick: la F1 guarda un po' al passato? Dì la tua...
Un portavoce della Bridgestone, come riferisce 'GPUpdate', ha dichiarato: "La Bridgestone fornirà questo tipo di gomme su richiesta delle squadre, servirà loro per ottenere già dei dati in anteprima in vista della stagione 2009. È ancora presto per commentare come saranno gli pneumatici nel 2009, ma siamo sempre disponibili a discutere le idee con le squadre e la FIA".
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| 8 Commenti » SCHUMI SI DIVERTE: IN PISTA ANCHE A JEREZ 22.11.07 - Dopo la presenza in pista nei recenti test di Barcellona, Michael Schumacher sarà nuovamente a bordo della F2007, con elettronica 2008, il prossimo 4 dicembre a Jerez. Molto probabile un confronto con il campione del mondo Kimi Riakkonen.
La notizia arriva direttamente da Luca Baldisseri, Responsabile delle attività in pista del team di Maranello: "Dopo tanti anni insieme - ha dichiarato Baldisseri a 'La Stampa' -, siamo ancora abituati al suo modo di comunicare e di inquadrare i problemi. Il 4 dicembre a Jerez ci sarà lui al volante. Gli abbiamo chiesto di rimettersi il casco perché la F1 è tornata all'antico, eliminando certi aiuti dell'elettronica. Michael sa indicarci come recuperare trazione. I piloti d'oggi usavano l'acceleratore come un pulsante: a metà curva lo pigiavano a fondo e al resto pensava il software. Ora dovranno imparare a dosare il gas".
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| 8 Commenti » ROSS BRAWN, UN JOLLY SEMPRE VINCENTE 21.11.07 - La notizia è passata quasi inosservata, sebbene sia di quelle pesanti come un macigno. Il passaggio alla Honda di Ross Brawn è uno dei principali colpi di mercato in chiave 2008. Brawn affiancherà Nick Fry nel ruolo di Team Principal, ma sarà lui a metter mano allo sviluppo della nuova Honda RA108. E lancia la sfida alla Ferrari.
Il 26 novembre prenderà ufficialmente il via la nuova sfida di Ross Brawn. Sfumato il clamoroso ritorno in Ferrari, dopo un 2007 sabbatico passato a godersi la vita in tutta rilassatezza, ecco il gran ritorno di Ross Brawn. La Honda l'ha voluto, l'ha cercato, e alla fine se lo è acchiappato. E alla svelta, prima che finisse a distillare i suoi preziosi servigi in un'altra squadra. Brawn avrà la qualifica di Team Principal, una posizione di comando che condividerà assieme a Nick Fry. Povero, Nick. Viene da un anno d'inferno. Almeno, se va male anche il 2008, avrà con chi spartire le responsabilità del disastro! L'Honda, tuttavia, peggio del 2007 non può certo fare. Anzitutto, perché un colosso economico, industriale e tecnico come Honda ha tutti i mezzi a disposizione per risalire in fretta la china (basta programmare, non improvvisare), secondo poi perché il 2008 costituisce per tutti i Team una sorta di "anno zero" in termini di progettazione vettura, interpretazione ed adattamento ai nuovi regolamenti tecnici, in ultimo, perché ora c'è Ross Brawn.
Brawn è uno dei migliori tecnici al livello mondiale. La Honda, pur di averlo, si è trovata costretta a dare il ben servito al dt nipponico in carica sino all'arrivo della "voce profonda" inglese, Shuhei Nakamoto. Quest'ultimo, ora, verrà relegato a ruoli secondari, quasi fosse una valletta. E considerando lo spirito nazionalista dei giapponesi, si vede che in Honda erano sull'orlo di una crisi di nervi. Avete capito? L'ex Direttore Tecnico silurato, incarico che - abracadabra - di fatto coprirà il buon Ross. Con Brawn, la Honda F1 vuole voltare pagina. Ritornare nelle posizioni che contano. Vincere dei gran premi. Brawn è l'uomo giusto. Il curriculum del (quasi) cinquantatreenne tecnico britannico (a proposito, compie gli anni il 23 novembre. Auguri!) parla chiaro. Il progettista di Manchester faceva già miracoli in Arrows, con le splendide A10 e A11 negli anni che vanno dal 1987 al 1989, poi la consacrazione. Nel 1991, l'occhialuta vociona passa alla TWR (Tom Walkinshaw Racing) in qualità di Direttore Tecnico, tirando fuori dal cilindro la pressoché imbattibile Jaguar XJR-14, che si aggiudica il Campionato Mondiale Prototipi con Teo Fabi ed il secondo posto con Derek Warwick (ex pilota Arrows ai tempi di Brawn!). Quindi, il passaggio in Benetton, dove firma le rivoluzionarie vetture assieme a Rory Byrne dal 1991 al 1996. In mezzo, tanto per gradire, due titoli piloti con M. Schumacher (1994-1995) ed un Costruttori nel 1995. L'esperienza Ferrari, iniziata nel 1997, è recente cronaca. Successi a mitraglia, dal 2000 al 2004, concorrenza sbaragliata, senza contare i titoli piloti sfiorati nel '97, '98, '99, 2006 ed un'altra carrettata di titoli Costruttori vinti. E chi c'era con Brawn? Toh, Rory Byrne e Michael Schumacher, l'allegra combriccola della Benetton schiacciasassi!
C'è poco da dire e da fare. Ross Brawn è l'uomo della provvidenza, un jolly piglia tutto, un tecnico che non fai in tempo a mettere al muretto a dirigere l'orchestra che te lo ritrovi a disegnare, ritoccare, migliorare vetture quasi fosse un novello Walt Disney. Una garanzia di successo. L'Honda, giustappunto, gli lascerà carta bianca circa la supervisione dello sviluppo della nuova RA108, in stretto accordo con gli altri tecnici Honda, ad iniziare dal responsabile aerodinamico Joerg Zander, proveniente dalla BMW. Insomma, Brawn farà quello che ha sempre fatto: far correre veloci le proprie monoposto. Intanto, Brawn lancia la sfida alla sua ex Scuderia, la Ferrari. "Ora il mio compito è batterla", tuona voce profonda.
E bravo Ross, spavaldo più che mai. Vediamo se, anche questa volta, gli riesce il miracolo. Buona fortuna. Agli avversari di Brawn, si intende!
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| 6 Commenti » MONOGOMMA, LA RICETTA VINCENTE PER LA FORMULA 1 20.11.07 - Se c'è una iniziativa che ha funzionato a dovere, questa è l'introduzione del monogomma Bridgestone. Ebbene sì. La gomma unica, introdotta in questo 2007, ha fatto sì che si ritornasse a parlare di auto e di piloti e non di solo ed esclusivamente di gomme. E sono finite le giustificazioni facili.
Finalmente, era ora. Sembra essersi esaurita, grazie all'introduzione del monogomma Bridgestone, la tiritera delle gomme. Quel "campionato gomme", così puntualmente battezzato dal Presidente della Ferrari Montezemolo, da quest'anno non ha avuto più motivo di esistere. Una restrizione regolamentare che, una volta tanto, ha recato solo che benefici alla Formula 1. Carta canta. E, forse, anche i detrattori più incalliti nei confronti del monogomma avranno fatto marcia indietro, riconoscendo che quella 2007 è stata una Formula 1 - sotto questo profilo - più equa ed equilibrata. Ormai, lo sviluppo degli pneumatici era giunto ad un livello tale di esasperazione da rendere le corse di Formula 1, in molte occasioni, di difficile decifrazione. Ha vinto la gomma o il binomio monoposto-pilota? La ossessiva rincorsa alla sofisticazione, messa in atto da Bridgestone e Michelin sino allo scorso anno, rendeva schiavi i Team dal rendimento dei loro pneumatici.
È un dato di fatto. Fino allo scorso anno si assistevano a gran premi sui quali si poteva scommettere in partenza l'intera riserva d'oro nazionale nel risultato finale. Circuiti che favorivano le Bridgestone, altri le Michelin. Le gomme nipponiche andavano bene in particolari condizioni, quelle francesi in altre. Era tutto molto scontato e calcolato, salvo gli ovvi imprevisti delle corse. Erano le gomme a vincere o perdere, non più le auto ed i piloti. Addirittura, erano i costruttori a dover progettare e sviluppare le monoposto attorno agli pneumatici ed in base alle loro caratteristiche. Insomma, le Case costruttrici di pneumatici dettavano legge, pur essendo lo sport del motore un campionato piloti e Costruttori (di auto, si intende). Troppo. Concorrenza sì, schiavitù no. E, altro fatto innegabile, quando un pilota male figurava in un gran premio, era sempre colpa delle gomme anche quando erano altre le cause - tecniche od umane - che concorrevano in una prestazione negativa. Col monogomma Bridgestone - ma poteva essere anche Michelin o qualsiasi altra Casa, poco importa - è crollato tutto il castello di facili scusanti, di prestazioni prevedibili esaltate o mortificate a seconda della marca delle gomme, di lamentele "valentinesche rossiane" del tipo "Tizio vince perché ha le gomme migliori". La Ferrari lo faceva già nel 1980, nei confronti delle Michelin. Il Cavallino, all'ultima spiaggia, accusava la Casa francese di scarsa competitività delle sue gomme, una scusa bella e buona per coprire e mascherare tutti i limiti della disastrosa 312T5. A Maranello, quell'anno, eran ciechi per due ragioni: la prima, nel 1979 avevano vinto un titolo piloti con Michelin, la seconda, nel 1980 le Michelin andavano che era una meraviglia sulle Renault e Ligier! In sostanza, non potendo accusare l'intoccabile Villeneuve, un abulico Scheckter e non volendo riconoscere il disastro della 312T5, a chi la colpa? Alle gomme, ovvio! Inoltre, col monogomma si evitano figuracce in salsa Indianapolis 2005, con il colosso Michelin che, pur sapendo benissimo che la Formula 1 dovesse correre sul particolare tracciato USA mangiagomme, si era presentata con pneumatici carta straccia che si sfaldavano sotto le sollecitazioni della velocissima curva sopraelevata. Le Bridgetsone, al contrario, reggevano egregiamente. Non c'era da stupirsi, poiché avevano tutta l'esperienza delle Firestone delle categorie USA, in quanto Case facenti parte del medesimo gruppo. Risultato: le vetture gommate Michelin a casa, quelle Bridgestone a contendersi il nulla.
Ed è una falsità anche il motivetto che suona "col monogomma c'è poca ricerca tecnologica nel campo degli pneumatici". Si prenda, ad esempio, il lungo e nemmeno tanto arcaico regno Good Year, un lungo periodo nel quale la ricerca prestazionale e costruttiva degli pneumatici ha galoppato veloce, eccome. Ricorderete, c'erano anche le famigerate gomme da tempo, quelle "usa e getta"; non sarebbe, poi, una cattiva idea reintrodurle. Intendiamoci, le gomme hanno sempre recitato - e continueranno a recitare - un ruolo assai importante, spesso determinante, nelle corse motoristiche, tuttavia non vi era affatto dipendenza da esse, nonostante la rapida ricerca tecnologica (si pensi allo storico passaggio dalle scolpite alle slick). Il dibattito verteva sempre sulle auto e sui piloti. Poi, legittimamente, si poteva tirare in ballo il fattore gomma, circa l'usura, un danno riportato, eccetera, come è stato quest'anno. Gli pneumatici erano un "accessorio", sì importante ma che mai e poi mai si sarebbe concesso il lusso (o la presunzione) di imporre ai Costruttori come progettare, costruire, sviluppare le vetture.
La concorrenza nel campo degli pneumatici sarebbe una bella cosa, tuttavia inattuabile allo stato attuale delle cose. Inattuabile perché le gomme, se un tempo valevano 5 anche con più Case impegnate contemporaneamente, oggi valgono 1000. Le gomme, fino al 2006, contavano più del telaio, motore, aerodinamica e pilota messi insieme. Occorreva porre un freno. Da quest'anno, e lo sarà ancor di più dal prossimo, si è ritornati a parlare finalmente di auto e piloti, e non più solo di gomme, sempre e comunque.
Oggi, la F1 ha bisogno di scarpe uguali per tutti. Un domani, si vedrà.
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| 7 Commenti » BRIATORE: PIQUET JR NEL 2008, FISICHELLA ADDIO 19.11.07 - Mentre si appresta a definire gli ultimi dettagli per l'ingaggio di Fernando Alonso, il manager della Renault dichiara che nel 2008 il team francese avrà sicuramente due piloti diversi, rispetto alla passata stagione. Certo quindi il divorzio da Fisichella e l'esordio in F1 di Piquet jr.
"Quando ti sposi e ti lasci, non è facile risposarti un'altra volta", le parole di Briatore. "Noi e lui (Alonso, ndr) abbiamo l'intenzione di trovare una soluzione; questa settimana sarà decisiva per il matrimonio".
"Avremo 2 piloti diversi", ha aggiunto però Briatore, confermando di fatto l'esordio nel team Renault di Nelson Piquet jr, la partenza di Heikki Kovalainen, destinazione McLaren, e di Giancarlo Fisichella che appenderà il casco al chiodo.
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| 7 Commenti » GLOCK IN TOYOTA. E RALF SCHUMACHER CRITICA IL SUO EX TEAM 19.11.07 - La Toyota ha ufficializzato l'ingaggio di Timo Glock per la stagione 2008. Il tedesco, campione della GP2, esordirà con il team giapponense nei test in programma dal 4 dicembre a Jerez. Glock sostituirà Ralf Schumacher, che ha recentemente criticato il suo ex team.
Riferendosi al recente ingaggio di Ross Brawn alla Honda, Ralf Schumacher ha così commetato: "La struttura del team di Formula 1 è l'evidente risultato di quello che loro chiamano 'Toyota Way' ed è il motivo per cui qualcuno come Ross Brawn non può andare in un posto così. Sarebbe potuto essere un buon candidato per la Toyota, capace di rinforzare la squadra, ma a nessuno sara' mai consentito un ruolo di centralità nel team".
Il tedesco, fratello del sette volte campione del mondo Michael, non sembra in grado di trovare un sedile per la stagione 2008.
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| 1 Commenti » LA FIA CONFERMA RAIKKONEN CAMPIONE. RESPINTO L'APPELLO MCLAREN 16.11.07 - La FIA ha confermato Kimi Raikkonen Campione del mondo di F1. Il ricorso della McLaren sulle benzine irregolari di Bmw e Williams, in Brasile, è stato respinto in quanto giudicato "inammissibile".
La scuderia anglotedesca aveva protestato formalmente per la temperatura troppo bassa della benzina utilizzata a Interlagos da Williams e Bmw. Il titolo iridato rimane quindi nelle mani del ferrarista Raikkonen.
"Dopo aver ascoltato le spiegazioni di entrambe le parti - si legge nel comunicato della FIA - e dopo aver esaminato i vari documenti e le prove, la Corte d'Appello ha deciso che il ricorso presentato dalla McLaren-Mercedes è inammissibile".
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| 44 Commenti » FERRARI, MITO ITALIANO PER POCHI ITALIANI 16.11.07 - Questo matrimonio non sa da fare. No, non stiamo parlando di Renzo e Lucia, ma della Ferrari F1 e dei piloti italiani. Quello tra il Cavallino ed i piloti tricolori è il rapporto più tormentato di tutta la storia della Formula 1. Un matrimonio celebrato poche volte, l'ultima delle quali, stabilmente, quindici anni fa. Era il 1992. Come mai?
La Ferrari F1 e i piloti italiani. Che rapporto tormentato! Il "miracolo" Hamilton ha puntato nuovamente i riflettori su questo annoso problema italico: perché la Ferrari non scommette su giovani piloti italiani? Domanda da un milione di dollari. Bisognerebbe chiederlo ai diretti interessati, i quali, con abili giri di parole, risponderanno il vago. Un fatto è certo. La Ferrari è la sola, tra i Costruttori più importanti della F1, a non possedere un proprio programma giovanile, a non aver messo in piedi un vivaio di giovani talenti italiani da coltivare sin dalle categorie cadette. E le risorse finanziarie, certo non le mancano. Tutti, ormai, in Formula 1 possono vantare un proprio vivaio di futuri, possibili piloti di F1. BMW, Renault, Red Bull, McLaren e compagnia cantando hanno organizzato precisi programmi per seguire e far crescere professionalmente giovani piloti sin dalle categorie propedeutiche. Hamilton, Vettel, Kubica, Kovalainen, tanto per citare, sono il frutto di tali programmi. Hamilton può essere preso a modello. Messo sotto contratto dalla McLaren sin dall'eta di 12 anni, il giovane pilota inglese è stato costantemente seguito in tutte le fasi della sua brillantissima carriera: kart, Formula Renault inglese, Formula 3, GP2, fino al naturale e meritato passaggio in F1. Egli ha vinto dappertutto, e poco ci è mancato che facesse il colpaccio anche al suo primo anno in F1. Insomma, un campione costruito "a tavolino", programmato per vincere, che ha dato i suoi risultati. Non c'è che dire. Addirittura, la Red Bull ha affidato i destini dei suoi giovani piloti nelle mani di Helmut Marko, avvocato austriaco con l'hobby delle corse, ma così bravo da vincere una Le Mans 24h nel 1971 al volante della mitica Porsche 917K, in coppia con un altro mostro sacro dell'Endurance che fu, Gijs Van Lennep. Per non parlare, infine, dei Team talent-scout, alla costante ricerca di futuri campioni, come faceva, ad esempio, la Minardi.
E la Ferrari? In realtà, il Cavallino in passato attuò, in accordo con le autorità automobilistiche sportive nazionali, un programma per giovani piloti per la F1. Bisogna, però, andare indietro nel tempo. Il risultato di questo impegno furono Giancarlo Baghetti e Lorenzo Bandini. Il primo, alla sua prima gara in F1, vinse il GP di Francia a Reims nel 1961 (e quell'anno partecipò a sole tre corse!), il secondo, invece, militò nel Cavallino per varie stagioni e con più fortuna, prima di morire tragicamente a Montecarlo nel 1967 con la 312, giungendo quarto nel Mondiale 1964 (e vittoria in Austria), il miglior risultato in F1 per il compianto Lorenzo. In generale, salvo il doppio trionfo di Ascari nel '52 e '53, il rapporto Ferrari-italiani è stato quasi sempre amore-odio. E gli stessi Enzo Ferrari e Forghieri, in passato, non hanno mai nascosto un certo sentimento esterofilo. Una tradizione mai morta, a Maranello. Molti i piloti italiani succedutisi - spesso in fugaci apparizioni - al volante di monoposto F1 Ferrari sin dagli Anni 50, l'ultimo dei quali è stato Nicola Larini all'Aida (ritirato per contatto con Senna) e in quel di Imola 1994, in cui - ma non se lo ricorda nessuno per ovvie ragioni - ottenne un ottimo secondo posto. Guardando al recente passato, gli ultimi italici a sedersi stabilmente al volante di una Rossa sono stati Alboreto (1984-1988 ed un titolo accarezzato nel 1985) ed Ivan Capelli (1992). Tra essi, il GP di Australia 1991, in cui Morbidelli fu chiamato a sostituire un furibondo Prost nell'ultima gara. Giunse sesto. Capelli è stato l'ultimo italiano a disputare un'intera stagione da titolare in Ferrari. Una Caporetto (3 punti contro i 18, sempre una miseria, di Alesi), da attribuire alla vettura, una delle peggior Ferrari di sempre. Eppure, il milanese fu oggetto di aspre critiche: della Ferrari stessa, della stampa, dei tifosi. Se Ivan conquistava un punto, si diceva "solo un punto", se era Alesi "un punto insperato". Se Capelli si lamentava della F92/A, lo faceva a sproposito, se il francese, a ragione. Povero, Ivan.
La Ferrari ha sempre puntato su quanto di meglio vi fosse in circolazione, o almeno, ritenesse che fosse. Giustamente. E ciò, quasi sempre, ha coinciso con straordinari piloti non italiani, già svezzati in altri Team, con una buona esperienza o già iridati. E lo fa tuttora, con ottimi risultati. Mosse ineccepibili per chi vuole vincere, tuttavia il Cavallino sembra riporre zero fiducia nel vivaio italiano da oltre dieci anni. A prescindere, perché, da sempre, prevenuta. Non a caso, in passato, la Ferrari si è lasciata sfuggire italiani di belle speranze solo per partito preso, oppure, non riponendo in loro la giusta fiducia. Badoer, collaudatore a vita, non lo farebbero gareggiare nemmeno con entrambi i titolari ko! Perché, allora, non costruirsi un vivaio ex novo dall'interno? Perché non dare fiducia a giovani piloti nostrani, i quali farebbero a pugni per ambire ad un posto in Ferrari? Perché non allevare un proprio Hamilton? Per Maranello sarebbe un ritorno di immagine straordinariamente positivo. Operazione che, tuttavia, va fatta laddove via sia del vero talento e non solo per accontentare le voglie di un pilota italiano solo perché italiano. E così facendo, si risolleverebbero le sorti della presenza italiana in F1, nonché dell'automobilismo tricolore in generale, semplicemente perché Maranello pretenderebbe il meglio.
La gioventù italiana dell'automobilismo attende con ansia. E tu, Ferrari, che fai?
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| 11 Commenti » MASSA FRUSTRATO, DUBBI SUL SUO FUTURO IN FERRARI 16.11.07 - A Felipe Massa sembra andare tutto per il verso sbagliato. Dopo aver sognato di poter diventare prima guida Ferrari, dopo essere stato costretto al ruolo di seconda guida, dopo aver dovuto "sopportare" la vittoria di Raikkonen, ora si trova a subire la pressione di Schumacher che nei recenti test gli ha rifilato più di mezzo secondo! Che futuro avrà il brasiliano?
IL SOGNO MONDIALE E LA PRIMA GUIDA A inizio stagione Felipe Massa aveva un grande sogno: diventare campione del mondo! Il sogno si è piano piano affievolito fino a spegnersi completamente sul finire dell'anno.
SECONDA GUIDA Il brasiliano ha dovuto, suo malgrado, accettare il ruolo di seconda guida. Massa ha "puntato i piedi" più di una volta, con dichiarazioni del tipo: "fino a che la matematica me lo permetterà, lotterò per il titolo". La Ferrari però, anche se solo nelle ultime gare, ha promosso il finlandese a prima guida.
RAIKKONEN VINCE IL MONDIALE F1 Il Gp del Brasile 2007 difficilmente ce lo scorderemo. Kimi Raikkonen vince il titolo mondiali piloti ma per Felipe Massa oltre al danno di vedere il titolo andare al compagno, c'è la beffa di perdere anche la gara di casa.
IL RITORNO DI SCHUMACHER Questa è storia recente. Test a Barcellona: Michael Schumacher ha voglia di ritornare in pista e la Ferrari non nega certo al tedesco la possibilità di provare la monoposto campione del mondo 2007. Nella giornata di mercoledì in pista con Schumi c'è anche Felipe Massa. Il confronto è diretto. Gli occhi però sono puntati tutti sul sette volte campione del mondo che realizza, sia martedì che mercoledì (1'21"486), il miglior crono. Un po' in secondo piano passa la prestazione di Massa che però, con il tempo di 1'22"044, risulta più lento di oltre mezzo secondo (+0"558) rispetto a Schumi.
Come dire, Schumacher è tornato ed è sempre velocissimo, come ai vecchi tempi. Se andiamo a confrontare i crono in prova del Gp di Spagna del 2006, la differenza tra Schumacher e Massa era sempre dell'ordine del mezzo secondo (0"472).
Povero Massa, battuto da Riakkonen, battuto dal "pensionato" Schumacher. E con Jean Todt fuori squadra che futuro potrà avere il brasiliano nel team di Maranello?
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| 15 Commenti » LUCA FILIPPI STUPISCE LA HONDA. BARRICHELLO TREMA 15.11.07 - Il Team Honda ha dato l'opportunità di provare la RA107 a tre giovani talenti della Serie GP2. Luca Filippi, Andreas Zuber e Mike Conway si sono alternati alla guida durante la tre giorni di test a Barcellona. L'italiano, che ha fatto segnare il miglior crono, spera ora in ruolo da collaudatore, sognando poi quello da titolare.
Luca Filippi è sceso in pista nella giornata di mercoledì, confrontandosi in pista direttamente con il pilota titolare, Jenson Button. L'italiano, oltre ad aver realizzato il miglior crono tra i piloti non titolari della Honda, ha avvicinato anche il tempo del più esperto pilota inglese. Il divario di 0"238 da Button ha impressionato positivamente i tecnici e gli ingegneri del team Honda.
Qui sotto i tempi e le prime dichiarazioni di Luca Filippi.
MARTEDI' M. Zuber Honda 1:24.065 77 J. Rossiter Honda 1:24.480 69
MERCOLEDI' J. Button Honda 1:23.358 79 L. Filippi Honda 1:23.596 74
GIOVEDI' J. Button Honda 1:23.118 96 M. Conway Honda 1:23.729 72
"E' andata bene - ha detto Filippi alla fine della giornata di ieri -. Ho fatto più di settanta giri, abbiamo provato diverse soluzioni. Alla sera pensi che avresti potuto far meglio in determinati momenti, ma al primo giorno è difficile mettere tutto insieme in un giro".
"Loro (riferendosi ai tecnici Honda, ndr) sono rimasti molto soddisfatti, anche perchè non sanno cosa aspettarsi dai piloti della GP2. Tanti hanno dimostrato di andare subito veloce appena salgono su una Formula 1, però quando ti vedono arrivare, sei giovane e non sanno cosa aspettarsi".
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| 9 Commenti » TEST BARCELLONA: MASSA MEGLIO DI SCHUMI 15.11.07 - Felipe Massa ha fatto segnare il miglior tempo (1:21.044) nella terza e ultima giornata di test a Montemelò. Il pilota brasiliano ha migliorato il miglior tempo di ieri di Schumacher (1:21.486). Ottimi tempi per Kovalainen (Renault), Montagny (Toyota) e Vettel (Toro Rosso). Tutti i TEMPI della settimana.
I prossimi test collettivi saranno svolti sul tracciato di Jerez a partire da martedì 4 dicembre.
TEST BARCELLONA: GIOVEDI' 15/11/2007 Pos Pilota Scuderia Tempo Giri 1. F. Massa Ferrari 1:21.044 92 2. H. Kovalainen Renault 1:21.136 82 3. F. Montagny Toyota 1:21.363 85 4. S. Vettel Toro Rosso-Ferrari 1:21.486 67 5. D. Coulthard Red Bull-Renault 1:21.555 82 6. L. Badoer Ferrari 1:21.741 74 7. P. De la Rosa McLaren-Mercedes 1:21.805 33 8. N. Rosberg Williams-Toyota 1:21.820 69 9. S. Bourdais Toro Rosso-Ferrari 1:21.939 84 10. G. Paffett McLaren-Mercedes 1:22.070 31 11. N. Heidfeld BMW-Sauber 1:22.460 53 12. R. Kubica BMW-Sauber 1:22.706 52 13. K. Nakajima Williams-Toyota 1:23.039 126 14. J. Trulli Toyota 1:23.064 52 15. C. Klien Force India-Ferrari 1:23.084 83 16. J. Button Honda 1:23.118 96 17. V. Liuzzi Force India-Ferrari 1:23.206 92 18. M. Conway Honda 1:23.729 72 19. J. Rossiter Super Aguri-Honda 1:23.931 61 20. R. Doornbos Red Bull-Renault 1:24.102 61
TEST BARCELLONA: MERCOLEDI' 14/11/2007 Pos Pilota Scuderia Tempo Giri 1. M. Schumacher Ferrari 1:21.486 90 2. P. De la Rosa McLaren-Mercedes 1:21.857 60 3. H. Kovalainen Renault 1:21.894 65 4. F. Massa Ferrari 1:22.044 56 5. G. Paffett McLaren-Mercedes 1:22.293 57 6. J. Rosberg Williams-Toyota 1:22.333 64 7. D. Coulthard Red Bull-Renault 1:22.555 74 8. N. Heidfeld BMW-Sauber 1:22.946 102 9. K. Nakajima Williams-Toyota 1:23.031 77 10. S. Vettel Toro Rosso-Ferrari 1:23.187 74 11. K. Chandhok Red Bull-Renault 1:23.255 57 12. J. Button Honda 1:23.358 79 13. J. Trulli Toyota 1:23.465 54 14. R. Kubica BMW-Sauber 1:23.488 37 15. A. Davidson Super Aguri-Honda 1:23.547 80 16. L. Filippi Honda 1:23.596 74 17. S. Bourdais Toro Rosso-Ferrari 1:23.753 72 18. F. Montagny Toyota 1:23.977 45 19. C. Klien Force India-Ferrari 1:24.446 56 20. A. Sutil Force India-Ferrari 1:23.537 105 21. V. Liuzzi Force India-Ferrari 1:24.555 55
TEST BARCELLONA: MARTEDI' 13/11/2007 Pos Pilota Scuderia Tempo Giri 1. M. Schumacher Ferrari 1:21.922 64 2. L. Badoer Ferrari 1:22.129 73 3. P. De la Rosa McLaren-Mercedes 1:22.687 63 4. H. Kovalainen Renault 1:22.802 81 5. R. Kubica BMW-Sauber 1:22.883 56 6. G. Paffett McLaren-Mercedes 1:23.008 46 7. K. Nakajima Williams-Toyota 1:23.187 66 8. D. Coulthard Red Bull-Renault 1:23.332 55 9. J. Trulli Toyota 1:23.624 46 10. N. Heidfeld BMW-Sauber 1:23.671 75 11. N. Rosberg Williams-Toyota 1:23.847 58 12. F. Montagny Toyota 1:23.861 61 13. S. Vettel Toro Rosso-Ferrari 1:24.048 77 14. M. Zuber Honda 1:24.065 77 15. S. Bourdais Toro Rosso-Ferrari 1:24.193 51 16. A. Davidson Super Aguri-Honda 1:24.246 70 17. J. Rossiter Honda 1:24.480 69 18. K. Chandhok Red Bull-Renault 1:24.896 39 19. G. Van der Garde Force India-Ferrari 1:25.317 84 20. R. Rodriguez Force India-Ferrari 1:26.973 87
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| 17 Commenti » TEST BARCELLONA: SCHUMACHER SEMPRE IL PIU' VELOCE 14.11.07 - La seconda giornata di test sul circuito spagnolo ha visto ancora una volta il miglior tempo di Michael Schumacher. Il tedesco ha preceduto il collaudatore della McLaren, Pedro De la Rosa. Schumi: "La Formula 1 un po' mi manca però non vedo sedili liberi!". Tutti i TEMPI di oggi.
MICHEAL SCHUMACHER "C'è voluto un po' di tempo, forse due giri, ma poi ero nuovamente a mio agio. Devo dire che sono sorpreso di essere ancora così veloce. Ero un po' nervoso: probabilmente mi sentivo come un bambino piccolo, come un diciottenne...". E sul suo futuro dice: "Al momento non ci sono sedili liberi!" Che stia veramente pensando al grande rientro?
LUCA BADOER "Le monoposto di F1 - ha detto Badoer alla Gazzetta dello Sport - erano diventate troppo facili da guidare. Se arrivava uno nuovo e realizzava buoni tempi, era nata una stella. Adesso sono più difficili da gestire. In generale è più piacevole, servono sensibilità e capacità nel gestire l'acceleratore. Ovviamente entro la fine dell'inverno gireremo veloci come prima, ma vedremo la differenza tra coloro che sono davvero bravi e il resto".
TEST BARCELLONA: MERCOLEDI' 14/11/2007 Pos Pilota Scuderia Tempo Giri 1. M. Schumacher Ferrari 1:21.486 90 2. P. De la Rosa McLaren-Mercedes 1:21.857 60 3. H. Kovalainen Renault 1:21.894 65 4. F. Massa Ferrari 1:22.044 56 5. G. Paffett McLaren-Mercedes 1:22.293 57 6. J. Rosberg Williams-Toyota 1:22.333 64 7. D. Coulthard Red Bull-Renault 1:22.555 74 8. N. Heidfeld BMW-Sauber 1:22.946 102 9. K. Nakajima Williams-Toyota 1:23.031 77 10. S. Vettel Toro Rosso-Ferrari 1:23.187 74 11. K. Chandhok Red Bull-Renault 1:23.255 57 12. J. Button Honda 1:23.358 79 13. J. Trulli Toyota 1:23.465 54 14. R. Kubica BMW-Sauber 1:23.488 37 15. A. Davidson Super Aguri-Honda 1:23.547 80 16. L. Filippi Honda 1:23.596 74 17. S. Bourdais Toro Rosso-Ferrari 1:23.753 72 18. F. Montagny Toyota 1:23.977 45 19. C. Klien Force India-Ferrari 1:24.446 56 20. A. Sutil Force India-Ferrari 1:23.537 105 21. V. Liuzzi Force India-Ferrari 1:24.555 55
TEST BARCELLONA: MARTEDI' 13/11/2007 Pos Pilota Scuderia Tempo Giri 1. M. Schumacher Ferrari 1:21.922 64 2. L. Badoer Ferrari 1:22.129 73 3. P. De la Rosa McLaren-Mercedes 1:22.687 63 4. H. Kovalainen Renault 1:22.802 81 5. R. Kubica BMW-Sauber 1:22.883 56 6. G. Paffett McLaren-Mercedes 1:23.008 46 7. K. Nakajima Williams-Toyota 1:23.187 66 8. D. Coulthard Red Bull-Renault 1:23.332 55 9. J. Trulli Toyota 1:23.624 46 10. N. Heidfeld BMW-Sauber 1:23.671 75 11. N. Rosberg Williams-Toyota 1:23.847 58 12. F. Montagny Toyota 1:23.861 61 13. S. Vettel Toro Rosso-Ferrari 1:24.048 77 14. M. Zuber Honda 1:24.065 77 15. S. Bourdais Toro Rosso-Ferrari 1:24.193 51 16. A. Davidson Super Aguri-Honda 1:24.246 70 17. J. Rossiter Honda 1:24.480 69 18. K. Chandhok Red Bull-Renault 1:24.896 39 19. G. Van der Garde Force India-Ferrari 1:25.317 84 20. R. Rodriguez Force India-Ferrari 1:26.973 87
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| 15 Commenti » ECCLESTONE: SE TITOLO AD HAMILTON, IO ME NE VADO 14.11.07 - Dura presa di posizione di Bernie Ecclestone alla vigilia del pronunciamento della FIA sull'appello McLaren relativo al Gp del Brasile. Dalle colonne del Times, il patron della F1 dice di non voler accettare un epilogo a tavolino per il mondiale piloti.
"Non credo - ha detto Ecclestone - che i tifosi vogliano un mondiale deciso dalla temperatura della benzina"
La McLaren-Mercedes aveva presentato ricorso per la temperatura irregolare della benzina utilizzata a Interlagos da Williams e Bmw. Eventuali sanzioni a Rosberg (4° in Brasile), Kubica (5°) ed Heidfeld (6°), consegnerebbero il titolo nelle mani di Lewis Hamilton.
Domani la FIA si pronuncierà sul ricorso e metterà finalmente la parola fine al mondiale piloti 2007.
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| 10 Commenti » AAA, CERCASI PILOTI ITALIANI IN F1 14.11.07 - I piloti italiani e la Formula 1. Un binomio spesso burrascoso ma che oggi sta diventando sempre più spento e scolorito. La stagione 2007 appena archiviata, in cui i piloti tricolori non hanno certo brillato, ha messo in luce, ancora una volta, quanto nel nostro Paese sia sempre difficile coltivare giovani talenti per la Formula 1. Ed ora, Fisico e Liuzzi tremano.
La stagione 2007 appena trascorsa ha visto trionfare la Ferrari dopo due anni di digiuno. Ma l'automobilismo sportivo italiano non può e non deve limitarsi solo ed esclusivamente al mito del Cavallino. Anche i piloti italiani meritano attenzione. Nonostante i risultati negativi. La pattuglia tricolore composta da Fisichella, Trulli e Liuzzi non può di certo dirsi soddisfatta dell'andamento della loro stagione. Partiti con ben altre aspettative, specie il romano della Renault e l'abruzzese della Toyota, essi hanno raccolto e seminato ben poco. Non solo quanto a punti racimolati nel corso del campionato ma, soprattutto, quanto a sensazioni, a talento espresso, ad aggressività in gara, doti che emergono a prescindere dalla bontà della vettura, dai punti finali o dal numero di podi e vittorie.
Fisichella, poveraccio, si è ritrovato tra le mani una Renault indecifrabile. Senza dubbio, non la stupefacente vettura che ha permesso ad Alonso di vincere due titoli consecutivi (ma Nando la faceva andare!), tuttavia nemmeno da buttare come si è spesso detto. Fisico ha patito più che mai la pressione del nuovo ruolo di prima guida in un Team vincente e campione del mondo uscente, quindi la mancanza di un leader al suo fianco. Poteva essere l'anno buono per puntare a qualcosa di importante (lo si dice ormai da troppo tempo!). Ha fallito pienamente, soverchiato dal proprio compagno di Scuderia - il debuttante Kovalainen - e quasi sempre incapace di tirar fuori dalla propria monoposto qualche guizzo degno di nota. Fisichella, pertanto, per tutta la stagione ha annaspato nelle retrovie, racimolando 21 punti (8° posto finale), contro i 30 di Kovalainen (7°), ed un quarto posto a Montecarlo come miglior risultato. Per lui, 2008 a rischio.
Diverso discorso - solo in parte - per Trulli e Liuzzi. Il pilota della Toyota, poveraccio pure lui, ha lottato con una vettura davvero fiacca. Ha quasi sempre concluso le corse, raccogliendo, tuttavia, solo 8 punti (13° in classifica), solo tre in più di un evanescente Ralf Schumacher (16°). Ma anche il pescarese non è che abbia fatto chissà cosa. Liuzzi, invece, ha ben lottato con una modesta Toro Rosso, ma ha denotato ancora una certa propensione all'errore e alla iella! Alla fine, ha raccolto 3 punti (18° nella generale) frutto del sesto posto cinese ma, ironia della sorte, si è ritrovato tra i piedi un Vettel che ti arriva quarto in Cina (5 punti e 14° posto nella generale con 6, ma uno raccolto con la BMW) e già in grado di stare davanti allo iellato Vitantonio. Anche per lui, 2008 in forse.
Il discorso, però, è più ampio. Da anni, il motorsport italiano è incapace di sfornare nuovi e capaci piloti per la Formula 1, a fronte di un florido vivaio ultradecennale che va ad alimentare categorie che - per pura ignoranza sportiva - in Italia hanno pochissimo seguito. Ci riferiamo, in particolare, alle ruote coperte, dove da anni Case italiane e piloti italiani, anche quelli più "stagionati", vincono e convincono. In F1, invece, la situazione è fossilizzata stabilmente da un decennio sul duo Fisichella-Trulli, piloti di cui si dice e si è detto un gran bene. I due, però, per un motivo o per l'altro, non sbocciano mai. E mai, forse, lo faranno, pur avendo dimostrato in pista di essere bravi. Bravi, nulla più. Trulli, in particolare, lui sì che agli inizi in F1 sembrava potesse sbocciare, per poi spegnersi gradualmente. E i due hanno anche avuto a disposizione la medesima vettura, le stesse chance, la stessa fiducia che la Renault ha riposto in Alonso. Sappiamo come è finita, nonostante la poca esperienza dello spagnolo e la tanta dei due italiani.
Il rischio è quello di ricalcare le orme degli Anni 60 e 70, un lungo periodo desertico in cui i piloti italiani in F1 si potevano contare sulle dita di mezza mano. Poi, sul finire dei '70, negli Anni 80 sino alla prima metà dei '90, il boom: ne veniva fuori uno ogni mese, tutti - chi più chi meno - straordinariamente veloci e indiavolati, sebbene molti di loro abbiano militato in Team non di vertice, e capaci di monopolizzare dei podi. Quindi, l'incantesimo si è rotto nuovamente. Colpa delle categorie cadette, troppo frammentate e dall'appeal decisamente scaduto, e di una F3 italiana incapace di promuovere giovani talenti per la F1. Per non parlare di sponsor e Team, i quali, spesso, investono su gente, diciamo, con molti Santi in Paradiso.
Cercasi disperatamente piloti italiani per la F1. Non bidoni, possibilmente!
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| 7 Commenti » TEST BARCELLONA: SCHUMI TORNA E PIAZZA IL TEMPONE 13.11.07 - Nella prima giornata di test sul circuito spagnolo c'era grande attesa per il ritorno in pista di Michael Schumacher. Il tedesco non ha deluso le attese di tifosi e addetti ai lavori: miglior tempo e occhi tutti puntati su di lui. Schumi is back! Tutti i TEMPI di oggi.
Il tedesco, così come gli altri piloti in pista oggi, ha girato senza il controllo di trazione, dispositivo che sarà vietato dal prossimo anno.
Pos Pilota Scuderia Tempo Giri 1. M. Schumacher Ferrari 1:21.922 64 2. L. Badoer Ferrari 1:22.129 73 3. P. De la Rosa McLaren-Mercedes 1:22.687 63 4. H. Kovalainen Renault 1:22.802 81 5. R. Kubica BMW-Sauber 1:22.883 56 6. G. Paffett McLaren-Mercedes 1:23.008 46 7. K. Nakajima Williams-Toyota 1:23.187 66 8. D. Coulthard Red Bull-Renault 1:23.332 55 9. J. Trulli Toyota 1:23.624 46 10. N. Heidfeld BMW-Sauber 1:23.671 75 11. N. Rosberg Williams-Toyota 1:23.847 58 12. F. Montagny Toyota 1:23.861 61 13. S. Vettel Toro Rosso-Ferrari 1:24.048 77 14. M. Zuber Honda 1:24.065 77 15. S. Bourdais Toro Rosso-Ferrari 1:24.193 51 16. A. Davidson Super Aguri-Honda 1:24.246 70 17. J. Rossiter Honda 1:24.480 69 18. K. Chandhok Red Bull-Renault 1:24.896 39 19. G. Van der Garde Force India-Ferrari 1:25.317 84 20. R. Rodriguez Force India-Ferrari 1:26.973 87
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| 13 Commenti » ELETTRONICA ADDIO: PILOTI SPIAZZATI? 13.11.07 - Con i test di Barcellona, è iniziata ufficialmente l'era della Formula 1 libera dall'elettronica. Occorrerà attendere ancora delle settimane prima di veder svelate le nuove F1 in versione 2008. In attesa, i piloti dovranno "imparare" di nuovo a guidare. Cosa cambia? Chi è in vantaggio e chi troverà più difficoltà?
Finalmente. Elettronica, addio. Dalla stagione 2008, la Formula 1 metterà in cantina il traction control (controllo della trazione), allineandosi così, al resto dell'automobilismo mondiale. Un sollievo, uno stato d'animo che accomuna tutti gli appassionati di F1. Che liberazione! Dalla primavera del 2001, cioè da quando la FIA aveva deciso di rendere legale il traction control, le monoposto di Formula 1 sono mano a mano diventate sempre più una sorta di "computer a quattro ruote", schiave dell'elettronica. Vetture estremamente facili (per dei professionisti, si intende!) da condurre, la cui elettronica altamente sofisticata perdonava quasi tutto. Le ruote posteriori non pattinavano più, o se lo facevano per un tempo limitatissimo, scomparse le partenze a ruote fumanti, drastica diminuzione di correzioni, controsterzi, derapate controllate in percorrenza ed uscita di curva. Insomma, la guida "romantica", in cui è il pilota che porta la vettura e non la vettura a portare il pilota, era andata a farsi benedire. Ma dal 2008, via traction control. Ora sì, che si torna a fare sul serio. Infatti, aiutati in ogni istante dal controllo della trazione, i piloti - sino a quest'anno - non hanno fatto altro che spalancare il gas, chiuderlo in curva, fiduciosi che l'elettronica avrebbe gestito autonomamente il comportamento della vettura in ogni fase, seduti davanti ai loro volanti simili ad una plancia di uno Shuttle. In tal modo, è diventato sempre più arduo capire fin dove finivano le capacità della vettura ed iniziavano quelle del pilota. Ora, invece, si ritorna a parzializzare, a guidare - nel vero senso del termine - una monoposto di altissime prestazioni, "giocando" con acceleratore, freno, volante. Non solo la F1 dice addio al traction control, ma anche ai sensori di distanza e dispositivi del tipo CBC, "corner by corner", messo a punto dalla Ferrari.
Naturalmente, i costruttori lavoreranno sodo per compensare la mancanza di tale dispositivo elettronico e, è altresì vero, non aspettiamoci guide da crampi alle braccia e mani piagate in vecchio stile. Saranno pure senza elettronica, le nuove F1, ma sempre sui binari andranno. Però, la telaistica, la ciclistica, una razionale aerodinamica e, soprattutto, i piloti torneranno a recitare un ruolo di primi attori. Stavolta, non vi sarà alcun computer a togliere le castagne dal fuoco. E magari, nei limiti del regolamento, le auto subiranno modifiche nelle loro configurazioni. Che sia il primo passo verso il ritorno delle gomme slick? Vedremo. E tra i piloti, chi si adatterà più in fretta alla "nuova" guida?
Anzitutto, un'osservazione. Bene, anzi, benissimo fa la Ferrari nel mettere in pista il pensionato Michael Schumacher. Il tedesco, sì che ha esperienza da vendere e da "predicare" in fatto di guida tradizionale di vetture dannatamente prestazionali! Sauber-Mercedes nei Prototipi (1990-1991), Jordan (1991), Benetton (1991-1995) e Ferrari (1996-2006) in Formula 1. Non sarebbe affatto una cattiva idea affidare il collaudo della F2008 al sette volte campione del mondo! E se andrà più forte dei giovincelli, beh, giù il capello (semmai ve ne fosse ancora bisogno)! E non dimentichiamoci di Badoer, altro pilota che sa come si guida senza elettronica, e Gene. In generale, i piloti della nuova generazione sono a corto, in questo senso, di esperienza. Condurre una F1 con oltre 800 cavalli dietro la schiena senza traction control non è esattamente la stessa cosa di guidare una vettura GP2, F3000 o di altre categorie, anche se sprovviste di elettronica. Trulli, Coulthard, Barrichello, Fisichella e Ralf Schumacher (se avranno un volante), Bourdais (nelle gare USA non hanno mai approvato il traction control), Heidfeld, Button ed in parte Raikkonen ed Alonso si troveranno in posizione di netto vantaggio rispetto agli altri piloti, poiché in attività da prima del 2001 o dal 2001. Il resto della truppa, al contrario, dovrà sudare un po' di più ma, verosimilmente, si adatterà velocemente alla nuova guida.
È iniziata una nuova era per la Formula 1? Chissà. Intanto, cari piloti, fuori gli attributi. E, cari appassionati, torneremo ad apprezzare i piloti per quello che realmente valgono, riusciremo di nuovo a capire chi guida e come guida. E chi mai diventerà.
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| 7 Commenti » ALESI E LAUDA CRITICANO RITORNO SCHUMACHER 13.11.07 - Jean Alesi e Niki Lauda hanno criticano il ritorno in pista di Michael Schumacher, che da oggi effettuerà con la Ferrari una serie di test sul circuito di Barcellona. Le parole di Alesi e Lauda e i nomi dei piloti in pista.
JEAN ALESI "Schumacher ha preso una decisione corretta ritirandosi l'anno scorso. Il fatto di voler rientrare non mi sembra giusto e può essere pericoloso. Cosa succederebbe se Michael facesse tempi migliori di quelli degli attuali piloti? I giornali impazzirebbero ma la Ferrari cosa penserà?".
NIKI LAUDA "L'unica vittoria importante in questo sport è il momento in cui si riesce definitivamente a mettere un piede fuori dai paddock. Per me è una questione di sponsor, come è successo nella Motogp", conclude Lauda alludendo alle prove che Schumacher ha effettuato con la Ducati la scorsa settimana.
PILOTI E TEAM IN PISTA A BARCELLONA
Ferrari: Michael Schumacher, Luca Badoer McLaren-Mercedes: Pedro de la Rosa, Gary Paffett BMW-Sauber: Nick Heidfeld, Robert Kubica Williams-Toyota: Kazuki Nakajima, Nico Rosberg Red Bull Racing-Renault: Karun Chandhok, David Coulthard, Robert Doornbos Scuderia Toro Rosso-Ferrari: Sebastien Bourdais, Sebastian Vettel Honda: James Rossiter, Jenson Button Toyota: Franck Montagny, Jarno Trulli Force India (ex Spyker): Roldan Rodriguez, Giedo van der Garde, Adrian Sutil, Christian Klien, Vitantonio Liuzzi
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| 18 Commenti » TODT ADDIO, AL SUO POSTO DOMENICALI. BRAWN ALLA HONDA 12.11.07 - Stefano Domenicali sarà il numero uno della Ferrari a partire dal prossimo primo gennaio. L'annuncio ufficiale è stato dato oggi dalla Scuderia di Maranello. Ross Brawn, ex ds della rossa, ha scelto invece il team Honda per il suo ritorno in F1.
Stefano Domenicali, imolese di 42 anni, sostituirà, al vertice della Gestione Sportiva, Jean Todt che, molto probabilmente, resterà in Ferrari con il ruolo di Amministratore Delegato.
Nella nuova struttura della Ferrari, Mario Almondo sarà responsabile della Direzione Operazioni. La Direzione Tecnica sarà affidata ad Aldo Costa, mentre a capo della Direzione Motori ci sarà Gilles Simon. Ulteriori dettagli saranno resi noti entro fine anno.
Nella giornata di oggi è arrivato anche l'annuncio da parte della Honda di Ross Brawn. Il tecnico ex Ferrari ha così commentato: "Il mio compito ora è batterli (Riferendosi alla Ferrari, ndr). Questi 12 mesi lontano dalle piste mi hanno aiutato a capire cosa mi diverte delle corse, quali aspetti mi piacciono. Mi sono mancate molto le gare, mi è mancato il far parte di un gruppo composto da persone che inseguono un obiettivo difficile da raggiungere, ma che quando lo centrano ne traggono grande soddisfazione".
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| 8 Commenti » SPIA CHE TI PASSA 09.11.07 - Un'altra spy story sta per irrompere nel mondo della Formula 1? Ancora è presto per dirlo con assoluta certezza. Tuttavia, i veleni ed i sospetti sono già in circolo. Stavolta è la Renault l'accusata. Responsabilità a parte, perché in pochi mesi ci ritroviamo con due casi di spionaggio? Sono logiche conseguenze di questa siffatta F1?
Può andare liscio qualcosa in Formula 1 da un anno a questa parte? Neanche schiantati. Le accuse FIA alla Renault per "possesso non autorizzato di documenti McLaren" sono solo gli ultimi tasselli che vanno a comporre un mosaico di una F1 più sciroccata che mai. I vertici della Casa francese respingono le accuse. Intanto, dovranno presentarsi il 6 dicembre prossimo davanti al Consiglio Mondiale della FIA (ancora lui!) per le ovvie delucidazioni e cercare di chiarire la propria delicata posizione. Nello specifico, si parla di dati rubacchiati circa "rifornimento, assemblaggio del cambio, impianto di raffreddamento". Bah, sarà vero? È troppo presto per tirare le somme ed avanzare giudizi dissacranti contro la Renault. Bisogna attendere, vedere come evolve la situazione, quindi, solo allora, si potranno scagliare le pietre contro gli eventuali colpevoli. Fino a quel momento, però, la Renault deve godere dello status di presunta innocente. In ogni caso, le nostre