La mancata comprensione della monoposto, gli inutili proclami prima di un week end di gara e la carenza di sviluppo, soprattutto nella seconda parte di stagione, sono tra i principali problemi che la Ferrari si porta dietro da troppo tempo e che sono risultati evidenti anche quest’anno.

COMPRENSIONE DELLA MONOPOSTO
Lo avevamo detto in tempi non sospetti ma la scarsa competitività della SF-23 nasce anche dall’aver pensato che le idee progettuali e la linea di sviluppo della monoposto dello scorso anno fossero quelle “vincenti”. Archiviato un ottimo inizio di mondiale e una buona prima parte di stagione 2022, in Ferrari si decise di dare continuità ad un progetto che però era risultato “vincente” più per le difficoltà degli altri due top team, Red Bull e Mercedes, che per meriti di Maranello. Il team austriaco doveva “solo” trovare la giusta direzione di sviluppo e non ci mise poi molto, tanto che da luglio 2022 in avanti Max Verstappen e Sergio Perez lasciarono agli avversari solamente una vittoria in 11 Gran Premi. I tedeschi invece “lottarono” per tutta la stagione con una filosofia di progetto “zero sidepod” che comunque non impedì loro di lottare per il secondo posto finale nella classifica costruttori.
A Maranello invece si sono “seduti” sul loro bel progettino iniziale, partito con larghissimo anticipo rispetto agli avversari, per certi versi originale ma che non ha poi permesso di raccogliere i frutti sperati. E così, la SF-23 di quest’anno, è nata con una continuità progettuale che si è rivelata deficitaria, sin dai test in Bahrain. E qui, viene in primo grave problema della Gestione Sportiva Ferrari di quest’anno, ovvero la comprensione dei problemi e i tempi di reazione necessari per risolversi.
Stando a quanto avevano dichiarato Fred Vasseur e i due piloti di Maranello, all’inizio dell’anno non sembrava così chiaro quale o quali fossero i problemi della nuova monoposto. Diverse invece le recenti dichiarazioni di Enrico Cardile, neo Direttore Tecnico Telaio che, in Olanda, ha dichiarato: “Abbiamo individuato gli errori da non ripetere nel 2024. E’ stato chiaro sin dai test quali fossero le lacune e cosa ci mancava per avere una macchina competitiva. La corrispondenza con simulatori di guida e galleria del vento è stata da subito estremamente buona e, con l’analisi che abbiamo fatto dopo i test, siamo giunti ad una rapida conclusione”.
Ora, delle due l’una: se le lacune di un progetto erano così chiare, come mai non si è agito subito per “ribaltare” la monoposto? Mercedes e McLaren lo hanno fatto e hanno dimostrato che, nel giro di qualche mese, un progetto nato male può essere rivisto e reso anche molto competitivo.
A Maranello questo non è successo e tutto è stato rimandato al 2024 quando però anche gli altri team saranno in grado di mettere in pista sviluppi migliorativi alle loro vetture. Era addirittura il 30 maggio quando Vasseur dichiarò: “In galleria del vento abbiamo già la macchina per la prossima stagione”. Nella stessa intervista, rilasciata tra il Gran Premio di Monaco e quello di Spagna, lo stesso Team Principal disse: “I problemi della SF-23 potrebbero essere dovuti all’aerodinamica o alla meccanica delle sospensioni. Il problema non ha niente a che vedere con il concetto o con l’aspetto estetico della vettura. È un dato di fatto però che soffriamo di più in gara che non in qualifica e oltretutto nemmeno in tutti gli stint di gara. È un problema che non dipende dalla filosofia ma dall’uso che fai del pacchetto, delle gomme e del bilanciamento”.
Queste dichiarazioni lasciavano intendere che a Maranello la “fase di analisi” dei problemi della SF-23 non fosse ancora del tutto terminata!
INUTILI PROCLAMI PRIMA DI QUALIFICHE E GARA
“Possiamo lottare per la pole position”.
“Questo week end possiamo fare molto bene”.
Sono due frasi che abbiamo sentito in più di un’occasione quest’anno e puntualmente sono state smentite dai fatti. Per citare qualche episodio, possiamo ricordare la parole di Vasseur prima della sessione di qualifiche di Barcellona: “Oggi vogliamo lottare per la pole”. Il risultato fu Sainz a mezzo secondo da Verstappen, con Leclerc fuori in Q1. Ricordate poi come andò in Ungheria? Gli uomini di Maranello si aspettavano una monoposto competitiva e invece il risultato fu deludente: un sesto e undicesimo posto in griglia e un pessimo piazzamento in gara, con Leclerc 7° e Sainz 8°. Al contrario, in Belgio, dove le aspettative erano basse le cose andarono diversamente. Sul veloce tracciato di Spa, Leclerc conquistò la pole position e un buon podio in gara, dietro alle due Red Bull. In Olanda, settimana scorsa, ricordiamo tutti come andò!
E a Monza come andrà ? Stando alle parole di Vasseur, “vogliamo offrire un bello spettacolo e una prestazione di carattere”, a Maranello si attendono un fine settimana positivo. Se da un lato è bene tenere alte le aspettative dei tifosi, dall’altra c’è il rischio concreto di parlare un po’ troppo e un po’ troppo presto, rispetto ai risultati. Vero è che sulle SF-23 di Leclerc e Sainz sono state montate due nuovissime Power Unit e che le prove libere sono andate bene ma, come diciamo spesso, i punti si assegnano la domenica.
CARENZA DI SVILUPPI
E’ uno dei punti deboli e forse la maggior criticità della Ferrari negli ultimi anni. La cronica incapacità di programmare e soprattutto di rilasciare degli sviluppi tecnici sulla monoposto che siano in grado di mantenere il livello di competitività della vettura. Fu così nel 2022 ma non andò diversamente anche gli anni precedenti. Questo, insieme ad altri problemi di gestione interna, sono tra le priorità di Vasseur che, con gli ingressi di alcune key people nei prossimi mesi, dovrà necessariamente risolvere.