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Gran Premio di Monaco F1: l’approccio Ferrari

GP MONACO F1/2013

Ci siamo quasi, il Gran Premio più esclusivo dell’anno sta per cominciare. Il suggestivo tracciato di Monaco ospiterà questo fine settimana il Circus della Formula 1. Il circuito del Principato è ricco di storia, la prima edizione si disputò nel lontano 1929; successivamente Montecarlo entrò a far parte del calendario del mondiale di Formula 1, come tappa fissa, nel 1950. Molti dei grandi campioni della classe regina degli sport motoristici hanno vinto sullo stretto e insidioso tracciato di Monaco, piloti come Schumacher, Prost, Fangio, Graham Hill hanno fatto la storia di questo Gran Premio, ma il record di vittorie appartiene al leggendario Ayrton Senna, che ha collezionato un totale di sei successi.

Il circuito cittadino di Montecarlo è il più breve del mondiale e quello con velocità più basse. I piloti dovranno percorrere 78 volte i 3,340 km della pista per un totale di 260,530 km. Le caratteristiche che rendono unico questo tracciato sono molteplici; l’assenza di vie di fuga e la sede stradale molto stretta rendono il Gran Premio molto insidioso, il minimo errore potrebbe portare il pilota ad urtare le barriere e al conseguente ritiro. Concentrazione estrema e precisione di guida saranno fondamentali per portare a termine la gara. La meccanica delle monoposto sarà inoltre molto sollecitata, la tortuosità della pista e l’assenza di lunghi rettilinei porteranno i team ad optare per un carico aerodinamico estremo e rapporti del cambio accorciati per favorire l’accelerazione e l’uscita dai curvoni lenti.
Questa componente sarà assai sollecitata, i frequenti cambi marcia porteranno al limite il potenziale di affidabilità delle monoposto. Le vetture saranno inoltre molto più alte da terra, infatti il manto stradale cittadino risulta essere parecchio sconnesso. Anche le sospensioni subiranno importanti modifiche con una taratura più morbida per dare maggiore trazione in uscita dalle tante curve monegasche.

Le caratteristiche del circuito di Monaco sono state ben analizzate dal team Ferrari. In un intervista per il sito Ferrari.com, il Deputy Chief Designer, Simone Resta ha spiegato come la scuderia italiana ha intenzione di approcciare il Gran Premio di Monaco.
Per molte ben note ragioni questo appuntamento è considerato un evento unico, solitamente molto differente da tutte le altre gare. Ma per un ingegnere di Formula 1 la singolarità del fatto di far girare le vetture su questo circuito fa sì che questo weekend sia quasi una pausa nel calendario.
Simone Resta a tal riguardo ha dichiarato:”Le esigenze di questa gara sono diverse da tutte le altre, di conseguenza la corsa di questa domenica si posiziona al di fuori del programma di sviluppo generale che stiamo portando avanti e che vede un approccio su misura gara per gara. Per le corse che seguiranno Monaco, e quindi Canada, Austria, Gran Bretagna e via così, a Maranello stiamo lavorando molto duramente per introdurre molti aggiornamenti che facciano salire le prestazioni della F14 T a un livello che ci consenta di ridurre il gap con le vetture più veloci”.

Le strade del Principato sono un unicum dal punto di vista tecnico. La scelta Pirelli di portare il compound di gomme più morbido potrebbe aiutare la Ferrari ad aumentare la trazione in uscita dalle curve a bassa velocità, Resta infatti ha detto:”A Monaco è necessario fare uno specifico lavoro di set up in modo che il pilota riesca ad avere il massimo grip nonostante le sconnessioni del tracciato, in modo di garantire alle vetture quanto più grip meccanico possibile, Pirelli ha deciso di portare per la prima volta in questa stagione le mescole Soft e Supersoft ad un weekend di gara. Questa scelta aiuterà anche sotto il profilo della trazione e in fase di frenata. La mescola più soffice, inoltre, si scalda facilmente e sarà particolarmente preziosa in qualifica”.

La F14-T che Fernando Alonso e Kimi Raikkonen porteranno in pista sarà una vettura completamente diversa da quella degli ultimi Gran Premi, sia a livello aerodinamico che a livello strutturale e meccanico. Resta ha dichiarato:”Particolare attenzione è stata dedicata allo sterzo, in funzione del tornantino ma anche di alcune delle curve più stratte e lente presenti in tutto il calendario. Anche le sospensioni sono state rinforzate per essere in grado di resistere ai contatti con le barriere che qui a Monaco sono all’ordine del giorno. L’assenza di lunghi rettilinei implica poi che sia fondamentale assicurare alla vettura il giusto raffreddamento, in particolar modo per quel che riguarda freni e motore. Il cambio, invece, deve sopportare lo stress di quasi quattromila cambi di marcia in gara: più che in qualsiasi altro Gran Premio”.

Tutto il lavoro del team italiano è stato incentrato su affidabilità e bilanciamento della vettura. A Montecarlo un ruolo fondamentale lo gioca anche il pilota, che deve sentirsi a suo agio guidando la monoposto tra le strette vie del principato. Il Deputy Chief Designer Simone Resta concludendo ha detto:”È importante prendere subito confidenza con la pista, cercando il limite curva dopo curva. Non si può commettere nessun errore perché, se ne fai anche solo uno, di solito la tua storia a Monte Carlo finisce lì”.

Qui sotto troverete la video-intervista integrale effettuata dal sito Ferrari.com al Deputy Chief Designer Simone Resta.

Scritto da Daniele Vanin

L'autore
Daniele Vanin | Classe 1988, iscritto alla facoltà di Scienze Politiche, grande appassionato di motori e fan del mondo della Formula 1. Nel cuore le supercar e tutte le vetture che riescono a trasmettere emozioni. Tra gli interessi, il giornalismo sportivo!
  1. fotospiro Reply

    Ma i rapporti del cambio non erano fissi per tutta la stagione?

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