Autore: Lorenzo Roccaro

Lorenzo Roccaro - La F1 come metafora della vita o la vita come metafora della F1? Classe '98, laurea in lettere, videomaker di professione e il boato dei motori a scandire i weekend.

Si è spento Patrick Tamabay. Per lui 114 GP in F1, conditi da due vittorie con la rossa nel biennio 1982-83. Un personaggio indimenticabile anche per il fil rouge che intreccia la sua vita a quelle di Gilles Villeneuve e Didier Pironi. Tambay, francese, classe 1949, esordì in F1 nel 1977 con la con la Surtees, prima di passare alla Theodore Racing per la seconda metà della stagione. In seguito corse per McLaren nel 1978, giungendo poi in Ferrari nel 1982, in sostituzione dell’amico Gilles Villeneuve, scomparso l’8 maggio nelle qualifiche di Zolder in Belgio. Conclusa l’esperienza con la rossa,…

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Prima le grandi aspettative per il disegno “zero sidepods”. Poi il porpoising e il forte drag patiti dalla W13. Una serie di problemi che avevano fatto pensare a un progetto addirittura da cestinare. Ma ecco la risalita tecnica e politica del team di Brackley. L’estrema affidabilità, la capacità di team e piloti nel portare al limite il potenziale della vettura, massimizzando al contempo i risultati. Uniti a una serie di vittorie politiche, quali l’approvazione della direttiva tecnica DT039 e il Cash-Gate in cui è incappata la Red Bull. Tutti elementi utili per riconoscere il team-azienda Mercedes, ancora una volta, come…

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Adii, ritiri e arrivederci. Il 2022 e la sua ultima tappa ad Abu Dhabi ci dimostrano che, quello di Formula Uno, non è più un mondiale per vecchi. Negli Emirati Arabi una serie di beffarde coincidenze accomunano il destino dei piloti che hanno scritto le pagine più luminose della Formula Uno contemporanea. La malinconica dolcezza dell’addio di Sebastian Vettel. La sconfortante tristezza del saluto di Daniel Ricciardo. Infine i frustranti ritiri (causa guai tecnici) dei veterani Hamilton e Alonso. Eppure è tutto parte di un processo, fotografato da una statistica che vede nell’ultimo triennio un forte cambio generazionale e gerarchico…

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Clamoroso a Maranello. Come riportato dalla Gazzetta dello Sport l’avventura da team principal Ferrari di Mattia Binotto sarebbe al capolinea. Al suo posto il prescelto sembrerebbe il 54enne francese Frédéric Vasseur, attualmente alla guida del team Alfa Romeo-Sauber. John Elkann, secondo quanto riportato dalla rosea, avrebbe sondato il profilo del francese, che fece debuttare Charles Leclerc, già in estate. A favorire l’avvicendamento ci sarebbero anche i rapporti privilegiati di Vasseur con l’amministratore delegato di Stellantis, Carlos Tavares. L’avventura quadriennale di Binotto (2019-2022) sembra quindi destinata a chiudersi, anche se nessuna nota ufficiale è stata diramata dal Cavallino. I grandi passi…

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Cinismo, cattiveria, freddezza. Aggettivi che abbiamo sprecato per descrivere Max Verstappen e la sua cavalcata nel biennio 2021-2022. In Brasile però l’olandese ha letteralmente bullizzato la Red Bull e il proprio compagno di scuderia. Durante il Gran Premio infatti, Max è stato capace di contravvenire ben due volte al team order del muretto. Prima superando il collega e scudiero Sergio Perez, poi non restituendo allo stesso la quinta posizione al termine della gara. Piazzamento utile al messicano nella volata al secondo posto con il ferrarista Leclerc, ormai ultimo obiettivo conseguibile in casa Red Bull. “Ve l’ho già detto l’ultima volta…

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Un Oscar alla fotografia, questo è ciò che merita il Gran Premio di Austin. Nella terra delle statuette, tra le mille nomination, il COTA, quartultimo week-end del campionato cattura, tra incidenti rimonte ed errori, la più accurata istantanea del mondiale 2022. RITORNELLI DA RECORD Come di consueto i giorni feriali vanno alle rosse, e quello festivo, l’unico che conta, va alla Red Bull di Max Verstappen. In assenza del suo uomo copertina Charles Leclerc (penalizzato di 10 posizioni in griglia per la sostituzione del turbo e del motore endotermico), la Ferrari arpiona con Carlos Sainz la 12esima pole stagionale, agganciando…

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“Se avessi perso la macchina come l’aveva persa Sainz due giri prima e non importa la velocità, 200 o 100 orari, sarei morto, semplicemente.” Le comprensibile rabbia di Pierre Gasly è l’espressione di ferite aperte e mai del tutto rimarginate. Prima Jules Bianchi, poi Anthoine Hubert, due amici, ancor prima che colleghi, persi in otto anni. Sentire il suo sfogo a fine gara fa male, perché Suzuka non è il Colosseo e i piloti non sono dei gladiatori, o per lo meno non lo sono più oggi, nel 2022. Ecco perché nello sport, espressione massima della vita, evocare la morte…

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Quello di Singapore è un week-end che passerà alla storia più per il caso Cost Cap, che per l’azione in pista, senza nulla togliere alla super prestazione di Perez. Molto si è parlato a proposito, e spesso anche a sproposito, del presunto sforamento di Aston Martin e Red Bull del tetto alle spese (nell’anno 2021) imposto dal nuovo regolamento della FIA. La “talpa” che venerdì ha spoilerato in anteprima i caldissimi risultati delle indagini Fia, che ufficialmente usciranno mercoledì 5 ottobre dal palazzo di Place de la Concorde, ha scatenato un vero e proprio tsunami all’interno del circus. Ricapitolando, lo…

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L’aveva annunciato Stefano Domenicali ai microfoni di Sky durante le Prove Libere del GP di Zandvoort: “Il Gran Premio di Monza è a rischio, gli organizzatori si devono svegliare!”. Quella che inizialmente sembrava un’esagerazione, giustificata dall’idea diffusa che un mondo avido come la F1 spesso insegua il profumo del denaro in lidi esotici, si è tramutata in una affermazione chiarissima e sensata agli occhi di tutti quelli che, come il sottoscritto, erano in possesso del biglietto “Prato” del GP brianzolo. Le immagini patinate della televisione (l’inno, le frecce tricolore, la marea rossa, le star e il paddock club) nascondono dietro…

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Qualche scarso messaggio radio, poche inquadrature e il vuoto alle spalle. La stagione di Max Verstappen è tra le più dominanti nell’intera storia della Formula Uno, a sancirlo non sono soltanto i 109 punti di distacco (a 7 gare dal termine). Ma la sensazione che quel leggendario duello con Hamilton rappresenti ormai un lontano ricordo suggellato da quell’ultimo giro di Abu Dhabi, capitolo finale di una saga epocale. L’olandese e la Red Bull sembrano aver raggiunto una sinergia perfetta, forse nel momento più opportuno per entrambi. Il mondiale 2022 rappresenta l’apice della consapevolezza, della forza e delle motivazioni. Ma anche…

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