circusF1.com

Alonso o Vettel? Minardi punta sullo spagnolo.

image

Negli ultimi mesi si è parlato moltissimo di power unit, regolamenti, consumi, elettronica, aerodinamica e di un gran numero di aspetti tecnici e novità che hanno stravolto il mondo della Formula 1.

L’attenzione è stata monopolizzata quindi dalle rivoluzionarie vetture che prenderanno parte alla competizione nella categoria regina degli sport motoristici.

Di meno si è parlato di coloro che si occuperanno di scendere in pista e guidare le monoposto.

Mai come quest’anno i piloti saranno fondamentali nel determinare l’esito della gara. Saranno infatti chiamati a portare le vetture al limite in qualifica e la domenica si troveranno a dover fare i conti con la gestione di un gran numero di variabili quali le gomme, il consumo del carburante e l’elettronica. I piloti dovranno adattarsi al mutare repentino delle condizioni di guida, in certi momenti verrà richiesto di spingere al limite e in altre situazioni di gestire e controllare la gara.

Non basterà quindi solo il talento, ma saranno necessarie anche altre doti, più nascoste nell’indole di ogni pilota per vincere il campionato del mondo.

Chi meglio di Giancarlo Minardi può occuparsi di tale argomento? L’ imprenditore fiorentino, infatti, dal 1985 per 21 anni ha partecipato al mondiale di F1 con una scuderia che portava il suo nome. La sua missione è stata sempre quella di puntare sui giovani di grande talento come Fernando Alonso che debuttò nel 2001 proprio con la Minardi. La scuderia uscì dal mondo della F1 nel 2005 e fu venduta alla Red Bull che le diede il ruolo di squadra satellite con il nome Toro Rosso.

In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera Minardi analizza le prestazioni della Ferrari: “Stando alla pista, pare che debba di nuovo rincorrere. Però è cambiato l’avversario di riferimento: ora è la Mercedes”.

Più rosea è la situazione dei piloti del cavallino rampante: “Nel mondiale ci sono 5 campioni del mondo, averne 2 in una squadra significa levare il 40% dei migliori guidatori. La Ferrari è l’unico team in grado di gestire tale situazione”.

Per quanto riguarda il talento dei piloti della scuderia italiana Minardi ha affermato: “Premessa. Non c’è nessuno forte come Fernando, nemmeno Vettel. Lo si è visto nel confronto con Massa a parità di monoposto e in precedenza lo avevo sperimentato io: il tempo che Alonso ottiene rappresenta il valore della macchina, ma lui vuole vincere.” Parlando dei dissapori della passata stagione tra il team e lo spagnolo egli ha detto: “Le baruffe – e lo dico da osservatore – nascono da un’incompiuta. Se la Ferrari risolve i problemi tutto si appiana e lui rimane. D’altra parte dico che ha esagerato, i panni sporchi si lavano in casa”.

Sull’ipotesi che Vettel ed Adrian Newey un giorno possano fare parte della scuderia ferrari l’imprenditore fiorentino ha dichiarato: ” Forse un giorno Vettel verrà, ma non sarà lui a far vincere la Ferrari; semmai sarà il contrario. Adian Newey? Dovunque è andato ha progettato auto eccellenti, se lo si potesse portare a casa lo farei”.

Se Giancarlo Minardi fosse ancora nel mondo della Formula 1 la sua scelta da team menager ricadrebbe quindi sicuramente su Alonso e per confermare la sua natura di imprenditore che crede nel futuro, la seconda guida sarebbe affidata ad un giovane italiano debuttante.

Scritto da: Daniele Vanin

L'autore
Daniele Vanin | Classe 1988, iscritto alla facoltà di Scienze Politiche, grande appassionato di motori e fan del mondo della Formula 1. Nel cuore le supercar e tutte le vetture che riescono a trasmettere emozioni. Tra gli interessi, il giornalismo sportivo!

Leave a Reply

*

*

code