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La F1 distilla ettolitri di comicità tecnico-sportiva!

Todt-Ecclestone

Sempre peggio. In Formula 1 hanno raggiunto un record poco invidiabile: distruggere il già distrutto. Eppure, il giocattolo F1 attira ancora.

Analizziamo freddamente la situazione. Cosa c’è di funzionante (o pseudo-funzionante) in Formula 1? L’aspetto economico-commerciale del prodotto “Formula 1”, il quale, con ogni probabilità, assumerà proporzioni maggiori grazie ai numeri fissi dei piloti (con la scusa della “riconoscibilità” il merchandising ne beneficerà…)? Plausibile. La notorietà acquisita dalla categoria stessa e il seguito che ancora riesce a calamitare in tutto il mondo? Certamente.

Stop, fine
.

Sulle tragicomiche vicende della Formula 1 del Nuovo Millennio si potrebbe scrivere un romanzo. Un romanzo tra l’horror, il noir e il comico in continuo, perenne divenire. Non si finisce mai: la F1 distilla litri e litri di comicità tecnico-sportiva da prima serata.

Possiamo iniziare dalla fine. Già, perché l’ultima novità in ordine di tempo riguarda gli imminenti test-fantoccio organizzati in Bahrain – programmati dal 17 al 19 dicembre – allo scopo di testare gli pneumatici Pirelli in configurazione 2014, al fine di prevenire e scongiurare i reiterati cedimenti in salsa 2013. Operazione lodevole: peccato che le vetture siano ancora quelle del 2013. Va da sé che i dati ricavati – che andranno trasferiti, poi, su vetture diverse, ancora in costruzione e che ancora non hanno calcato un solo centimetro di asfalto reale – serviranno a poco o nulla in prospettiva 2014.

È un periodo, questo fine 2013, in cui il baraccone della F1 sta offrendo il peggio di sé.

Jean Todt – appena rieletto alla presidenza della FIA – torna a denunciare gli alti costi della Formula 1. Dimenticandosi che, il motorismo – per sua stessa, intrinseca natura – è disciplina da sempre assai economicamente costosa e dispendiosa e che contenerne i costi in modo artificiale non è sinonimo di vitalità né di longevità.

Ecco, allora, che riprendono corpo le deliranti, demagogiche proposte che riguardano il budget cap (ideona di Max Mosley datata 2008) – ancora da definire e che entrerà compiutamente in vigore a partire dal 2015 – e la realizzazione di parti (verosimilmente e soprattutto aerodinamiche) in comune e uguali a tutti i Costruttori.

Dunque, aspettiamoci una sorta di Equitalia-Formula 1-FIA-Agenzia delle Entrate: un esercito di burocrati incravattati preposti a vigilare sulle fatture e sulla contabilità dei Team. E, a quanto pare, saranno esclusi dal budget cap ingaggi dei piloti e spese di marketing; forse si agirà sugli organigrammi dei Team, i quali abbondano di figure doppioni-triploni (oggi abbiamo Team che contano centinaia di uomini, una inutile zavorra umana il cui terminale finale è rappresentato dall’esercito di meccanici preposto al cambio di… 4 gomme.). Tuttavia, anche in questo caso, appare tanto demagogico quanto errato mettere bocca nell’operato interno a ciascun Team.

Dove andranno a tagliare, quindi? Ovvio, sulla tecnica delle monoposto, ossia la sostanza delle competizioni motoristiche.

Capitolo parti in comune. Oggi (e non da oggi), qualcosa in comune esiste già: centralina unica, pneumatici, oltre ad una miriade di altri parametri costruttivi imposti dal regolamento i quali, di fatto, unificano in modo inequivocabile le vetture. Tuttavia, esiste già una parte uguale per tutti, ben visibile: ci riferiamo ai 500mm centrali dell’ala anteriore (corda di 240mm e incidenza positiva di 4°). Un elemento che i Costruttori debbono realizzare secondo i disegni, le quote e le specifiche redatti dalla FIA. Nel prossimo futuro, qualora l’idea di Todt dovesse concretizzarsi, ipotizziamo la fattura comune di profili estrattori e profili alari. Oltre alla Formula 1, ricordiamo, anche altre categorie – Mondiale Endurance compreso – adottano (purtroppo) componenti unificati, soffocando sul nascere varietà e ricerca tecniche.

Dagli aspetti tecnici a quelli prettamente sportivi, il delirio continua, incessante. Ecco, allora, che l’ultimo GP del 2014 vedrà assegnare punteggio doppio. Infantile, scomposto, artefatto, fasullo mezzuccio mediante il quale i burattinai della F1 vogliono creare – nelle intenzioni – le condizioni affinché il titolo Piloti venga assegnato forzosamente all’ultimo appuntamento. Un modo per cercare di favorire, senza appello e senza ritegno alcuno, gli inseguitori al capoclassifica. Ma è evidente che, in caso di dominio totale alla Schumacher dei tempi migliori o alla Vettel 2013, l’assegnazione del punteggio raddoppiato può solo che far prendere ancor di più il largo al capoclassifica qualora quest’ultimo si aggiudichi anche l’ultimo Gran Premio. E sarebbe preferibile.

Mezzucci su mezzucci, trucchi e trucchetti: dopo l’eliminazione della elettronica (che pareva essere il male assoluto, ma così non era…), ecco il fantomatico KERS che avrebbe dovuto favorire i sorpassi (!!), il DRS che avrebbe dovuto ri-favorire i sorpassi non favoriti dall’inaffidabile e inutile KERS, i pit-stop obbligatori e le gomme Pirelli che avrebbero dovuto, per l’ennesima volta, rifavorire i sorpassi e accrescere lo “spettacolo”. E dal 2014, vai col punteggio doppio. E la pagliacciata continua.

Almeno, per il momento, i Team hanno bocciato la folle idea pirelliana dei due pit-stop obbligatori a corsa. Magra consolazione: i pit-stop obbligatori o “spintanei” (come accade oggi e da qualche anno) condizioneranno sempre e comunque i GP.

Dal piano sportivo di nuovo al tecnico. La F1 2014 – e ancor di più quella del futuro – sarà, come noto, una lunga sequela di imposizioni-unificazioni-divieti, come e più di quanto non accada già oggigiorno. Dai motori (il cui iter di “non-sviluppo” prevede unificazioni e congelamenti a pioggia da attuare di anno in anno, congelamenti che andranno a sommarsi alla già ferrea, insopportabile regolamentazione delle nuove unità Turbo, sull’onda di quanto fatto con i defunti V8 aspirati) ai telai, dalla aerodinamica alla fattezze stesse delle monoposto.

A questo punto, si palesa puntuale la domanda canonica, da porgere ai Costruttori: perché scegliete di correre in F1?

Già, perché? Che piaccia o no, i Team militano in F1 illusi di cavalcare quella gloria meritatamente conquistata sul campo dalla categoria in tanti anni di storia. Una gloria che ha prodotto, quale più diretta conseguenza, un seguito di pubblico ed un battage mediatico planetari, elementi riscontrabili ancora oggi, dall’Europa all’Asia, passando per gli Stati Uniti.

Impegnarsi in Formula 1 significa, pertanto, entrare nelle case di milioni di spettatori in tutto il mondo, consci del fatto che il nome-marchio “Formula 1” evoca sport, velocità, leggenda, lo stereotipo dell’automobilismo sportivo.

Una sorta di abitudinaria inerzia che porta a considerare la Formula 1 quale l’apice del motorismo mondiale, nonostante la Formula 1 stessa sia, a conti fatti, un qualcosa di più di una GP2 o GP3. Motivo per cui le Case e i Costruttori scelgono ancora di impegnarsi in questa F1 fatta di divieti e unificazioni: un socialismo che fa sì che l’uguaglianza forzosa assottigli o elimini del tutto il rischio di flop da parte di questo o quel Costruttore.

È chiaro come questo stato di cose derivi da una mutua alleanza tra FIA e Team (senza dimenticare il ruolo demiurgico di Bernie Ecclestone per quanto concerne alcuni, determinanti aspetti della F1). Nessuna vittima, ma entrambi complici, artefici dell’irreversibile disfacimento della F1.

Persino Case quali Ferrari, Renault, Mercedes, Lotus (o meglio, Finta Mercedes e Finta Lotus) e così via (senza dimenticare Honda e Toyota) sono artefici della decadenza della F1. Case che non si sono opposte e non si oppongono alle decisioni della Federazione che, di fatto, hanno reso e rendono scatole vuote prive di contenuto i Team impegnati in F1.

Insomma, mentono sapendo di mentire, presi in giro sapendo di essere presi in giro. In sostanza, tutta la Formula 1 – ad iniziare, appunto, dai Costruttori – vuole far credere all’appassionato (dispiace dirlo, ingenuo e spesso sprovveduto) che la F1 sia ancora terra di sana sfida, di vera competizione tecnico-sportiva, in cui una Ferrari sia davvero una Ferrari e non una semplice, spersonalizzata monoposto rossa con tanto di Cavallino frutto delle menti di innominati legislatori della Federazione Internazionale.

Del resto, cosa propugna la Formula 1 oggi, dalla mattina alla sera? Spettacolo. La parola più vuota e vaga che esista. I veri contenuti, ormai, vengono misconosciuti, disconosciuti, rinnegati nei fatti, invocati a parole (leggi Luca Cordero di Montezemolo).

Ma lo spettacolo, così come viene inteso da FIA e Team (ossia, una mera, sterile conta dei sorpassi, peraltro goffamente ingozzati da mezzi e mezzucci di basso livello intellettuale), lo si può ottenere anche attraverso l’adozione di una vettura compiutamente uguale per tutti (dal telaio al motore) ma, in pieno stile F1, spacciata per Ferrari, Mercedes, Lotus e compagnia cantante.

Il passo è breve e, sinora, le previsioni pessimistiche (da molti giudicate esagerate e sin troppo “da funerale”…) si sono tutte avverate nell’arco di pochi anni.

La Formula 1 continua a mentire sapendo di mentire, continua a sbagliare rinnegando se stessa, al contempo milioni di appassionati sono ben contenti di essere canzonati, a loro insaputa (ma alcuni anche tanto consapevolmente quanto masochisticamente, cosa sconcertante) dall’allegra brigata degli imbroglioni contenti.

Scritto da: Paolo Pellegrini

Paolo Pellegrini
L'autore
Paolo Pellegrini, Classe '82, amante della velocità a 360°, che sia un'auto, una moto, un aereo o i 10 secondi di un 100 metri. Disegnatore di auto e moto da corsa estreme.
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    uncle jack Reply

    Certo, è come il wrestling. peccato che le auto vadano ancora a 300km/H.

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    Francesco Ambrosi Reply

    Se parliamo di spettacolo una gara di dtm ne offre molto di piu’. In effetti il fascino della formula uno vive ormai solo di rendita, con l ‘incetta di spettacolo ed eroismo degli anni che furono. La formula uno vera e’ defunta dai primi anni duemila.

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    Alex Reply

    Pienamente d’accordo. Le modifiche regolamentari degli ultimi anni mi hanno sempre lascito perplesso una su tutte il drs …… E’ intrinsecamente antisportivo e i presunti sorpassi li produce in rettilineo senza le consuete manovre di preparazione che caratterizzavano quelli del passato. Si dice che l’aereo dinamica penalizza la vettura che segue….. Vero ma i pochi sorpassi del recente passato erano almeno spettacolari…. Quelli di adesso sono tutti uguali: scia da drs e vai!!!!!!!!!,
    La F1 deve ritrovare se stessa , la sua essenza , le sue origini………..ci vorrebbe un cambio radicale regole rivolte a favorire soluzioni tecniche estreme e diversificate…… Rinunciare all’elettronica e’ impensabile ,ma al contempo le partenze senza gomme fumanti sono inguardabili

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    tgwowgt Reply

    Vedremo… Se davvero le F1 2014 gireranno come si teme 10 sec piu lente di quelle attuali o se finiranno la gara in 4…
    Cmq ragazzi è giusto parlarne e ad alta voce e su ogni mezzo. Bisogna trovare il sistema di dirlo pure in diretta

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    françois xavier Reply

    la f1 è defunta da un pezzo, datevene una ragione.

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    fabio27 Reply

    Purtroppo la f1 e’ finita ed e’ stata relegata a divenire un fenomeno da baraccone, alla faccia dello sport ed al dirtto di competere per tutti.Bei tempi gli anni dal 1960 al 1990 roba da far accapponare la pelle disertiamo gli autodromi per mettere fine a questo scempio.

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    birratarelli Reply

    Come sempre mi trova d’accordo su cio’ che ha scritto al 200% visto poi che in un suo passaggio ha menzionato il socialismo applicato alla F1 bè è notorio che il Sig.Montescemolo non ha mai disdegnato di proporsi come imprenditore il quale è sempre partito da un punto di vantaggio rispetto ai suoi concorrenti e non per meriti acquisiti propri ma da posizione di dominio d’altri ( vedi Agnelli……).
    Per cui adeguarsi senza profferire parola e sottostare fintamente a regole a dir poco degne di un manicomio criminale conviene al succitato perché incapace di avere scatti in avanti da qualsiasi punto di vista sia tecnico
    ( cioè circondarsi di persone capaci ) che morale,( imporsi come Ferrari ai dementi della Fia visto che a suo dire il diritto di veto della Ferrari è intatto……), a riprova della sua insipienza e dabbenaggine è famoso il rifiuto ottenuto dai decerebrati della Fia quando l’ing. Marmorini ha chiesto d’aumentare il numero di litri di carburante utilizzabile in gara ma non per ottenere prestazioni + elevate ma per avere ancora gare degne della F1 visto come sembra in alcuni circuiti per non dire quasi tutti il pilota per non incorrere di rimanere a secco deve gestire il carburante e se ha consumato di + per magari battagliare con un’avversario deve togliere il piede dall’acceleratore quindi il concetto di battaglia sportiva va a farsi benedire e il Presidentissimo ha incassato senza replicare o meglio a mio avviso a minacciare lor signori.
    E’ peraltro vero riguardo all’ultima mia affermazione che dal 1986 quando il limite di carburante fu limitato a 220 litri e poi nel 1987 a 197 non era stato pensato per ridurre la competizione sia tra i motoristi e tra i piloti ma per evitare di raggiungere cavallerie ingestibili da parte del pilota , adesso quindi aspettiamoci nel prossimo futuro d’avere auto fotocopia costruite dalla moskowitz che vanno a benzina sintetica ricavata dal carbone e che per motivi di sicurezza e di costi al massimo ci sono 60-70 cv per risparmiare carburante così non s’inquina l’ambiente e visto che nel socialismo reale le imposizioni erano elevate a legge la stessa politica che segue oggi la Fia e che sapiamo utti come sono finiti i paesi col socialismo reale,il tutto speriamo avvenga nel + breve tempo possibile per tornare a vedere la vera F1.

    Saluti

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