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    F1, Muso basso: libera scelta ieri, imposizione regolamentare oggi

    Paolo PellegriniBy Paolo Pellegrini13 Febbraio 2022
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    f1 muso basso

    Bizzarro: nell’anno in cui FIA e Formula 1 partoriscono regolamenti tecnici ancora e assai più restrittivi, il regolamento tecnico si palesa di una complessità abnorme. Niente più dimensioni chiaramente esplicitate o facilmente individuabili, niente più disegni esplicativi 2D e 3D. La semplificazione messa in atto negli ultimi anni è già svanita.

    I già eccessivamente complessi regolamenti F1 “made in FIA” dei decenni scorsi, pertanto, hanno lasciato il posto ad un regolamento che definire cervellotico — per non dire inutilmente incomprensibile – appare riduttivo.

    Non è un caso, infatti, che la FIA — per la prima volta nella storia della F1 — abbia partorito una show car “base” a dettare le linee guida delle nuove monoposto. E non è un caso che tutte le vetture F1 2022 derivino in maniera a tratti imbarazzante proprio da quel “manichino”.

    Tra i punti chiave del nuovo regolamento vi è la presenza del muso basso. O meglio: l’ala anteriore direttamente connessa al musetto amovibile. Scomparsi, dunque, i piloni di sostegno interposti tra musetto e profilo neutro centrale (uguale per tutti e da realizzare secondo disegni e dimensioni stabiliti dalla FIA).

    Un ritorno al passato frutto non di libere scelte dei tecnici progettisti bensì di una mera imposizione regolamentare. L’ala anteriore, inoltre, presenta un’altezza minima rispetto al Reference Plane pari a 100 mm: l’incremento dimensionale rispetto al 2021 è pari, pertanto, a 25 mm. Ecco perché, nelle F1 2022, l’ala anteriore (e il muso stesso) appare particolarmente alta rispetto al suolo.

    L’ala più alta rispetto al suolo è stata reintrodotta al fine di generare minor deportanza attraverso il suddetto dispositivo aerodinamico.

    Era dal 1996 che non avevamo vetture F1 con i profili alari direttamente connessi al musetto. L’ultima vettura a presentare simile configurazione aerodinamica è stata, infatti, la prima versione della Ferrari F310. Questa bellissima e tecnicamente significativa monoposto — concepita sotto la direzione tecnica di John Barnard — si avvaleva di un muso molto basso e di profili alari connessi alla piccola chiglia centrale del musetto stesso. Tale veste aerodinamica lascerà spazio, nella seconda parte della stagione, ad un muso alto provvisto di sostegni obliqui per l’ala anteriore.

    Va ricordato che, pur con ala e musetto direttamente solidali, i musi delle F1 2022 — al pari dei musi bassi post Tyrrell 019 — presentano i medesimi concetti aerodinamici lanciati dalla citata Tyrrell 019: scocca rialzata al fine di far affluire la maggior portata di aria possibile verso fiancate e fondo vettura.

    Nel 1995, musi “tradizionali” e musi alti convivevano grazie ad un regolamento decisamente libero e che consentiva ai tecnici progettisti di intraprendere molteplici vie interpretative. Ferrari 412T2, la prima versione della Forti FG01-95, Jordan 195, Pacific PR02, Simtek S951 e Tyrrell 023 presentavano ali direttamente connesse al musetto.

    La Forti FG01-95 presentava i sostegni dell’ala a diedro negativo, così da incanalare l’aria diretta al fondo attraverso questa zona centrale. La Pacific PR02, dal canto suo, sfoggiava un curioso “puntale-splitter” proteso in avanti nella zona anteriore del muso. Anche in questo caso — parimenti a molte altre monoposto del periodo — l’ala anteriore presentava un andamento “lunato” a diedro negativo e curvilineo nella zona centrale, così da favorire il passaggio dell’aria verso in fondo.

    Andando ancor più a ritroso nel tempo, vediamo come nel 1994 le auto con profili alari e musetto direttamente connessi abbondavano: Jordan 194, Ligier JS39B, Lotus 107 e 109, McLaren Mp4/9, Minardi M193B e M194, Sauber C13, Simtek S941, Tyrrell 022, Williams FW16 e FW16B.

    Come detto in precedenza, anche i musi bassi provvisti di profili alari e musetto connessi si avvalevano (e si avvalgono) dei concetti lanciati dalla rivoluzionaria Tyrrell 019 del duo Postlethwaite-Migeot: scocca rialzata e — eccezion fatta per la Ferrari 412T2 del 1995 — presenza del “tea tray”, il prolungamento centrale (più o meno vistoso) del fondo piatto che si protende verso le ruote anteriori.

    Bisogna andare al 1991 per vedere l’ultima monoposto di F1 campione del mondo priva dei concetti aerodinamici lanciati dalla Tyrrell 019: si tratta della McLaren Mp4/6. Nel 1992, infine, resistevano le ultime vetture a configurazione pre-Tyrrell 019: si tratta della McLaren Mp4/6B, della Fondmetal GR01, della Lotus 102D, tutte vetture che lasceranno il posto nel corso della stagione a nuove auto provviste di autentiche scocche rialzate e musi “scavati”.

    In questa foto, vediamo il dettaglio del muso della Williams FW15C del 1993 già in livrea Rothmans 1994. Si apprezza la configurazione del muso: scocca rialzata, presenza del prolungamento del fondo piatto (un tea tray molto accennato), profili alari direttamente e tradizionalmente connessi al musetto, profilo alare principale leggermente rialzato (diedro negativo) nella zona centrale.

    Sinora, le poche (e assai provvisorie) vetture 2022 presentate mostrano musi assai simili tra loro. Certamente il regolamento non favorisce una spiccata varietà di soluzioni. Un vero peccato.

    Corsi e ricorsi storici, dunque. La storia regolamentare della F1 disegna circoli impensabili sino a pochi anni fa. Appena un decennio fa, la F1 viveva l’apice dei musi alti. Musi assai “scavati” inferiormente e caratterizzati da piloti di sostegno dell’ala particolarmente alti e vistosi. Dal 2012, per ragioni di sicurezza, la FIA ha introdotto a dosi graduali ma irreversibili vincoli regolamentari intesi ad abbassare i musi. Sino a questo 2022, anno della scomparsa dei piloni di sostegno tra muso e ala.

    Vedremo, quando le auto saranno più definite, come i tecnici progettisti avranno interpretato i nuovi musi. Al momento vediamo musi più corti del massimo consentito, con la parte più avanzata del musetto che poggia in corrispondenza del secondo profilo alare (come fatto sulla show car FIA-FOM). Una soluzione che, quindi, realizza in soffiaggio tra primo e secondo profilo, inteso alla massima ricerca della downforce.

    Insomma, una F1 2022 piacevolmente “old style” per certi aspetti, negativamente “monomarca oriented” per altri…

    2022 F1 f1 history pellegrini
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    Paolo Pellegrini

    Paolo Pellegrini, Classe '82, amante della velocità a 360°, che sia un'auto, una moto, un aereo o i 10 secondi di un 100 metri. Disegnatore di auto e moto da corsa estreme.

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     3. Oscar Piastri           410
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    Pos Costruttore           Punti
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     3. Red Bull               451
     4. Ferrari                398
     5. Williams               137
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