Da campione a scarto. È questo il percorso che tutti i piloti Red Bull hanno affrontato e affronteranno nella loro carriera con il team anglo-austriaco?
Si sa, la “cantera” Red Bull è una delle più competitive nel mondo del motorsport, con tantissimi piloti messi sotto contratto in cerca di una via d’accesso per la F1, ma al contempo con tantissimi piloti “fatti fuori” dal programma senza rimorsi e ritegno, rei di non essere all’altezza delle aspettative o della pressione. Essere un pilota Red Bull non è assolutamente semplice, perché potresti trovarti da un giorno all’altro senza sponsorizzazione e supporto, magari neanche capendo le motivazioni in un cambio di rotta spesso inaspettato. Non è facile, perché si è costantemente sotto esame e perché bisogna sempre avere un occhio su quello dopo di te, pronto a soffiarti il posto. È un processo ciclico che ha visto tanti avvicendamenti non solo nell’accademia del squadra austriaca, ma anche nei team ufficiali, Toro Rosso e Red Bull.
La Toro Rosso è la scuderia dove ti fai le ossa, dove hai un primo vero approccio con la Formula 1. Ma è un team che è pronto a dare, così come a riprendersi, con la stessa rapidità. Piloti come Sebastien Buemi, Jean Eric Vergne o Jaime Alguersuari, i quali avrebbero probabilmente meritato di più dalle loro avventure in Formula 1, ma capitati in periodi sfortunati o senza quel qualcosa in più da convincere i dirigenti a fare grande passo e portarli nel top team. C’è, però, anche chi è riuscito a fare quel passo, da Sebastian Vettel a Max Verstappen, passando per Daniil Kvyat e Daniel Ricciardo.
Ecco, proprio Ricciardo, arrivato in Red Bull da timido rookie e trasformatosi in vero e proprio punto di riferimento per la squadra e l’ambiente. Un promettente ragazzo dall’Australia capace di prendersi la scena a suon di sorpassi e di risultati: un’occasione da non perdere per la Red Bull che dopo i tanti titoli mondiali di Sebastian Vettel, aveva trovato un altro piccolo gioiellino su cui lavorare e da far crescere. Perché, anche se sembra strano a dirsi per un quattro volte campione del mondo che indubbiamente avrebbe meritato più rispetto, in quella stagione la Red Bull iniziò una sorta di operazione di “ricambio generazionale” all’interno della squadra: fuori il vecchio che ha fatto la storia, dentro il nuovo. Ed è così che Vettel, da quattro volte campione del mondo, passò quasi a “scarto”. È la dura legge Red Bull, in cui non si sfrutta ogni opportunità e in cui bisogna sempre guardarsi le spalle.
E si sa, la storia di ripete. E a farne le spese questa volta dovrebbe essere proprio Daniel Ricciardo. L’arrivo in pompa magna di Max Verstappen ha sicuramente spostato gli equilibri all’interno della squadra, con un giovane forte dal punto di vista mediatico, che sa far divertire il pubblico tra sorpassi in pista e dichiarazioni senza peli sulla lingua fuori. Poco a poco Verstappen è riuscito a prendersi “il team” e i tifosi dalla sua parte, divenendo uno dei piloti più popolari in Formula 1: questo a molti ha ricordato quel ciclo di “ricambio generazionale” di cui proprio Ricciardo era stato protagonista qualche anno prima. Arrivato Verstappen, per l’altro pilota è ora di farsi da parte, perché può esistere un solo numero uno all’interno della squadra e quello è e deve essere proprio l’olandese, anche se le prestazioni ed i risultati direbbero tutt’altro. Per questo Daniel ha già iniziato a guardarsi in giro, complice un contratto in scadenza a fine 2018: le alternative sono poche ma al contempo sono tante, perché è vero che i posti appetibili sono pochi – Ferrari e Mercedes -, ma è al contempo vero che quei due posti potrebbero liberarsi in caso di addio o di Kimi Raikkonen o di Valtteri Bottas. Per Red Bull non sembra essere un grande problema, perché perso Ricciardo avrebbero sempre Carlos Sainz Jr, anche se per ora i vertici della Scuderia anglo-austriaca hanno messo in preventivo la possibilità di un rinnovo: “È vero, Daniel sarà libero a partire dal 2018, ma questo non vuol dire che se ne andrà sicuramente via dalla nostra squadra. La volontà della Red Bull, infatti, è quella di mantenere l’attuale coppia di piloti fino al 2020” ha detto Chris Horner a riguardo.
La domanda per Ricciardo è: rimanere in Red Bull giocandosi le proprie carte, con la possibilità di rimanere all’ombra di Verstappen, oppure cercare nuovi stimoli e una nuova sfida?