circusF1.com

Gian Carlo Minardi: la Ferrari è la seconda forza del Mondiale F1

GP AUSTRALIA F1/2014

Dopo il Gran Premio d’Australia, Gian Carlo Minardi ha pubblicato sul suo sito Minardi.it, il suo solito “punto”, nella quale esamina e analizza l’andamento della prima gara dell’anno.

Mirardi riflette sullo strapotere Mercedes e spende buone parole per la rinata McLaren, l’evoluta Red Bull e le sorprese di giornata ovvero la Toro Rosso e la Force India. Dopo una breve analisi dei tempi sul giro e del passo gara delle diverse vetture, Minardi passa al capitolo Ferrari. Il proprietario dell’omonimo team pensa che la monoposto sviluppata a Maranello non sia un fallimento, anzi la colloca come seconda forza del mondiale.

I progressi dei motori Renault, soprattutto con la Toro Rosso e la Red Bull, dimostrano la velocità con la quale i team di Formula 1 riescono a risolvere i problemi, già per il prossimo appuntamento con la pista malese di Kuala Lumpur, si potrebbero vedere grossi cambiamenti e una riduzione del gap. Sarà una Formula 1 ricca di stravolgimenti ed evoluzioni. Queste considerazioni sono avvenute immediatamente dopo la fine del Gran Premio australiano e non tengono conto della successiva squalifica ai danni del pilota Red Bull Daniel Ricciardo.

Ecco il punto di Gian Carlo Minardi sulla gara di Melbourne

A Melbourne è successo tutto il contrario di quanto ci si poteva aspettare. In quindici giorni la Formula 1 è stata in grado di ribaltare qualsiasi pronostico.
Abbiamo avuto un podio composto tra tre piloti appartenenti ad altrettanti team: Mercedes, Red Bull e McLaren. L’unica conferma è arrivata proprio dalla Mercedes – come team e motorista – che si è confermata al top. La W05 di Hamilton e Rosberg si è confermata al vertice sia nel “giro secco” che nei long-run e, per fortuna degli altri, con qualche difetto di affidabilità. Diversamente sarebbe stata doppietta.

Grande rimonta per la Red Bull che si presenta come la vettura con maggiore carico aerodinamico, anche se paga l’handicap legato alla power-unit Renault. Le parole di Jenson Button durante i primi test in Bahrein hanno trovato riscontro. Una volta risolti i problemi motoristici, sarà difficile tenerli a bada. Il Campione del Mondo Sebastian Vettel è stato invece tradito da quella centralina che proprio l’anno scorso faceva tanto la differenza.

Una rinata McLaren che in Kevin Magnussen, forse, ha trovato il nuovo Hamilton. Al debutto subito un podio con un quarto posto per Button. Solo un pizzico di sfortuna ha privato la Williams di un ottimo risultato. Al pronti via Felipe Massa è stato centrato dal rientrante Kobayashi, mentre Bottas è stato autore di un errore causato probabilmente da una troppa irruenza nello scaricare a terra la potenza. Un plauso alla Toro Rosso che porta due vetture in zona punti. È un ottimo risultato considerando che non è arrivato per demeriti altrui, ma conquistato sul campo.

Bene anche la Force India con Hülkenberg, un po’ meno con Perez. È fuori dubbio che Nico sia un grande pilota. A questo punto sarebbe utile analizzare i tempi sul giro per conoscere il vero gap tra i team. La Mercedes ha girato costantemente con Rosberg sull 1.32 e 1.33 basso, mentre tutti gli altri sull’ 1.34. Proprio sul finale Fernando Alonso (quinto al traguardo) ha girato sull’ 1.32 basso andando vicino al giro più veloce in gara di Rosberg (1’32″478). Sicuramente un risultato incoraggiante, anche se non di facile interpretazione. Bisognerebbe conoscere i consumi e le strategie. In questa stagione la curva di apprendimento dei team sarà molto elevata e pertanto, dopo ogni gran premio, potremmo aspettarci degli step evolutivi molto importanti.

La stessa Lotus, che ha chiuso la prima gara stagione con due ritiri, ha potuto mettere insieme un buon numero di chilometri nel week end, raccogliendo così dati importanti per risolvere e scoprire i problemi che affliggono la power-unit transalpina e la E22.

La Mercedes fa la lepre, mentre la Ferrari, come macchina e motore, è la seconda forza. Una volta che la RB potrà sfruttare a pieno la potenza Renault sarà difficile da catturare. La prima uscita ci ha dimostrato quanto sia difficile far dialogare le 15 centraline, ma i progressi dei team motorizzati Renault sono la dimostrazione che sono operazioni che si possono fare anche Indoor. Il Gap quindi può essere ridotto.

Scritto da Daniele Vanin

Daniele Vanin
L'autore
Daniele Vanin | Classe 1988, iscritto alla facoltà di Scienze Politiche, grande appassionato di motori e fan del mondo della Formula 1. Nel cuore le supercar e tutte le vetture che riescono a trasmettere emozioni. Tra gli interessi, il giornalismo sportivo!
  1. Avatar
    tgwowgt Reply

    Bah!
    A me risulta che tempi alla mano la Ferrari sia la 5a forza dietro a Mercedes, RedBull, McLaren e Williams.
    Quella delle 15 centraline mi fa un po ridere considerando che sulle nostre macchine ce ne sono un centinaio (all’accensione la corrente assorbita arriva a 120 Ampere…).
    Non è il numero ma l’esperienza dei progettisti (che al momento ovviamente è quello che è) a rendere le cose difficili. Sarebbe stato molto meglio aspettare 2 anni facendo fare le ossa in qualche formula alternativa tipo GP2 ai sistemi ibridi..

  2. Avatar
    Joe Reply

    l’eta’ che comincia a farsi sentire eh?

Leave a Reply

*

*

code

Send this to a friend