
Sua Altezza Max Verstappen è campione del mondo di Formula 1 per la quarta volta nella sua carriera. Un epilogo che, all’inizio del 2024, sembrava la più naturale delle conclusioni. Ma che, nello svolgimento della stagione, a un certo punto pareva essere quasi un miraggio. L’olandese eguaglia due mostri sacri del motorsport come Alain Prost e Sebastian Vettel, che come lui ha conquistato i suoi primi (e unici) quattro titoli mondiali con la Red Bull. Già, la Red Bull; che da fedele alleata degli ultimi due anni, si è trasformata nel più acerrimo dei “nemici”, complice un crollo di prestazioni inspiegabile (o forse sì, Adrian?) che l’ha costretto a un’astinenza di vittorie lunga dieci gare. Ovvero, la più lunga della storia per un pilota di Formula 1 in testa alla classifica piloti. Eppure, non è bastata a sovvertire le sorti del campionato.
DA RED BULL A MAXBULL: VERSTAPPEN VINCE CONTRO TUTTI
Sette vittorie nelle prime dieci gare, una nelle successive dodici. Numeri che spiegano abbondantemente le montagne russe su cui Max Verstappen è dovuto salire per arrivare alla sua quarta corona iridata. E anche alcuni di quei sette successi, ad essere onesti, nascondono i primi semi delle difficoltà di una Red Bull gravemente insufficiente, almeno da Imola in poi. Perché la RB-20 ha supportato a dovere il suo campione fino all’appuntamento imolese (cinque vittorie in sette gare, più due Sprint su due disputate), salvo poi crollare gara dopo gara. Tanto che, da Montreal in poi, si è assistito alla nascita della Maxbull: non solo per lo sciagurato rendimento di Sergio Perez, ma anche per la totale incapacità della vettura di contrastare McLaren e, successivamente, anche Ferrari.
In questo scenario, il vero momento decisivo del campionato si è consumato tra Montreal e Silverstone, quando la McLaren aveva già sopravanzato la Red Bull nelle gerarchie in pista. In quelle circostanze, Max ha ottimizzato come meglio non poteva, cogliendo due vittorie in Canada e Spagna davanti a Lando Norris. Risultati che, uniti all’autoscontro con l’inglese a Spielberg e al sorpasso sul rivale in Gran Bretagna nei giri finali, hanno portato in dote al campione del mondo un cuscinetto di 28 punti. Quasi il 50% del vantaggio utile a Max per chiudere la pratica a Las Vegas. Un dato fondamentale nel suo percorso accidentato verso la conferma al top della Formula 1.
RIVALI LONTANI: NORRIS INADEGUATO, LECLERC DISCONTINUO
La sconfinata bravura di Max Verstappen, da sola, quest’anno non poteva davvero bastare. Ed è per questo che un gentile ringraziamento per il quarto trionfo mondiale dell’olandese va dato anche ai rivali. A partire, ovviamente, da Lando Norris. Già il solo pensiero di metterli a confronto, potrebbe indurre alle facili risatine. Ebbene, basti pensare a questo dato: nonostante la superiorità schiacciante della McLaren sulla Red Bull da Imola in poi, Max ha vinto più dell’inglese (4 vs 2, senza contare le Sprint). Senza dimenticare le costanti umiliazioni rifilate a Lando da parte del campione del mondo: da Barcellona a Silverstone, passando per Austin e finendo in Brasile, forse l’apice di un duello semplicemente impari; Norris in pole position, Verstappen 17°. Risultato finale: Verstappen 1°, Norris 6°. Lezioni di guida a ripetizione, che hanno svilito la credibilità dell’inglese come anti-Max.
Ruolo che, a onor del vero, neanche Charles Leclerc ha potuto ricoprire fino in fondo. Ma qui, il discorso deve essere ampliato anche al rendimento disastroso della Ferrari in estate, quando la forbice tra il monegasco e l’olandese (31 punti di differenza fino a Monaco) si è aperta in maniera irrimediabile, anche per qualche errore dello stesso ferrarista. Un sinonimo di discontinuità, che dalle parti dell’olandese non si è mai vista neanche nei momenti più duri, come a Monza o a Baku. E che tracciano un solco ancor più netto con il resto della griglia, anche in vista del 2025. In cui anche se dovesse avere un trattore come macchina, Max Verstappen venderà cara la pelle per fare cinquina. Perché, in fondo, esistono le categorie. E in Formula 1 esistono i buoni piloti, i grandi piloti, e Max Verstappen. IV.